Già che ci siamo, eccovi la prima parte del servizio di giorgio del re
da "la Padania" del 22 giugno 2002
I musulmani portano con loro una cultura che produce,
necessariamente, solo guerra e rovine. Prendere atto
di questa storica realtà sarebbe realpolitik, ma pur-
troppo questa nostra epoca è quella del “bonismo” idiota,
dei programmi enfatici, utopistici, dell’irrazionalità al
potere, voluta da un manipolo di incoscienti o di sfasati
lobbisti mondialisti di matrice massonica, che hanno
spalancato le porte dell’Europa a un’orda islamica che ci
creerà solo irreparabili guai.
Più di novecento milioni di fedeli sparsi in tutto il mondo,
un’altissima carica di aggressività spirituale e soprattutto
“militare”, un integralismo difficilmente riscontrabile in una
qualsiasi altra religione (anche “scientifica”, come è il mar-
xismo applicato), una volontà ferrea di islamizzare tutto
quanto ancora non è Islam, una crescita costante e im-
petuosa.
E ancora: i continui massacri di cristiani nella Filippine, le
sanguinose persecuzioni ai danni degli “infedeli” in Sudan e
in Indonesia, la partecipazione di membri del partito islamico
della Turchia (paese già affiliato alla Nato e in procinto, come
Israele, di aderire all’Unione Europea) a un vertice di mo-
vimenti terroristici islamici. Senza dimenticare la continua,
progressiva, inarrestabile islamizzazione dell’Italia e del-
l’Europa intera.
Questo e molto altro potrà trovare il lettore in una recente
pubblicazione (L’Islam alla riscossa. Cos’è, cosa vuole) scritto
da un sacerdote lombardo, don Luigi Villa, per i tipi della
“Editrice Civiltà”. Senza peli sulla lingua e senza finte
ipocrisie, don Villa passa in rassegna tutte gli orrori del
mondo musulmano e tutte le storture interne all’Occidente
che stanno portando i seguaci di Allah a quelle vittorie che
non sono stati capaci di ottenere in 14 secoli di aggressioni
alla Cristianità e all’Europa.
Le anime “belle” di casa nostra, ubriacate dalle parole
d’ordine della fratellanza universale, dell’ecumenismo, del
“vietato vietare”, dovrebbero leggerselo da cima a fondo:
“buonisti”, post ed ex comunisti, sedicenti antirazzisti e
compagnia briscola.
LE COLPE DELLA CHIESA “ECUMENICA” - Ancora più
sconvolgente, in questa rassegna, è il ruolo, a dir poco suicida
(«Involontariamente?», si chiede l’autore), che sta svolgendo
da alcuni anni la Chiesa cattolica (o almeno la parte “mo-
dernista” di essa) in questa tragica invasione islamica. Il “la”
arriva - spiega don Villa - con la dichiarazione “Nostra Aetate”
del 1965, nella quale viene enumerato tutto ciò che ap-
parenta (o sembra apparentare) Cattolicesimo e Islam: da
quel momento in poi è un fiorire di iniziative cattoliche di
dialogo interreligioso e di aperture, «con nessuna dispo-
sizione d’animo da parte dei musulmani».
Così - ci ricorda don Villa - mentre in Europa è addirittura
il Cardinale di Milano, Carlo Maria Martini, a non perdere
occasione per esaltare la bellezza e la necessità di giungere a
una società multi-etnica e multi-religiosa (e non è l’unico
all’interno della Chiesa), nei Paesi islamici continua la “via
crucis” dei cristiani e, quando non si assiste a veri e propri
massacri, si odono proclami orripilanti. Così, mentre la
Repubblica Italiana mette sullo stesso piano tutte le religioni,
l’Organizzazione Islamica in Africa prevede da Statuto che nei
24 Paesi membri i cristiani non dovranno più occupare posti
di responsabilità e il diritto islamico essere introdotto ovun-
que al posto dei sistemi giuridici occidentali. E mentre il
cardinale Martini fa nascere a Milano il primo tempio “multi-
confessionale” (dell’opera di questo curioso prelato si parla
diffusamente in un altro libro dell’Editrice Civiltà: Si spieghi,
Eminenza!), la Nigeria (49% cristiani, 36% musulmani) pro-
cede a una campagna d’islamizzazione senza precedenti.
