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Francis Bacon
Fragment of a Crucifixion, 1950
Oil on canvas 60 x 48 in
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Francis Bacon
Innocenzo X by Velasquez


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Francis Bacon
Fragment of a Crucifixion, 1950
Oil on canvas 60 x 48 in
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Francis Bacon
Innocenzo X by Velasquez


Forse l’arte è semplicemente la capacità di suscitare emozioni, di comunicare ideali e valori e di sublimarli da temporali ad eterni.Originally posted by Jared
Mentre per Antiquariato una definizione è possibile, per "Arte" la definizione esatta probabilmente non esiste.
Possiamo tentare di definire "Arte"?
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Silvia, la tua sintesi e la tua identità di vedute (identica alla mia) come sempre mi toglie le parole di bocca, in questo caso di tastiera. Sarai mica l'altra mia metà?Originally posted by Silvia
Forse l’arte è semplicemente la capacità di suscitare emozioni, di comunicare ideali e valori e di sublimarli da temporali ad eterni.![]()
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Un saluto


E chi lo sa...Originally posted by Nebbia
Silvia, la tua sintesi e la tua identità di vedute (identica alla mia) come sempre mi toglie le parole di bocca, in questo caso di tastiera. Sarai mica l'altra mia metà?![]()
P.S. Un saluto anche a te...


Originally posted by skorpion
.................................................. .................................................. .......Per fare un esempio forse un pò banale, ma che secondo me può essere chiaro ed attinente al tema, risulta evidente che prendendo in considerazione due adolescenti della stessa età e di eguali tendenze e quoziente d'intelligenza, si otterrà un diverso risultato se ad uno viene applicato un metodo di insegnamento di tipo classico ed al tempo stesso rigido e conservatore, che implica lo studio del greco e del latino ed ascoltare Chopin, rispetto ad un altro che viene educato in un contesto lassista, con regole non definite ed i cui interessi culturali vengono orientati verso soluzioni di sperimentazioni di sapore avanguardistico e che ascolta Eminem invece di Chopin.
I nostri due ipotetici "cloni" iniziali dopo l'assorbimento di questi due diversi indirizzi educativi, si ritroveranno alla fine del percorso completamente diversi nella concezione della vita, negli interessi e nell' impostazione dei percorsi esistenziali.
Il tema pertanto risulta essere quello dei riflessi diversificati di diverse tipologie di in-put culturali ai fini del modello di riferimento delle culture e quindi dell'orientamento culturale dei popoli, di cui l'arte nella sua espressione di tendenza, risulta esserne un tassello importante.
Penso che se ne dovrebbe discutere.
Un saluto.![]()
Le canzoni violente aumentano l'aggressività
Lo rivela l'Associazione americana di psicologia. Che, in un recente studio, accusa i brani musicali violenti. "Possono creare tensioni sociali".
WASHINGTON – Canzoni violente, aggressività che aumenta. Tanto che, secondo l’Apa, l’associazione americana di psicologia, i brani musicali con testi violenti possono creare tensioni sociali.
Diversa, invece, la convinzione precedente. Altri studi, infatti, sostenevano che la musica violenta riusciva a canalizzare l'aggressività e quindi a diminuire le tensioni.
L’ultima analisi, invece, prende spunto da cinque diversi test, che hanno coinvolto complessivamente circa 500 studenti universitari americani. La ricerca dell'Apa, pubblicata nel 'Journal of Personality and Social Psychology', non cita nessun cantante in particolare. Le canzoni nel mirino sono probabilmente quelle dei più famosi rapper come Eminem e 50 Cent, che scrivono testi particolarmente espliciti, o di alcune bande di hard rock o heavy metal.
Dal 1985, su pressione della moglie dell'allora vice presidente Al Gore, Tipper, l'industria americana del settore aveva accettato di segnalare, sulle copertine dei cd, testi particolarmente espliciti e violenti. Ma secondo alcune organizzazioni familiari, occorrerebbero restrizioni ancora più dure.
(5 MAGGIO 2003, ORE 8:17)
Da: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...178051,00.html


I MESSAGGI SUBLIMINALI NELLA MUSICA LEGGERA
PROLOGO
La musica, come del resto l'arte in generale, è sempre stata al servizio del potere. Rarissime le eccezioni.
(Sono state volutamente omesse, nei testi sottostanti, le maiuscole per le iniziali dei nomi dei satanisti dichiarati e, comunque, degli adelfi della Dissoluzione).
