Visualizza Risultati Sondaggio: L'area di destra radicale/neo-fascista sta implodendo?

Partecipanti
49. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Sì, dopo i risultati delle elezioni i nodi stanno venendo al pettine

    33 67.35%
  • No, è solo una crisi momentanea, presto passerà

    5 10.20%
  • Altro (specificare)

    7 14.29%
  • Non so

    4 8.16%
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Risultati da 1 a 10 di 14
  1. #1
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    Predefinito Introdurre il diritto di sangue

    Introdurre inella costituzione lo "jus sanguinis" al posto dello " jus soli" ed il diritto alla preferenza etnonazionale.
    Cosa ne pensate?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    Logicamente io sono favorevole.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Preliminari sulla Cittadinanza


    Jus sanguinis e Jus soli.
    Migliaia di discendenti di italiani (che in Brasile sono stimati in più di 20 milioni) stanno rivolgendosi ai Consolati per richiedere il riconoscimento della loro condizione di cittadini italiani. I diversi paesi indicano nelle proprie leggi i criteri per l'attribuzione della cittadinanza ai suoi cittadini. Nel caso dell'Italia (e di molti altri paesi europei) prevale il criterio del jus sanguinis (diritto del sangue), per cui è italiano chi ha una ascendenza italiana, cioè chi è filho di padre ou madre italiani. Così è considerato cittadino italiano (automaticamente e dalla nascita) chi è figlio di italiani, senza considerare se è nato in territorio italiano o all' estero; d'altro canto, non hanno automaticamente la nazionalità italiana coloro che, anche se nati in Italia, non sono figli di padre o madre italiani. La legislazione brasiliana, seguendo la tradizione dei paesi delle Americhe, adotta, al contrario, il principio del jus soli (diritto del suolo), per cui è brasiliano chi nasce nel territorio nazionale, senza considerare se i genitori sono brasiliani o stranieri. L' Italia applica anche il jus soli in casi eccezionali, come quello di persone nate in territorio italiano da genitori non italiani ma che non possono ricevere la nazionalità di nessuno dei due genitori a causa delle leggi dei rispettivi paesi, il che le renderebbe prive di cittadinza. Anche il Brasile adotta il jus sanguinis nel caso di figli di brasiliani che sono nati all'estero, affinchè possano essere cittadini brasiliani. È pertanto dovuto al principio del diritto di sangue adottato dalla legislazione italiana, que gli oriundi (discendenti), sono cittadini italiani sin dalla nascita. Quando qualcuno si rivolge ai consolati, non stà sollecitando la cittadinanza italiana, ma stà appena chiedendo il riconoscimento di questa condizione che già esiste sin dalla nascita. Anche se fossero bisnipoti o trisnipoti, sono legalmente italiani perchè, in decorrenza della automaticità del principio, i suoi nonni e genitori sempre lo furono, anche se nati in Brasile (nonostante spesso non avessero coscienza di ciò) e, giuridicamente parlando, sono sempre figli di cittadini italiani (anche se appartengono alla terza o quarta generazione di discendenti).

    Rinuncia espressa o naturalizzazione
    La trasmissione automatica della cittadinanza tra le generazioni dei discendenti degli immigrati, non si interrompe, salvo l'ipotesi di qualche antepassato ever rinunciato espressamente alla cittadinanza italiana, o nel caso di aver richiesto la naturalizzazione prima della nascita dei figli, nell'epoca in cui le norme giuridiche italiane determinavano la perdita della nazionalità in questi casi (oggi, con la nuova legge, questo non sucede più; gli italiani che si naturalizzano conservano la propria nazionalità, accumulandola con quella acquisita nel paese in cui vivono).
    Il brasiliano che, per naturalizzazione volontaria, ottenesse un'altra nazionalità, perderebbe la nazionalità brasiliana in base all'articolo 12, paragrafo 4, inciso II, della Costituzione della Repubblica del l988. Dopo l'emendamento costituzionale di Revisione numero 3, del 7.06.1994, è riconosciuta l'acquisizione della nazionalità straniera quando la rispettiva legge la riconosce in carattere originario. Ossia, il brasiliano che per il criterio del "jus sanguinis", è considerato anche italiano, potrà essere simultaneamente brasiliano e italiano

