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Discussione: Aids e Hiv

  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Aids e Hiv

    Riporto:

    ---



    Comincio in breve sintesi da queste tue ultime parole.
    Forse sono stato frainteso.Allora esprimo meglio il concetto :
    Le multinazionali del farmaco sono le principali responsabili
    del fenomeno AIDS . Infatti non dicono la verità sulle vere cause
    ( stupefacenti , chemioterapici , similari ) sella sindrome da
    immunodeficienza acquisita . Anzi si sono inventate , grazie
    ai sedicenti scopritori del virus , una terapia a partire dal
    celebre AZT che giaceva da oltre venti anni negli scantinati
    del produttore in quanto le sperimentazioni quale - bada bene -
    " antitumorale " ( e non antivirale ) avevano dato risultati
    talmente negativi e effetti collaterali talmente devastanti , da
    essere stati costretti ( i produttori , pensa ! ) ad accantonare
    la molecola .

    In più si sono inventate un virus HIV che non esiste ancora oggi,
    essendo il frutto di pezzi di proteine isolate da colture cellulari
    e di " pezzi mancanti " inventati al computer utilizzando
    metodi statistici ( la statistica in mano ai medici puah ! ) per
    " prevedere " i pezzi mancanti .
    In altri termini non è stato mai isolato un virus HIV .

    Peter Duesberg , premio Nobel , biologo molecolare , da anni
    subisce l ' ostracismo della medicina ufficiale essendo stato
    tra i primi e sicuramente il più autorevole , a denunciare
    le mistificazioni della scienza ufficiale .

    Quindi l ' uguaglianza HIV = AIDS è falsa .

    Su questa falsità si è costruito tutto un teorema che sta portando
    alla devastazione di cui parli tu e tutto ciò perché non si
    vuole affrontare il vero problema : l ' uso degli stupefacenti
    e di tutte le altre sostanze immunodepressive .

    E' fin troppo evidente che c'è una correlazione fra capitali
    del farmaco e capitali ( sporchi ) che derivano dal traffico
    degli stupefacenti .
    Come ben sai i soldi vengono " lavati " in varie parti del
    globo e in tutte le attività umane . Sicuramente in quelle che
    hanno un grosso impatto con alcuni tabù che ancora resistono:
    in prima fila il sesso .

    Vorrei capire perchè si preoccupano dell ' AIDS e non delle
    parassitosi intestinali che sono la causa delle dissenterie
    che portano alla morte milioni di africani ...

    Scusa la lunghezza.
    Ti lascio alcuni link da visitare :

    www.duesberg.com
    www.africa2000.com/CNDX/aidsvocs.htm
    www.virusmyth.com/aids/index/cmaggiore.htm
    www.virusmyth.com/aids/index/epapadopulos.htm
    http://infoaids.freeweb.supereva.it/index.htm?p
    http://www.laleva.cc/cura/truffa_aids.html
    http://www.virusmyth.com/aids/

    Molti altri li troverai da solo . Ciao .

    gennaro


    “L’HIV è solo un latente, e perfettamente inoffensivo
    retrovirus di cui molti, ma non tutti, i malati di AIDS,
    possono essere portatori. Dire che l’HIV è la causa dell’AIDS
    significa mettere da parte tutto ciò che sappiamo sui retrovirus...
    La teoria dell’HIV è inconsistente, assurda e paradossale.”

    Peter Duesberg

    ---

  2. #2
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    E' tutto chiaro.

    La sperimentazione del vostro caro sudafrica, che ha rubato i brevetti frutto di miliardi e miliardi di investimenti Occidentali nella ricerca, si sta rivelando un clamoroso e totale FALLIMENTO.

    E voi invece di ammettere la pura e semplice verita', cosa fate ?

    Semplice, inventate delle colpe da addossare alle "multinazionali del farmaco" !!!

    Ma crescete, una buona volta !!!

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Il Condor
    E' tutto chiaro.

    La sperimentazione del vostro caro sudafrica, che ha rubato i brevetti frutto di miliardi e miliardi di investimenti Occidentali nella ricerca, si sta rivelando un clamoroso e totale FALLIMENTO.

    E voi invece di ammettere la pura e semplice verita', cosa fate ?

    Semplice, inventate delle colpe da addossare alle "multinazionali del farmaco" !!!

    Ma crescete, una buona volta !!!
    La tua ignoranza non e' una scusa alla tua arroganza. Chi ruba ha iul cappello da texano in testa. Lo diece perfino Bush che le multinazionali rubano, ruba anche lui per coerenza

  4. #4
    Simply...cat!
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    Predefinito

    Hahahah yury,il tipico comunistello buffone!

    Leggi QUI prima di predicare a vanvera...sapientone dei miei stivali!



    Risposte agli scettici: Leggende e Realtà


    Leggenda:
    I test per la ricerca degli anticorpi anti-HIV non sono affidabili.

    Realtà:
    La diagnosi di infezione attraverso l'impiego di test anticorpali è uno dei concetti più assodati della medicina. I test anticorpali per l'HIV superano la maggior parte di quelli per le altre malattie infettive sia in termini di sensibilità (la capacità di un test di fornire un risultato positivo quando la persona esaminata ha davvero la malattia), sia in termini di specificità (la capacità di un test di fornire un risultato negativo quando le persone esaminate non hanno la relativa malattia). Gli attuali test anticorpali per l'HIV possiedono sensibilità e specificità superiori al 98% e sono pertanto estremamente affidabili (72, 73).
    Il progresso nella metodologia di analisi ha anche permesso il rilevamento di materiale genetico virale, di antigeni e del virus stesso nei liquidi corporei e nelle cellule. Anche se, a causa del costo elevato e dei requisiti in termini di attrezzature di laboratorio, non vengono largamente utilizzate per analisi di routine, queste tecniche di analisi diretta hanno confermato la validità dei test anticorpali (74 - 79).

    Leggenda:
    L'AIDS in Africa non esiste. "AIDS" non è nient'altro che un nome nuovo per vecchie malattie.

