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Discussione: Arte

  1. #1
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    Predefinito Arte

    Mentre per Antiquariato una definizione è possibile, per "Arte" la definizione esatta probabilmente non esiste.
    Possiamo tentare di definire "Arte"?

    Grazie e complimenti per il forum.

  2. #2
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Re: Arte

    Originally posted by Jared
    Mentre per Antiquariato una definizione è possibile, per "Arte" la definizione esatta probabilmente non esiste.
    Possiamo tentare di definire "Arte"?

    Grazie e complimenti per il forum.
    Dal dizionario enciclopedico De Agostini:

    Arte:abilità nell'operare e nel produrre; qualunque attività umana fondata sull'esperienza, su particolari attitudini, sull'ingegno e la genialità personali, il termine comprende quindi sia le attività che richiedono una pratica prevalentemente manuale (a.meccaniche), sia quelle che esigono soprattutto l'applicazione dello spirito e dell'intelletto (a.liberali).

    Siamo in vena di sottilisimi?

    Ciao e grazie per i complimenti

  3. #3
    Lurido
    Ospite

    Predefinito resuscito questo vecchio thread per rispondere alle domande di Skorpion

    nell'osceno thread di Nebbia intitolato "E baaasta con questa roba".
    L'arte è una scienza umanistica, è la prima scienza del "comunicare", del "sentire". Quella che prima ancora della scrittura aveva posto l'uomo delle caverne nella possibilità di esplicare concetti in maniera grafica, visiva, efficace e sintetica.
    Il Dio denaro e i concetti esterioristici della civilizazione "castrarono" questa meravigliosa tecnica della comunicazione non verbale, trasformandola aimè in un gioco di fronzoli e perfezionismi figurativi assolutamente fuorvieri della vera essenza dell'arte.
    I vostri grandi pittori e scultori del rinascimento, altro non erano che dei copiatori di quello che già esisteva. Assolutamente incapaci di esprimere sensazioni e concetti si limitavano a copiare nelle tele e nelle statue ciò che già esisteva in natura e quindi non regalando niente di nuovo alla società, se non canoni esterioristici elevati all'ennesima potenza e quindi lontanissimi dalla realtà della vita. Donatello, Raffaello, Michelangelo, ecc ecc non erano altro che spietati complici e pedine di una società classista e falsamente perbenista.

  4. #4
    Lurido
    Ospite

    Predefinito infine vi segnalo quest'altro mio vecchio thread.

    Leggetelo e fatevi una cultura.

    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=16581

    Non fa mai male rinfrescare la memoria a certa gente.

  5. #5
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    Predefinito

    Come ho già scritto nel thread E basta con questa roba che Lurido trova addirittura osceno: "arte: complesso dei mezzi con cui l'uomo produce una opera, sia per assicurare la conservazione ed il benessere proprio, sia per procacciare qualche godimento intellettuale e morale.
    Le arti si distinguono in utili o meccaniche quando sfruttano la natura o ne trasformano i prodotti, e liberali quando per mezzo della vista e dell'udito commuovono lo spirito."

  6. #6
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    Predefinito

    Originally posted by Tullio
    Come ho già scritto nel thread E basta con questa roba che Lurido trova addirittura osceno: "arte: complesso dei mezzi con cui l'uomo produce una opera, sia per assicurare la conservazione ed il benessere proprio, sia per procacciare qualche godimento intellettuale e morale.
    Le arti si distinguono in utili o meccaniche quando sfruttano la natura o ne trasformano i prodotti, e liberali quando per mezzo della vista e dell'udito commuovono lo spirito."