    Ascendenza italiana solo dal lato materno
    La legislazione italiana sull'argomento si basava, fino a poco tempo fà, sulla legge n° 555, del 1912, que prevedeva l'atribuzione della cittadinanza soltanto ai figli di italiani di sesso maschile. Questa norma è stata alterata in alcuni articoli con leggi posteriori (1983 e 1986) e finalmente revocata e sostituita dalla legge attualmente in vigore. Con i cambiamenti sociali e la naturale evoluzione dei costumi, quei concetti dovevano essere rivisti. L'attuale Costituzione Italiana non ammette discriminazione tra i sessi; il Codice Civile e il diritto di famiglia italiani subirono alterazioni in questo senso. Nel 1983 la Corte Costituzionale, che in Italia controlla la costituzionalità delle leggi, dichiarò illegale la parte della legge n° 555 che negava alle donne italiane la facoltà di trasmettere la propria nazionalità ai figli; ciò era sufficiente a risolvere il problema, ma subito dopo entrò in vigore una legge che alterava l'articolo 1° di quella norma, dando alle donne questo diritto. La sentenza menzionata fu il risultato di ricorsi in giudizio presentati da italiane sposate con stranieri, che richiedevano di poter trasmettere la propria cittadinanza ai discendenti. Il Consiglio di Stato, organo consultivo del governo italiano, con un parere dello stesso anno, affermò che tale diritto era valido soltanto per i figli di italiane che fossero nati a partire dal 1-1-1948, quando entrò in vigore l'attuale Costituzione e, pertanto, a partire da questa data, i diritti delle donne italiane furono equiparati a quelli degli uomini. Ancora una volta una cittadina italiana residente in Canada aprì un processo richiedendo alla Giustizia il diritto di trasmettere la cittadinanza ai figli nati prima di quella data. Perdette nelle prime istanze, ma il ricorso fu giudicato dalla Corte di Cassazione (tribunale italiano che corrisponde al Supremo Tribunale Federale brasiliano), ed il verdetto fu a suo favore. Con questo lei ottenne ciò che voleva, e si spera che questo diritto, che crea giurisprudenza, possa essere esteso a tutti coloro che si trovano nella stessa situazione. Fino ad oggi i consolati non hanno ricevuto autorizzazione dal Ministero degli Esteri italiano nel senso di accogliere i processi di riconoscimento della cittadinanza ai figli di cittadine italiane nati prima del 1-1-1948, ma si spera che ciò succeda in futuro. Nel frattempo l'unico cammino è quello percorso dalla citata signora: apertura di un processo giudiziale in Italia (che può essere molto costoso.....).
    Citiamo qui di seguito alcune sentenze di Tribunali italiani che hanno riconosciuto la cittadinanza italiana a figli di madre italiana nati prima del 1/1/1948:
    - Sentenza della Corte Costituzionale n. 30 del 28.01.1983.
    - Sentenza della Cassazione Civile di Roma n.6297 del 10.07.1996 n 6297.
    - Sentenza del Tribunale di Torino del 12-04-1999.
    Molti altri tribunali Italiani hanno seguito questo giudizio. Gli interessati possono iniziare la causa per ottenere la cittadinanza italiana nei tribunali di Roma.

    Considerazioni
    La soluzione patria è stata estremamente sensata e adeguata. Al Brasile, paese con dimensioni continentali, interessa considerare brasiliani tutti quelli che nascono nel suo territorio. Per l'Italia, paese di emigrazione, è conveniente considerare italiani tutti coloro che possiedono sangue italiano. La conciliazione del criterio del "jus solo" con quello del "jus sanguinis" è la soluzione più conveniente per salvaguardare i diritti degli "oriundi" che si sentono brasiliani, mas non possono evitare di sentire il richiamo del sangue. Tutti i brasiliani che rispondono ai requisiti stabiliti dalla legge italiana possono ottenere il riconoscimento della loro nazionalità, senza che ciò caratterizzi la situazione di naturalizzazione volontaria, prevista come causa di perdita della nazionalità brasiliana dal precetto costituzionale anteriore. Oggi è possibile e lecito essere brasiliano e italiano simultaneamente e, di conseguenza, possedere due passaporti. Il passaporto è il documento che esteriorizza la cittadinanza, e la sua duplice utilizzazione non costituisce problema né irregolarità, secondo quanto affermato dal Ministro Nelson Jobin, oggi integrato nella Suprema Corte. Il mondo globalizzato e orientato alla formazione di blocchi di interesse comume (Mercato Comune Europeo, Mercosul, Nafta, Alalc e altri) non potrebbe davvero continuare a nutrire concetti rigidi circa la circolazione nelle città a causa delle frontiere. La stessa sovranitá è diventata relativa, il pianeta è diventato minore di fronte alla facilità di locomozione, l'essere umano oggi è un cittadino del mondo e non avrebbe senso fargli perdere uno statuto personale se accettasse il riconoscimento di una nazionalità straniera. Verrà il giorno in cui le frontiere saranno una mera reminescenza storica, dove non occoreranno più i visti e dove le persone, di fronte alla propria insita dignità di esseri umani, potranno liberamente entrare ed uscire dagli spazi territoriali, essendo eliminata ogni formalità.

