lega azzurra?
le leghe unite non hanno preso voti?
ma dove erano questi due negli ultimi dieci anni , su marte?
lega azzurra?
le leghe unite non hanno preso voti?
ma dove erano questi due negli ultimi dieci anni , su marte?


Se a te va bene possiamo pure partire dal 1982,sempre che tu sappia cosa accadde quell'anno.Guarda che un'osservazione ti va comunque fatta,non pensare che chi scrive qua sia imbecille e non conosca o non abbia vissuto.Se intendevi solleticare al fine di stimolare le discussioni,allora hai sbagliato l'esordio.Originally posted by Azzurro
Questa è la conferma che non parlate di politica, io ho fatto una proposta che potrebbe essere un tema per i prossimi giorni, ripercorrere la storia delle leghe dagli anni ottanta ad oggi, se non siete voi competenti in materia non so chi lo sia in questa sede.
Poi è inutile che insulti, non mi offendo ma mi diverto![]()


[QUOTE]Originally posted by EL TONDA
leggo spesso i forum e intervengo poco
comunque ora devo intervenire perchè si è passato il segno.
(....)
Nel 1994 entra in scena forza italia e l'ala liberale si trosferisce quasi totalmente li,questo perchè il liberismo berlusconiano era superiore a quello leghista che per giunta aveva un ideologia propria.
quale ' liberismo' ? quello della megadiscarica del berluschino o quello della ' mega-emergenza-idrica' di cuffaro? ...
D
Ecco il "manifesto" della neonata Lega Lombarda:
fu l’editoriale del primissimo numero di "Lombardia Autonomista"
pubblicato nel marzo del 1982.
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Lombardi !
Non importa che età avete, che lavoro fate, di che tendenza politica siete: quello che importa è che siete - che siamo - tutti lombardi. Questo è il fatto realmente importante, ed è giunto il momento di ricordarlo dandogli una concretezza politica.
E’ come lombardi, infatti, che abbiamo tutti un fondamentale interesse comune di fronte al quale devono cadere in sottordine i motivi della nostra divisione in partiti di ogni colore: partiti italiani che ci strumentalizzano e distolgono il nostro impegno dalla difesa dei nostri interessi per servire interessi altrui (e il loro, prima di tutto!).
Questo nostro fondamentale interesse comune è la liberazione della Lombardia dalla vorace e soffocante egemonia del governo centralista di Roma, attraverso l’autonomia lombarda nel più vasto contesto dell’autonomia padano-alpina. E’ una questione di sopravvivenza lombarda - etnica, culturale, economica - che investe il senso di responsabilità morale, civile, politico, di tutti i lombardi, senza distinzioni di sorta.
E’ un’esigenza che il regime accentratore romano ha sempre cercato di farci dimenticare temendone una nostra responsabile presa di coscienza, ma che ora - di fronte a una situazione nazionale in irrimediabile deterioramento - si propone come problema concreto che dobbiamo portare al più presto alla ribalta della vita politica.
Il governo accentratore di Roma - con la complicità di tutti i partiti italiani (che sono contemporaneamente sostegno ed emanazione del regime centralista unitario) - chiacchiera di autonomie e di Europa, ma di fatto non vuole né autentiche autonomie né lo Stato Federale Europeo.
Abbiamo infatti un Parlamento Europeo fantasma perché creato apposta senza poteri, e strutture regionali che non sono governi autonomi, ma soltanto doppioni amministrativi del governo centrale, unico depositario di ogni potere. Ma non esiste effettiva autonomia senza il relativo potere politico.
E oggi, la Lombardia non è più dei lombardi, la Padania non è più della gente padana. E’ soltanto un’espressione geografica senza alcun valore politico, un territorio senza diritti di fronte all’invadenza altrui. Il suo popolo è una massa di gente priva di un’identità politica, incorporata anonimamente in uno Stato nazionale in fallimento che ci trascina nella sua crisi senza sbocco e senza speranza.
