È interessante osservare come la tv di Berlusconi (cioè Mediaset con uso e abuso di Rai) parla oggi di Vittorio Sgarbi, personaggio televisivo cui è stato dato in passato grande spazio. Dopo la cacciata del critico dalla maggioranza, a causa della sua opposizione alla appropriazione privata del patrimonio artistico pubblico, i tg hanno preso a parlare di lui con calibrato distacco. Tranne «Studio aperto», il notiziario di Italia 1 diretto dallo stridulo e obbediente Mario Giordano, che ha mandato in onda l'altra sera un lungo servizio, esaltando con abile montaggio tutte le sfuriate più spettacolari di Sgarbi, il lancio del tapiro e gli innumerevoli scontri con le Iene. In modo da sottolineare lo sfrenato esibizionismo e la mancanza di autocontrollo dell'uomo cui Berlusconi aveva affidato un importante incarico politico nella cura del patrimonio artistico più grande le mondo. Eppure Sgarbi era l'unico che stava nel governo per la sua competenza, tra un ingegnere mandato a testa bassa contro i giudici, una donna manager con l'ordine di sfasciare la scuola pubblica, un commercialista messo lì per farci pagare più tasse e un nemico dello stato italiano incaricato delle riforme istituzionali. Ma la lobby degli incompetenti non tollera intrusioni.




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