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Discussione: Un nuovo Interim?

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Un nuovo Interim?

    da www.corriere.it :

    "

    UN ALTRO INTERIM


    Quella su cui è scivolato il ministro Scajola è una buccia di banana, ma del genere da cui spesso discendono conseguenze disastrose. Minimizzare l’incidente, ossia la gaffe, quella frase di pessimo gusto e offensiva all’indirizzo del professore assassinato, serve a poco. Anche perché l’episodio, nella sua gravità, può essere affrontato e probabilmente risolto solo dal presidente del Consiglio. Non a caso ieri sera il titolare del Viminale ha offerto le dimissioni a Berlusconi e questi le ha respinte. Una procedura concordata tra i due, attraverso la quale il premier si fa carico della vicenda. Non c’era altra strada. Il ministro dell’Interno ne esce dimezzato, ma in qualche modo si mette al riparo . Ora spetta al presidente del Consiglio spiegare, al Parlamento e all’opinione pubblica, perché ha inteso confermare la sua fiducia al ministro. Tocca a Berlusconi fare chiarezza sulle ombre dell’inchiesta, sullo strano caso delle lettere sparpagliate in giro da una «fonte» in apparenza misteriosa, sulle responsabilità della scorta negata. Spetta ancora a lui dimostrare, con i fatti oltre che con le parole, che il governo della Repubblica non considera Marco Biagi un «rompiscatole» e anzi riserva alla sua memoria il rispetto che si deve a un servitore dello Stato, a un eroe moderno nel senso più autentico del termine. Altrimenti, che senso ha parlare di lotta al terrorismo? Nella sostanza, Berlusconi ha assunto da ieri anche l'interim degli Interni. Per difenderlo, gli fa scudo con il proprio peso istituzionale.
    Ma questo passaggio lo obbliga a fare ciò che in condizioni normali dovrebbe essere compito del ministro dell'Interno. Appunto spiegare, chiarire, entrare nel merito. Non sarà un compito facile, perché si tratta di andare in Parlamento e lì affrontare un dibattito ovviamente aspro, in un clima teso.

    Sarà sufficiente l'appello generico ad abbassare i toni dello scontro? Francamente, c'è da dubitarne. Se le polemiche arrivano a coprire i termini veri della questione, creando ulteriore confusione, lo dobbiamo al governo e alle assurde frasi pronunciate, chissà perché, da un suo autorevole esponente. Proprio ieri Francesco Cossiga osservava che il «gran polverone» di questi giorni avrà l'effetto di rendere ancora più difficile la caccia agli assassini di Biagi. E' difficile stavolta dar torto al senatore a vita. Il giuslavorista aveva paura dei suoi nemici politici, di certe frange estreme del sindacalismo. L'imprudenza di Scajola ha fatto finire questo aspetto in secondo piano. Il tutto a pochi giorni dal possibile accordo separato con Cisl e Uil sull'articolo 18. Con la Cgil all'offensiva nel Paese.
    Ora la strada è in salita per il governo
    . E prima di ottenere dall'opposizione toni più cauti, in nome del comune impegno contro il terrorismo, Berlusconi dovrà rispondere a legittimi interrogativi, dimostrando che in questi mesi non si è lasciato nulla di intentato per catturare gli assassini. E che la lotta ai nuovi brigatisti non è un artificio retorico, bensì una priorità della Casa delle Libertà. Proprio dall'interno della maggioranza vengono, paradossalmente, i maggiori problemi per Palazzo Chigi. La buccia di banana di Scajola ha rivelato astiosità e rancori a lungo sopiti. Non parliamo della reazione indignata degli amici di Biagi: i Maroni, i Sacconi, i Brunetta. Ma è dall'interno di Forza Italia che monta un sentimento di fastidio verso il ministro dimezzato . Come se un malessere a lungo represso avesse trovato per la prima volta il modo di manifestarsi. Accanto ad ambizioni a malapena dissimulate, a desideri di «rimpasto» di nuovo accesi. Per Berlusconi questo potrebbe rivelarsi il problema più complicato da gestire.

    di STEFANO FOLLI
    "


    Cordiali saluti

  2. #2
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    da www.lastampa.it :