* * *
1. PREMESSA
Parlando in termini generali, il regime dispone di diversi mezzi di propaganda per cercare di condizionare il modo di pensare delle masse ad esso sottoposte. Oltre ai metodi ben intuibili da tutti: stampa, cinematografia, televisione, eccetera; chi detiene il potere dispone, di forme di condizionamento dette "subliminali".
Un tentativo di condizionamento si dice subliminale nel momento in cui non è avvertibile in maniera cosciente; bensì solo al livello del nostro subcosciente. In altri termini capita che, senza sapere per quale motivo, si finisca col desiderare ciò che viene propagandato. Capita infatti che non si abbia la possibilità di filtrare con il raziocinio ciò che ci viene comunicato; perché quello che viene dettato al nostro subcosciente, tende ad essere catalogato come "vero" e "desiderato" dal nostro cervello.
I messaggi subliminali sono di due tipi: video ed audio.
Uno dei primi condizionamenti subliminali video di cui si abbia notizia venne realizzato, nei primissimi anni cinquanta, per squallidi motivi commerciali, dalla Cocacola: nelle sale cinematografiche venivano proiettati film che, ad intervalli di cinque minuti, erano interrotti da un unico fotogramma raffigurante una bottiglia di cocacola. Ora, l'occhio umano può percepire solo immagini impresse su almeno 12 fotogrammi di pellicola cinematografica; pertanto gli spettatori non si accorgevano affatto delle interruzioni in discorso; ciò nonostante il consumo di cocacola in tali sale cinematografiche aumentò di circa il 39%. Infatti se era vero che consciamente nessuno aveva percepito la pubblicità, era altrettanto vero che il subconscio degli spettatori aveva generato negli stessi un fortissimo desiderio di bere cocacola.
Quando la cosa si seppe, le unanimi proteste dei consumatori determinarono la proibizione di tutti i messaggi subliminali video in molti stati occidentali (1) (ma non negli Stati Uniti d'America), e ciò determinò una riduzione dell'utilizzo di tali messaggi, che vennero comunque utilizzati successivamente, anche a causa del fatto che pochissimi paesi (fra cui certamente non vi è il nostro) si sono realmente impegnati nel combattere tali forme di violenza alla coscienza.
Si consiglia la lettura del seguito e di altri argomenti collegati su:
http://digilander.libero.it/subliminale/Antonio.html
WhowOriginally posted by Silvia
E chi lo sa...
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Originally posted by Lurido
nell'osceno thread di Nebbia intitolato "E baaasta con questa roba".
L'arte è una scienza umanistica, è la prima scienza del "comunicare", del "sentire". Quella che prima ancora della scrittura aveva posto l'uomo delle caverne nella possibilità di esplicare concetti in maniera grafica, visiva, efficace e sintetica.
Il Dio denaro e i concetti esterioristici della civilizazione "castrarono" questa meravigliosa tecnica della comunicazione non verbale, trasformandola aimè in un gioco di fronzoli e perfezionismi figurativi assolutamente fuorvieri della vera essenza dell'arte.
I vostri grandi pittori e scultori del rinascimento, altro non erano che dei copiatori di quello che già esisteva. Assolutamente incapaci di esprimere sensazioni e concetti si limitavano a copiare nelle tele e nelle statue ciò che già esisteva in natura e quindi non regalando niente di nuovo alla società, se non canoni esterioristici elevati all'ennesima potenza e quindi lontanissimi dalla realtà della vita. Donatello, Raffaello, Michelangelo, ecc ecc non erano altro che spietati complici e pedine di una società classista e falsamente perbenista.![]()
Stavolta per rispondere a questo post di Lurido voglio anch'io riferirmi a citazioni di altri per aiutare a trovare una definizione dell'arte e per cercare di estrapolarne gli elementi che contano.
Mentre Lurido spesso cita il Saggio di E.Kinkley, di cui evidentemente condivide i contenuti, io, in contrapposizione posto
una "Discorso sull'arte sacra" di cui riporto la parte iniziale, rispromettendomi di non citarne l'autore per non creare nei lettori, condizionamenti nel merito del giudizio su quanto da lui espresso. Posso solo anticipare che trattasi di persona che di pittura se ne intende veramente e ritengo che nell'ambiente artistico sia "leggermente" più importante di E.Kinkly.
Comunque stà a voi giudicare.