Eppure i lombardi, e tutte le altre genti padane e alpine, avrebbero, come tali, la possibilità e capacità di non trovarsi in crisi e di essere realmente a un livello europeo... In Lombardia, tutti i centri della burocrazia, i pubblici uffici, le funzioni dell’apparato statale sono sempre meno in mani lombarde. Tutte le assegnazioni di alloggi non soltanto sfavoriscono la nostra gente, ma privilegiano i forestieri a danno dei nostri.
Questa situazione non è dovuta né al caso né alla libertà di movimento delle merci e delle persone, che siamo i primi ad appoggiare in tutta Europa e non solo in Italia: è invece volutamente costruita dal sistematico svolgersi di un preciso disegno del governo romano, impostato su un’immigrazione programmata di altre genti nei nostri territori e nello scaltro collocamento dei posti-chiave nelle loro mani, e ciò nell’illusione di creare un’utopistica omogeinizzazione " italiana " attraverso la progressiva cancellazione dell’etnia lombarda e padana.
Roma dispone dei nostri territori come se fossero suoi, senza che i lombardi possano dire la loro in terra lombarda!
Questi sono fatti reali che avete sotto gli occhi tutti i giorni, ma di cui non parlate perché non ne parlano i soliti partiti. Ma sperate davvero ancora nei partiti italiani? Ma i partiti hanno interessi e poltrone a Roma e con Roma, mentre i vostri interessi non sono gli stessi e, soprattutto, non sono a Roma ma qui! A Roma la Lombardia interessa per quello che rende; a noi la Lombardia è cara per quello che è.
Ecco perché dobbiamo incominciare a dirci quello che i partiti del regime nazionale si guarderanno bene dal dire. Se i lombardi non si ergono a difendere i diritti dei lombardi, non lo faranno certamente i loro sfruttatori!
La Lombardia è una realtà che chiama a raccolta i suoi cittadini, non è una vacca da mungere né un territorio da dominare con le burocrazie forestiere.
La Lombardia non è il fesso che paga i debiti altrui. Non intende seguire passivamente Roma nella bancarotta perché non vuole sacrificare sull’altare del malgoverno romano il diritto dei suoi cittadini, il sudore dei suoi figli, la laboriosità della sua gente, la personalità del suo popolo.
Soltanto una forza politica lombarda, per i lombardi, è il vero strumento per la difesa della Lombardia. Nasce per questo la Lega Autonomista Lombarda, nel segno della libertà e della socialità federalista, per l’autonomia lombarda nel quadro dell’ideale dell’unità federale dell’Europa.
Valdostani, trentini, tirolesi, friulani, triestini, sardi con la coscienza della loro identità di popoli concretizzatasi in forze politiche autonomiste per la difesa dei loro diritti, hanno già dimostrato come si devono tutelare i propri interessi e la propria dignità governandosi senza la sottomissione ad apparati di forestieri, al di sopra di divisioni in partiti che soltanto servendo il centralismo nazionale possono continuare a servire lautamente se stessi.
Noi siamo orse da meno?
Il Piemonte, la Val d’Ossola, il Veneto vanno anch’essi dimostrando con movimenti autonomisti in via di organizzazione, il risveglio di un’aspirazione autonomistica che si accinge ad affiancarsi ai movimenti fratelli dell’Alternativa Federalista Europea.
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Ecco ora il primo
PROGRAMMA POLITICO DELLA LEGA LOMBARDA:
apparve nel 1983 su "Lombardia Autonomista"
— 1 —
Per l’autogoverno della Lombardia superando lo Stato centralizzato con un moderno Stato federale che sappia rispettare tutti i popoli che lo costituiscono.
— 2 —
Per la riaffermazione della nostra cultura, storia, della lingua lombarda, dei nostri valori sociali e morali. Contro ogni attentato alla identità nazionale lombarda. Perché accanto al tricolore venga sempre esposta la bandiera storica della Nazione Lombarda (croce rossa sul fondo bianco).
— 3 —
Per la precedenza ai lombardi nella assegnazione di lavoro, abitazioni, assistenza, contributi finanziari. Perché ogni tassazione sia uguale per tutte le regioni e non si verifichino ancora truffe come quella del " Condono " e del " Ticket " sui medicinali che al Sud costano la metà che in Lombardia.