    Realtà:
    In Africa, le malattie che sono state collegate all'AIDS, come la sindrome da deperimento, le malattie diarroiche e la tubercolosi, costituiscono da lungo tempo gravi problemi. Ma l'elevata mortalità per queste malattie, in precedenza confinata alle persone più anziane e malnutrite, ora è diffusa tra le persone giovani e di mezza età con infezione da HIV (80).
    Per esempio, in uno studio svolto in Costa d'Avorio, le persone HIV-sieropositive con tubercolosi polmonare (TB) avevano una probabilità 17 volte maggiore di morire entro sei mesi rispetto alle persone HIV-sieronegative con TB polmonare (81). In Malawi, la mortalità sopra i tre anni nei bambini che avevano ricevuto le vaccinazioni infantili raccomandate e che erano sopravvissuti al primo anno di vita era 9,5 volte maggiore nei bambini HIV-sieropositivi che in quelli HIV-sieronegativi. Le cause principali di morte erano costituite da malattie da deperimento e respiratorie (82). I dati sono analoghi in altre parti dell'Africa.

    Leggenda:
    L'HIV non può essere la causa dell'AIDS perché i ricercatori non sono in grado di spiegare con precisione in che modo il virus distrugge il sistema immunitario.

    Realtà:
    Anche se rimangono da chiarire dettagli importanti, sulla patogenesi della malattia da HIV si sa molto. In ogni caso, una completa comprensione della patogenesi di una malattia non costituisce un prerequisito per la conoscenza della sua causa. La maggior parte degli agenti infettivi è stata associata alla malattia che provoca molto tempo prima che ne fossero scoperti i meccanismi patogeni. Poiché la ricerca sulla patogenesi risulta difficoltosa quando non sono disponibili precisi modelli animali, per molte malattie, tra cui la tubercolosi e l'epatite B, si ha una scarsa comprensione dei meccanismi che le provocano. Il ragionamento degli scettici porterebbe alla conclusione che il M. tuberculosis non è la causa della tubercolosi o che i virus dell'epatite B non è causa di malattia del fegato (83).

    Leggenda:
    L'AZT e altri farmaci antiretrovirali, e non l'HIV, provocano l'AIDS.

    Realtà:
    La grande maggioranza delle persone con AIDS non ha mai preso farmaci antiretrovirali: nei Paesi sviluppati prima dell'approvazione dell'AZT, avvenuta nel 1987, e ancor oggi nei Paesi in via di sviluppo, dove pochissime persone hanno accesso a questi farmaci (80).
    Come tutti i farmaci per malattie gravi, gli antiretrovirali possono avere effetti collaterali tossici. Ma non c'è nessuna dimostrazione che i farmaci antiretrovirali provochino la grave immunodepressione che caratterizza l'AIDS, mentre esistono abbondanti prove che la terapia antiretrovirale, quando impiegata secondo le linee guida stabilite, è in grado di migliorare la durata e la qualità della vita delle persone con infezione da HIV (84).
    Negli anni 80, le sperimentazioni cliniche su pazienti con AIDS hanno rilevato che la monoterapia con AZT conferiva un modesto (e breve) vantaggio in termini di sopravvivenza rispetto al placebo. Tra i pazienti con infezione da HIV che non avevano ancora sviluppato l'AIDS, le sperimentazioni controllate con placebo hanno rilevato che la monoterapia con AZT ritardava di uno o due anni l'insorgenza di malattie correlate all'AIDS. E' significativo che l'osservazione a lungo termine nell'ambito di queste sperimentazioni non abbia dimostrato un beneficio prolungato dell'AZT, ma non abbia nemmeno mai indicato che questo farmaco aumentava la progressione della malattia o la mortalità. L'assenza di un maggior numero di casi di AIDS e di morte nei bracci dell'AZT di queste sperimentazioni controllate con placebo smentisce efficacemente l'argomentazione che l'AZT provoca l'AIDS (85).
    Successive sperimentazioni cliniche hanno rilevato che i pazienti che assumevano combinazioni di due farmaci mostravano incrementi fino al 50% del tempo di progressione verso l'AIDS e della sopravvivenza rispetto alle persone che prendevano una terapia composta da un solo farmaco. In anni più recenti, nelle sperimentazioni cliniche le terapie di combinazione composte da tre farmaci hanno prodotto un altro incremento tra il 50% e l'80% nel tempo di progressione verso l'AIDS e nella sopravvivenza rispetto ai regimi composti da due farmaci (86). L'impiego di potenti terapie di combinazione anti-HIV ha contribuito alla drastica riduzione dell'incidenza dell'AIDS e delle morti ad esso collegate nelle popolazioni dove questi farmaci sono largamente disponibili, un effetto che chiaramente non si sarebbe osservato se i farmaci antiretrovirali provocassero l'AIDS (87 - 92).

    Leggenda:
    Fattori comportamentali, quali l'uso di droghe ricreative e numerosi partner sessuali, giustificano l'AIDS.

    Realtà:
    Le cause comportamentali che sono state proposte per l'AIDS, come numerosi partner sessuali e l'uso prolungato di droghe ricreative, esistono da molti anni. Negli Stati Uniti, l'epidemia di AIDS, caratterizzata da infezioni opportunistiche prima rare come la polmonite da Pneumocystis carinii (PCP), non si è verificata finché un retrovirus umano, in precedenza ignoto - l'HIV -, si è diffuso in certi gruppi (93).
    Prove schiaccianti contro l'ipotesi che l'AIDS sia provocata da fattori comportamentali giungono da studi recenti che, seguendo gruppi di uomini omosessuali per lunghi periodi, hanno rilevato che solo quelli HIV-sieropositivi sviluppano l'AIDS.
    Per esempio, in un gruppo di Vancouver oggetto di uno studio prospettico, 715 uomini omosessuali sono stati seguiti per una media di 8,6 anni. Tra 365 persone HIV-positive, 136 hanno sviluppato l'AIDS. Tra i 350 uomini sieronegativi non si è verificata nessuna malattia caratteristica dell'AIDS, nonostante il fatto che questi uomini abbiano riferito un uso considerevole di nitriti inalabili ("poppers") e di altre droghe ricreative, e frequenti rapporti anali ricettivi (94).
    Altri studi dimostrano che tra gli uomini omosessuali ed i tossicodipendenti il deficit immunitario specifico che porta all'AIDS - una perdita progressiva e costante di cellule T CD4+ - è estremamente raro in assenza di altre condizioni immunosoppressive. Per esempio, nel Multicenter AIDS Cohort Study, oltre 22.000 analisi delle cellule T in 2.713 uomini omosessuali HIV-sieronegativi hanno rivelato una sola persona con un numero di cellule T CD4+ ripetutamente inferiore a 300 cellule/mm3 di sangue, e questa persona stava assumendo una terapia immunosoppressiva (95).
    In un'indagine su 229 tossicodipendenti HIV-sieronegativi di New York, il numero medio di cellule T CD4+ del gruppo era sistematicamente maggiore di 1.000 cellule/mm3 di sangue. Solo in due persone si sono avute due misurazioni di cellule T CD4+ inferiori a 300/mm3 di sangue, e una di queste persone è morta a causa di malattia cardiaca e linfoma non-Hodgkin (96).