    " LA DISCUSSIONE SUL TERRORISMO E L´EVENTUALITÀ DI UNA RICOMPOSIZIONE SINDACALE
    L´effetto Scajola può rimettere in gioco la Cgil
    La Uil: un tavolo anche con loro. La Cisl: ma l´accordo va siglato

    ROMA ADRIANO Musi, segretario confederale della Uil, va subito al dunque. «Dopo quello che ha detto Scajola su Biagi e le dimissioni respinte, se questo fosse un governo sensato domani ci verrebbe a dire: signori sindacalisti, signori dell´opposizione, qui bisogna sederci intorno a un tavolo per riflettere seriamente sul terrorismo, e arrivare così, una volta per tutte, a rasserenare gli animi e a moderare i toni. Tutti insieme, compresa la Cgil, che non si è mai sottratta a confronti così, che è sempre stata in prima linea nella lotta al terrorismo, pagando anche con la vita dei suoi uomini. Una riflessione rasserenante, che coinvolga tutti, potrebbe servire per il prosieguo delle trattative sulle riforme». Se fino a ieri la riesplosione del caso Biagi gettava solo ombre scure sul dialogo sociale, già azzoppato dall´assenza di Cofferati al tavolo sulla riforma dell´articolo 18, perchè sottintendeva nuovi feroci scambi di accuse tra il Governo e la Cigl, le disgraziate affermazioni di Scajola hanno cambiato le carte in tavola. Il governo, che ha sempre accusato Cofferati di avvelenare il clima, oggi è indubbiamente più debole, e dopo l´incidente anche a Palazzo Chigi ragionano su possibili nuove aperture. Del resto, quella riflessione comune sul terrorismo che oggi sollecita Musi, era già nell´agenda del governo subito dopo l´omicidio di Biagi. La trattativa sulle riforme, allora interrotta, secondo il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, doveva ricominciare proprio da lì. La differenza rispetto ad allora è che nel frattempo il confronto sull´articolo 18, con Cisl e Uil, ha fatto grossi passi avanti, ed è ormai vicino alla conclusione, anche se non tutto è chiarito. Il tentativo di «ricoinvolgere» la Cgil in questo stadio, potrebbe aiutare un´accelerazione in avanti, ma anche essere controproducente . «Tutto è possibile. Anche che un dibattito sul terrorismo possa riavvicinare la Cgil al tavolo sull´articolo 18. Se così fosse sarebbe positivo. Se questo avesse l´effetto di rallentare i tempi pazienza, l´importante è che si faccia un buon accordo sui contenuti» dice Musi, che evidentemente i suoi dubbi li ha ancora. Anche Pierpaolo Baretta, segretario confederale della Cisl, ritiene che la cosa più importante siano «i contenuti». Ma la sua è una posizione un po´ diversa. «Non vorrei che questi fatti nuovi inducano il confronto sulle riforme che stiamo conducendo con il governo ad un´accelerazione aprioristica, che porterebbe a chiudere in fretta un accordo, a tutto svantaggio di quel che c´è dentro. Ma nello stesso tempo rifiuto l´idea di un rallentamento del confronto. Noi ci siamo seduti al tavolo e abbiamo lavorato in base alle nostre convinzioni. Cofferati non ha voluto discutere. Io - dice Baretta - sono d´accordissimo sulla riflessione comune sul terrorismo, la ritengo necessaria. Ma non è che se ritorna a casa il figliol prodigo, qua tutto si deve fermare». La Cisl intravede la possibilità di chiudere un accordo positivo sul lavoro e giusto a questo punto non vuole fumo negli occhi. Del resto lo stesso segretario, Savino Pezzotta, era parso molto infastidito dagli ultimi sviluppi del caso Biagi . «La vicenda delle lettere di Biagi non ha creato problemi solo a Cofferati. Li ha creati anche a noi e, più in generale, a tutto il confronto. Le polemiche non aiutano il clima sociale, il clima politico e il confronto» aveva detto sabato Pezzotta. La Cgil, dal canto suo, tiene la bocca cucita. L´unica cosa che si riesce a far dire agli uomini di Cofferati è l´invito alla magistratura perchè «arrivi un chiarimento sulle lettere che fin dal luglio del 2001 hanno indicato la Cgil come oppositrice del professor Biagi». Domani, due luglio, Cgil, Cisl e Uil saranno di nuovo sedute intorno ad un tavolo con il Governo per discutere del prossimo Dpef. Non è escluso che si parli anche di terrorismo.
    "


    Cordiali saluti.

