Lontani dal palcoscenico, i partiti in carne ed ossa. Su Rai Tre
di Silvia Garambois
L'immagine del Palazzo è fatta di tappezzerie stantie, dichiarazioni sibilline, sorrisi fasulli: questa è la politica offerta ai mass media. Sono gli sbiaditi peones di Montecitorio. Sono i leader. La televisione non offre altra raffigurazione (né lo fanno i giornali): persino dai Congressi dei partiti arrivano voci confuse, le telecamere inquadrano volti senza identità. Ma come è possibile che il nostro Paese abbia cambiato anima? Che si sia dissolta quella voglia di esserci, di discutere, di animarsi, di contarsi, che per quasi sessanta anni è stata la sua identità più forte? O forse, più semplicemente, nessuno racconta più l'Italia?
Cosa pensa della politica Luigi, fotolitografo in pensione di Bergamo, convinto che in Italia non si faranno rivoluzioni, perché "le rivoluzioni si fanno a pancia vuota, a pancia piena non si fanno"? Cosa ne pensa Ferdinando, libero professionista fiorentino di origine calabrese, che non vuole essere "uno di quegli omini che protestano sempre e non fanno mai niente"? E Chiara, che ha 22 anni e legge tutti
gli scritti del Che Guevara? E Giuseppe, che ha 25 anni e adora i Beatles? E Emanuele, che ha 28 anni e ha promesso alla madre che non se ne andrà di casa fino a quaranta? Le loro non sono storie qualunque, sono le storie di attivisti della politica: Luigi è leghista, si identifica con Bossi; Ferdinando si è iscritto ai Ds dopo le elezioni del 13 maggio; Chiara (quella che ama il Che) è una studentessa romana
di un circolo di An a cui aderiva anche suo padre, Giuseppe (che ama i Beatles), studente anche lui, è di Rifondazione comunista, mentre Emanuele è di Forza Italia e fa parte della polizia municipale. Eccoli, i volti della politica. Ed è proprio la televisione, questa volta, a ridare loro identità: da sabato prossimo in terza serata su Raitre va in onda "La Base", un programma di Anna Amendola e Carlo Conversi (con la consulenza di Gabriella Gallozzi e Patrizio Li Donni), che ci riporta nelle sezioni. La Lega e i Ds, An e Rifondazione comunista, Forza Italia e la Margherita: sezioni di partito di cui la tv non parla, e per questo luoghi "dimenticati", che nell'immaginario non esistono più.
Una casalinga, un anziano, un libero professionista, un lavoratore dipendente, un giovane: torneranno a essere loro, per sei puntate (un partito per sera) i iprotagonisti della politica. Volti e esperienze diverse di gente che si ritrova insieme, con l'impegno per l'ecologia o quello per il federalismo, per cambiare le cose o semplicemente per non sentirsi sola. "Di queste persone - spiega Anna Amendola, che per Raitre ha già proposto tante "Storie" quotidiane e straordinarie - raccontiamo la vicenda a tutto tondo, entriamo nella loro vita quotidiana, li
seguiamo sul posto di lavoro, a casa, nella loro vita privata e affettiva, per cogliere la loro qualità umana, oltre che per conoscerli nella loro attività di partito, quando affrontano discussioni politiche, quando preparano un’assemblea, quando organizzano un volantinaggio".
Perché, come dice una casalinga di uno dei sei partiti: "Noi siamo gente come tutti gli altri, ci piace andare a ballare, al cinema…".




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