Riporto l'inizio del trattato:
Discorso sull'arte sacra
Le Madonne di Raffaello, dei Correggio e di Murillo mi hanno rivelato, quand'ero adolescente, la vera grandezza della pittura. Sono rimasto meravigliato davanti a quei quadri di cui la pittura era così miracolosamente vibrante, così meravigliosamente sfumata e morbida, che guardandola il mio cervello ed i miei occhi prova- vano qualcosa di simile ad una dolce carezza. Già allora, mentre ero ancora adolescente, intuii, pel merito di tali capolavori, che il mistero divino include nella sua grandiosità anche il mistero del- l'arte. Mi fu in tal modo concesso di capire che l'arte è il fenome- no il quale con la sua perfezione ci porta più vicino a Dio; mi fu concesso di capire che in essa si rivela la presenza divina e la contemplazione d'un'opera d'arte ci purifica, così come la comunione fatta in uno stato di fede profonda. Sì, è il Genio Divino Universale che è il Creatore dell'Arte e l'uomo, creando il capolavoro, non fa che eseguire i suoi comandamenti. Se una forza superiore non guidasse le sue mani e il suo spirito, come potrebbe l'uomo, povera creatura tanto limitata nelle sue possibilità e nei suoi pensieri, raggiungere le altezze necessarie alla grande creazione artistica? Ed è così, poiché l'arte, anche nelle espressioni più diverse, resta sempre la stessa nella sua essenza, nel corso dei secoli.
.................................................. ...............
per il seguito e la scoperta dell'autore dello scritto vedasi:
http://www.incontridimusicasacracont...lartesacra.htm
posso però fornire in anticipo, per gli addetti ai lavori, un indizio per la sua individuazione:
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Originally posted by Lurido
Leggetelo e fatevi una cultura.![]()
http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=16581
Non fa mai male rinfrescare la memoria a certa gente.![]()
Lurido !!!!
Leggitelo questo trattato e fatti tu una cultura che questo è un vero Maestro ed il suo giudizio conta veramente. E magari, fallo leggere anche a E.Kinkly, che mi sa che anche lui ha bisogno di farsi una cultura.
"DISCORSO SULL'ARTE SACRA"
su:
http://www.incontridimusicasacracont...lartesacra.htm
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GRAZIE MAESTRO !!


ALTRE ARGOMENTAZIONI ATTINENTI AL TEMA
Riflessioni sull'Arte Contemporanea
Riflessioni sulla Biennale di Venezia
Riflessioni sul nostro lavoro e sulla necessità di difendere la Pittura.
Un importante contributo di Vittorio Sgarbi alla difesa della Pittura
Tratto da:
http://www.labottegadelpittore.it/ac...#Contemporanea
Riflessioni sull'Arte Contemporanea
La Pittura, forse la prima forma di espressione umana (insieme alla scultura),
risalente al Paleolitico Superiore, dopo circa 20.000 anni di storia gloriosa,
con gli inevitabili "alti e bassi" delle civiltà che si sono succedute,
"è stata terminata" negli anni ’60.
A dimostrazione di ció si possono visitare i piú grandi Musei d’Arte Moderna
e Contemporanea del mondo per scoprire come forse mai nessuna forma di
espressione umana abbia subito una aggressione cosí violenta e concentrata
come la Pittura a partire dagli anni ’60 ad oggi.
Fortunatamente peró la realtà è piú ricca e differenziata di ció che puó
apparire in superficie: esistono molti e buoni Pittori che operano
nell’anonimato o al margine di quel "sistema" che viene impropriamente
definito "Arte Contemporanea" e che ha deciso misteriosamente e
artificialmente di "odiare" la Pittura!
Sono Pittori che con amore e serietà professionale esercitano un mestiere
difficile e complesso, che viene da lontano, da Apelle, dalle pitture di Fayum,
da Gentile da Fabriano, Giovanni Bellini, Leonardo, Caravaggio
e Goya e, nonostante tutto, guardano al presente e al futuro con grande coraggio
e volontà di lavorare e trovare nuove strade e un futuro all’altezza dei tempi
che stiamo vivendo.
Sono Pittori orgogliosi di appartenere all’Italia, all’Europa e al Mediterraneo:
alle terre che hanno dato all’umanità una Storia della Pittura cosí piena di vita,
di energie e di emozioni a partire dalle pitture di Lascaux e Altamira fino a
Giotto, a Masaccio, al Tiepolo e ai nostri giorni.
Una storia di eccellenza qualitativa e di grande pregnanza umanistica,
che fa a pugni con le stupidaggini e la intolleranza della
cosiddetta "Arte Contemporanea".
La Pittura è piú che mai vigente, utile e necessaria all’uomo e al suo futuro
e, particolarmente nel caso dell’Italia e dell’Europa, indispensabile per ogni serio
programma di sviluppo.
