Gli ebrei sono riusciti brillantemente a pigliare per il culo il mondo intero ed in particolare quei babbei dei comunisti, che fino a ieri erano i loro peggiori tirapiedi, fino a quando hanno aperto un po' gli occhi.
Gli ebrei insegnarono ai comunisti il disprezzo verso il nazionalismo, il razzismo, etc., ma ecco che quando i comunisti si sono decisi ad applicare tale insegnamento allo stato canaglia di Israele, gli ebrei si scatenano contro i loro discepoli con aggressioni, bastonate, pietrate, minacce, agguati nel peggiore stile camorristico.
Riprendiamo con la storia
Lo sputtanamento dei doppiogiochismo sionista continua con tanto di fonti:
Il principale teorico nazista Alfred Rosenberg scriveva: "Il sionismo deve essere rigorosamente sostenuto, di modo che un contingente annuale di ebrei tedeschi sia trasferito in Palestina".
Fonte: A. Rosenberg, Die Spur des juden im Wandel der Zeiten,
Monaco, Lehmann, 1937, p. 153
Reinhardt Heydrich, più tardi Gauleiter in Cecoslovacchia, scriveva nel 1935, quando era capo dei servizi di sicurezza SS: "Dobbiamo separare gli ebrei in due categorie, i sionisti e i sostenitori dell'assimilazione. I sionisti professano una concezione strettamente razziale e sono favorevoli all'emigrazione in Palestina, essi aiutano a costruire il loro proprio Stato ebraico [...] le nostre buone intenzioni e la nostra buona volontà ufficiale sono dalla loro parte".
Fonte: H. Höhne, Order of the Death's Head,
New York, Ballantine, 1971, p. 333
"Non c'è alcuna ragione (scriveva Bülow-Schwante al ministro degli interni) di ostacolare con misure amministrative l'attività sionista in Germania, poiché il sionismo non è in contraddizione con il programma del nazionalsocialismo, il cui obiettivo è quello di allontanare progressivamente gli ebrei dalla Germania".
Fonte: Lettera n. ZU 83-21.28/8 del 13 aprile 1935
"L'organizzazione sionista degli ebrei tedeschi ebbe esistenza legale fino al 1938, cinque anni dopo la salita al potere di Hitler [...]. La "Judaische Rundschau" (giornale dei sionisti tedeschi) pubblicò fino al 1938".
Fonte: Yeshayahou Leibowitz, Israël et Judaïsme: ma part de vérité, Bruxelles, Desclée de Brouwer, 1993, p. 116
In cambio del loro riconoscimento ufficiale come unici rappresentanti della comunità ebraica, i dirigenti sionisti offrirono di impedire il boicottaggio tentato da tutti gli antifascisti del mondo.
A partire dal 1933 cominciò la collaborazione economica: furono create due compagnie: la Ha'avara Company a Tel Aviv e la Paltreu a Berlino.
Ma che bellezza!
ED ORA LEGGETEVI QUESTO DOCUMENTO:
Il meccanismo di quell'operazione economica era il seguente: un ebreo che desiderasse emigrare depositava alla Wasserman Bank di Berlino, o alla Warburg Bank di Amburgo, una somma minima di 1.000 sterline. Con questa somma gli esportatori ebraici potevano comprare mercanzie tedesche destinate alla Palestina e pagavano il valore corrispondente in lire palestinesi, per conto della Ha'avara, alla banca anglo-palestinese di Tel Aviv. Quando l'emigrante arrivava in Palestina, riceveva la somma equivalente al suo deposito in Germania.
Numerosi futuri primi ministri israeliani parteciparono all'impresa della Ha'avara, specialmente Ben Gurion, Moshe Sharett (che allora si chiamava Moshe Shertok), Golda Meir, che l'appoggiò da New York, e Levi Eshkol, che ne fu il rappresentante a Berlino.
Fonte: Ben Gourion e Shertok su "Black",
in Tom Segev, op. cit., pp. 30 e 595
L'operazione era vantaggiosa per entrambe le parti: i nazisti riuscivano a spezzare il blocco (i sionisti poterono vendere i prodotti tedeschi anche in Inghilterra) e i sionisti realizzavano l'emigrazione "selettiva" che desideravano. Potevano emigrare soltanto i milionari (i cui capitali permettevano lo sviluppo della colonizzazione in Palesti-na). Conformemente agli scopi del sionismo era più importante salvare dalla Germania nazista i capitali ebraici necessari allo sviluppo della loro impresa che le vite degli ebrei poveri o non adatti al lavoro o alla guerra, che sarebbero stati un peso.
Questa politica di collaborazione durò fino al 1941 (cioè per 8 anni dopo l'avvento di Hitler al potere). Eichmann collaborava con Kastner. Il processo Eichmann, scoprì, almeno in parte, i meccanismi di questa connivenza, di questi "scambi" tra ebrei sionisti "utili" alla creazione dello Stato ebraico (persone ricche, tecnici, giovani adatti a rafforzare un esercito, ecc.) e una massa di ebrei meno avvantaggiati, abbandonati nelle mani di Hitler.
Il presidente della comunità ebraica, Itzak Gruenbaum, dichiarò il 18 gennaio 1943: "Il sionismo viene prima di tutto [...]. Diranno che sono antisemita, che non voglio salvare l'Esilio, che non ho "un caldo cuore yiddish" [...]. Lasciamoli dire quello che vogliono. Non pretenderò che l'Agenzia ebraica conceda la somma di 300.000 né di 100.000 sterline per aiutare l'ebraismo europeo. E io penso che chiunque lo esiga, compia un'azione antisionista".




2010:
Rispondi Citando
ssia,perchè oggi i "patrioti" di Hamas e della Jihad Islamica massacrano a legioni gli Ebrei.