  3. #3
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    www.ansa.it :

    " MARCO BIAGI: SCAJOLA, CHIEDO SCUSA ALLA FAMIGLIA
    IMPERIA - 'Chiedo scusa alla famiglia'. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Claudio Scajola, nel corso di una conferenza stampa a Imperia. 'Le mie parole isolate dal contesto, ingigantite, hanno offeso la famiglia. Io di questo intendo chiedere scusa', ha detto il ministro.
    01/07/2002 18,55


    Cordiali saluti

  4. #4
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    da www.iltempo.it :

    " Biagi: lettere, polemiche e scuse


    Sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a riferire mercoledì alle 15 alla Camera dei Deputati sulla vicenda delle dichiarazioni del ministro Scajola su Marco Biagi. Dopo le comunicazioni del governo ci sarà una pausa di 20 minuti, richiesta dalle opposizioni. Per il dibattito ogni gruppo avrà a disposizione 15 minuti.

    Al termine del dibattito potrà esserci un voto su eventuali documenti che potranno essere presentati sia dall'opposizione che dalla maggioranza. Nel caso in cui l'opposizione dovesse presentare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Scajola, questa potrebbe essere votata dall'aula di Montecitorio solo dopo 3 giorni.

    Intanto, ieri il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha telefonato alla signora Biagi per riaffermare la sua commossa vicinanza a lei e ai suoi figli, in questo momento di rinnovato dolore, nella certezza di esprimere il sentimento di tutti gli italiani che onorano profondamente la memoria di suo marito. E il ministro dell'Interno Claudio Scajola oggi ha chiesto scusa alla famiglia, leggendo una dichiarazione al termine di una conferenza stampa. «Ho vissuto questi due giorni - ha detto - con una grande angoscia: sono molto addolorato. Tutta questa vicenda mi ha creato un profondo turbamento. Le mie parole, isolate dal contesto, ingigantite, hanno offeso la famiglia. Io di questo intendo chiedere scusa. Non esito e non ho nessuna preoccupazione a farlo».

    Per quanto riguarda le lettere d'aiuto alle istituzioni, Biagi ne avrebbe scritto più di una. Dunque non sono solamente tre come afferma la Procura di Bologna, nè cinque come si è saputo dopo le rivelazioni giornalistiche di questi giorni. Ce ne sarebbero molte altre ancora. E sarebbero racchiuse nei fascicoli delle Prefetture o conservate nei file dei suoi tre computer.

    Finora il conto si è fermato a 10 missive. Tutti «Sos» che il giusvalorista lanciava a ripetizione. Oltre alle cinque e-mail pubblicate e al biglietto di denuncia a una amica, si aggiungono tre lettere, questa volta su carta, ai prefetti di Roma, Modena e Milano. Inoltre ci sono le due missive al capo della Digos di Bologna, in cui si chiede la protezione delle sue case di Bologna e di Ravenna, ricordando che "Ruffilli e D'Antona sono stati uccisi nei pressi delle loro abitazioni".

    Ultimo aggiornamento lunedì 1 luglio 2002 ore 19.30


    Cordiali saluti

  5. #5
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    da www.iltempo.it :

    " BELLA MOSSA CAVALIERE MA BASTERÀ?


