Micciche' (Gianfrancuzzo, per gli amici) bacchetta chi parla di convenienza o meno del ponte sullo stretto, in questo momento.
E invece questo e' proprio il momento in cui appare ancora piu' evidente che il ponte inserito in un contesto di infrastrutture vecchie e fatiscenti sia per lo meno inopportuno.
E' come se ad un ricoverato d'urgenza quasi in coma si pensasse di curare prima un taglietto da 4 soldi, piuttosto che intubarlo.
"Tutt'e due!" ripete Lunardi. "Facciamo tutt'e due: il ponte e il raddoppio".
Certo. Contemporaneamente risolviamo anche il problema dell'acqua, e gia' che ci siamo diamo anche una tappatina all'Etna. Che non rompa piu' le palle.
Paradossi e schizofrenie ben si accostano ad un popolo come il nostro, incurabilmente afflitto da apatia nei confronti della Politica, quella che dovrebbe massimizzare l'utilita' comune ("Pareto defficiente sara' lei", direbbero).
O forse e' il timore che non ci sia la possibilita' di scambiare i soldi del ponte con quelli per le emergenze ben piu' gravi. Timori in parte condivisi anche da me stesso.
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole.




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