Originally posted by Il Patriota
candidato pure a Roma nelle liste del bevitore...hahahahahhah!!!![]()


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"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf
alle ammninstrative nelle liste del pannolino..quello che assorbe la pipì![]()


Candidato nelle liste del Partito Radicale?
MA CA@@O!! COSA CENTRA LUI CON LA NOSTRA BATTAGLIA?!?
I RADICALI SONO IL PARTITO OPPOSTO DELLA LEGA:
Radicali=immigrazione selvaggia
Lega=stop immigrazione
Radicali=contro la famiglia ed a favore di bestialità come la droga libera,l'eutanasia,l'omosessualità..
Lega=per la famiglia tradizionale, contro la droga, contro eutanasia e froci
Radicali=vicini all' Alta Finanza
Lega= contro i Poteri Forti
Radicali=atei
Lega=per una Europa delle piccole Patrie, basata sull'Identità dei Popoli e sulla millenaria Tradizione Cattolica.
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


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Pannolini, pipì..? Perchè tiri in ballo il nazincontinente?
I naziradiculi..
saluti padanisti
.


Mario Borghezio denuncia il silenzio dei media
sul referendum anti Turco-Napolitano
"Fermiamo il progetto mondialista"
di Gianluca Savoini
"Il silenzio "assordante" degli organi di informazione e dei centri del potere politico nei confronti del nostro referendum abrogativo della legge sull’immigrazione dimostra quali e quante forze siano in campo per sostenere il progetto mondialista della società multirazziale".
Mario Borghezio, presidente del Governo della Padania, non si meraviglia: tutti parlano dei referendum presentati dai radicali di Pannella e nessuno parla di quello più importante e sicuramente il più sentito dall’opinione pubblica.
"Le campagne martellanti in stile Benetton, che esaltano il "melting pot" all’americana, stanno raggiungendo livelli inauditi e grotteschi per diffusione e dispendio di forze - evidenzia Borghezio - e rappresentano al meglio un programma che viene sviluppato a tappe successive. Lo sbocco di tale progetto è, secondo noi, drammatico: la distruzione delle nostre specificità e delle nostre radici culturali ed etniche, che verranno sacrificate sull’altare del mondialismo globalizzatore della grande finanza".
Proprio a causa della sua importanza geopolitica la Padania, precisa il parlamentare leghista, è nel mirino degli architetti del mondialismo. "Siamo un’area territoriale ancora troppo omogenea etnicamente e culturalmente per i fautori della società multirazziale - dichiara Borghezio -, per questo dobbiamo subire ondate di immigrati senza precedenti. La nostra identità rappresenta un ostacolo ai disegni della globalizzazione, quindi va annacquata in ogni modo".
"Di particolare pericolosità si presenta l’invasione di extracomunitari di religione musulmana - incalza il premier padano - che stanno realizzando un forte radicamento, con moltiplicazione di moschee, di centri culturali eccetera. Il piano di invasione parte da molto lontano: si utilizza l’islamismo come spada contro l’Europa. A vantaggio dei santuari della grande finanza internazionale ed usuraia".
Buonismo e pietismo, ingredienti tipici della cultura ufficiale italica, nascondono quindi il progetto nefasto di distruzione dei popoli proprio dell’ideologia totalitaria del nuovo secolo: il mondialismo. "La Padania è stata individuata come porta d’accesso alla Mitteleuropa - conclude Borghezio -. Tutto il nostro continente dovrebbe perciò riflettere e cominciare a difendere il suo territorio e i suoi popoli. E quindi tutti i governi europei dovrebbero rendersi conto che il fianco sud del continente è attualmente sguarnito di adeguate difese grazie a leggi lassiste come quella che i padani abrogheranno con il referendum leghista".
Anche Roberto Calderoli, segretario nazionale della Lega Lombarda, segnala la colpevole disattenzione riservata dalla stampa e dalle forze politiche al referendum sull’immigrazione.
"Questo referendum riveste una straordinaria importanza per tutti i cittadini - spiega Calderoli -, per la loro vita quotidiana e per quella delle generazioni future. È una questione che interessa le radici della nostra società. Eppure la stampa lo ignora e i radicali, che di solito strillano per l’ostracismo riservato ai quesiti referendari, si guardano bene dal fare riferimento a quello proposto dalla Lega. Ma non c’è da stupirsi. Il nostro referendum è davvero rivoluzionario: la stampa di regime da una parte e le forze politiche conservatrici dall’altra non hanno nessun interesse a sostenerlo, cioè non hanno interesse a promuovere la liberazione dei cittadini del Nord".
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


