
Originariamente Scritto da
•Sorz•
Secondo me tutto nasce "a monte". Entrare in guerra a fianco della Germania, nel '40, fu conseguenza ovvia di una situazione costruita negli anni.
Punto di svolta fu la campagna etiopica (1935/36), con le "inique sanzioni" che diventarono presto "ridicole sanzioni". Durante la proclamazione dell'Impero Mussolini tese una mano verso Inghilterra e Francia, che della Società delle Nazioni erano cuore e cervello, senza ottenere risposta. Churchill, da politico accorto, comprese subito l'errore, ma al tempo non era che uno dei tanti esponenti autorevoli del governo britannico.
Sempre del 1936 vi fu una prima conseguenza, la stipula dell'asse Roma-Berlino, patto d'amicizia di valore politico ma nè bellico, nè economico, nè d'intenti, anche in virtù del fatto che durante la guerra d'Etiopia Hitler aveva rifornito d'armi le truppe etiopi. Come dire "voi m'isolate? io cerco d'aggirare il problema".
Di lì, l'escalation: accordi commerciali, visite politiche, leggi razziali (pur "di facciata), l'anschluss tollerato. Nel settembre del '38, il "patto di Monaco". Deladier e Chamberlain che fan la figura dei polli (e dei menefreghisti per non dar l'impressione d'esser stati polli), Mussolini che vien considerato un abile manovratore ma che non viene lusingato nè da Francia nè da Inghilterra, miopi, Churchill che continua ad essere la voce fuori dal coro.
Nel '39, il 7 Aprile, l'Italia invade l'Albania. Silenzio da Francia e Inghilterra. Il 22 maggio il patto d'acciaio, indi la 2^ guerra mondiale.
Dire che gli "alleati" ci avrebbero sostenuti se avessimo combattuto al loro fianco è pura fantasia: un Deladier o un Chamberlain che son convinti che basti stringere la mano a Hitler per esser sicuri del futuro, si dimostran incapaci di vedere più in là del proprio naso.
Dire che la Germania ci avrebbe schiacciati in due settimane, è pura fantasia: vabbè blitzkrieg, ma come usi la guerra lampo in montagna? Avremmo faticato, ma molto probabilmente li avremmo inchiodati poco più in quà del brennero, o comunque avremmo impiegato settimane a cedere.
Tralasciamo le pressioni politiche interne (Ciano -poi meschinamente ritrattatore- Farinacci & compagnia su tutti), l'alleanza con la Germania, anche in periodo bellico, fu logica conseguenza di una situazione imposta dall'altrui miopia politica. A Mussolini si spense la luce, e commise un errore. Cinicamente, "ci può stare".
Per non restare off-topic, Napolitano resta sempre Napolitano. E' triste, ma se una persona non riesce ad essere pubblicamente onesto, significa che non è riuscito a superare le contrapposizioni ideologiche cadute, ormai, da almeno vent'anni. Non puoi parlare o tacere a seconda dell'argomento, non puoi sperticarti le mani per un tal movimento o sminuire talaltro. Sei il Capo dello Stato, non un giornalista della Pravda o del Popolo d'Italia. Sei superpartes.