AIDS- LA SINDROME DA IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA.
“Nata” nel 1981, l’AIDS è una malattia classificata come la più semplice da contrarre e la più difficile da debellare; inoltre il virus può anche essere trasmesso per via sessuale o tramite imprudenze nell’utilizzo di droghe, oggi molto frequenti entrambi.
L’HIV (Human Immunodeficiency Virus) è classificato tra i retrovirus che hanno l’RNA come acido nucleico; ha una grandezza di 100-110 nanometri ed è così composto:
la parte interna è formata da un nucleo nel quale è contenuta una capsula, nella quale, a sua volta, sono contenuti l’RNA virale e l’enzima di trascrittasi inversa, il quale, durante l’infezione, consente la produzione del DNA partendo dalle molecole di RNA.
Le “cellule bersaglio” del virus sono i linfociti, i macrofagi e alcune cellule del SNC (sistema nervoso centrale); il virus penetra all’interno della cellula tramite il rivestimento esterno e l’RNA viene trascritto in DNA tramite l’enzima di trascrittasi inversa, così una parte del DNA virale si inserisce nel materiale genetico della cellula generando altre particelle virali. Il virus uccide le cellule in due modi: diretto e indiretto.
Per linea diretta si ha che le cellule infette si legano tramite una proteina situata nella parte esterna del virus e si formano “cellule giganti” che muoiono e le fuoriuscite di virus dalle cellule infette danneggiano la membrana cellulare.
Nella linea indiretta il principale meccanismo è la formazione di anticorpi che porta i linfociti sani ad attaccare quelli infettati.
Lo sviluppo della malattia attraversa tre fasi:
FASE ACUTA: la prima infezione si manifesta subito dopo il contagio, si sviluppano gli anticorpi in un periodo che va dai tre mesi ai sei mesi. Clinicamente si ha un aumento di linfonodi di collo, ascelle e inguine. Ora il soggetto è sieropositivo e può infettare gli altri.
FASE CRONICA: è la fase “silenziosa” della prima infezione, senza segni clinici.
FASE ACUTA: è caratterizzata da febbre, diarrea recidiva, ingrossamento delle ghiandole linfatiche e alcune infezioni parassitarie che, visto l’abbassamento delle difese immunitarie, hanno forte influenza sul soggetto. La conclusione più frequente è la polmonite.
Il virus dell’HIV può essere trasmesso tramite rapporti sessuali completi, anche orali; scambi di siringhe o oggetti contaminati; trasfusioni o scambi di sangue infetto; trasmissione da madre sieropositiva al feto.
Le categorie più a rischio sono i tossicomani e gli omosessuali, ma in realtà siamo tutti a rischio, visto che tutti usiamo i medicinali, chi più chi meno.
Fino ad oggi, la prevenzione è servita a portare uno stato di allarme e allerta fra le persone, ma anche di discriminazione nei confronti dei malati. Socialmente parlando, si potrebbe classificare l’AIDS come forma oppressiva di capitalismo che pesa sulle spalle del popolo…
Perché?!?
Quali e quante prove abbiamo dell’esistenza di questo virus? Nessuna.
La ricerca è mai riuscita ad isolare il virus in una provetta? No.
Quanti malati ha ucciso il virus dell’HIV? Nessuno.
Assurdo? Si e No.
L’assurdità sta nel fatto che, il 6 luglio 2005 a pagina 13, il giornale “Libero” scrive: “Il vaccino contro l’AIDS sta per diventare una realtà.”
Il vaccino è diviso in tre fasi e sarà pronto nel 2010, ma solo per le sperimentazioni servono 50 milioni di euro e, per dirla tutta, il vaccino, ad oggi, non garantisce neanche la guarigione da questo ipotetico virus!!! Questo è assurdo.
I malati di questo “virus fantasma” non sono mai morti di una qualche malattia sconosciuta, i “malati” di AIDS sono sempre morti di malattie VISIBILMENTE CONOSCIUTE come la polmonite o l’epatite e via di seguito. Come si può allora curare qualcosa che non esiste?
Tom Bethell, ricercatore alla Hoover Institution, dice:”Il fatto è, adesso ne sono convinto, che l’AIDS non è affatto una malattia: è un programma di governo.”
Oggi, il virus dell’HIV esiste?
“… Nessuna delle cause reali dell’AIDS è oggi combattuta e tanto meno denunciata ufficialmente … Se l’AIDS è l’epidemia del tempo delle schiavitù modernizzate, è necessario distruggere non tanto il virus ma il sistema sociale che, di fatto, l’ha creato…” (da “La Mal’aria-AIDS e società capitalista neomoderna”, 1992).
La scienza e la ricerca sono importanti e devono evolversi, andare avanti e, si spera, raggiungere risultati positivi, ma bisogna che si impegnino a 360°. Il popolo deve essere informato sui reali problemi del mondo, non abbindolato da false paure a scopo destabilizzante, e in nome del Dio denaro; va bene che la politica capitalista del libero mercato ha spostata la centralità dell’universo risorgimentale dall’uomo al denaro; ma qui si parla di malati e morti non di “consumatori” qualsiasi… Vergogna!!! Si può essere schiavi di molte cose, ma non si può esserlo di quello che non c’è.
Urbe Sociale
Laura Giura
www.urbesociale.org




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