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Discussione: Non l'avrei mai detto!

  1. #1
    Ospite

    Predefinito Non l'avrei mai detto!

    Ragazzi, non avrei mai detto di trovarmi a condividere Giuliano Ferrara, ma l'ippopotamo nazionale ha detto delle cose sulla Fallaci che mi sento di sottoscrivere.
    Sentite qui:
    " Gentile signora Fallaci, i suoi saggi vanno bene per impaurite portinaie d'Occidente. La sua indignazione viaggia in Concorde e atterra sempre all'orario giusto".

    Breve ma efficace. Insieme a quello di Busi, questo è il miglior commento che ho finora letto sull'opera della pretesa "più grande scrittrice italiana" (intanto mi leggo la Ortese, che vende meno, è sempre fuori orario, ma mi piace di più assai assai
    )
    Statemi sani.

  2. #2
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    Predefinito Re: Non l'avrei mai detto!

    Originally posted by claudio ughetto


    Breve ma efficace. Insieme a quello di Busi, questo è il miglior commento che ho finora letto sull'opera della pretesa "più grande scrittrice italiana" (intanto mi leggo la Ortese, che vende meno, è sempre fuori orario, ma mi piace di più assai assai
    )
    Statemi sani.
    Cos'ha detto Busi? Posso chiederti se hai un link per il suo commento?
    Grazie...

  3. #3
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    Predefinito Re: Non l'avrei mai detto!

    Originally posted by claudio ughetto
    Ragazzi, non avrei mai detto di trovarmi a condividere Giuliano Ferrara, ma l'ippopotamo nazionale ha detto delle cose sulla Fallaci che mi sento di sottoscrivere.
    Sentite qui:
    " Gentile signora Fallaci, i suoi saggi vanno bene per impaurite portinaie d'Occidente. La sua indignazione viaggia in Concorde e atterra sempre all'orario giusto".

    Breve ma efficace. Insieme a quello di Busi, questo è il miglior commento che ho finora letto sull'opera della pretesa "più grande scrittrice italiana" (intanto mi leggo la Ortese, che vende meno, è sempre fuori orario, ma mi piace di più assai assai
    )
    Statemi sani.
    Veramente è una breve sintesi di un articolo più lungo che si può trovare qui (http://www.dagospia4.com/articolo_index_3802.html) e che avevo già postato (http://www.politicaonline.net/forum/...&postid=118513).
    E anche il resto è quasi tutto condivisibile.

    L’ELEFANTINO CARICA LA FALLACI E “I SUOI SAGGI PER IMPAURITE PORTINAIE D’OCCIDENTE…”


    Giuliano Ferrara per Il Foglio del lunedì


    Gentile signora Fallaci, le dispiacerebbe mettere il suo Ego, la sua famiglia, le sue guerre, le sue interviste con la storia, la sua popolarità mondiale, la sua smania generale e onnivora, la sua mancanza di ironia, le sue querele, il corpo 28 in cui sono stampati i suoi articoli, i suoi diritti d'autore e altri tratti molto personali appena un passo dietro questioni di un certo peso, come l'antisemitismo e il conflitto di civiltà tra Islam e occidente? Può usarci la cortesia, visto che non è capace di elementari distinzioni, di non leggere il nostro giornale, di farlo leggere solo ai suoi avvocati, come fa Enzo Biagi, suo segreto fratello in quella grottesca cazzata che è il giornalismo italiano?

    Quando ha scritto la Sua Celebre Invettiva a stelle e strisce, con il rimbocco di un fiasco di Chianti, eravamo impegnati nella giornata di solidarietà con gli americani e ce la siamo cavata come ci pareva (lo facciamo spesso): abbiamo scritto che lei è un po' matta, ma che aveva ragione per l'essenza della faccenda. E abbiamo mollato lì, senza farla troppo appiccicosa o palloccolosa, perché ci sono faccende più importanti di cui occuparsi. Siamo passati sopra i suoi discorsi da treno, prima classe, sugli immigrati che fanno la pipì sui muri del suo amato Duomo di Firenze, che Dio se lo porti, e abbiamo badato al sodo, dicendoci: sta con noi, l'illustre esule, e questo ci basta.

    Lei non ha capito, e ci ha gentilmente querelato, come sanno i lettori di questo giornale che hanno avuta stampata integralmente la documentazione giudiziaria della sua collera. Quando abbiamo organizzato una giornata per Israele, siamo stati raggiunti dalla sua indignazione, che viaggia in Concorde e atterra sempre al momento giusto, orario giusto. Però, sa, a furia di sentire il fiato sul collo, può capitare che girino le palle. Ora lei torna a non capire la differenza tra plagio e ironia, e pensa che "Dio stramaledica i francesi" voglia dire "Dio stramaledica i francesi" come "Dio stramaledica gli inglesi" voleva dire, in bocca a Mussolini, "Dio stramaledica gli inglesi". La sua correttezza politica è travolgente, maniacale come il suo acume editoriale e il suo formidabile marketing.

