Signori Consiglieri, Ringrazio il Consigliere architetto Jommi per l’iniziativa assunta con la mozione in discussione. Iniziativa certamente suggerita da una sua sensibilità urbanistica ed architettonica ma che, tuttavia, offre alla città l’opportunità di rendere al principale artefice del Risorgimento politico italiano, Giuseppe Mazzini, l’onore e il ricordo che merita, ricollocandone il busto nella bella piazza che porta il suo nome, affrancandolo dal collocamento inadeguato in uno spazio angusto e triste, non fruito dalla cittadinanza per la forte sensazione d’abbandono che suscita.
La storia, concorde, ha definito il Risorgimento Italiano come un evento epocale per il mondo intero, per l’infinita produzione di talenti eccezionali in tutti i campi, dalle arti visive a quelle dello spirito a quelle poetiche e filosofiche.
In questo quadro e in quell’irripetibile evento, Giuseppe Mazzini fu l’indiscusso artefice del risorgimento politico italiano.
Di fronte al profondo sentimento democratico dell’insegnamento mazziniano e alla sua evidente attualità, mi domando come sia stato possibile per una città nelle cui radici forte e antica era la tradizione repubblicana ed il pensiero mazziniano, che le immagini scultoree di due fra gli artefici di un così splendido avvenimento quale fu il Risorgimento politico Italiano, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, fossero relegate, una in un angusto spazio semi abbandonato, la seconda in un angolo praticamente oscurato alla vista, e tutti e due letteralmente circondati, anziché dalla presenza e dal ricordo riconoscente dei maceratesi, dalle auto in sosta o dal caotico traffico cittadino.
Evento, questo, premonitore di quanto sarebbe avvenuto con il trascorrere degli anni, fino ai nostri tempi che hanno visto l’antica e forte tradizione repubblicana di questa nostra, nobile città, prima costretta nella confusione della socialdemocrazia italica e poi spenta del tutto nelle nebbie di un partito di massa e di governo, condannato fin dalla nascita, alla ricerca di una identità politica che accomuni radici culturali storicamente antagoniste, quella cattolica e quella marxista, e che, ironia della sorte per i repubblicani superstiti, rappresentano, l’una e l’altra, ieri ed oggi, il più forte ostacolo all’accettazione della democrazia mazziniana.
Giuseppe Mazzini e i repubblicani non sono più di moda; oggi sono di moda l’on.le Mastella ed il governatore Cuffaro e le decine di indagati e pregiudicati che siedono in Parlamento
Da queste considerazioni nasce l’entusiastico voto favorevole alla mozione e un doppio grazie.
Il primo come cittadino e come consigliere comunale per aver suggerito un valido provvedimento, capace di generare ulteriore qualità per piazza Mazzini; il secondo come vecchio mazziniano repubblicano, sopravvissuto alle espulsioni, all’ostracismo, alle adesioni e alle confluenze e che si augura, non me ne vogliate, di sopravvivere anche a questo tristissimo momento della vita nazionale.
tratto da
http://www.primarche.org/macerata.html