







Sono esempi privi di significato, dato che i paesi che citi non hanno vissuto la rivoluzione industriale. Se vuoi fare dei confronti seri dovresti confrontare i tassi di sviluppo dei paesi con alta liberta' economica, con quelli a bassa liberta' ecomonica (la tassazione e' solo un'aspetto della liberta' economica, seppure importante...).
Vedi che la cina si sviluppa piu' dell'india, la somalia piu' del kenya, i paesi dell'est europeo piu' del medioriente, la svizzera piu' dell'Italia.




Perche' quando ricche lo sono diventate, la tassazione era bassa... poi e' diventata alta, e il tasso di creazione di ricchezza si e' ridotto al lumicino...
La pressione fiscale per tutto il secolo diciannovesimo e' stata inferiore proprio al 10% (e' un dato Usa dei primi del '900). Non esisteva la tassa sul reddito. Eppure quello e' stato uno dei periodi di crescita piu' impetuosa della storia umana: centinaia di ferrovie, strade, ospedali videro la luce a quell'epoca.
Poi la PF e' andata gradualemente aumentando per tutto il secolo ventesimo, e con essa il tasso di sviluppo (prima sempre vicino alle due cifre) si e' gradualmente ridotto, fino a portarsi intorno allo zero: oggi consideriamo una crescita del 2% una specie di boom...




Ovvio invece che si. A meno che non mi dimostri che l'attivita' del ladro porta benessere !!
Il che diminuisce il costo dei prodotti, il che alza il potere d'acquisto dei salari.Tanto per cominciare se tassi il dipendente poco, crei un risparmio per l'imprenditore, perche lo stipendio rimane inalterato, diminuisci il costo del lavoro.
E allora come fa lo stato a darti la sanita' ?Poi se ti senti male e non ci sono gli ospedali pubblici, non è che se risparmi 300 euri il mese ti puoi permetere un ospedale privato.



