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Discussione: Roma Per Sempre

  1. #1
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito Roma Per Sempre

    ROMA PER SEMPRE

    Per quanto dura possa essere la battaglia,

    dobbiamo resistere oggi, per vincere domani.

    L’unico mezzo di sopravvivenza per noi è quello di stringerci insieme in nome della nostra storia,della nostra fedeltà,del nostro onore,del nostro ideale,dei nostri martiri,in nome di tutto quello per cui esistiamo;senza capitolare,senza rinunziare a nessuno dei nostri caratteri,cercando di conservare intatta la nostra identità e la nostra specificità.

    Spirito unificatore di questa solidarietà è la nostra concezione del mondo e della vita,che ha impedito che noi scomparissimo.

    E noi dobbiamo vivere.Le lotte,che sono state lunghe e terribili,non ci hanno stancato sinora,perché le abbiamo combattute a viso aperto.

    I Greci,partendo per la guerra,e infilando lo scudo,dicevano:" O con questo o su questo".

    I nostri padri l’hanno detto nell’ultimo conflitto mondiale,noi lo ribadiamo assieme ai sopravvissuti,ancora una volta,per noi e per i nostri figli.

    Noi non disperiamo perché siamo sereni e fiduciosi.

    La resistenza che stiamo opponendo alle cause del disfacimento che ci venivano dal di fuori,e che oggi ci vengono anche dal di dentro,dipende unicamente dalla nostra certezza nei nostri Valori.

    Se fossimo stati spiriti più deboli a quest’ora saremmo una espressione storica solamente,forse,degna soltanto di studio;ma noi siamo tutt’altro che una espressione storica,noi siamo l’esempio vivente di ciò che non può essere distrutto,di ciò che non può essere negato.

    Certo,molti il suicidio l’han fatto con l’abiura,con l’assimilazione al nemico,col pentitismo,col trasformismo e con il tradimento perché non avevano più fiducia nei nostri Valori,ammesso che l’avessero avuta una volta,perché cercavano solo il consenso!

    Sono gli spiriti meno degni che ci siano,paurosi della lotta,arrivisti,egoisti,superficiali,che nella esistenza quotidiana seguono un ideale di timore,di pochezza,di viltà,di arroganza,di negazione;spiriti che si sono trovati sempre a disagio fra le nostre minoranze battagliere,unite e attive,

    sempre pronte alla lotta,al sacrificio e alla consegna alla future generazioni del proprio modo di essere.

    Noi siamo quelli di ieri,siamo quelli di oggi,saremo quelli di domani e attraverso le nostre nascite,le nostre morti e le nostre rinascite,noi sussisteremo in eterno.
    Noi rappresentiamo l’anima divina e misteriosa che,in altri tempi, creò gli Dei e la cui celata essenza nutre il cielo e la terra.
    Noi siamo la sintesi di Oriente ed Occidente ,portiamo dentro di noi l’immagine dei due volti divini.
    Noi siamo l’espressione delle forze che hanno creato la Civiltà.



    I.D.N.A. anno 2754 a.U.c.

    Un augurio sentito a tutti nella festività che ,oltre al Natale di Roma ,celebrava,nel periodo fascista, anche la festa nazionale del lavoro.

    Ricordiamo,inoltre,il Milite della G.N.R. Cimador Giovanni- 2° Rgt. Milizia Difesa Territoriale "Istria",caduto il 21 aprile 1944 a Villa Romana (Pola).

  2. #2
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    His ego nec metas rerum nec tempora pono, Imperium sine fine dedi.

    A costoro non limite di spazio io metterò,non limite di tempo, l’Impero che lor diedi è senza fine.
    (Virgilio,Eneide,libro I vv.287-288)

    Alla dea Venere, che andava a lamentarsi presso il padre Giove, per la sorte del figlio Enea,il re degli Dei rispondeva come sopra.

    La convinzione di Virgilio rifletteva quella diffusa dei Romani del tempo di Augusto. Quando venne meno quello spirito, quell’attitudine di vita, venne meno la forza di Roma, venne meno l’impero. Tutto quello che è venuto dopo, non ha niente a che vedere con lo spirito di Roma.

    Solo il Fascismo tentò, in qualche modo di risvegliare veramente l’antico spirito nel pensiero,nell’azione e nelle opere.



    http://www.carpe-diem.it/culpo/saggi/htm/natroma.htm

  3. #3
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    INNO A ROMA

    Roma divina,a Te sul Campidoglio

    dove eterno verdeggia il sacro alloro,

    a Te, nostra fortezza e nostro orgoglio ascende il coro.

    Salve,Dea Roma! Ti sfavilla in fronte

    il Sol che nasce sulla nuova storia,

    fulgida in arme all’ultimo orizzonte

    sta la Vittoria.

    (ritornello)

    Sole che sorgi libero e giocondo,

    sul Colle nostro i tuoi cavalli doma;

    tu non vedrai nessuna cosa al mondo

    maggior di Roma.

    Per tutto il cielo è un volo di bandiere

    e la pace nel mondo oggi è latina:

    il tricolore canta sul cantiere,

    su l’officina.

    Madre che doni ai popoli la legge

    eterna e pura come il Sol che nasce,

    benedici l’aratro antico e il gregge

    folto che pasce!

    (di nuovo ritornello)

    Sole che sorgi...

  4. #4
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Compianto dei Romani per Romolo

    Da Ennio : "Annales" :Frammenti



    Un soave rimpianto empieva i cuori

    e tutti l’invocavano così:

    "Romolo,o divo Romolo,custode

    te della Patria avean creato i Numi!

    O Padre,o genitore,o degli Dei

    sangue,dall’ombra ci traesti fuori

    Tu nelle chiare plaghe della luce!"

  5. #5
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    NATALE DI ROMA

    Da Ennio: " Annales " : Frammenti



    Allora con gran cura e con gran brama

    agli auspici del regno entrambi attesero

    sul Monte……..

    stette Remo in disparte ed aspettava

    uno stormo che a lui propizio fosse;

    e frattanto il bel Romolo dall’alto

    dell’Aventino cupido attendeva

    un augurale vol d’altovolanti.

    Contendevano entrambi chi dovesse

    essere re;lottavano tra loro

    se la città dovessero chiamare

    Remora o Roma.Stavano in attesa,

    come quando già il console è in procinto

    di dare il segno,e tutti in ansia volgono

    gli occhi ai cancelli d’onde i carri debbono

    balzar fuori dalla dipinta chiostra;

    così attendeva il popolo,e i voti

    fermi teneva,a chi dei due gli eventi

    avrebbero donato la vittoria

    del grande regno.E intanto il bianco sole

    negli abissi notturni si ritrasse;

    e poi di nuovo fuor raggiante apparve

    la bianca luce,e insiem nell’alto,lungi,

    fausta volò una bella aquila a manca;

    ed aureo sorse il sole;ed ecco insieme

    fendere il ciel dodici sacri uccelli,

    a fausto vol drizzandosi.Ed allora

    Romolo intese ch’era data a lui,

    per cenno degli auspici,il real seggio.

 

 

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