  4. #4
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    Seitz, giornalista della tv bavarese, commenta la legge sulla doppia cittadinanza
    Identità dei popoli a rischio
    Anche i tedeschi alle prese con i "filo-immigrati"

    di Gianluca Savoini

    Monaco (Munchen)
    In Baviera la legge proposta dal governo rosso-verde guidato dal cancelliere Gerhard Schroeder che abolirà in un solo colpo la tradizionale attribuzione della cittadinanza tedesca (concedendola anche agli immigrati extraeuropei presenti sul suolo germanico, i quali potranno però sempre mantenere quella originaria) sta suscitando polemiche a raffica e sollevazioni popolari. La Csu è in prima linea a difendere la normale attribuzione della cittadinanza, basata sullo ius sanguinis. Presto in tutta la Germania (alla levata di scudi dei bavaresi si è aggiunta anche la CDU tedesca, della quale la Csu è diretta emanazione in Baviera) verranno allestiti banchetti per una raccolta di firme popolare contro questa legge d'ispirazione mondialista. Già sabato scorso, proprio mentre a Monaco si svolgeva il Congresso della Csu, a Bonn e in altre città il partito conservatore all’opposizione ha cominciato a raccogliere migliaia di firme di cittadini arrabiatissimi."La società multirazziale ha fallito ovunque, non vogliamo vederci distruggere le nostre radici", ha esclamato un giovane davanti alle telecamere della televisione tedesca.Presente al Congresso di Monaco c’era, fra i numerosi giornalisti, il responsabile della redazione economica della "Bayerischer Rundfunk" (la tv bavarese), Jurgen Seitz. Ci ha raccontato di come l’iniziativa voluta fortemente dal neo-segretario della Csu e presidente del Land Baviera, Edmund Stoiber, rappresenti per questo partito un importantissimo cavallo di battaglia."Questo Land è sempre stato molto conservatore ed antisocialista - spiega Seitz - e l’elezione di Schroeder a cancelliere non è piaciuta per nulla. Anche perchè la SPD potrebbe favorire, a livello economico e industriale, la Renania-Westfalia, un Land tradizionalmente socialista".
    Stoiber ha promesso una dura battaglia contro la legge sulla doppia cittadinanza. Lei crede che i bavaresi risponderanno alla chiamata della Csu?
    "Ne sono sicurissimo. Anzi, credo proprio che il merito di Stoiber sia stato quello di aver suscitato la reazione dei moderati e dei conservatori in tutta la Germania. Le sinistre puntano ad avere un nuovo elettorato a loro favore, un proletariato di immigrati che le "ringrazierebbero" per la cittadinanza votando per loro. Eppure sappiamo benissimo che in questo caso si acuirebbero le tensioni sociali".
    Non si dovrebbe sentire il parere dei tedeschi, prima di produrre simili leggi?
    "Mi sembra che anche in Italia le sinistre, una volta arrivate al potere, abbiano deciso di aprire all’immigrazione senza chiedere come la pensano i cittadini. È tipico delle sinistre pensare al loro tornaconto elettorale senza applicare quei princìpi democratici da loro tanto decantati, ma soltanto a parole".
    La Baviera da sola non può fare molto. Ci sono altri Laender che a maggioranza sono contrari a questa assurda normativa?
    "Baden-Wurttenberg, Sassonia, Stoccarda sono altre regioni fortemente conservatrici e antisocialiste. Sono convinto comunque che se fosse possibile un referendum su questa legge, vincerebbero nettamente i contrari".
    In Baviera come viene vista la lotta della Lega Nord contro i clandestini?
    "Il popolo simpatizza con la Lega e conosce i suoi programmi. Con la Padania ci lega anche la storia".
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #5
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    "Così si distruggono le radici dei popoli"

    di Gianluca Savoini

    «Con la legislazione odierna la Germania ha difeso in maniera efficace la propria identità culturale ed ha impedito l'invasione selvaggia da parte degli extracomunitari. Adesso l'arrivo dei Verdi e dei socialisti comporterà l'abbandono del principio tradizionale dello ius sanguinis a vantaggio dello ius soli, prodromo del melting-pot e della famigerata società multirazziale». Il "diritto del suolo" contro il "diritto del sangue" preoccupa Mario Borghezio, che intravede dietro il disegno architettato dalle sinistre tedesche non soltanto la volontà tipicamente mondialista di distruggere le radici profonde dei popoli, ma anche di creare un nuovo "serbatoio" di elettori.
    In Germania siamo quindi alla vigilia di una vera rivoluzione culturale e giuridica?
    «Mi sembra evidente. I rosso-verdi cercano di ribaltare il cardine su cui si è fondato per secoli il principio giuridico di cittadinanza secondo la tradizione giuridica europea, il "diritto del sangue"».
    Immediata è stata la reazione della Cdu, che ha parlato di "attentato all'integrità del popolo tedesco". Si preannuncia battaglia, onorevole...
    «Mi auguro che non solo la Cdu, ma anche tutte le forze politiche e culturali responsabili facciano dura opposizione alla proposta di Berlino. Ci stupiremmo se i bavaresi subissero senza protestare un simile provvedimento».
    Il giornalista americano Roger Cohen, sul New York Times, esalta la scelta di Schroeder: finalmente, si legge, anche la Germania si avvia verso la società multirazziale. Sintomatico,no?
    «Ciò significa che l'attuale governo tedesco è in linea con le centrali ideologiche del mondialismo».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Governo e potentati decidono a nome di tutti"

