L’ELEFANTINO CARICA LA FALLACI E “I SUOI SAGGI PER IMPAURITE PORTINAIE D’OCCIDENTE…”
Giuliano Ferrara per Il Foglio del lunedì
Gentile signora Fallaci, le dispiacerebbe mettere il suo Ego, la sua famiglia, le sue guerre, le sue interviste con la storia, la sua popolarità mondiale, la sua smania generale e onnivora, la sua mancanza di ironia, le sue querele, il corpo 28 in cui sono stampati i suoi articoli, i suoi diritti d'autore e altri tratti molto personali appena un passo dietro questioni di un certo peso, come l'antisemitismo e il conflitto di civiltà tra Islam e occidente? Può usarci la cortesia, visto che non è capace di elementari distinzioni, di non leggere il nostro giornale, di farlo leggere solo ai suoi avvocati, come fa Enzo Biagi, suo segreto fratello in quella grottesca cazzata che è il giornalismo italiano?
Quando ha scritto la Sua Celebre Invettiva a stelle e strisce, con il rimbocco di un fiasco di Chianti, eravamo impegnati nella giornata di solidarietà con gli americani e ce la siamo cavata come ci pareva (lo facciamo spesso): abbiamo scritto che lei è un po' matta, ma che aveva ragione per l'essenza della faccenda. E abbiamo mollato lì, senza farla troppo appiccicosa o palloccolosa, perché ci sono faccende più importanti di cui occuparsi. Siamo passati sopra i suoi discorsi da treno, prima classe, sugli immigrati che fanno la pipì sui muri del suo amato Duomo di Firenze, che Dio se lo porti, e abbiamo badato al sodo, dicendoci: sta con noi, l'illustre esule, e questo ci basta.
Lei non ha capito, e ci ha gentilmente querelato, come sanno i lettori di questo giornale che hanno avuta stampata integralmente la documentazione giudiziaria della sua collera. Quando abbiamo organizzato una giornata per Israele, siamo stati raggiunti dalla sua indignazione, che viaggia in Concorde e atterra sempre al momento giusto, orario giusto. Però, sa, a furia di sentire il fiato sul collo, può capitare che girino le palle. Ora lei torna a non capire la differenza tra plagio e ironia, e pensa che "Dio stramaledica i francesi" voglia dire "Dio stramaledica i francesi" come "Dio stramaledica gli inglesi" voleva dire, in bocca a Mussolini, "Dio stramaledica gli inglesi". La sua correttezza politica è travolgente, maniacale come il suo acume editoriale e il suo formidabile marketing.
Però scusi, gentile signora, se non capisce la satira, se il suo spirito è così banalmente letterale, perché insiste a leggere giornali non popolari, non populisti, destinati a un circolo ristretto di lettori provinciali di cui lei, con i suoi milioni e milioni e milioni e milioni e milioni e milioni e milioni di ammiratori in tutto il mondo non fa parte, di cui i suoi saggi per impaurite portinaie d'occidente non hanno alcun bisogno? E' vero che uno scandalo al giorno leva l'oblio di torno, ma non può trovarsi qualche avversario all’altezza della sua professionalità, della straordinaria caratura del suo giornalismo?
Lei cerca la fatwa islamica, questo lo abbiamo intuito. Desidera passare da una clandestinità narcisistica a una clandestinità politica di rilievo planetario, con scorta possente. Si possono desiderare cose meno ingombranti per sé e per gli altri, ma all'eroismo non si comanda. Solo che sbaglia indirizzo. Continui a discutere con Tahar Ben Jelloun, siete una coppia perfetta. Qui il massimo che possiamo fare per lei è scrivere un corsivetto, non abbiamo altra autorità. Per chiederle magari di lasciarci in pace, se le è umanamente possibile, e consentirci di lavorare a modo nostro su questioni di un qualche rilievo oggettivo, come l'antisemitismo in Europa, la guerra al terrorismo e lo scontro con l'islamismo politico, radicale, fondamentalista. Mettendo il mondo in cima alle passioni razionali e non in coda alla vanità personale. Grazie.
Dagospia.com 10 Giugno 2002