    Però scusi, gentile signora, se non capisce la satira, se il suo spirito è così banalmente letterale, perché insiste a leggere giornali non popolari, non populisti, destinati a un circolo ristretto di lettori provinciali di cui lei, con i suoi milioni e milioni e milioni e milioni e milioni e milioni e milioni di ammiratori in tutto il mondo non fa parte, di cui i suoi saggi per impaurite portinaie d'occidente non hanno alcun bisogno? E' vero che uno scandalo al giorno leva l'oblio di torno, ma non può trovarsi qualche avversario all’altezza della sua professionalità, della straordinaria caratura del suo giornalismo?

    Lei cerca la fatwa islamica, questo lo abbiamo intuito. Desidera passare da una clandestinità narcisistica a una clandestinità politica di rilievo planetario, con scorta possente. Si possono desiderare cose meno ingombranti per sé e per gli altri, ma all'eroismo non si comanda. Solo che sbaglia indirizzo. Continui a discutere con Tahar Ben Jelloun, siete una coppia perfetta. Qui il massimo che possiamo fare per lei è scrivere un corsivetto, non abbiamo altra autorità. Per chiederle magari di lasciarci in pace, se le è umanamente possibile, e consentirci di lavorare a modo nostro su questioni di un qualche rilievo oggettivo, come l'antisemitismo in Europa, la guerra al terrorismo e lo scontro con l'islamismo politico, radicale, fondamentalista. Mettendo il mondo in cima alle passioni razionali e non in coda alla vanità personale. Grazie.


    Dagospia.com 10 Giugno 2002


  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Non l'avrei mai detto!

    Originally posted by Unheimlich


    Cos'ha detto Busi? Posso chiederti se hai un link per il suo commento?
    Grazie...
    Busi commentò "La Rabbia e l'Orgoglio" alla sua uscita sulle pagine de Il Manifesto. Ricordo che mi ero scaricato il pezzo da internet, ma dopo tanto tempo ho deciso di eliminarlo.
    In pratica lo scrittore commentava lo stile della cosiddetta "più grande scrittrice italiana" dicendo che un incipit che era più o meno "Non puoi immaginare cosa sentivo nell'aria quel mattino dell'undici settembre" (cito a memoria) gli toglieva in partenza la voglia di leggere. Poi infieriva sull'uso della parola "anima" che ne fa la Oriana, dicendo più o meno che in quanto donna, considerata per lungo tempo appartenente ad una specie che la Chiesa considerava priva di anima, quella parola avrebbe dovuto usarla con parsimonia.
    Busi chiudeva scrivendo che comunque aveva altro da fare. I suoi amici contadini lo attendevano per la vendemmia, occupazione che lui considera più divertente di stare a discutere sugli inutili (ma purtroppo straletti) articoli della Fallaci.
    Davvero gustoso, peccato averlo eliminato.

    Grazie anche a Leo per aver inserito tutto l'articolo del Giulianone.
    Ciao.

  5. #5
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    Sono riuscito a trovare l'articolo di Busi (devo dire che quello di Ferrara è più feroce...)


    L'uva e l'anima di Oriana, di Aldo Busi ( dal Manifesto di domenica 30 settembre 2001)

