La figlia di Rabin si dimette per protesta al governo di Sharon
Per il momento però rimarrà ancora all'interno del partito laburista e continuerà il suo lavoro al Centro Rabin per la pace
23 luglio 2002
Dalia Rabin-Pelossof, figlia del premier assassinato Itzhak Rabin, ha rassegnato ieri sera le dimissioni dalla carica di vice ministro della Difesa, in segno di protesta contro la politica dei laburisti - il suo partito - nell'ambito del governo. Lo riferisce il sito del quotidiano israeliano Hàaretz.
Già due settimane fa la Rabin aveva consegnato una lettera di dimissioni a Benjamin Ben Eliezer, ma il ministro della Difesa le aveva chiesto di aspettare prima di procedere con le dimissioni. Il vice ministro ha telefonato ieri sera a Ben-Eliezer a Londra, pre-annunciandogli una nuova lettera di dimissioni, pronta sul suo tavolo per essere firmata al rientro in Israele.
La Rabin ha dichiarato che ha deciso di rimanere all'interno del partito laburista per il momento e di continuare il suo lavoro al Centro Rabin per la pace. Se la sua attività di parlamentare dovesse interferire con quella per il Centro, «non esiterei» a lasciare la Knesset, ha detto il vice ministro. Nella sua lettera precendente a Ben Eliezer, la signora Rabin aveva dichiarato di non essere d'accordo con la politica adottata dal governo e di sentire la mancanza di un «orizzonte politico» che impedisce di andare avanti nei negoziati con i palestinesi.




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