AUSTRIA
All’inizio di giugno la coalizione nero-blu al potere a Vienna ha varato una proposta di legge che regola il flusso dell’immigrazione su nuove basi. Il dibattito parlamentare è fissato per luglio e, se approvate, le nuove norme entreranno in vigore il primo gennaio del prossimo anno. Al centro del progetto c’è un “patto di integrazione” tra Stato e stranieri che prevede, tra l’altro, l’obbligo di frequenza a corsi di lingua tedesca. Stabilite nuove soglie per le due categorie di lavoratori extracomunitari: 2mila l’anno per le cosiddette “forze lavoro essenziali” e 8mila per quelle stagionali. La legge non si applicherà ai cittadini di Paesi con cui esistono accordi separati.
DANIMARCA
Il 31 maggio il Parlamento ha approvato principi più severi per la possibilità di accoglienza. La nuova legge aumenta da tre a sette anni il periodo per ottenere un permesso di residenza permanente e elimina la possibilità automatica del ricongiungimento familiare. Il pieno godimento della sicurezza sociale si acquista solo dopo sette anni di permanenza nel Paese. Ancora più severe le regole per ottenere la cittadinanza danese: bisogna sostenere un esame di lingua, cultura e storia del Paese, dimostrare di conoscere le leggi e giurare fedeltà al Paese. Per scoraggiare i matrimoni fittizi è stata aumentata da 18 a 24 anni l’età minima per sposare uno straniero. Nessuna possibilità di avere un permesso permanente, infine, per chi ha avuto una condanna che oltrepassi i due anni.
GERMANIA
Il 22 marzo il Bundesrat ha votato la nuova legge sull'immigrazione (firmata ieri dal presidente Rau) presentata dal governo rosso-verde. Il principio fondamentale è che il numero di nuovi immigrati sia deciso in base alle esigenze dell’economia. Per favorire e accelerare l’integrazione nella società tedesca si chiede che gli stranieri frequentino lezioni di lingua, diritto, storia e cultura tedesca. I corsi non sono obbligatori, tranne che per coloro che non sanno esprimersi in modo elementare. Per ottenere la carta di soggiorno con validità illimitata è stato escogitato un sistema a “punti”. Chi vuole stare in Germania dovrà superare una selezione per la quale sono fissati criteri minimi di partecipazione: età, formazione scolastica e professionale, stato di famiglia, conoscenza della lingua.
SPAGNA
Il governo ha annunciato una riforma della legislazione del 2001 sugli immigrati. Primo obiettivo, eliminare le regolarizzazioni straordinarie. La pratica ha permesso, negli ultimi quattro anni, a circa 400mila clandestini di rientrare nella legalità. Il governo sta studiando la possibilità di far sparire il passaggio automatico dall’illegalità alla legalità. La regola attuale concede una residenza temporale agli stranieri che dimostrino una permanenza continuata in Spagna per almeno cinque anni. L’ingresso nel Paese è stato limitato a partire dal gennaio di quest’anno. Gli stranieri che arrivano in Spagna devono già avere un contratto, secondo il principio delle quote. Con la legislazione attuale, possono essere espulsi immediatamente tutti gli stranieri trovati privi di permesso di soggiorno.
PORTOGALLO
In Portogallo regole più rigide sono state promesse dal nuovo governo di centrodestra di Josè Durao Barroso, eletto nel marzo di quest’anno a seguito delle elezioni che hanno determinato la sconfitta della precedente maggioranza che guardava invece a sinistra. L’esecutivo sta lavorando a un nuovo disegno di legge sull'immigrazione. Il progetto prevede di limitare l’ingresso solo agli extracomunitari muniti di contratto di lavoro e che abbiano già ottenuto un visto dal consolato portoghese del Paese di provenienza. Lisbona pensa di introdurre il meccanismo delle quote e il ministro dell’Interno, Figuerido Lopes, ha già annunciato che per quest’anno saranno concessi 27mila permessi.
GRAN BRETAGNA
Il 12 aprile una nuova proposta di legge sull'immigrazione è stata depositata alla Camera dei Comuni. Il pacchetto, elaborato del ministro dell’Interno, David Blunkett, contiene una serie di misure rigide per scoraggiare l’immigrazione illegale e l’impiego da parte di datori di lavoro di personale nell’economia sommersa. Tra le novità una sorta di “cerimonia di cittadinanza” per giurare solennemente fedeltà alla corona. Si pensa anche a rendere obbligatorio lo studio dell’inglese e a un esame sulla cultura e le leggi britanniche. Punti chiave della riforma: trasformare in reato il possesso illegale di documenti, introdurre un nuovo reato di traffico di persone a scopo di prostituzione ed estendere ai funzionari dell’Immigrazione poteri di polizia. Anche i minori possono essere espulsi.
OLANDA
In Olanda è la lista fondata da Pym Fortuyn, il leader politico recentemente ucciso, entrata a far parte del neonato governo dell’Aja, a spingere per una riforma delle norme sull'immigrazione. Tra le modifiche ideate quella di permettere solo agli immigrati che guadagnino il 30% del salario minimo (fissato incirca 14.500 euro annui) il ricongiungimento del coniuge. In aggiunta si chiede agli immigrati di pagare almeno la metà dei corsi di “assimilazione”. Dal 1998 infatti esiste l’obbligo per gli immigrati di frequentare corsi di lingua olandese e approfondimenti sul sistema di educazione e welfare, sul mercato del lavoro e sui costumi e tradizioni nazionali. Oggi questo costo è sostenuto dal governo.




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