Borghezio auspica la costituzione di un partito trasversale
che abbia a cuore l’identità dei popoli
"Un fronte anti-immigrazione"
"La contrapposizione è tra europeisti e portavoce del mondialismo"
di Matteo Mauri
"In Europa bisogna affrontare senza indugi il tema dell’immigrazione". Mario Borghezio al primo punto del suo programma elettorale europeo ha messo la lotta ai clandestini. "Ci siamo resi conto da tempo - spiega il deputato torinese - che la battaglia sull’immigrazione in Italia può essere combattuta soprattutto in termini abrogativi, come siamo riusciti a fare con successo quando abbiamo messo in moto la macchina per arrivare al referendum sulla "Turco-Napolitano". Non vi sono condizioni politiche per sperare nell’approvazione di una legge seria che ci consenta di regolare il fenomeno, riconducendolo a modalità e a dimensioni accettabili".
È per questo motivo che spera nell’Europa?
"Certamente. Tutta la nostra attenzione deve essere rivolta al parlamento europeo, che è sicuramente l’istituzione presso la quale possiamo avere concrete speranza, in accordo con le diverse forze autonomiste e indipendentiste che saranno presenti, per varare una legislazione comune europea sulla clausola di chiusura, per sbarrare il passo in maniera decisiva all’immigrazione selvaggia".
Intanto è proprio dall’Italia che gli extracomunitari trovano la via più facile per entrare in Europa.
"Dall’Italia non ci si può attendere nulla di buono sull’immigrazione. L’ultima trovata del governo D’Alema (regalare 38.000 lire al giorno ai cosiddetti profughi kosovari) ne è la dimostrazione. Si tratta di un segnale molto pericoloso e che va a premiare perfino i clandestini colpiti da provvedimento di esplusione. Siamo di fronte a una "cultura" che ha ormai completamente accettato il mito della società multirazziale di stampo americano. Contro questa concezione bisogna opporsi creando un fronte europeo che unisca tutte quelle forze intenzionate a difendere l’identità dei popoli europei da questo progetto mondialista".
E questo fronte lo si può trovare nel nuovo parlamento europeo?
"I contatti con le forze che hanno a cuore il progetto dell’Europa dei popoli ci consentono di avere la certezza che troveremo un grande schieramento in grado di condurre questa comune battaglia".
Secondo lei quale potrà essere la composizione del nuovo parlamento?
"La divisione non sarà più tra destra e sinistra, ma tra forze autenticamente europeiste e legate al territorio e i portavoce del mondialismo americano. Noi saremo l’asse portante dello schieramento sinceramente europeo e propugnatore dei valori e della cultura di cui sono portatori i popoli europei".
La guerra in Jugoslavia inciderà sull’esito di queste elezioni?
"Sarà la grande lezione di questa guerra, che ha visto la sconfitta dell’Europa, subordinata e succube rispetto alle decisioni delle lobbies mondiali. Chi ha voluto la guerra dovrebbe ricevere dagli elettori europei una lezione molto dura, ma anche molto chiara: l’incontrastato dominio di un potere mondiale (le cui decisioni sono sempre prese sulla testa dei cittadini) che agisce contro popoli e a danno dei popoli, deve essere sconfitto dai popoli stessi".
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf
come li definiva Bossi..ah si IL PARTITO DI ERODE!!!


"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


Ho letto l'articolo, molto offensivo verso i redattori in primo luogo, i leghisti in secondo, sembrava dare adito alle menzogne comuniste. Speravo che l'epoca dei non-leghisti che vengono a spiegarci dalle pagine del quotidiano come fare per essere 'politicamente corretti' fosse finita con la dipartita del filoitaliano-filoamericano-filoisraeliano.
Si tratta chiaramente di una svista del nuovo direttore, almeno lo spero. Moncalvo è aperto a tutte le opinioni, ma dare tanto spazio a certi soggetti è dannoso per il movimento. E non deve dimenticarsi che è lì per gestire un quotidiano di partito, mica di una rubrica personale su Antenna Tre.
L'appartenenza politica di Buffa, contro cui non ho nulla di personale, è chiara e dichiarata e ricordo alcuni suoi scritti passati sempre su 'la Padania' (da un bel po' era 'scomparso'...). E' un ospite, si comporti come tale.
saluti padanisti
.