    di MINO ALLIONE

    C’È VOLUTO, ancora una volta, l’intervento di Berlusconi per rimettere, almeno in parte, le cose a posto. [ b] Il Cavaliere ha giocato d’anticipo per rendere meno incandescenti le polemiche [/b] che si sono scatenate dopo la pubblicazione delle e-mail di Marco Biagi, le pesanti accuse a Cofferati - che sembrava il primo obiettivo del polverone -, la chiamata in causa di Casini, e le infelici frasi di Scajola.
    Prima di arrivare al dibattito in Parlamento, che comunque ci sarà, Berlusconi ha fatto dare le dimissioni al ministro dell’Interno per poterle respingere, in nome di «un rinnovato impegno contro il terrorismo». Una mossa politicamente intelligente, il meglio che Berlusconi potesse fare, ma pur sempre una mossa-tampone, perché i veleni non si fermeranno.
    Da questa vicenda in effetti non esce bene nessuno . Non i magistrati bolognesi che a sei mesi dall’assassinio brancolano nel buio, non hanno ancora analizzato i contenuti dell’hard disc dei computer di Biagi e danno l’impressione di portare avanti stancamente l’inchiesta.
    Non ne esce bene la sinistra , messa alle corde il primo giorno dalla frase di Biagi su Cofferati, costretta a fare quadrato attorno al segretario della Cgil, salvo scatenarsi il giorno dopo contro Scajola e il governo su elementi di contorno, pur gravi, ma senza entrare nel vero merito della questione.
    Non ne esce bene il presidente della Camera, Casini . Lui, in effetti, poco c’entra in questa storia e la sua posizione è politicamente inattaccabile. Ma sotto il profilo umano non ci fa una grande figura. Era amico personale di Biagi e le famiglie si frequentavano. Ebbene, che cosa fa quando riceve un messaggio angosciante dal professore? Si limita a passare la segnalazione al capo della Polizia, quando il suo interlocutore istituzionale dovrebbe essere il ministro. E non mette in gioco il suo peso istituzionale per assicurare la scorta all’amico.
    Non ne esce bene il ministro dell’interno Scajola, un altro ex democristiano, che ha prima sottovalutato le avvisaglie della bufera che lo stava travolgendo, e quindi ha reagito sventatamente, offendendo la figura di Biagi e coinvolgendo gratuitamente un altro ministro, Maroni, che lo ha subito smentito ponendolo di fronte alle sue responsabilità, quasi invitandolo a dare le dimissioni. Un altro colpo alla compattezza del Governo, che ultimamente non appare delle migliori.
    No, non è proprio una bella storia, ma una vicenda dai contorni nebulosi, nel peggior segno dei misteri della Prima Repubblica, costellata da personaggi che affondano le loro storie nel passato, di quando comandava la Dc e loro erano solo dei tirapiedi poco considerati da chi reggeva le sorti del partito.
    Ora i portaborse, spazzati via i "capi storici" sono diventati personaggi di primo piano, ma di quella "scuola" sembrano avere appreso solo la parte peggiore, la capacità di lavarsene le mani quando le cose si mettono al peggio, voltare le spalle a tutto e a tutti pur di non venire coinvolti e non avere fastidi.

    In questo panorama Berlusconi fa del suo meglio per portare avanti l’azione del Governo e raggiungere gli obiettivi che ha promesso agli italiani. Un compito, non facile e di incerta riuscita, dove a frenarlo non è tanto l’opposizione, ancora divisa e senza idee guida, quanto la qualità del personale politico al quale ha affidato posizioni di rilievo e grandi responsabilità.
    Di questo gli italiani che lo hanno votato se ne stanno rendendo conto. E non ne sono contenti.

    lunedì 1 luglio 2002
    "

    Cordiali saluti.

  6. #6
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    Scaiola
    'Le mie parole isolate dal contesto, ingigantite, hanno offeso la famiglia. Io di questo intendo chiedere scusa'
    Vorrei che qualcuno, più intelligente di me, mi indicasse in quale contesto, le parole dette da Scajola, non suonano offesa e spregio a Marco Biagi ma stima e simpatia.

    Ve le ricordo: "Biagi? Ma quale elemento centrale. Era un rompicoglioni che cercava il rinnovo del contratto".

    Vi ricordo anche che questo signore è il responsabile del Viminale, cioè della sicurezza interna dell'Italia.

    Un altro interim? Non mi stupirebbe, a questo punto siamo senza vergogne nè pudori.

  7. #7
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    No, un altro interim no!!!

    Prima gli Esteri, ora gli Interni... Ragazzi, ma lo Stato è solo di Berlusconi????

  8. #8
    Nihil.
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    Se Berlusca passa fisso agli esteri, a chi l'interim del posto di Primo Ministro?

  9. #9
    Viribus Unitis
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    Originally posted by Allanim
    Se Berlusca passa fisso agli esteri, a chi l'interim del posto di Primo Ministro?

    Mi hai fatto sganasciare...

  10. #10
    give peace a chance
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    Originally posted by Allanim
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