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Riflessioni sulla Biennale di Venezia
..."E così mi sono fatto quest'intuizione che prevede come adesso ci voglia
di nuovo una rottura... che ci conduca a un'altra rivoluzione nell'arte"....
E cosí, con le sue parole, il curatore della Biennale Harald Szeemann ,
di rottura in rottura affonda sempre di più la sua confusione mentale
trascinando in questo buco nero anche la Storia della Pittura Italiana in generale
e la Scuola Veneziana in particolare.....proprio a Venezia!
E cosí l'interminabile assassinio della Pittura continua
in una sequenza penosa sotto gli occhi delle autorità
di Venezia, del Veneto, dell'Italia e dell'Europa.
Che senso ha ormai continuare con questi giochetti esposti alla Biennale,
che non sono teatro, non sono cinema, né letteratura, né musica,
né architettura e tanto meno scultura e pittura?
In qualsiasi altra disciplina dell'arte questi pseudo "artisti"
sarebbero messi gentilmente alla porta.
Mentre nelle "Arti Visive" viene accettato qualsiasi incapace
e chiacchierone con le sue stupidaggini da "paguro bernardo",
che hanno bisogno delle "contaminazioni" delle altre arti,
o dei palazzi, ville e castelli di altre epoche
per giustificare la inconsistenza delle proprie opere.
Ma anche se queste cose esposte alla Biennale avessero dei sostenitori
o ammiratori (dopo la "Guerra del Golfo" e "Il Grande Fratello"
ci si può aspettare di tutto), con quale criterio o logica si pensa
che queste stupidaggini possano sostituire la Pittura?
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Riflessioni sul nostro lavoro e sulla necessità di difendere la Pittura.
A partire dagli anni ’70 abbiamo realizzato le prime opere di Arte Pubblica
con tecniche tradizionali (affresco, ceramica e mosaico) e moderne
(resine sintetiche, silicati, cemento ecc.), e i primi programmi didattici di
"Integrazione Plastica" nelle scuole di orientamento artistico, fino ad inventare,
progettare, costruire e dare avvio ai programmi educativi della "Escuela Nacional
de Arte Público" di Managua, Nicaragua: probabilmente la prima esperienza
del genere in America ed Europa.
Le opere pubbliche realizzate (alcune delle quali dichiarate Patrimonio Culturale
Nazionale), hanno portato alla fondazione in Messico di "TALAMURO"
(Laboratorio Latinoamericano di Muralismo e Integrazione Plastica),
e successivamente a creare opere individuali e collettive in vari paesi
d’Europa e d’America nella occasione dei 500 anni della Scoperta dell’America.
L’ultimo decennio del secolo e millennio scorso ha messo in evidenza una
situazione radicalmente contraddittoria:
mentre da un lato cresceva la nostra esperienza, forza e capacità di
intervento operativo, con i mezzi delle arti plastiche (pittura, scultura e
architettura) sul territorio, dall’altro lato avanzava la intolleranza verso
la Pittura e l’imposizione di un totalitarismo della irrazionalità e inconsistenza
dei vari "minimalismi", "artepoverismi", "concettualismi" della cosiddetta
"Arte Contemporanea".
Il problema pertanto non era solo quello di "ridare ossigeno" alla Pittura
(dopo la stagione modernista e avanguardista), ritornando a darle un
ruolo maggiore, tra le espressioni dell’habitat umano, della civiltà, della
funzionalità in rapporto alla natura e all’ambiente, ma ormai il compito
era diventato quello della difesa della Pittura tout-court.
Potremmo descrivere in questo modo un programma ideale in questo senso:
a)-Difendere la Pittura e i Pittori a partire dalla "patria della pittura": VENEZIA
(patria della pittura di luce, dei colori fatti di luce: gloria della Scuola Veneziana),
dove piú intense si sono fatte negli ultimi anni le manifestazioni di intolleranza
principalmente attraverso la Biennale Arti Visive.
b)-Rilanciare la Pittura dalla terra che possiede il piú ricco ed alto Patrimonio
Pittorico della umanità: l’ITALIA, dove purtroppo negli ultimi decenni la situazione
è degenerata in un cosmopolitismo omologato assurdo e senza senso.
c)-Trovare i cammini seri di rinnovamento e di proiezione della espressività
pittorica verso il futuro a partire dall’ AREA MEDITERRANEA, che è stata la culla
delle Arti Figurative dalla Preistoria alle Civiltà Greca, Romana, Rinascimentale
e Moderna
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Un importante contributo di Vittorio Sgarbi alla difesa della Pittura
"…. E’ giunto il momento di riguardare la storia dell’arte di questa seconda
metà del secolo, certo il periodo di maggiore incertezza, e insieme di
fiducioso dogmatismo, che si sia mai attraversato. Siamo vissuti in un
lunghissimo equivoco, obbedendo a parole d’ordine che impedivano
di vedere la realtà. Solo certi fenomeni sono stati giudicati degni di
considerazione, uniche prove legittime dell’arte contemporanea, serenamente
ignorando tutti gli aspetti non omologabili. Mai intolleranza fu più forte e
gli artisti considerati puri strumenti di strategie….