    di Gianluca Savoini
    «Il grande mercato europeo e la Moneta Unica fanno paura a molti, in Svizzera, da due punti di vista: c'è chi teme di restare confinato in un piccolo ghetto e restare spiazzati dal potere dell'Euro; altri invece temono che l'Ue voglia mangiarsi in un boccone la Confederazione elvetica, che rischia di veder perdere la propria identità secolare».Gianfranco Montù, direttore del settimanale di Lugano "GT 7", segue con interesse gli sviluppi del "tormentone" oggi di moda in Svizzera: gli accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles. «Si avverte ovunque la paura di veder soffocata la nostra economia dal gigante europeo- sottolinea Montù -. Quindi è indubbio che certe aperture verso l'Ue risulteranno salutari. Ma a prezzo di contraccolpi d'altro tipo».
    Ad esempio, Montù?
    «Sulla libera circolazione delle persone bisogna andare con i piedi di piombo. Anche se entrassero per esempio persone in cerca di lavoro pari al 3 per cento della nostra popolazione, questa si accrescerebbe di 600 mila unità, con un'evidente modifica del tessuto culturale, sociale ed etnico della Confederazione. L'Europa di sinistra al potere peraltro sta cercando di cancellare lo ius sanguinis nel diritto di cittadinanza, senza chiedere il pensiero dei cittadini. Perchè la Svizzera deve pagare le idee strampalate e mondialiste degli altri? Non vogliamo essere invasi».
    In Svizzera però dovrebbe esserci un referendum che metta in condizione i cittadini di accettare o meno le decisioni blaterali...
    «Peccato che il referendum secondo l'accordo è previsto non prima del 2007! Una cosa ridicola, perchè a quel punto non potrà più cambiare nulla, la normativa avrà già prodotto i suoi danni».
    Dov'è finita la tradizionale democrazia diretta elvetica?
    «È stata svenduta nel nome del dio denaro dagli interessi dell'establishment governativo ed economico di Berna che cerca di imporre alla popolazione continui fatti compiuti. Ci dicono ogni giorno che certi processi sono inevitabili, che le cose vanno benissimo, che siamo lanciati tutti verso un radioso futuro di benessere. Sarà, ma questi entusiasmi non mi tranquillizzano».
    Perchè?
    «Perchè la globalizzazione economica, se viene pilotata da pochi potentati mondiali, invece di migliorare le condizioni di vita, ci pongono tutti sotto la spada di Damocle di crisi spaventose che potrebbero esplodere da un momento all'altro e diffondersi, con l'effetto-domino, per tutto il pianeta. L'esistenza dell'enorme "bolla speculativa" globale non è un'invenzione. E, prima o poi, i nodi vengono al pettine».
    Ma non ci si può nemmeno chiudere nel proprio orticello...
    «Assolutamente no. Servono però regole chiare e democratiche, con l'avallo delle popolazioni. Attualmente invece decidono i tecnocrati e i banchieri in Europa. Questa Europa delle banche vuole decidere anche per gli svizzeri. Ci lascino almeno il diritto di contestare questo disegno mondialista».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
    Paul Atreides
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    La risposta è sì, ovviamente.

  8. #8
    Forumista assiduo
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    Ovviamente sì,

    ma portandolo in tutta Europa


    e inoltre aggiungendo una bella proporzionale etnica come in trentino a favore di veneti piemontesi ecc....dopo aver rimpatriato gradualmente gli allogeni extraeuropei.

  9. #9
    kalashnikov47
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    Ovviamente, sì.

  10. #10
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    Lo Jus sanguinis a oggi esiste già, almeno fino a quando non verrà introdotta qualche forma accentuata di Jus Soli.
    Credo che, in proposito, la legge sulla cittadinanza migliore sia quella di San Marino: si diventa cittadini del MonteTitano o per nascita, o per matrimonio o dopo 30 anni, 30, di residenza.

 

 
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