Gli africani vincono 1-0 e affiancano i tedeschi al comando del girone. Decisivo lo scontro diretto dell'11 giugno. Arabia trasformata rispetto al catastrofico esordio, ma non basta: è la prima eliminata.
Potrebbe davvero costar caro un primo tempo da sbadigli a "les lions", tutt'altro che "indomables" sul prato di Saitama. Talmente sonnolenti ed approssimativi, gli uomini di Schaefer, da rivitalizzare anche i fantasmi sauditi ridicolizzati dalla Germania, capaci stavolta di imbrigliare gli africani senza troppi patemi. E' il Mondiale delle sorprese e, tanto per non smentire l'adagio, il Camerun si adegua: doveva fare un boccone solo dell'Arabia, scaraventando il maggior numero di palloni possibili nella porta di Al Deayea, si ritrova con un solo gol in più nella classifica delle marcature. E in questo gruppo, dopo il pareggio tra tedeschi ed irlandesi, a decidere i giochi sarà probabilmente la famigerata differenza-reti, vale a dire il passivo inflitto ai sauditi. La Germania ha fatto otto gol agli asiatici, il Camerun uno solo e, a meno di harakiri dei "verdi" d'Irlanda, Schaefer e "les lions" non hanno alternative: battere proprio la Germania. Diverso il morale dall'altra parte, nonostante la sconfitta, così come - s'immagina - tra i sultani, gli sceicchi e compagnia bella di Riyadh: ricordando che i principi sauditi non fecero sconti ad un tecnico del blasone di Carlos Parreira, esonerato in tronco dopo il secondo K.O. a Francia '98, pareva segnata la sorte di Al Johar contro "les lions" ed, invece, gli tocca pure qualche rimpianto per le occasioni sciupate dai suoi. Avrà salvato il posto? Di chances saudite se ne contano almeno tre nei primi 45'. Una dopo pochissimo, all'8', quando lo sgusciante Abdullah Al Shahrani (da non confondere con l'omonimo Ibrahim) se ne va sulla corsia di destra e crossa al bacio per Al Dossari, unico attaccante nell'abbottonatissimo schieramento di Al Johar, incapace di schiacciare in porta. Le altre, capitano proprio qualche minuto prima dell'intervallo: scambio in velocità tra Al Yami (subentrato all'infortunato Al Dossari) e Al Temyat al 42', ma il "Pallone d'oro" asiatico dell'altro anno è reduce da un infortunio e non riesce a far male. Più insidiosa un successivo calcio di punizione toccato da Sulimani, ma Alioum non corre rischi eccessivi. E il resto? E, soprattutto, il Camerun? Irriconoscibile, quasi ipnotizzato dal ritmo compassato degli avversari, a parte qualche fiondata di Wowe ed un paio di puntate di Geremi. Ma è pretestuoso scrivere di palle-gol; se Al Deayea non s'impappina è difficile che gli africani passino. Nemmeno la ripresa registra inizialmente qualche atteso sussulto. Al Joar non rischia e l'Arabia è di nuovo copertissima, Schaefer non rinnova la fiducia a Ngom Kome, schierato a sorpresa, e lo sostituisce con il più esperto Olembe. Prima dell'improvviso, decisivo scatto di Eto'o, che risolverà la contesa, "les lions" annaspano ancora, rischiando pure di capitolare sul solito contropiede orchestrato da Al Temyat (si distende bene Alioum nella circostanza). Poi il tanto atteso Samuel Eto'o, ventunenne in forza al Maiorca e accreditato di futuri sfracelli, si scrolla di dosso l'apatia e infila il corridoio giusto per puntare e trafiggere Al Deayea. Certo, l'Arabia Saudita non è quella centrifugata da Klose, e non ha un attimo di sconforto: il Camerun deve pure guardarsi dall'orgoglio avversario, anziché stringere nella morsa i rivali. L'ingresso di Olembe, la pedina giocata da Schaefer nella ripresa, si rivela la mossa decisiva: è lui a dar più mordente ai compagni, traditi soprattutto dagli spenti Mboma e Foe. Ed è tutto per la partita probabilmente più deludente giocata finora in questo Mondiale, ravvivata appena da quel dardo di Eto'o, che lo salva da una prestazione, nel complesso, incolore.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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