— 4 —
Perché i frutti del lavoro e le tasse dei lombardi siano controllati e gestiti dai lombardi, attraverso l’organizzazione di un sistema finanziario simile a quello in via di attuazione nel trentino e nel Sud Tirolo.
— 5 —
Per la difesa di un proporzionato sviluppo di industria, artigianato e agricoltura: patrimonio di lavoro e di civiltà inalienabile del popolo lombardo.
— 6 —
Per un sistema pensionistico lombardo che garantisca l’intoccabilità della pensione dei nostri lavoratori, minacciata dalle numerose pensioni di invalidità distribuite nel Meridione.
— 7 —
Perché l’amministrazione pubblica e la scuola tornino ad essere gestite dai lombardi e non snaturalizzate.
— 8 —
perché i nostri ragazzi possano compiere il servizio di leva in Lombardia come avviene già adesso per i giovani del Sud Tirolo.
— 9 —
Perché la giustizia in Lombardia combatta con efficacia e con adeguati strumenti delinquenza, mafie, racket.
— 10 —
Contro la devastazione e la svendita del nostro territorio, plasmato e difeso dalle generazioni precedenti, patrimonio che abbiamo il dovere di trasmettere integro alle prossime generazioni.
— 11 —
Contro la mentalità opportunistica dei partiti romani, contro la conseguente degradazione della Lombardia.
— 12 —
Per la costruzione di un’Europa fondata sull’autonomia, il federalismo, il rispetto e la solidarietà diretta tra tutti i popoli, e quindi tra i lombardi e ogni altro popolo.


Azzurro
-Ecco il "manifesto" della neonata Lega Lombarda:
fu l’editoriale del primissimo numero di "Lombardia Autonomista"
pubblicato nel marzo del 1982. ....
Ecco ora il primo
PROGRAMMA POLITICO DELLA LEGA LOMBARDA:
apparve nel 1983 su "Lombardia Autonomista"
ci fa piacere rileggere queste cose , ma servirebbe a convincerci sulla tesi de EL TONDA se ci spiegassi dove queste cose stanno nel programma ( e soprattutto nella PRASSI ...) nella ' lega azzurra' ... alias Forza-italia ...
![]()


-----------------------------------------------------------------------------------Originally posted by Azzurro
Ecco il "manifesto" della neonata Lega Lombarda:
fu l’editoriale del primissimo numero di "Lombardia Autonomista"
pubblicato nel marzo del 1982.
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Lombardi !
Non importa che età avete, che lavoro fate, di che tendenza politica siete: quello che importa è che siete - che siamo - tutti lombardi. Questo è il fatto realmente importante, ed è giunto il momento di ricordarlo dandogli una concretezza politica.
E’ come lombardi, infatti, che abbiamo tutti un fondamentale interesse comune di fronte al quale devono cadere in sottordine i motivi della nostra divisione in partiti di ogni colore: partiti italiani che ci strumentalizzano e distolgono il nostro impegno dalla difesa dei nostri interessi per servire interessi altrui (e il loro, prima di tutto!).
Questo nostro fondamentale interesse comune è la liberazione della Lombardia dalla vorace e soffocante egemonia del governo centralista di Roma, attraverso l’autonomia lombarda nel più vasto contesto dell’autonomia padano-alpina. E’ una questione di sopravvivenza lombarda - etnica, culturale, economica - che investe il senso di responsabilità morale, civile, politico, di tutti i lombardi, senza distinzioni di sorta.
E’ un’esigenza che il regime accentratore romano ha sempre cercato di farci dimenticare temendone una nostra responsabile presa di coscienza, ma che ora - di fronte a una situazione nazionale in irrimediabile deterioramento - si propone come problema concreto che dobbiamo portare al più presto alla ribalta della vita politica.
Il governo accentratore di Roma - con la complicità di tutti i partiti italiani (che sono contemporaneamente sostegno ed emanazione del regime centralista unitario) - chiacchiera di autonomie e di Europa, ma di fatto non vuole né autentiche autonomie né lo Stato Federale Europeo.