    Ho già espresso il mio parere su questa sintetica definizione dell'arte e la trovo estremamente esauriente in quanto ne considera gli aspetti oggettivi senza esprimere pareri faziosi nei confronti di un genere o di un altro e quindi senza essere condizionata da tendenze o forzature soggettive e faziose.
    Ritengo che Lurido dovrebbe "sforzarsi" di capirne a fondo il significato per intravederne quella "saggezza" di fondo che elimina inutili e dispersive contrapposizioni di tipo calcistico.
    Il differenziare gli aspetti dell'arte serve a capire che esiste una relatività del metro valutativo, che va mutato a seconda del "tipi" di arte che uno si appresta ad osservare.
    Pertanto è ovvio che se uno ricerca sensazioni davanti ad un quadro del Rinascimento, non potrà certo trovarne di simili, osservando un quadro d'arte minimalista contemporanea.
    Soffermandoci sulla considerazione riportata da Tullio, si comincia a comprendere che l'opera va osservata e quindi giudicata e soppesata in funzione del parametro di giudizio e del contesto nella quale la stessa si inserisce.
    Creato questo punto fermo di estrema importanza nelle valutazioni, che elimina la banalità delle affermazioni che intendono anteporre la priorità e l'importanza di un metodo espressivo rispetto ad un altro, secondo me sarebbe interessante analizzare con attenzione la correlazione che c'è fra le diverse forme d'arte ed i risvolti ed i condizionamenti che le stesse determinano sulle vita e le tendenze dell'umanità, proprio partendo dal presupposto che l'osservatore dell'opera d'arte ne riceve emozioni che poi vanno ad incidere sul suo stato d'animo e perchè no, anche sul suo stile di vita e modello esistenziale.
    Per fare un esempio forse un pò banale, ma che secondo me può essere chiaro ed attinente al tema, risulta evidente che prendendo in considerazione due adolescenti della stessa età e di eguali tendenze e quoziente d'intelligenza, si otterrà un diverso risultato se ad uno viene applicato un metodo di insegnamento di tipo classico ed al tempo stesso rigido e conservatore, che implica lo studio del greco e del latino ed ascoltare Chopin, rispetto ad un altro che viene educato in un contesto lassista, con regole non definite ed i cui interessi culturali vengono orientati verso soluzioni di sperimentazioni di sapore avanguardistico e che ascolta Eminem invece di Chopin.
    I nostri due ipotetici "cloni" iniziali dopo l'assorbimento di questi due diversi indirizzi educativi, si ritroveranno alla fine del percorso completamente diversi nella concezione della vita, negli interessi e nell' impostazione dei percorsi esistenziali.
    Il tema pertanto risulta essere quello dei riflessi diversificati di diverse tipologie di in-put culturali ai fini del modello di riferimento delle culture e quindi dell'orientamento culturale dei popoli, di cui l'arte nella sua espressione di tendenza, risulta esserne un tassello importante.
    Penso che se ne dovrebbe discutere.
    Un saluto.

  7. #7
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    Predefinito Re: infine vi segnalo quest'altro mio vecchio thread.

    Originally posted by Lurido
    Leggetelo e fatevi una cultura.

    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=16581

    Non fa mai male rinfrescare la memoria a certa gente.

    A te Lurido vedrò di rispondere brevemente data l'ora, attingendo a quella invidiabile capacità di sintesi che Tullio ha dimostrato di possedere.
    Il fatto che tu per dare peso alle tue considerazioni chieda aiuto al parere espresso sul saggio "L’Arte e l’oscurantismo borghese" da E.Kinkley, significa che incorri nel solito errore di chi da peso al parere altrui purchè blasonato ed elevato a giudice supremo dal suo servilismo a qualche interesse di bottega.
    Quì le valutazioni devono essere soggettive e frutto di considerazioni personali altrimenti ognuno cita testi autorevoli di diverse tendenze ed in contrapposizione fra loro, ma che si considerano ugualmente depositari della verità e siamo nuovamente al punto di partenza.
    Tu dici "leggete e fatevi una cultura", ma seguendo il tuo consiglio mi ritroverei solamente a considerare il parere di un altro essere umano che esprime il suo parere soggettivo.
    Sarebbe più saggio che tu ti soffermassi invece sulla breve definizione dell'arte di Tullio, per poi cominciare a fare delle valutazioni con la tua testa.
    Ho la netta sensazione che il tuo giudizio in materia d'arte, venga fortemente condizionato dalle tue idee politiche e quindi tendente a considerare bello ed importante tutto quello che è anti-clericale, anti-borghese, classico, accademico e quindi legato in qualche maniera alla visione filosofico-esistenziale che tu abborri in contrapposizione alla tua di visione, che prevede il riaffermarsi prepotente dell'uomo selvaggio liberato dai vincoli che tale modello di civiltà implica.
    Ora nel mentre io, che mi considero un conservatore, sono disponibile a considerare valide certe espressioni artistiche anche delle avanguardie artistiche del novecento, pur diffidandone per la loro valenza di tendenziale deviante, tu davanti ad un quadro dei grandi classici, li consideri drasticamente "minori" solo perchè commissionate dalla gerarchia ecclesiastica. Quindi subisci nei tuoi giudizi in materia d'arte, l'influenza della tua ideologia politico-esistenziale.
    Il tuo amico saggio, E.Kinkley , di cui ci consigli di leggere i testi, deve essere molto simile a te nei condizionamenti di tipo ideologico-politico, in quanto definisce "puro oscurantismo" proprio