    Leggenda:
    Nelle persone trasfuse, l'AIDS è dovuta alle malattie che hanno determinato la necessità di trasfusioni, non all'HIV.

    Realtà:
    Questa teoria è contraddetta da un resoconto del Transfusion Safety Study Group (TSSG), che ha confrontato trasfusi HIV-negativi e HIV-positivi che avevano ricevuto trasfusioni per malattie analoghe. Circa 3 anni dopo la trasfusione, il numero medio di cellule T CD4+ dei 64 trasfusi HIV-negativi era di 850/mm3 di sangue, mentre la media delle cellule T CD4+ nei 111 HIV-positivi era di 375/mm3 di sangue. Fino al 1993, ci sono stati 37 casi di AIDS nel gruppo con infezione da HIV e nemmeno una malattia caratteristica dell'AIDS nei trasfusi HIV-sieronegativi (97- 98).

    Leggenda:
    L'impiego intensivo di fattori della coagulazione concentrati, e non l'HIV, determina la perdita delle cellule T CD4+ e l'AIDS negli emofiliaci.

    Realtà:
    Questa opinione è contraddetta da molti studi. Per esempio, nei pazienti HIV-sieronegativi con emofilia A arruolati nel Transfusion Safety Study, non è stata notata nessuna differenza significativa tra il numero di cellule T CD4+ dei 79 pazienti mai o minimamente sottoposti a trattamento col fattore della coagulazione ed i 52 pazienti sottoposti al maggior numero di trattamenti nell'arco di tutta vita. I pazienti di entrambi i gruppi avevano numeri di cellule T CD4+ nell'intervallo di normalità (99). In un altro resoconto della Transfusion Safety Study, non è stato rilevato alcun caso di malattie caratteristiche dell'AIDS in 402 emofiliaci HIV-sieronegativi che erano stati curati con il fattore della coagulazione (100).
    In Gran Bretagna, i ricercatori hanno confrontato 17 emofiliaci HIV-sieropositivi con 17 emofiliaci HIV-sieronegativi relativamente all'uso di concentrato di fattore di coagulazione nell'ambito di un periodo di 10 anni. Durante questo periodo, si sono verificati 16 eventi clinici caratteristici dell'AIDS in 9 pazienti, e tutti erano HIV-positivi. Nei pazienti HIV-negativi non si è verificata nessuna malattia caratteristica dell'AIDS. In ogni coppia, il numero medio di cellule T CD4+ durante il periodo di osservazione era, in media, più basso di 500 cellule/mm3 nel paziente HIV-sieropositivo (101).
    I ricercatori del Transfusion Safety Study hanno rilevato che, negli emofiliaci con infezione da HIV, né la purezza né la quantità della terapia con Fattore VIII avevano un effetto nocivo sul numero di cellule T CD4+ (102). Analogamente, il Multicenter Hemophilia Cohort Study non ha trovato nessuna associazione tra la dose cumulativa di concentrato di plasma e l'incidenza dell'AIDS negli emofiliaci con infezione da HIV (103).

    Leggenda:
    La distribuzione dei casi di AIDS suscita dubbi sul fatto che l'HIV ne sia la causa. I virus non hanno specificità sessuale, eppure solo una piccola percentuale dei casi di AIDS riguarda le donne.

    Realtà:
    La distribuzione dei casi di AIDS, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, rispecchia inevitabilmente la prevalenza dell'HIV in una certa popolazione. Negli Stati Uniti, l'HIV è comparso inizialmente nella popolazione degli uomini omosessuali e dei tossicodipendenti, che sono in maggioranza maschi. Poiché l'HIV si diffonde principalmente attraverso il sesso o lo scambio di aghi contaminati dall'HIV utilizzati per iniettare la droga, non sorprende che la maggioranza dei casi di AIDS negli Stati Uniti si sia verificata nei maschi (80, 104).
    Tuttavia, negli Stati Uniti le donne stanno infettandosi sempre di più con l'HIV, solitamente attraverso lo scambio di aghi contaminati dall'HIV o il sesso con un maschio infetto. I CDC stimano che il 30% delle nuove infezioni che si sono verificate negli Stati Uniti nel 1998 abbia riguardato le donne. Con l'aumento del numero delle donne con infezione da HIV, è cresciuto negli Stati Uniti anche il numero di pazienti di sesso femminile con AIDS. Circa il 23% dei casi di AIDS in adulti/adolescenti statunitensi riportati dai CDC nel 1998 riguardava donne. Nel 1998, negli Stati Uniti l'AIDS è stata la quinta causa di morte tra le donne di età compresa tra 25 e 44 anni, e la terza causa di morte tra le donne afro-americane della stessa fascia d'età (105).
    In Africa, fin dall'inizio l'HIV è stato riscontrato negli eterosessuali sessualmente attivi, ed i casi di AIDS in Africa si sono verificati con frequenza perlomeno uguale nelle donne e negli uomini. Complessivamente, la distribuzione mondiale dell'infezione da HIV e dell'AIDS negli uomini e nelle donne presenta all'incirca un rapporto di 1 a 1 (80, 104).

    Leggenda:
    L'HIV non può essere la causa dell'AIDS perché il fisico sviluppa una vigorosa risposta anticorpale contro il virus.

    Realtà:
    Questo ragionamento non tiene conto di numerosi esempi di virus diversi dall'HIV che possono essere patogeni anche dopo la comparsa di segni di immunità. Il virus del morbillo può persistere per anni nelle cellule del cervello, provocando infine una malattia neurologica cronica nonostante la presenza di anticorpi. Virus come il citomegalovirus, l'herpes simplex ed il varicella zoster possono attivarsi dopo anni di latenza anche in presenza di una intensa risposta anticorpale. Negli animali, i virus imparentati con l'HIV che hanno periodi di latenza lunghi e variabili, come il visna virus delle pecore, provocano danni al sistema nervoso centrale anche dopo la produzione di anticorpi (106).
    Inoltre, è ben noto che l'HIV è in grado di mutare per sfuggire alla progressiva risposta immunitaria dell'ospite (107).