Abbiamo infatti un Parlamento Europeo fantasma perché creato apposta senza poteri, e strutture regionali che non sono governi autonomi, ma soltanto doppioni amministrativi del governo centrale, unico depositario di ogni potere. Ma non esiste effettiva autonomia senza il relativo potere politico.
E oggi, la Lombardia non è più dei lombardi, la Padania non è più della gente padana. E’ soltanto un’espressione geografica senza alcun valore politico, un territorio senza diritti di fronte all’invadenza altrui. Il suo popolo è una massa di gente priva di un’identità politica, incorporata anonimamente in uno Stato nazionale in fallimento che ci trascina nella sua crisi senza sbocco e senza speranza.
Eppure i lombardi, e tutte le altre genti padane e alpine, avrebbero, come tali, la possibilità e capacità di non trovarsi in crisi e di essere realmente a un livello europeo... In Lombardia, tutti i centri della burocrazia, i pubblici uffici, le funzioni dell’apparato statale sono sempre meno in mani lombarde. Tutte le assegnazioni di alloggi non soltanto sfavoriscono la nostra gente, ma privilegiano i forestieri a danno dei nostri.
Questa situazione non è dovuta né al caso né alla libertà di movimento delle merci e delle persone, che siamo i primi ad appoggiare in tutta Europa e non solo in Italia: è invece volutamente costruita dal sistematico svolgersi di un preciso disegno del governo romano, impostato su un’immigrazione programmata di altre genti nei nostri territori e nello scaltro collocamento dei posti-chiave nelle loro mani, e ciò nell’illusione di creare un’utopistica omogeinizzazione " italiana " attraverso la progressiva cancellazione dell’etnia lombarda e padana.
Roma dispone dei nostri territori come se fossero suoi, senza che i lombardi possano dire la loro in terra lombarda!
Questi sono fatti reali che avete sotto gli occhi tutti i giorni, ma di cui non parlate perché non ne parlano i soliti partiti. Ma sperate davvero ancora nei partiti italiani? Ma i partiti hanno interessi e poltrone a Roma e con Roma, mentre i vostri interessi non sono gli stessi e, soprattutto, non sono a Roma ma qui! A Roma la Lombardia interessa per quello che rende; a noi la Lombardia è cara per quello che è.
Ecco perché dobbiamo incominciare a dirci quello che i partiti del regime nazionale si guarderanno bene dal dire. Se i lombardi non si ergono a difendere i diritti dei lombardi, non lo faranno certamente i loro sfruttatori!
La Lombardia è una realtà che chiama a raccolta i suoi cittadini, non è una vacca da mungere né un territorio da dominare con le burocrazie forestiere.
La Lombardia non è il fesso che paga i debiti altrui. Non intende seguire passivamente Roma nella bancarotta perché non vuole sacrificare sull’altare del malgoverno romano il diritto dei suoi cittadini, il sudore dei suoi figli, la laboriosità della sua gente, la personalità del suo popolo.
Soltanto una forza politica lombarda, per i lombardi, è il vero strumento per la difesa della Lombardia. Nasce per questo la Lega Autonomista Lombarda, nel segno della libertà e della socialità federalista, per l’autonomia lombarda nel quadro dell’ideale dell’unità federale dell’Europa.
Valdostani, trentini, tirolesi, friulani, triestini, sardi con la coscienza della loro identità di popoli concretizzatasi in forze politiche autonomiste per la difesa dei loro diritti, hanno già dimostrato come si devono tutelare i propri interessi e la propria dignità governandosi senza la sottomissione ad apparati di forestieri, al di sopra di divisioni in partiti che soltanto servendo il centralismo nazionale possono continuare a servire lautamente se stessi.
Noi siamo orse da meno?
Il Piemonte, la Val d’Ossola, il Veneto vanno anch’essi dimostrando con movimenti autonomisti in via di organizzazione, il risveglio di un’aspirazione autonomistica che si accinge ad affiancarsi ai movimenti fratelli dell’Alternativa Federalista Europea.
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Ecco ora il primo
PROGRAMMA POLITICO DELLA LEGA LOMBARDA:
apparve nel 1983 su "Lombardia Autonomista"
— 1 —
Per l’autogoverno della Lombardia superando lo Stato centralizzato con un moderno Stato federale che sappia rispettare tutti i popoli che lo costituiscono.
