Calderoli: i milioni di consensi che porteremo
in Parlamento convinceranno anche gli indecisi
di Alessandro Morelli
Decine di persone che, sotto qualche goccia di pioggia, attendono in fila tra le bandiere della Lega il loro turno per poter firmare la proposta di legge popolare contro la pornografia e la prostituzione nelle strade. Questa l’immagine che hanno avuto centinaia di milanesi che sono passati ieri al gazebo organizzato dalla segreteria provinciale del Carroccio da cui è partita la raccolta di firme. Tra militanti, sostenitori e cittadini interessati all’argomento c’era anche il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, che spiegava le motivazioni che hanno spinto la Lega Nord a portare avanti la proposta di togliere le prostitute dalle strade per indirizzarle verso gli “eros center”: «Purtroppo il “mestiere più antico del mondo” - ha affermato Calderoli - è una realtà che difficilmente si può eliminare quindi, quantomeno, è necessario spostarla dove non disturba nessuno, in luoghi dove chi vuole servirsene può farlo senza che queste signore e signori siano in mezzo alle vie mettendosi in bella mostra».
Quali obiettivi si raggiungeranno con la nuova legge?
«Tre saranno le innovazioni principali: salvaguardare l’aspetto sanitario, con controlli periodici sulle prostitute, far pagare le tasse a una “categoria” che per ora ne è completamente esente e scoprire le presenze di immigrate clandestine, che compongono circa il 70-80% del totale delle prostitute».
Quale pensa che sarà la reazione degli alleati centristi alla proposta di legge?
«La cosa non mi interessa più di tanto, visto che la marea di firme che porteremo in Parlamento riusciranno a convincere anche i più restii ad approvare l’iniziativa popolare. Inoltre penso che se c’è ancora qualcuno che vuole utilizzare il paravento cattolico per rallentare la proposta dovrebbe prima pensare che così facendo sarebbe solo connivente di chi vuole lasciare migliaia di giovani sfruttate sulle strade nella totale illegalità e , soprattutto, vittime di continue violenze».
Da dove nasce la scelta di proporre un’iniziativa popolare e non una legge avanzata da Parlamento o governo?
«Vogliamo dare la dimostrazione che la gente la pensa in maniera diversa rispetto a molti politici. I milioni di firme che raccoglieremo saranno un buon biglietto da visita e, nel caso ce ne fosse bisogno, potremmo invitare ai nostri gazebo i parlamentari indecisi per vedere quanto la gente approva l’ iniziativa».
La nuova proposta sarà strettamente legata alla legge sull’immigrazione?
«La norma Bossi-Fini, che passerà anche in Senato entro tre settimane sicuramente sarà di aiuto nella soluzione del problema delle irregolari».
Quindi il dibattito sui clandestini sarà risolto prima dell’appuntamento di Pontida?
«Spero proprio di poter portare il testo finale della nuova legge sull’immigrazione al grande appuntamento del 23 giugno».
In contemporanea con l’inizio della raccolta di firme si tiene il primo week end della Festa della Famiglia, una scelta voluta?
«Volevamo dare un segnale: anche questa proposta va in difesa del nucleo fondante le nostra società. Proprio nei giorni scorsi, inoltre, ho presentato un disegno legge tendente a istituzionalizzare l’appuntamento che noi festeggiamo in questi due fine settimana».




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