    Il tempo stringe e devo correre a vendemmiare nelle zone del Valpolicella (tutta mano d'opera asiatica, africana, balcanica, mi hanno promesso di farmi schiacciare l'uva nella tinozza scagliandomi su in alto e poi scansandosi tutti verso il bordo per farmi fare splash!), non ho che dieci minuti da dedicare alla memoria (in tutti i sensi) di Oriana Fallaci apparsa ieri sul Corsera in cui le viene richiesto di scrivere di ciò che "aveva visto, provato, sentito dopo quel martedì" del crollo delle due torri di New York.
    Poiché già qualche anno fa, come riportato a cappello del suo articolo di ben quattro pagine, Fallaci aveva scritto, e osato dare alle stampe, la frase, "Su ogni esperienza lascio brandelli d'anima", ero non poco titubante. La parola anima mi irrita e mi disanima, la trovo di una violenza inaudita come la saccenteria che me la spinge in primo piano per accecarmi sul nulla che nasconde. Meno uno ce l'ha e più la sostituisce col suo referente per non dire niente facendo la sua porca figura, ecco. Inoltre, mi dispiace massimamente quando è una donna a pretendere di averla, visto che per tanti secoli è stata dispensata dalla Chiesa stessa di andare in giro con un simile ammennicolo, per non dire terzo testicolo o coglione di scorta, maschilista, e una che non ne approfitta spudoratamente mi causa quel cordoglio che ben capirà chi ha visto il ministro Moratti quando tenta, a più riprese, di sorridere o Silvana Giacobini quando tenta, per tappe, di smettere.
    Fallaci procede dunque per icone linguistiche e liturgiche tipiche del sentimentalismo odio/amore, nemico/amico, male/bene, superiore/inferiore a tavolino (con la testa al conto in banca e, inevitabilmente, al maschile/femminile che tanti lutti addusse all'intelligenza umana) con cui, credo, oltre a testare tipo La Padania, Libero, Il Giornale e non di rado La Repubblica, viene raffinata anche la canna da zucchero nei paesi a economia e a democrazia più poveri per produrre, con gli scarti di lavorazione, la melassa per avvinghiare alle piantagioni di canna da zucchero i liberi lavoratori liberi di essere schiavi, e della melassa e delle piantagioni, o ciccia. Arrivato - a metà della prima pagina - alla frase, "Perché credi che martedì mattina il mio subconscio abbia avvertito quella inquietudine, quella sensazione di pericolo?", frase rivolta, si presuppone, alla sigla "f.de.b" che le avrà chiesto l'articolo e quindi un po' di subconscio, ho provato invidia concettuale e stilistica, il che in me è sempre una sorta di pietas unita alla meraviglia per come tanta gente riesca malgrado tutto a sbarcare il lunario, e lì mi sono impantanato e poi arenato.
    Evviva la vendemmia! Spero di non guastare involontariamente la naturale gradazione del mosto, pigiando.

    Trovato in http://annamaria26.supereva.it/busi.htm?p

  6. #6
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    mi sembrano tante lotte che si svolgono al di sopra delle nostre teste.

    queste eminenze della cultura che si scambiano gustosi strali e polemiche facendo mostra di una totale incosistenza sull`argomento specifico, mi insospettiscono.

    mi sembra un piccolo escamotage da intellettuali creare tempeste in un bicchiere d`acqua. secondo me nessuno dei tre succitati ha capito un emerito cazzo di quello che ci sta accadendo.
    solo che sono pagati per scrivere. e purtroppo lo fanno, persino quotidianamente.

    Ps. a proposito di stile pure quello di Busi non scherza. prolisso, logorroico ed intimamente intollerante nei confronti dei "normali".
    quanto alla fallaci non posso dire nulla. non mi sono mai preso la briga di leggerla...

  7. #7
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    Originally posted by benny3

    Ps. a proposito di stile pure quello di Busi non scherza. prolisso, logorroico ed intimamente intollerante nei confronti dei "normali".
    quanto alla fallaci non posso dire nulla. non mi sono mai preso la briga di leggerla...
    Caro Benny:
    nemmeno io vado pazzo per Busi: ho letto "Seminario sulla gioventù" un po' d'anni fa ed ero rimasto perplesso. Credo che come scrittore abbia una marcia in più, pochi in Italia sanno usare la lingua italiana come lui. La sua scelta di non stare dalla parte dei nipotini di Calvino (De Carlo, Del Giudice ecc) ma implicitamente di quella dei nipoti di Gadda (all'epoca davvero pochi!) mi è sempre piaciuta. Tuttavia il ritratto che Busi fa dell'Italia, con le comari e i preti viscidi mi sembra datata e forse troppo legata ad una visione provinciale delle cose. Ciò non toglie che alcune pagine del "Seminario", de "La Delfina bizantina" o di "Suicidi dovuti" siano davvero magistrali.
    A suo sfavore c'è il rifiuto dell'editor, un narcisismo incontenibile e una prolissità che tradisce le sue intenzioni. Busi, all'uscita di "Vita standard di un venditore provvisorio di collant", dichiarò di voler scrivere una tetralogia esemplare, una sorta di "Ciclo dei vinti" verghiano e poi chiudere con la letteratura. Invece questo ciclo non l'ha mai manifestamente chiuso e le opere marginali si sono moltiplicate, nonché un lavoro di operatore culturale (editoriale) comunque egregio.

    A mio avviso, comunque, tra Busi e la Fallaci non c'è possibilità di confronto. Busi è, sebbene in modo discontinuo, un signor scrittore: uno che s'interroga sulla lingua e cerca una sua originalità - quando eccede, eccede sempre con "stile". Viceversa, la Fallaci scrive più o meno come la Kranz, che però non pretende di lanciare messaggi o di esprimere qualsivoglia pensiero. La Fallaci è una scrittrice mediocre che scrive male: l'arte dell'understantement è per lei un mistero, come anche quella dell'eccesso - se eccede, eccede solo per bestemmioni banali o per parole come "labbra tumide".