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E' quello che la lega sostanzialmente vuol fare con la devolution, anche se bisognerà capire il reale spazio di agibilità all'interno del governo e della maggioranza.
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— 2 —
Per la riaffermazione della nostra cultura, storia, della lingua lombarda, dei nostri valori sociali e morali. Contro ogni attentato alla identità nazionale lombarda. Perché accanto al tricolore venga sempre esposta la bandiera storica della Nazione Lombarda (croce rossa sul fondo bianco).
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Riprender coscienza di questo punto, che sostanzialmente significa resistenza culturale,e farne vero cavallo di battaglia. Esser sempre in prima linea nel difender le identità locali, e farsi promotori di quante più iniziative giovino a mettere in luce le identità padane.
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— 3 —
Per la precedenza ai lombardi nella assegnazione di lavoro, abitazioni, assistenza, contributi finanziari. Perché ogni tassazione sia uguale per tutte le regioni e non si verifichino ancora truffe come quella del " Condono " e del " Ticket " sui medicinali che al Sud costano la metà che in Lombardia.
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Federalizzare significa anche rinnovare l'idea di cittadinanza, non riconducibile alla semplice italianità, ma da relazionare all'appartenenza regionale. La Lega ha smarrito questo punto, proponendo solo scappatoie affinchè i residenti siano facilitati nell'accesso nel proprio territorio. Serve maggior forza, e servon proposte radicali.
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— 4 —
Perché i frutti del lavoro e le tasse dei lombardi siano controllati e gestiti dai lombardi, attraverso l’organizzazione di un sistema finanziario simile a quello in via di attuazione nel trentino e nel Sud Tirolo.
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Federalismo fiscale: Lega, batti un colpo.
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— 5 —
Per la difesa di un proporzionato sviluppo di industria, artigianato e agricoltura: patrimonio di lavoro e di civiltà inalienabile del popolo lombardo.
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Poteri corporativi e tecnocratici, i nemici di una società a misura di Padania. La Lega c'è, ma la battaglia è dura.
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— 6 —
Per un sistema pensionistico lombardo che garantisca l’intoccabilità della pensione dei nostri lavoratori, minacciata dalle numerose pensioni di invalidità distribuite nel Meridione.
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Riforma delle pensioni: alto mare........
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— 7 —
Perché l’amministrazione pubblica e la scuola tornino ad essere gestite dai lombardi e non snaturalizzate.
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Devolution, t'aspettiamo.
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— 8 —
perché i nostri ragazzi possano compiere il servizio di leva in Lombardia come avviene già adesso per i giovani del Sud Tirolo.
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I tempi son mutati.
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— 9 —
Perché la giustizia in Lombardia combatta con efficacia e con adeguati strumenti delinquenza, mafie, racket.
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Incontro di boxe governo-magistrati...........BIGLIETTIIIIIIIIII
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— 10 —
Contro la devastazione e la svendita del nostro territorio, plasmato e difeso dalle generazioni precedenti, patrimonio che abbiamo il dovere di trasmettere integro alle prossime generazioni.
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.................................
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— 11 —
Contro la mentalità opportunistica dei partiti romani, contro la conseguente degradazione della Lombardia.
------------------------------------------------------------------------------------
mumble mumble..........
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— 12 —
Per la costruzione di un’Europa fondata sull’autonomia, il federalismo, il rispetto e la solidarietà diretta tra tutti i popoli, e quindi tra i lombardi e ogni altro popolo.
Il superstato giacobino para-sovietico non esisteva ancora....
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RITORNO ALLE ORIGINI:
1) FEDERALISMO RADICALE
2) RESISTENZA CULTURALE
3) DIFESA DEL TERRITORIO


Originally posted by ZENA
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Il superstato giacobino para-sovietico non esisteva ancora....
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RITORNO ALLE ORIGINI:
1) FEDERALISMO RADICALE
2) RESISTENZA CULTURALE
3) DIFESA DEL TERRITORIO
che e' anche un modo piu furbo per resistere ai giacobini ...![]()