    Leggenda:
    Solo poche cellule T CD4+ vengono infettate dall'HIV, non abbastanza da danneggiare il sistema immunitario.

    Realtà:
    Nuove tecniche, come la reazione polimerasica a catena (PCR), hanno permesso agli scienziati di dimostrare che viene infettata una percentuale di cellule T CD4+ molto maggiore di quanto si ritenesse in precedenza, soprattutto nel tessuto linfoide. Anche i macrofagi e altri tipi di cellule vengono infettati dall'HIV e funzionano da serbatoi per il virus. Anche se la quota di cellule T CD4+ che è infettata dall'HIV in un certo istante non è mai elevatissima (solo un piccolo sottoinsieme di cellule attivate costituisce il bersaglio ideale dell'infezione), vari gruppi di scienziati hanno dimostrato che durante tutto il decorso della malattia si verificano rapidi cicli di morte delle cellule infette e di infezione di nuove cellule bersaglio (108).

    Leggenda:
    L'HIV non è la causa dell'AIDS perché molte persone con HIV non hanno sviluppato l'AIDS.

    Realtà:
    La malattia da HIV ha un decorso lungo e variabile. Sulla base di studi prospettici riguardanti uomini omosessuali di cui era noto il momento esatto del contagio, nei paesi industrializzati l'intervallo medio tra l'infezione con HIV e l'insorgenza di malattia clinicamente evidente è di circa 10 anni. Stime analoghe, riguardo al periodo asintomatico, sono state ottenute per i trasfusi con sangue infetto da HIV, i tossicodipendenti e gli emofiliaci adulti (109).
    Come per molte altre malattie, un gran numero di coefficienti può influenzare il decorso della malattia da HIV. Fattori come l'età o le differenze genetiche tra le persone, il livello di virulenza del singolo ceppo virale, così come influenze esogene quale la coinfezione con altri microrganismi possono determinare la rapidità e la gravità dell'espressione della malattia da HIV. Analogamente, ad esempio, alcune persone infettate con il virus dell'epatite B non mostrano sintomi oppure diventano solamente gialle e guariscono dall'infezione, mentre altre soffrono di malattie che vanno dall'infiammazione cronica del fegato alla cirrosi, fino al carcinoma epatocellulare. I cofattori costituiscono probabilmente anche il motivo per cui certi fumatori sviluppano il cancro ai polmoni mentre altri no (110 - 112).

    Leggenda:
    Alcune persone hanno molti sintomi associati all'AIDS ma non l'infezione da HIV.

    Realtà:
    La maggior parte dei sintomi dell'AIDS derivano dall'insorgenza di infezioni opportuniste e di tumori associati con l'immunosoppressione grave determinata dall'HIV.
    Tuttavia, l'immunosoppressione può avere molte altre cause. Le persone che prendono terapie cortisoniche e/o farmaci immunosoppressivi per prevenire il rigetto dei trapianti o per curare malattie autoimmuni possono avere una maggiore vulnerabilità ad infezioni non comuni, così come accade a persone con certi problemi genetici, grave malnutrizione o certi tipi di cancro. Non ci sono prove che indichino che il numero di questi casi sia aumentato, mentre moltissimi dati epidemiologici dimostrano una crescita impressionante dei casi di immunosoppressione in persone che condividono una caratteristica: l'infezione da HIV (80, 113).

    Leggenda:
    La gamma delle infezioni correlate all'AIDS che si osservano nelle diverse popolazioni dimostra che l'AIDS si riduce in pratica ad una varietà di malattie non causate dall'HIV.

    Realtà:
    Le malattie associate all'AIDS, come la PCP e la micobatteriosi atipica da Mycobacterium avium complex (MAC), non sono causate direttamente dall'HIV, ma derivano piuttosto dalla immunosoppressione determinata dalla malattia da HIV. Quando il sistema immunitario di una persona con infezione da HIV si indebolisce, questa diventa vulnerabile a particolari infezioni virali, fungine e batteriche che sono diffuse nella popolazione. Ad esempio, le persone con infezione da HIV che abitano in alcune regioni del midwest e del medio Atlantico hanno più probabilità rispetto ai cittadini di New York di sviluppare l'istoplasmosi, che è causata da un fungo. Un africano è esposto a patogeni differenti rispetto ad un americano. I bambini possono essere esposti ad agenti infettivi diversi rispetto agli adulti (114, 115).


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    Bibliografia

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    NIAID, 1995
    AIDS Knowledge Base, 1999 (a)
    AIDS Knowledge Base, 1999 (b)


    http://www.unipoint.it/malinf1/hiv/PagineHIV.html

  5. #5
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    Dragon, quello che hai postato e' la dimostrazione che c'e' poco di scientifico. E un farmaco registrato nell'87 *per cosa? * poi viene utilizzato per curare una malattia per cui non era progettato?

    Ma ci stanno a fare gli scenziati, bastano gli stregoni!

    Cmq, dubito che tu abbia compreso il contenuto di quello che hai postato Studia scienze politiche, "che e' meglio" :P

  6. #6
    Simply...cat!
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    Originally posted by yurj
    Cmq, dubito che tu abbia compreso il contenuto di quello che hai postato Studia scienze politiche, "che e' meglio" :P
    Vuoi che parliamo di ossido-riduzioni,o dei periodi di rivoluzione degli elettron intorno agli atomi (ex SP),buffoncello?
    Ma dove l'hai fatta chimica?All'univerista' della Palestina?
    Braccia rubate all'agricoltura

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    Questa è una schifosissima storia…
    Antibiotici devastanti; virus inesistenti creati ad arte per vendere medicinali inutili, velenosissimi e naturalmente molto costosi; silenzio assoluto sulle vere cause di molte patologie, ovvero avvelenamenti da solventi, plastici, metalli pesanti e parassiti interni.
    Questo il quadro creato dalla "scienza ufficiale", potentissima ed intoccabile lobby costituita dall’industria farmaceutica e di ricerca che quotidianamente ci rifila tutte le panzane che vuole per aumentare a dismisura i propri guadagni, e la classe medica perlo più poco informata ma anche corrotta, che prende per veritiere le informazioni derivanti dalle multinazionali della ricerca farmacologica.