    1° la depressione artistica della civiltà neoclassica

    2° l’oscurantismo clerico nobiliare del primo e tardo medio evo

    3° il classicismo libertino e decò del primissimo evo moderno


    che sono i capisaldi della tradizione artistica del nostro paese, che fin prova contraria, proprio per le opere di questi periodi, viene riconosciuto come il più importante al mondo in materia d'arte e non certo per l'arte rupestre o la transavanguardia di Bonito Oliva.

    Un saluto.

  8. #8
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    Wink

    Certo, dipende dal tipo di cultura che si apprezza: questo dipende dal modo di crescere (si può crescere ascoltando Chopin o Eminem), e questo poi influenzerà il suo tipo di vita. L' arte quindi può addirittura designare che cos' è una persona e come pensa, come ho già scritto nel thread "E basta con questa roba" si può definire il tipo di pensiero dall' arte che si stima: "una volta non si pensava di "combattere il conformismo e la tradizionalità", ma pensavano solo a riprodurre oggetti che avessero un senso. E' questo pensiero che alberga ancora in tutti gli estimatori dell' arte classica, mentre il pensiero di coloro che preferiscono l' arte astrattiva è di sicuro ribelle, il volere "uscire dagli schemi" a tutti i costi."


  9. #9
    Ludovico van
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    Predefinito

    Son d'accordo sul fatto che il significato della parola arte sia intraducibile oggettivamente. E questo trova la sua spiegazione nel fatto che l'arte sia inevitabilmente riconducibile all'emozione.
    Io però, personalmente, credo fermamente nella gerarchia delle emozioni e dei sentimenti. Arte è dunque aristocrazia nelle emozioni come pure nella conoscenza.

    Saluti


    PS: Nell'arte non c'è democrazia.

  10. #10
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    Predefinito

    Originally posted by Tullio
    Certo, dipende dal tipo di cultura che si apprezza: questo dipende dal modo di crescere (si può crescere ascoltando Chopin o Eminem), e questo poi influenzerà il suo tipo di vita. L' arte quindi può addirittura designare che cos' è una persona e come pensa, come ho già scritto nel thread "E basta con questa roba" si può definire il tipo di pensiero dall' arte che si stima: "una volta non si pensava di "combattere il conformismo e la tradizionalità", ma pensavano solo a riprodurre oggetti che avessero un senso. E' questo pensiero che alberga ancora in tutti gli estimatori dell' arte classica, mentre il pensiero di coloro che preferiscono l' arte astrattiva è di sicuro ribelle, il volere "uscire dagli schemi" a tutti i costi."