Il materiale è spesso di prima mano - don Luigi ha viaggiato
molto nella sua lunga vita - in alcuni casi inedito, in altri
addirittura “segreto”. Per capire meglio, iniziamo dalla fine.
LE TRE GUERRE MONDIALI - Tra il 1870 e il 1871 si
verifica un curioso e inquietante scambio epistolare (ca-
talogato presso la Biblioteca del British Museum) tra l’allora
leader supremo della Massoneria Universale, Albert Pike, e
uno dei padri del Risorgimento italiano, nonché Capo d’A-
zione politica della Massoneria Universale, Giuseppe Maz-
zini. Ecco cosa scrive quest’ultimo il 22 gennaio 1870,
secondo quanto riportato da don Villa: «La Prima Guerra
Mondiale deve essere combattuta per consentire agli “Il-
luminati” di abbattere il potere degli Zar e trasformare questo
Paese nella fortezza del comunismo ateo. (...) Dopo la guerra,
si deve edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere
altri governi e indebolire le religioni». E ancora: «La Seconda
Guerra Mondiale deve essere fomentata approfittando della
differenza tra fascisti e sionisti politici (...) in modo da
aumentare il potere del sionismo politico per consentire lo
stabilimento, in Palestina, dello Stato Sovrano d’Israele». Per
arrivare alla descrizione del cataclisma finale, quella Terza
Guerra Mondiale «fomentata approfittando delle divergenze
suscitate dagli agenti degli “Illuminati” tra sionismo politico e
dirigenti del mondo islamico».
«La guerra - prosegue l’epistola mazziniana come riportata
dall’autore - deve essere orientata in modo che l’Islam (mondo
arabo e musulmano) e sionismo politico (incluso Israele) si
distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le altre
nazioni, una volta più divise e contrapposte tra di loro,
saranno forzate a combattersi fra di loro, fino al completo
esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico».
Lo scopo di tutto questo: l’instaurazione del Governo
Mondiale.
COMUNISMO E ISLAM - L’Islam sarà dunque per l’Oc-
cidente cristiano quello che il comunismo è stato nel XX
secolo - sostiene don Villa - uno strumento cioè usato
scientemente dalle élites massoniche per scardinare il nerbo
delle nazioni cristiane (se ancora possono definirsi così) in
vista dell’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, come
prima il comunismo (nato dalle teorie del massone Karl Marx
e messo tragicamente in pratica in Russia dai rivoluzionari
bolscevichi, anche loro “fratelli”).
I MASSONI DELL’ISLAM - Già, perché anche all’interno
dell’Islam, così apparentemente antitetico a un Occidente
modernista (laico e illuminista), gli “Illuminati” non man-
cano. Almeno a leggere la lista dei “fratelli” affiliati alla Grande
Loggia dell’Iran, che don Villa sostiene di aver ricevuto
assieme alla fotocopia di una lettera inviata il 16 novembre
1975 da Ahmad Aliabadi (segretario della stessa Loggia) al
Gran Maestro Sharif Imami. Scopriamo così, tra le file dei
“figli della vedova”, personaggi insospettabili come l’allora
Ayatollah Khomeini, il suo successore Shaykh Montazeri,
Hashemi Rafsanjani (all’epoca presidente del Parlamento
islamico), l’allora predicatore del venerdì e membro del
Consiglio della Difesa e attuale leader supremo Alì Kha-
menei e giù giù una serie impressionante di ministri,
generali, capi della polizia, ambasciatori, giudici. «Caro Mae-
stro - scrive Aliabadi - ho l’onore di presentarLe la lista dei
nomi della Loggia Segreta dell’Islam che il fratello Ard Brobi,
Gran Maestro della Grande Loggia di Londra, ha mandato
alla Grande Loggia dell’Iran. Come Lei sa, questa Loggia fu
fondata (...) con l’aiuto della Grande Loggia di Londra e del
Gran Maestro sir Edward Grey, il vero fondatore della
“Massoneria segreta dell’Islam”. I nomi di questi membri
devono essere segreti».




Rispondi Citando
) di massoneria , mentre ho visto nome e cognomi di prelati accusati di afferenze e pratiche massoniche .
) che si risponde all'integralismo tradizionalista.