    Virus esistenti ed inesistenti

    Nel 1976 qualche ricercatore da strapazzo credette di individuare un virus chiamato « della febbre porcina » in un uomo morto per cause sconosciute : immediatamente medici e ricercatori corrotti dalle grandi multinazionali farmaceutiche iniziarono a diffondere allarmi e false notizie sulla possibilità di un’epidemia di questa « nuova » malattia che minacciava la popolazione mondiale.
    Quaranta milioni (!) di persone furono così vaccinate contro una malattia che nessuno vide mai. Questo scandalo non fu mai denunciato dagli strumenti mediatici corrotti e servi del potere.

    Gli stessi strumenti mediatici che a tutt’oggi sono colpevoli e complici della diffusione con sistemi terroristici della più grande truffa ai danni dell’umanità : la truffa del « virus HIV », responsabile per la medicina ufficiale dell’AIDS, patologia tutt’altro che certa come vedremo.
    Vorrei farvi notare che la tesi dell’inesistenza del virus HIV e quindi dell’AIDS non è sostenuta (solo) da naturopati e da operatori della medicina alternativa » ma anche da eminenti scienziati e virologhi, quali il dottor Stefan Lanka, il Dr. Heinrich Kramer e il dott. Kary Mullis insignito anche del Premio Nobel, premio che sicuramente non riceverà mai più da quando si è ‘rivoltato’ alla medicina ufficiale…
    Ma naturalmente pochissimi sono coloro che hanno sentito o letto di simili tesi, dato il silenzio pressoché assoluto della stampa di regime corrotta dagli interessi miliardari in gioco.


    Allora, dov’è il virus responsabile dell’AIDS ?
    A parte le immagini ottenute tramite manipolazione computerizzata, totalmente false ed inventate, il virus HIV non è mai stato visto, individuato, isolato. Del resto, se fosse stato individuato ed isolato si sarebbe potuto effettivamente creare un vaccino, ma non esistendo il virus questo vaccino rimane solo una truffa, un contentino da gettare all’ opinione pubblica…
    Qualche anno addietro a Singapore si verificò un’epidemia virale che colpiva le galline; essendoci effettivamente un agente virale ed essendo stato isolato, il vaccino fu pronto in meno di un mese.
    Ma se il virus non esiste ? Come giustificare la mancanza di progressi ?
    Ecco allora « il virus mutogeno », il più subdolo e viscido virus mai ‘scoperto’ dall’uomo… talmente che ancora oggi aspettiamo che sia veramente scoperto !!!

    Il test dell’HIV
    Tutto quello su cui la medicina ufficiale si basa nell’affermare la presenza di questa patologia nell’uomo è il famoso « test del virus HIV ». Ma cosa individua effettivamente questo test nessuno lo può affermare con certezza, tantomeno la medicina ufficiale.
    In realtà il test individua semplicemente un’aumento di determinati anticorpi, il che potrebbe essere, ed è, dovuto a mille fattori diversi da quello di un’infezione virale (di un virus che non esiste).
    Solitamente risultano positivi al test HIV le persone indebolite, con epatiti, quelle che utilizzano droghe o conducono una vita sregolata, chi ha un sistema immunitario compromesso da avvelenamenti da plastici e benzene e nitriti, chi ha utilizzato antibiotici e in particolare il Bactrim, chi è stato vaccinato recentemente e le donne che hanno avuto piu di una maternità.
    In pratica sembra che il test HIV segnali più una condizione di attaccabilità del sistema immunitario, dovuto alle varie forme di avvelenamenti, che un virus particolare.

    ---

    AIDS: e se fosse tutto un errore?

    Già in diverse occasioni su queste pagine si è sottolineato uno dei più grandi e più taciuti meriti di Internet: quello di far conoscere anche verità "non ufficiali", alternative, e, perché no, scomode. Un esempio? A tutti noi è stato inculcato un "sacro terrore" dell'AIDS, e una serie di informazioni su come evitare questa malattia. Ma dietro al ritardo nel trovare cura e vaccino per questo morbo, forse potrebbe celarsi una terribile e sconvolgente verità... che potrete apprendere "surfando" il Web.
    di Mario Chisari

    Nel 1984, l'allora Ministro della Sanità statunitense Margaret Heckler ed virologo Robert Gallo dell'Istituto Superiore di Sanità annunciarono in una conferenza stampa che era stata individuata una nuova malattia virale, trasmessa attraverso il sangue o i rapporti sessuali. Fu detto che il virus che causava la malattia era l'HIV, e che sarebbero occorsi circa due anni per individuare un vaccino e sconfiggerlo. A distanza di ben tredici anni e miliardi di dollari spesi in ricerca, nessun vaccino è stato scoperto né ci sono indizi che siamo in procinto di averlo; e neppure è stata individuata una cura efficace. È lecito in questa situazione domandarsi perché siamo a questo punto. Nel corso del tempo sono diventati sempre più insistenti le voci di coloro che credono che l'AIDS sia qualcosa di molto vicino ad una truffa organizzata. Si tratta di un fronte dissidente, forte ormai di centinaia di aderenti, tra cui premi Nobel e scienziati di altissimo livello, che attacca la teoria virale, mettendo in dubbio il legame tra HIV ed AIDS, ed addirittura arriva a negare l'esistenza del virus HIV. Un fronte di personaggi che - non stentiamo a crederlo - sono stati emarginati ed hanno perso finanziamenti e lavoro per aver osato mettersi contro la teoria dominante. Molti di questi personaggi, e le loro teorie sconosciute ai più, sono reperibili su Internet. Fra i principali siti troviamo quello di Peter Duesberg, biologo molecolare di fama mondiale, avversato per le sue spietate critiche alla teoria dell'AIDS. Il suo sito è reperibile all'indirizzo http://www.duesberg.com/. Il principale accusato da parte dei "dissidenti" è proprio lui, Robert Gallo, il quale nel frattempo è diventato milionario grazie al test dell'HIV da lui brevettato ai tempi dell'annuncio dell''84, ed anche potentissimo dato che gestisce ingenti fondi stanziati per la ricerca sull'AIDS. Anche se Gallo sosteneva di aver isolato lui il virus HIV, l'Istituto Pasteur di Parigi lo denunciò poiché il virus risultò lo stesso già scoperto da un ricercatore francese, Luc Montagner, che aveva inviato alcuni campioni a Gallo. Fu in seguito deciso che i due fossero considerati co-scopritori, dividendosi i proventi della scoperta. Un'indagine successiva sempre connessa alla vicenda ha addebitato a Gallo altri comportamenti poco encomiabili, ma non ha danneggiato più di tanto il "padre" di una teoria così importante.