    Ritengo attinenti alla tematica alcuni appunti sparsi tratti da

    PSICOLOGIA DELL'INCONSCIO

    C. G. J U N G


    "Il processo di civilizzazione consiste in una progressiva sottomissione della componente animale presente nell'uomo. E' un processo di addomesticamento che non può essere realizzato senza ribellioni della natura umana, avida di libertà"


    "Un indirizzo psicologico che insiste sul lato oscuro è comprensibilmente sgradevole o addirittura causa di timori, perché ci costringe a constatare quanto questo problema tocca nel profondo, nell'incommensurabile. Un oscuro presentimento ci dice che senza questo lato negativo siamo incompleti, che abbiamo un corpo il quale, come ogni corpo, getta inevitabilmente un'ombra, e che se rifiutiamo ogni corpo non siamo tridimensionali, bensì piatti e inconsistenti. Ma questo corpo è una bestia con un'anima bestiale, vale a dire è un sistema vivente che obbedisce incondizionatamente all'istinto.
    Stabilire un'unità con quest'Ombra significa dire di sì all'istinto e perciò dire di sì anche a quella dinamica mostruosa che minaccia nel profondo.
    La morale ascetica del Cristianesimo mira proprio a questo: a liberarci dal pericolo di destare la natura animalesca dell'uomo sepolta negli strati più remoti.
    Sappiamo chiaramente che cosa significa "dire di sì all'istinto"? Nietzsche lo voleva e lo predicava, e faceva sul serio. Con una dedizione assai rara egli ha sacrificato se stesso e tutta la sua vita all'idea del Superuomo, cioè all'idea dell'uomo che, obbedendo al suo istinto, supera anche sé stesso".



    "L'animale obbedisce alla legge della sua vita, né più né meno. Possiamo chiamarlo ubbediente e docile. L'uomo dell'estasi invece supera d'un balzo la legge della vita e si comporta, dal punto di vista della natura, in maniera disordinata. La sregolatezza è una prerogativa esclusivamente umana: soltanto la coscienza e la libera volontà dell'uomo possono occasionalmente, contra naturam, distaccarsi dalle radici che le legano alla natura animale. Questa caratteristica dell'uomo è il fondamento indispensabile di ogni civiltà, ma anche di ogni malattia psichica, quando eccede".



    Ho postato queste considerazioni di Psicologia perchè ritengo che i movimenti artistici di "rottura e di tendenza" del novecento siano stati fortemente condizionati nella loro emancipazione da una comune volontà istintuale di tipo "animale" alla ricerca della riaffermazione di indirizzi di libertà a lungo condizionati anche in campo artistico dagli schemi ascetici imposti da un accademismo fortemente e moralmente condizionato dal Cristianesimo.


    Riporto ancora da Jung:


    "La conseguenza fu che gli uomini sono stati avvelenati da un eccesso di libido che, in epoca anteriore, era investita nel culto dell'immagine di Dio. La svalorizzazione e la rimozione di una funzione intensa come quella religiosa ha avuto naturalmente conseguenze di grande rilievo per la psicologia dell'individuo. L'inconscio viene infatti straordinariamente rafforzato dal riflusso di questa libido, e comincia a esercitare con i suoi contenuti arcaici collettivi una notevolissima influenza sulla coscienza. L'Illuminismo si concluse com'è noto con gli orrori della Rivoluzione francese. Anche oggi ci troviamo ancora una volta di fronte alla ribellione delle inconsce forze distruttive della psiche collettiva. Il risultato è stato una strage senza eguali. E' proprio ciò che l'inconscio cercava. Prima, la sua posizione era stata smisuratamente rafforzata dal razionalismo della vita moderna, che ha privato di valore tutto ciò che è irrazionale e ha perciò fatto sprofondare nell'inconscio la funzione dell'irrazionale. Ma, non appena questa funzione si trova confinata nell'inconscio, inizia di là a operare le sue devastazioni, inarrestabile come una malattia inguaribile, le cui orde non possono essere sterminate perché invisibili. L'individuo, infatti, come tutta la collettività, non può fare a meno di vivere l'irrazionale, limitandosi a impiegare il suo più elevato idealismo e i suoi migliori motti di spirito per rappresentare con la massima perfezione possibile la follia dell'irrazionale".




    Francis Bacon
    Untitled, 1944



    The Scream (or The Cry)
    1893;




 

 
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