RADICALI: DOPO L'AGGRESSIONE AL PRIDE SCATTA LA DENUNCIA

ISRAELIZZIAMO L'ITALIA E IL MEDIO ORIENTE

In seguito all'aggressione subita da Yasha Reibman e da altri compagni radicali scatterà nelle
prossime ore la denuncia alle autorità competenti.

Yasha Reibman, consigliere regionale radicale, oggi pomeriggio si recherà anche in ospedale per
gli accertamenti del caso e ha detto:

"Ringrazio Amos Luzzato e gli amici dell'Unione delle Comunità ebraiche per la solidarietà che
in tanti hanno voluto esprimermi. Non ci facciamo intimorire dalle squadracce fasciste,
comuniste, intolleranti, irrispettose dell'Altro e del diverso, che si nascondono tra i ragazzi
No Global e non certo tra quelli del Pride. Queste squadracce si credono democratiche, ma in
realtà sono gli eredi del P.C.I. che quarantanni fa cacciò Pier Paolo Pasolini in quanto
omosessuale, sono i degni eredi del regime cubano castrista che considera l'omosessualità una
degenerazione borghese da correggere col carcere e gli ormoni. Sono eredi del regime stalinista
che metteva gli omosessuali nei gulag e di quello nazista che li metteva nei lager."

"Non è un caso - prosegue l'esponente radicale - che, fra la democratica e liberale Israele e le
dittature arabe, i miei aggressori scelgano queste ultime. Gli arabi omosessuali in Medio
Oriente ricevono la pena di morte (in Arabia Saudita), oppure finiscono in carcere. L'unica
eccezione è Israele. A Tel Aviv, in questi giorni, accanto alle bandiere di Israele il Comune fa
sventolare quelle arcobaleno del Pride. In Israele vi sono persino più libertà sessuali che in
Italia. Là grazie a un regime di Common Law esistono già le unioni di fatto. E' legale
l'inseminazione eterologa per le donne single, non solo per le coppie!"

"Insieme ai movimenti omosessuali, dobbiamo israelizzare il Medio Oriente" ha conlcuso Reibman
"e liberare i popoli arabi dai loro dittatori. E anche israelizzare l'Italia.".

Milano, 23 giugno 2002
ore 13.40

P.s.Il dott. Yasha Reibman,dirigente milanese dei Radicali e vice-presidente dell'UCEI (Unione Comunità Ebraiche Italiane),è stato vilmente aggredito da un gruppo di militanti dell'ultrasinistra milanese che,a margine del corteo milanese del "Gay Pride",sabato scorso,lo avevano identificato come "ebreo",recando con sè egli una bandiera dello Stato democratico d'Israele.
Sono certo che ogni persona sinceramente democratica vorrà esprimere la più ferma condanna di questa vile aggressione anti-semita,opera dei teppisti rossi del "Leonkavallo".