    MOLTE STRANEZZE

    In effetti sono molte le stranezze di questa malattia, che la teoria virale non riesce a spiegare. Tanto per cominciare, il suo comportamento non somiglia affatto a quello di un contagio generalizzato. Le prime stime parlassero di 200.000 sieropositivi in Italia, con un tempo di raddoppio dell'ordine dei 10 mesi: oggi tutti gli italiani dovrebbero essere sieropositivi. Invece già da parecchi anni i sieropositivi in Italia sono stabilmente circa 100.000. L'"establishment" obbietta che ciò è dovuto ai risultati positivi della campagna di prevenzione. Rispondono i dissidenti che i risultati delle campagne di prevenzione non ci sono stati affatto. Prova ne è il fatto che le prostitute, che dovrebbero essere particolarmente colpite da una malattia a trasmissione sessuale, sono invece praticamente immuni dall'AIDS: in Italia, nel 1993 soli 6 (!) casi di malate di AIDS non tossicodipendenti, 22 nel '95; altre malattie veneree risultano invece in aumento, smentendo che sia cresciuta l'attenzione alla profilassi. Ma non finisce qui. Quasi tutti ritengono che AIDS e sieropositività siano praticamente sinonimi. E invece, moltissime persone sieropositive da anni non si ammalano affatto di AIDS, né hanno per questo alcun effetto negativo. Ma la cosa ancora più sconvolgente è che ci sono persone che sono considerate affette da AIDS, ma non sono affatto sieropositive! Test effettuati in Africa addirittura pongono la correlazione tra sieropositività e malattia intorno al 50%. Una tale situazione è assolutamente anomala per qualsiasi malattia che pretende di essere di origine virale, come ci spiega Michael Martinez, sul documento "Why HIV Does Not Cause AIDS" (Perché l'HIV non causa l'AIDS), http://www.ot.com/~kevinb/aids.html. Spiega Martinez: perché si possa parlare di infezione da germi, debbono essere verificati i cosiddetti "postulati di Koch": ovvero i microbi devono essere presenti in tutti i casi di malattia, e devono essere biologicamente attivi; devono poter essere isolati e accresciuti in coltura; i microbi in coltura devono riprodurre la stessa malattia se introdotti in un altro ospite; e devono essere di nuovo trovati nell'organismo ospite. Come si vede, anche se si tratta di microbi e non di virus, siamo di fronte a regole più che altro dettate dal buon senso. Gallo invece sovverte totalmente queste regole, perché è possibile ritrovarsi malati anche senza virus!

    TROPPI ANELLI MANCANTI

    La "sindrome da immunodeficienza acquisita", come ci è stato insegnato, debilita le difese immunitarie, spianando la strada ad altre malattie; sono queste,e non l'HIV, a portare alla morte il paziente. Queste malattie "complicanti" sono attualmente enumerate in 29. Ma, cosa strana, tra esse c'è il carcinoma uterino, che è a tutti gli effetti un tumore, e che di conseguenza non si capisce cosa abbia a che fare con il sistema immunitario... Un'altra, il sarcoma di Kaposi, è per ammissione degli stessi CDC (centri epidemiologici) statunitensi, "non causata dall'HIV ed indipendente da esso"! E poi, sembrerà incredibile, ma anche l'affermazione "l'HIV causa l'AIDS", data da tutti per scontata, non è affatto provata con sicurezza. Kary Mullis - premio Nobel nel 1993 per la chimica per aver inventato uno strumento fondamentale di analisi del DNA, la PRC - racconta che nel 1988 stava preparando una relazione in cui doveva giustificare l'affermazione "l'HIV causa l'AIDS". Essendo un'affermazione importante, decise di citare il lavoro che lo dimostrava, e domandò ai suoi colleghi quale fosse il riferimento bibliografico più opportuno. Gli risposero che era una cosa nota, e che non era necessario. Ma lui non desistette, e lo cercò nella biblioteca. Nulla. Allora cominciò a chiederlo a tutti i congressi a cui andava, ma nessuno seppe rispondergli; finché non gli capitò di domandarlo addirittura a Luc Montagner, il co-scopritore dell'HIV. Montagner, sorpreso, gli disse di citare un certo studio. Mullis rispose che quello studio non si occupava di quella dimostrazione. "No, in effetti", disse Montagner. Guardandosi attorno per trovare una via d'uscita, disse "perché non cita quel lavoro sul retrovirus della scimmia?" "Ma quello che succede alle scimmie non prova quello che cerco io. E poi si tratta di un lavoro uscito pochi mesi fa. Io cercavo il lavoro originale che dimostrò per la prima volta il legame tra AIDS e HIV nell'uomo". A quel punto Montagner corse a salutare un collega che aveva visto da un'altra parte della sala. Nemmeno lo scopritore dell'HIV sapeva indicare chi avesse dimostrato che esso causava l'AIDS; non lo hanno fatto né lui né Gallo. La domanda di Mullis è ancora lì, irrisolta, su Internet.

    LA "CURA" DELL'AZT

    Non ci pare questo il luogo adatto per addentrarci in argomenti complessi come il meccanismo d'azione dell'AZT - troverete tutto, anche in italiano, su Internet (http://www.geocities.com/Hollywood/Set/2184/pag0.html); facciamo però notare che l'AZT, considerato come l'unico farmaco efficace contro l'AIDS, è in realtà estremamente tossico, tanto che pochi riescono a sopportarlo per più di poche settimane. Il farmaco venne sintetizzato dalla Burroughs Wellcome nel 1964, sull'onda della scoperta dei retrovirus; esso doveva essere una cura per un'ipotetica origine virale del cancro, ma si rivelò completamente inutile, tanto da non essere nemmeno brevettato, ed anche la teoria da cui nacque fu superata. Con l'arrivo dell'AIDS, il farmaco fu rispolverato ed approvato in tutta fretta dalla FDA (Food and Drug Administration, l'ente statunitense che verifica l'efficiacia dei farmaci), anche grazie a studi, poi smentiti, che ne dimostravano l'efficacia sull'HIV. Ci sono fondati sospetti che l'AZT sia cancerogeno (non meraviglia, poiché esso agisce sulla replicazione del DNA), e che la sua tossicità abbia ucciso molti sieropositivi che prima stavano benissimo! Il famoso campione Earvin "Magic" Johnson, risultato sieropositivo nel 1991, pare abbia assunto AZT per pochi giorni, risultandone debilitato, e che abbia subito smesso. La sua salute migliorò subito, tanto che vinse alle Olimpiadi del 1992. In una recente conferenza stampa Magic ha dichiarato di non essere più malato di AIDS. Un altro dei tanti misteri di questo caso.

