Due miracoli ufficiali, un'infinità per i fedeli
Due miracoli certificati e approvati dalla Chiesa hanno condotto padre Pio alla canonizzazione, ma uno stuolo di sofferenti di ogni tipo gli attribuisce la propria guarigione dai mali più disparati, uno stuolo fatto di paralitici, malati terminali e perfino un morto riportato in vita. E il 66% degli italiani, già nel '95, credeva ai poteri miracolosi di padre Pio, mentre il 77% lo credeva santo, sette anni prima della canonizzazione. Sono ritenute miracolose dalla Chiesa la guarigione di Matteo Pio Colella, che porterà domenica il frate con le stimmate alla canonizzazione, e quella di Consiglia De Martino, grazie alla quale Pio da Pietrelcina è stato proclamato beato il 2 maggio del '99. A Consiglia De Martino, ricoverata nell'ospedale san Leonardo di Salerno il 31 ottobre del '95, fu diagnosticata la rottura di un dotto linfatico, all'altezza del torace, con la fuoriuscita di circa due litri di liquidi. Considerata gravissima, prima di un disperato intervento chirurgico avvertì, come lei stessa ha raccontato, la sensazione di mani che praticavano una cucitura nel suo corpo e subito dopo provò una sensazione di benessere: il 2 novembre era guarita. La storia di Matteo Pio è ormai nota: figlio di un medico della Casa sollievo della sofferenza, l'ospedale voluto dal frate taumaturgo, fu colpito a gennaio del 2000 da una meningite acuta fulminante e dato per spacciato dai medici, visto che erano insufficienti 9 organi vitali e gli apparati cardiovascolare, respiratorio, gastrointestinale e urinario. Matteo vide un frate accanto al suo letto e fu improvvisamente guarito. Oltre le due guarigioni miracolose accertate dal processo canonico, c'è un'ampia gamma di persone che dichiarano di dover la vita al taumaturgo e tra queste anche un resuscitato: nel 2001, con il frate da poco beato, lo studente universitario di Modica (Ragusa) Giorgio Rinzivillo, dichiarato clinicamente morto dai medici, si è risvegliato dopo che un familiare lo ha toccato con una ciocca dei capelli di padre Pio. Il presentatore Alberto Castagna, fra la vita e la morte per problemi cardiaci e sottosposto a vari interventi chirurgici, subito prima della beatificazione ha dichiarato di considerarsi debitore della vita a padre Pio. Tra i miracolati figurano molti colpiti da malattie «evangeliche», come cecità e paralisi. Quando padre Pio era ancora in vita una donna pugliese cieca gli attribuì il recupero della vista. Nel '50 una giovane donna modenese affetta da una grave forma di diabete doveva bere 50 litri di acqua al giorno per non essere disidratata, sognò il padre che le diceva: «ora stai meglio, mi porto via tutte le tue sofferenze», e al mattino era guarita. Il 12 ottobre '95 Aldo Lepizzera di Formia, da otto anni malato di mieloma multiplo e da uno e mezzo immobilizzato a letto, si è alzato e ha ripreso a camminare dopo aver sognato il frate con le stimmate. Così pure Giuseppe Carbonaro, ex coltivatore diretto di Vittoria (Ragusa), il 16 novembre '96 è guarito da una paresi spastica subito dopo aver visitato il convento di san Giovanni Rotondo. Tra i miracolati non ufficiali c'è anche una cugina del calciatore Totò (Salvatore) Schillaci, Calogera, che a 18 anni subì lo spostamento di un disco della colonna vertebrale. Per mesi fu costretta a letto, immobile. «I medici - ha raccontato - mi dicevano che non c'era nulla da fare e che ero destinata a morire. Ho cominciato ad invocare il frate di Pietrelcina, poi sono andata a san Giovanni Rotondo, e da quel giorno sto bene».


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