Il legislatore non deve...
….essere moralizzatore.
Il divieto radicale della fecondazione artificiale eterologa sancito dal voto della Camera è un grave episodio di fondamentalismo illiberale. Si è convalidata una proibizione letteralmente “talebana”, dato che non esiste l’equivalente in alcun altro paese occidentale ed equipara l’Italia all’Iran khomeinista e all’Afghanistan talebano. Nella discussione parlamentare e pubblicistica, con interventi anche su giornali non antigovernativi, è sorta talora qualche confusione poiché è stato messo in un unico “fascio” l’intervento genetico e gli embrioni che riguardano casi limite che, certo, necessitano di una disciplina rigorosa, e l’inseminazione eterologa che, invece, è una pratica molto semplice, largamente diffusa e socialmente rilevante.
Riguarda infatti centinaia di migliaia di persone che nel mondo occidentale, e in Italia, vi fanno normalmente ricorso, se è vero che un quarto delle coppie sono infertili o sterili per cause dovute equamente tra donne e uomini. I centri di inseminazione artificiale si contano a molte centinaia in Italia e a decine di migliaia in Europa; ed è probabile che tra noi circolino centinaia di bambini, di giovani e di persone di mezza età venute al mondo in questa maniera, i quali tutti vivono felici, hanno reso felici i loro genitori e non hanno dato vita a conflitti umani, sofferenze esistenziali e problemi giuridici. (e regolarmente battezzati, comunicati e cresimati).
La realtà dovrebbe pure avere un peso nelle decisioni legislative.
La disputa sull’inseminazione artificiale eterologa non ha dunque nulla a che fare neppure con la contrapposizione tra valori laici e valori cattolici ma riguarda solo la distanza abissale che separa legislatori irresponsabili e prepotenti che intendono imporre la loro morale con le manette alle persone normali che vogliono compiere le loro scelte di vita senza danneggiare nessuno. Ricacciare nella clandestinità centinaia di migliaia di persone di ogni condizione sociale, di ogni credenza ideale e religiosa è un atto criminale che produrrà solo turismo procreativo, speculazione organizzata e discriminazione di classe oltre a procurare frustrazioni e dolore.
Oltre 20 anni fa venne presentata dall’autore di questo articolo, Massimo Deodori, apparso su Il Foglio di sabato 15 giugno, la prima proposta di legge in materia, nella quale si affermava:”In un campo come quello che attiene ai rapporti fra coniugi, alla loro scelta di procreare e ai modi attraverso cui pervenirvi, è opportuno che lo Stato con le sue leggi intervenga il meno possibile, regolando solo quelle situazioni da cui scaturiscono diritti e doveri verso terzi e impedendo che vengano commessi abusi. E’ questo il caso dell’inseminazione artificiale umana, una pratica la cui scelta è tuttora, e deve restare di esclusiva pertinenza della persona o delle persone che la compiono senza entrare nelle ragioni, nei sentimenti e nei desideri che muovono a compiere un simile passo verso la procreazione”.
Non c’è dubbio che nuovi problemi morali e psicologici sorgano dall’applicazione delle tecniche offerte dal progresso delle scienze biologiche. Ma il legislatore non dovrebbe “prescrivere” comportamenti, propagandare costumi, condannare pratiche, emettere giudizi morali e tanto meno recepire nell’ordinamento dello Stato regole e canoni che appartengono a una fede religiosa. (qualunque sia). Per l’inseminazione artificiale si tratta invece solo di disciplinare nella maniera minimale le conseguenze di quanto già largamente diffuso, accettato e praticato nella società, impedendo che da queste pratiche discendano inconvenienti, nascano speculazioni e si verifichino dei vuoti legislativi quanto diritti e doveri del nascituro.
Di tal fatta era la direttiva del Consiglio d’Europa a cui si sono adeguati i paesi europei con la sola eccezione di una Italia che invece si sta allineando più al fondamentalismo clerico-talebano che non alla compassione cristiano-cattolica. Dopo anni di discussioni la soluzione liberale che è quella minima resta la più ragionevole per tutti, senza ricorrere a commissioni dirigiste quali quelle ipotizzate come compromesso.
Chiamare in causa, come inopinatamente è stato fatto, i Valori e l’Etica con le maiuscole è servoto solo a imbrogliare.
E a praticare quel marketing politico che ha travolto le tracce liberali in Forza Italia ( a proposito, che fine hanno fatto i liberal?) e nei centristi ulivisti.
Vorrà dire che ci rimboccheremo le maniche per presentare il referendum abrogativo, che avrà il medesinùmo risultato di quello sul "divorzio" e sull'"aborto", per una semplice ragione di "ordinaria civiltà".
saluti
Re: Re: Avevo scritto....
Citazione:
Originally posted by AngelodiCentro
Sei patetico. :rolleyes:
Ti stavi guardando allo specchio?