    PERCHÈ?

    Se le cose stanno davvero così, c'è da domandarsi come si possa aver seguito per tanti anni una strada tanto sbagliata. La spiegazione non può essere una sola. Tanto per cominciare, tutti noi "profani" abbiamo un sacro timore della virologia; si tratta di un campo ormai tanto specialistico che poche possono essere le voci in grado di criticare autorevolmente il dettato del luminare di turno. L'AIDS si è appigliato perfettamente alle nostre coscienze perché risveglia i nostri timori ancora presenti delle epidemie pestilenziali. Il fatto che si sia sostenuta la trasmissione per via sessuale lo rende perfetto per supportare le tendenze sessuofobiche e moralistiche che sono così forti in gran parte della nostra società. I ricercatori dell'"establishment" hanno ricevuto somme da capogiro per sconfiggere una malattia che è tuttora una causa di morte trascurabile se paragonata all'infarto, al cancro ed agli incidenti automobilistici, e che non si va nemmeno diffondendo. Nei paesi africani l'AIDS è un ottimo modo per ricevere finanziamenti: nel 1992 il governo ugandese ebbe sei milioni di dollari per lo studio e la prevenzione dell'AIDS, e soli 57.000 per la cura della malaria, che in Africa uccide un milione di persone l'anno! C'è anche la testimonianza dei coniugi Krynen che, dopo aver creato in Africa un'organizzazione di 230 persone per aiutare i bambini orfani di genitori colpiti da AIDS, sono passati da posizioni "catastrofiste" all'aperta affermazione che "la catastrofe AIDS è in realtà una grossa bolla di sapone". Questa bolla di sapone, però, arricchisce moltissime organizzazioni di ricerca ed assistenza, in Africa e fuori...

    COSA FARE?

    I "dissidenti" sono stati spesso zittiti con l'accusa di attentare alla salute pubblica, invitando la gente ad abbassare la guardia su una grave malattia. Ma, ora che possiamo leggere il loro pensiero su Internet, ci viene da chiedere: e se invece avessero ragione? Non sono altrettanto gravi lo sconforto e l'emarginazione di coloro che si sono sentiti appestati, i tanti avvelenati dall'AZT, ed i miliardi sottratti alla ricerca su altre gravi malattie o dirottati su avventurieri senza scrupoli? I dissidenti dell'AIDS non vogliono ovviamente la crocefissione dei tanti che, per la maggior parte in perfetta buona fede, sostengono la poco proficua teoria virale dell'HIV; essi hanno solo un appello. Chiedono che un gruppo di qualificati esperti indipendenti riesamini le prove contro o a favore del ruolo dell'HIV nell'AIDS, e che vengano svolti seri studi epidemiologici in proposito. Nonostante i mezzi ed il potere dell'"establishment", la loro voce si fa sempre più forte, grazie anche alla forza della democrazia di Internet. In questo articolo troverete molti siti alternativi sull'AIDS; molti sono in lingua inglese. Esiste un interessante sito italiano, che vi racconta di Magic Johnson e degli effetti negativi della cura con AZT. Ce n'è abbastanza per farsi venire più di un dubbio. (si ringrazia Fabrizio Ruggeri per la collaborazione)

    RIQUADRO

    Alcuni siti "alternativi" sull'AIDS; gran parte sono in inglese. Se avete problemi con l'idioma d'oltremanica, per una volta vi consigliamo un tradizionale libro cartaceo: "AIDS: la grande truffa", Edizioni SEAM, ISBN 88-8179-048-3, lire 30.000, scritto dai pionieri dell'"AIDS alternativo" Luigi De Marchi, psicologo, e Fabio Franchi, infettivologo. Anche se esso sposa l'ipotesi "nichilista" (l'HIV non esiste), su di esso trovate gran parte degli argomenti presenti in questi siti. È anche toccata l'altra vexata quaestio della "mucca pazza" e dei "prioni".

    http://www.duesberg.com Il sito ufficiale di un famoso virologo e grande oppositore della teoria ufficiale.

    http://www.ot.com/~kevinb/aids.html Why HIV Does Not Cause AIDS Una lunga dissertazione sul perché la teoria virale non convince, sui guai causati dall'AZT, ed una proposta per ridurre gli isterismi ed adottare una cura meno invasiva.

    http://www.ucmb.ulb.ac.be/~joan/nonwork/AIDS.html AIDS Un articolo del Sunday Times di Londra che passa in rassegna i membri del fronte "dissidente"

    http://www.africa2000.com/CNDX/aidsvocs.htm AIDS Opposition Una raccolta di frasi "illuminanti", scritte da studiosi ed esperti anche non dissidenti (tra cui Sabin, l'inventore del vaccino antipolio), che dovrebbero far pensare sulla vera natura dell'AIDS...

    http://www.geocities.com/SunsetStrip/2587/aidswork.html Colman's AIDS Page Anche tra i "dissidenti" le posizioni sono diverse. Questo lungo e ricco ipertesto, che scende molto nel tecnico, non nega l'esistenza dell'HIV, ma propone una spiegazione alternativa dell'AIDS, legata alla sifilide.

    http://www.geocities.com/Hollywood/Set/2184/pag0.html Distorsioni Temporali Il sito italiano di opposizione sull'AIDS; molto illuminanti sono le storia dell'AZT e di Magic Johnson.

    http://www.refuse-resist.com/iajr/ International AIDS Journalism Review Un sito di notizie sull'AIDS (poche, per la verità...)

    http://www.virusmyth.com/aids/ Rethinking AIDS Un sito interamente dedicato alle ipotesi alternative sull'AIDS. C'è un lavoro di Gallo e colleghi dell'88, e una risposta di Duesberg.

    http://www.livelinks.com/sumeria/aids.html The Immune System Altra raccolta di articoli sull'AIDS "dissidente". Interessante il documento "whatif.html", che racconta alcune "papere" della medicina "ufficiale": ad esempio un'ondata di pellagra in USA, negli anni '30, che fu scambiata per un'epidemia; furono prodotte alcune bizarre teorie epidemiologiche, analogamente a quanto accade con l'AIDS, finché non fu scoperto che la causa era solamente alimentare... blot1.html è invece un articolo con le critiche della ricercatrice Eleni Papadopulos-Eleopulos all'attuale inaffidabile test di sieropositività.

    http://thorup.com/HEAL/healindex.html Health Education AIDS Liaison Un'associazione che vuole aiutare i malati di AIDS con metodi alternativi e non intrusivi.

    http://www.csulb.edu/~d49er/Issue26/26nmullis.html Un articolo su un altro illustre oppositore del legame HIV-AIDS: il premio Nobel Kary B. Mullis.