    C'è, insomma, una bella differenza. Un po' come mettere vicino i Queen e i Tubes e affermare che sono uguali perché entrabi eccedono. I Tubes sono geniali quasi quanto Frank Zappa, i Queen sono riusciti a fare dei pezzi di un'inconsistenza quasi peggiore di quelli dei Pooh, ma spacciandosi per delle rockstars
    Scusa la digressione, è venuta così.
    Ciao.

  8. #8
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    Interessante e da leggere secondo me sarà il libro di Giovanna Maglie dedicato alla Fallaci, una sorta di biografia non autorizzata, e del resto la Fallaci nazionale non autorizzerebbe neppure la sua stessa autobiografia figuriamoci quella che le viene scritta da altri. Sarà molto interessante perchè finalmente una donna parlerà della scrittrice, tutte queste opinioni e critiche maschili mi sanno tanto di invidia repressa da tempo. In questo mondo di super-so-di-tutto in cui anche Katia Noventa, nota come ex spalla di Fiorello e come ex fidanzata del piacione Michele Cucuzza si fallacizza intervistando Castro e vari altri personaggi famosi, scusate, ma preferisco la Fallaci originale e non le bruttissime copie

    Cordialità telematiche

  9. #9
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    x Claudio
    di busi ho letto "seminario....." e "la vita di un venditore provvisorio...." . il primo non mi e` piaciuto, il secondo mi ha fatto ululare per la noia. avrebbe potuto dire le stesse cose in meno della meta` delle pagine.
    diciamo che va apprezzato il fatto che si tratta di un personaggio contro. ma sembra che questa cosa sia dovuta piu`ad una tendenza dell`ego che una grande statura "morale". esibizionismo ai limiti,anzi oltre i limiti, del buon gusto. preferisco gli scrittori che sono consciuto esclusivamente per le loro opera anziche` per tutto il resto.

    X Eleonora
    io non ho pregiudizio nei confronti delle scrittici. ho letto Sylvia Plath, Arundathi Roy la Ortese, Doris Lessing e la Sarraute.
    solo che qui il problema e` un altro.
    quando un uomo si prende troppo sul serio e` un vecchio trombone.
    quando lo fa una donna ha personalita`.........
    dicesi razzismo all`incontrario.....

  10. #10
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Eleonora della Seta
    Interessante e da leggere secondo me sarà il libro di Giovanna Maglie dedicato alla Fallaci, una sorta di biografia non autorizzata, e del resto la Fallaci nazionale non autorizzerebbe neppure la sua stessa autobiografia figuriamoci quella che le viene scritta da altri. Sarà molto interessante perchè finalmente una donna parlerà della scrittrice, tutte queste opinioni e critiche maschili mi sanno tanto di invidia repressa da tempo. In questo mondo di super-so-di-tutto in cui anche Katia Noventa, nota come ex spalla di Fiorello e come ex fidanzata del piacione Michele Cucuzza si fallacizza intervistando Castro e vari altri personaggi famosi, scusate, ma preferisco la Fallaci originale e non le bruttissime copie

    Cordialità telematiche
    Vale per me lo stesso discorso di Benny, cara Eleonora:
    mi piacciono la Woolf, la Ortese, la Ozick e la Yourcenar, Roy ecc. Considero la Weil e la Arent le pensatrici (e pensatori) più profondi che il 900 ci abbia dato. Penso che il femminismo differenzalista della Irigaray sia una genialata.
    Potrei aggiungere, con la Magli, che non si pensa e non si scrive con l'utero. Quando leggo una bella prosa o dei pensieri originali non mi frega se li ha scritti un uomo o una donna. Ma la Magli non ha sempre ragione, per cui con la Irigaray penso che esistano un immaginario femminile e una "differenza" da fortificare.
    Lasciamo perdere. Tornando alla Oriana, mi limito a dire che scrive male e basta e che i suoi pensieri piacciono perché sono mediocri e rancorosi, con una rabbia nella quale le portinaie possono riconoscersi. Il fatto che il suo narcisismo porti alcuni ingenui a dire che la Oriana è una donna con le palle, bé... io preferisco (da differenzialista ) una donna con le ovaie. E che sappia scrivere, altrimenti vada a fare a braccio di ferro con i camionisti. Questa sarebbe un'occupazione adatta alla Fallaci - purtroppo meno redditizia.
    Comunque sono contento che il suo libro non sia stato censurato. Il fatto che sia brutto (come tutti i suoi libri) non significa che sia lecita la polizia del pensiero.
    Ma farne una questione di femminismo, cara Eleonora, mi sembra eccessivo. Come quelli che difesero "Anima Mundi" della Tamaro dicendo che la criticavano perchè cattolica e anticomunista. Balle. Quel libro e brutto e basta. Se leggo Céline, dalle idee a mio avviso aberranti, dico che è un grande scrittore; lo stesso vale per la Campo (tanto per par condicio). Non così la Tamaro.
    Ciao.

 

 
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