Il premier della Padania spiega come il duo Pannella-Bonino
sia agli antipodi del Carroccio
Noi con i popoli, loro con gli usurai
Borghezio: "I radicali, burattini del mondialismo made in Usa"
di Gianluca Savoini
"Il maggioritario purtroppo obbliga a mettere insieme tutti quanti. Berlusconi è più realista del re ed è convinto che per vincere occorrano i numeri e quindi serva allearsi con i radicali. È difficile dargli torto, ma in politica non sempre due più due fa quattro, qualche volta può fare zero".Dopo la lettera scritta da Silvio Berlusconi ai partiti del Polo e agli alleati per sottolineare la necessità di un accordo con i radicali, Umberto Bossi non rinuncia a manifestare le sue perplessità per l’intesa del Polo con il duo Pannella-Bonino.
"Su certi principi e certi valori - sottolinea il segretario federale della Lega Nord Padania - la pensiamo in maniera diametralmente opposta da Pannella: sulla droga, sulla famiglia, sui figli. Comunque non penso che Pannella danneggerà i principi che abbiamo, i nostri valori non ce li faremo cancellare e la forza ce la darà l’elettorato. Lui farà la sua campagnetta per drogare il mondo, ma poi alla fine avrà un numero di elettori che non lo faranno essere determinante". "È difficile mettere insieme cose diverse, comunque, spero di non sbagliare, penso che Pannella non danneggi la causa e i principi che abbiamo", ripete il leader del Carroccio. In ogni caso Bossi non sembra particolarmente interessato alle affermazioni di Berlusconi che assicura che svolgerà un ruolo di garante perché tutti possano difendere le proprie posizioni: "Io faccio leva sulla mia forza, su quella che mi daranno i miei elettori".Il Senatur infine sposta il tiro sul centrosinistra: "in quel campo c’è un bailamme spaventoso, c'è il compromesso storico di un tempo e ogni valore è stato azzerato".Mario Borghezio, premier del Governo della Padania, sottolinea dal canto suo che "i padani possiedono gli anticorpi necessari a non farsi irretire da chi propone modelli mondialistici e materialisti made in Usa".
"Ho letto che Pannella ha polemizzato in maniera strumentale sulla presenza di una delegazione leghista a Belgrado nei giorni scorsi - precisa il parlamentare del Carroccio -, dimenticandosi che in quel consesso internazionale erano presenti le delegazioni di oltre 50 nazioni. La storia della Lega dimostra che noi siamo sempre schierati dalla parte dei popoli. Pannella, Bonino e soci, invece, stanno dalla parte di chi è abituato a fare usura sulla pelle dei popoli. Le loro critiche non ci toccano minimamente".
Onorevole Borghezio, qual è il suo giudizio sull’impostazione politico- ideologica dei radicali?
"Molto negativo. Dai radicali ci divide un’intera visione del mondo. Le contingenze della politica italiana, causate dal sistema maggioritario, purtroppo costringono i partiti ad alleanze innaturali. Ma in questa intervista vorrei parlare soprattutto in qualità di presidente del Governo della Padania".
E in questa veste cosa ci dice, onorevole?
"Dico che tutte le volte in cui sono stati in gioco in maniera evidente e netta gli interessi, palesi ed occulti, del mondialismo, abbiamo sempre trovato i radicali del binomio Pannella-Bonino schierati in prima linea in difesa di questi interessi. Mentre le forze identitarie, coloro che si battono in difesa dei popoli e del diritto alla vita, si trovavano (e si trovano) sempre dall’altra parte della barricata".
In quali battaglie si denota maggiormente la differenza tra la Lega e i radicali italici?
"Nella lotta alla globalizzazione selvaggia del commercio, ad esempio. In quella all’immigrazione selvaggia che punta ad annientare etnie e culture popolari, trasformando le nostre terre d’Europa in calderoni multirazziali che fanno comodo agli architetti della mondializzazione".
I radicali si proclamano liberisti, quindi non crede ragionino di conseguenza?
"Non è così. Dietro la maschera del liberismo indossata dai radicali si trovano tutte le parole d’ordine della tirannia globale e mondialista: omologazione culturale, americanizzazione del mondo, negazione delle specificità culturali, diffusione delle droghe, annullamento della famiglia (principio cardine di ogni società), politica della negazione della vita attraverso la diffusione del verbo abortista. Il tutto condito e divulgato soprattutto presso le nuove generazioni attraverso un miscuglio abile e accattivante di tematiche New Age, di falso spiritualismo e di una religione "nuova" che è all’opposto delle nostre concezioni di vita dei nostri popoli padani ed europei".
Insomma, siete distanti anni-luce da Pannella e dalla Bonino.
"Ripeto, noi siamo dalla parte della tradizione popolare, dalla parte delle radici profonde. Anche la visione dell’Europa "alla radicale" è lontanissima da quell’Europa delle regioni e delle etnie che ci sforziamo di difendere, insieme a tutti gli altri patrioti europei. I guru del nuovo spiritualismo e del mondialismo alla Pannella diffondono soltanto falsi miti distruttivi della nostra civiltà, del nostro modo di pensare e di essere".
Lei allora si oppone all’accordo tra Berlusconi e i radicali? Sembra ormai fatto...
"La speranza è l’ultima a morire. Per nostra fortuna i popoli padani e soprattutto i sostenitori della Lega hanno in sè gli anticorpi necessari per poter preservare intatta la propria identità e la propria profonda "anima". Siamo e resteremo orgogliosamente impermeabili a queste filosofie palesemente made in Usa. Stiano piuttosto attenti altre forze politiche, che tali anticorpi non possiedono oppure possiedono in maniera molto minore della nostra. Il pericolo è più loro, che nostro. Noi non perderemo la nostra identità".
Dietro i radicali ci sono quindi forze più o meno palesi che spingono in senso mondialista?
"Proprio così. Dietro i guitti della politica operano forze abituate ad operare dietro le quinte, senza mai apparire in prima persona. Preferiscono invece dirigere al meglio i loro burattini. Sia ben chiaro: sulla droga noi stiamo dalla parte di quelle comunità di recupero come San Patrignano che lavorano alacremente per trascinare fuori dal tunnel della droga i ragazzi che hanno avuto la sfortuna di precipitarvi. I radicali invece stanno dalla parte opposta, anche in questo caso
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
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