    -----

    E ora un po' di citazioni:

    * Dr. Kary Mullis, Biochemist, 1993 Nobel Prize for Chemistry: Dr. Kary Mullis

    "If there is evidence that HIV causes AIDS, there should be scientific documents which either singly or collectively demonstrate that fact, at least with a high probability. There is no such document." (Sunday Times (London) 28 nov. 1993)

    * Dr. Heinz Ludwig Sänger, Emeritus Professor of Molecular Biology and Virology, Max-Planck-Institutes for Biochemy, München. Robert Koch Award 1978:

    "Up to today there is actually no single scientifically really convincing evidence for the existence of HIV. Not even once such a retrovirus has been isolated and purified by the methods of classical virology." (Letter to Süddeutsche Zeitung 2000)

    * Dr. Serge Lang, Professor of Mathematics, Yale University:

    "I do not regard the causal relationship between HIV and any disease as settled. I have seen considerable evidence that highly improper statistics concerning HIV and AIDS have been passed off as science, and that top members of the scientific establishment have carelessly, if not irresponsible, joined the media in spreading misinformation about the nature of AIDS." (Yale Scientific, Fall 1994)

    * Dr. Harry Rubin, Professor of Molecular and Cell Biology, University of California at Berkeley: Prof. Harry Rubin

    "It is not proven that AIDS is caused by HIV infection, nor is it proven that it plays no role whatever in the syndrome." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

    * Dr. Richard Strohman, Emeritus Professor of Cell Biology at the University of California at Berkeley:

    "In the old days it was required that a scientist address the possibilities of proving his hypothesis wrong as well as right. Now there's none of that in standard HIV-AIDS program with all its billions of dollars." (Penthouse April 1994)

    * Dr. Harvey Bialy, Molecular Biologist, former editor of Bio/Technology and Nature Biotechnology: Harvey Bialy

    "HIV is an ordinary retrovirus. There is nothing about this virus that is unique. Everything that is discovered about HIV has an analogue in other retroviruses that don't cause AIDS. HIV only contains a very small piece of genetic information. There's no way it can do all these elaborate things they say it does." (Spin June 1992)

    * Dr. Roger Cunningham, Immunologist, Microbiologist and Director of the Centre for Immunology at the State University of New York at Buffalo:

    "Unfortunately, an AIDS 'establishment' seems to have formed that intends to discourage challenges to the dogma on one side and often insists on following discredited ideas on the other." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

    * Dr. Gordon Stewart, Emeritus Professor of Public Health, University of Glasgow: Prof. Gordon Stwart

    "AIDS is a behavioural disease. It is multifactorial, brought on by several simultaneous strains on the immune system - drugs, pharmaceutical and recreational, sexually transmitted diseases, multiple viral infections." (Spin June 1992)

    * Dr. Alfred Hässig, (1921-1999), former Professor of Immunology at the University of Bern, and former director Swiss Red Cross blood banks:Prof. Alfred Hassig

    "The sentence of death accompanying the medical diagnosis of AIDS should be abolished." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

    * Dr. Charles Thomas, former Professor of Biochemistry, Harvard and John Hopkins Universities:

    "The HIV-causes-AIDS dogma represents the grandest and perhaps the most morally destructive fraud that has ever been perpetrated on young men and women of the Western world." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

    * Dr. Joseph Sonnabend, New York Physician, founder of the American Foundation for AIDS Research (AmFAR):Joe Sonnabend

    "The marketing of HIV, through press releases and statements, as a killer virus causing AIDS without the need for any other factors, has so distorted research and treatment that it may have caused thousands of people to suffer and die." (Sunday times (London) 17 May 1992)

    * Dr. Andrew Herxheimer, Emeritus Professor of Pharmacology, UK Cochrane Centre, Oxford:

    "I think zidovudine [AZT] was never really evaluated properly and that its efficacy has never been proved, but it's toxicity certainly is important. And I think it has killed a lot of people. Especially at the high doses. I personally think it not worth using alone or in combination at all." (Continuum Oct. 2000)

    * Dr. Etienne de Harven, Emeritus Professor of Pathology, at the University of Toronto: Dr. Etienne de Harven

    "Dominated by the media, by special pressure groups and by the interests of several pharmaceutical companies, the AIDS establishment efforts to control the disease lost contact with open-minded, peer-reviewed medical science since the unproven HIV/AIDS hypothesis received 100% of the research funds while all other hypotheses were ignored." (Reappraising AIDS Nov./Dec. 1998)

    * Dr. Bernard Forscher, former editor of the U.S. Proceeding of the National Academy of Sciences:

    "The HIV hypothesis ranks with the 'bad air' theory for malaria and the 'bacterial infection' theory of beriberi and pellagra [caused by nutritional deficiencies]. It is a hoax that became a scam." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

  8. #8
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    Insisto: cosa cianci di chimca,di vaccini e di cure se manco sai cos'e' un'ossido-riduzione?
    Ma nasconditi va!
    Ti consiglio un master in Cisgiordania per aggiornamenti

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Dragonball
    Insisto: cosa cianci di chimca,di vaccini e di cure se manco sai cos'e' un'ossido-riduzione?
    Ma nasconditi va!
    Ti consiglio un master in Cisgiordania per aggiornamenti
    Ossoriduzione

    Guarda che all'universita' ho fatto e superato chimica, e di scienza ne capisco. Tu non so, dato che posti cose che non sai spiegare.

  10. #10
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    Predefinito Re: Aids e Hiv

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