…Si è trattato di una vera e propria guerra, con morti, feriti, dispersi.
Assai pochi hanno coscientemente conservato una propria autonomia,
e l’anno pagata con il silenzio e l’indifferenza…"
"…Siamo rassegnati. Ci hanno abituato a decine di manufatti mediocri,
di facili trovate, di giochi ottici, di artificiosi surrealismi, di espressioni
cosiddette concettuali o di arte povera (povera arte! ai tempi buoni ricca e sontuosa).
L’arte contemporanea deve essere brutta, deforme, incomunicante, sperimentale…
…Ci confortiamo dell’altrui parere, spesso leggero, automatico;
ci suggestioniamo reciprocamente, e mai come ora i sarti dell’imperatore
sono stati così inattivi.
E quanti saprebbero dichiarare che l’imperatore è nudo, affidandosi soltanto
ai propri occhi?….
…Ma la maggior parte degli artisti di cui continuamente leggiamo e
sentiamo parlare non sono che un piccolo, marginale, non rappresentativo
aspetto di una realtà infinitamente più complessa e variegata che,
con i suoi umori, le sue esuberanze, i suoi furori, sta in penombra….
…L’arte sta restringendosi – o inseguendo effetti roboanti, non sostenuti
da vere invenzioni….
…Mi sono così fatto l’idea che esista una strada segreta, un sentiero,
che ci può condurre fuori dal labirinto, dalla confusione e dalla babele delle lingue,
che rendono indecifrabile l’arte contemporanea, una strada misteriosa
ma aperta su panorami bellissimi, con scorci e inedite vedute.
E penso a episodi inconsueti, ma non rari, perché il sentiero sempre più
si ingrossa e le vedute suggestive si moltiplicano. Di questo secolo, così scoperto,
così dichiarato, così pubblicizzato nei suoi molteplici aspetti, di questi tempi
della riproduzione industriale resterà dunque una "arte segreta"?…
…Il futurismo e il dadaismo hanno dato i loro frutti e prospettato
le attuali conseguenze: le abbiamo viste consumate, subite.
E molti ne sono usciti con la testa cambiata, hanno pensato che lì soltanto,
e nel perpetuo rinnovarsi dell’avanguardia, l’arte contemporanea trovasse un senso,
il suo senso.
E di qui incomprensioni, esclusioni, incompatibilità, e, soprattutto,
censura e silenzio per chi indicasse diverse soluzioni.
Cosí è sorta una città sotterranea, dove si sono rifugiati, orgogliosi e imperturbabili,
artisti di sicuro talento, e dove giungono, come naufraghi
sopra una terra insperata, alcuni temerari che non hanno piegato le vele
nella direzione del vento favorevole e hanno affrontato tempesta e bonaccia
per arrivare a un luogo di cui avevano sentito parlare, ma della cui esistenza
non erano neppure certi fino in fondo. Si è trattato per molti, fin dalla prima
generazione di questo secolo, di scavalcare le avanguardie,
di attraversarle ignorandole, di riagganciarsi all’ultimo gesto della mano con il pennello
o con la pietra, di ricominciare dove il percorso si era interrotto.
Per molti è stata una testarda coerenza, una polemica ragione di vita,
nell’isolamento e nel silenzio; per altri, e soprattutto ora,
è una dimostrazione di riscatto…"
(da Vittorio Sgarbi, La stanza dipinta, Supersaggi BUR, 1993)
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Nota: Si dice che il tempo definisce alla fine chi è o non è artista: la "decantazione" dell’opera, il distacco dalle storie quotidiane, dalle implicazioni politiche, dalle contingenze temporali ecc.
Noi preferiamo parlare di pittori, scultori, architetti, ceramisti, mosaicisti ecc.
Queste definizioni peró, sono legate ad una professionalità che spesso non si ritrova negli operatori della cosiddetta "arte" contemporanea, che si autodefiniscono artisti.
Nel dubbio e nel rispetto dell’Arte, noi aggiungiamo, in questa rubrica, le virgolette: "Artisti".