Pagina 6 di 12 PrimaPrima ... 567 ... UltimaUltima
Risultati da 51 a 60 di 114
  1. #51
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  2. #52
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Appuntamento obbligatorio per tutti i popoli civili
    MyanMar: Liberi Tutti.



    Questo articolo non può essere lungo. In parte perché le notizie sono poche, in parte perché è evidente l'azione da intraprendere. Il MyanMar deve essere liberato.

    Il MyanMar è governato da più di quarant'anni da una giunta militare. Già nel 1988 la popolazione scese in piazza, per domandare libere elezioni. Vennero concesso, e vinsero i democratici. L'esercito invalidò le elezioni, penetrò nelle sedi dei partiti vincitori, e mise a tacere qualsiasi voce di protesta.Nelle ultime settimane, migliaia di persone si sono riversate nelle strade delle principali città birmane.

    I primi a protestare sono stati i monaci buddhisti. Fedeli alla linea più antica della religione, che predica la totale povertà, hanno chiesto al resto dei civili di non partecipare alla rivolta pacifica, visto che ci sarebbero state sicuramente delle vittime. I monaci avevano deciso di sacrificarsi, per il bene del paese. Ma la protesta è divenuta un fenomeno inarrestabile, che ha coinvolto tutta la popolazione. Questa reazione è dipesa dalla tragica situazione in cui riversa lo Stato birmano, uno dei più poveri del mondo, e dal trattamento riservato ai membri dell'opposizione al regime militare. Prima fra tutti gli oppositori, sicuramente il Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, da anni condannata agli arresti domiciliari per crimini politici, ed ora scomparsa, forse rinchiusa in una località non definita.

    «Raccomandiamo fortemente al vostro governo di garantire piena libertà di accesso al Dott. Gambari come è stato fatto in passato, nonchè lavorare insieme per trovare una soluzione futura». Questa è una nota del primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong, attualmente Presidente dell'Asean (in sostanza l'Ue del USd-Est asiatico). Si riferisce al viaggio che il Ministro per gli Affari esteri dell'Onu, Ibrahim Gambari, intraprenderà nei prossimi giorni. Non è la prima volta che Gambari incontra la Giunta militari birmana; questa volta però, tutto il mondo civile chiede a gran voce un intervento deciso dell'Onu.

    Intervento che però pare essere contrastato dalla Cina, da sempre sponsor princiale della dittatura. “La paralisi causata dalla Cina nel Consiglio di sicurezza Onu, è una minaccia per la risoluzione dei disordini in Birmania, e sta persino ostacolando l'azione del Segretario Generale.” Queste le parole di Aung Din, direttore politico di “Us for Burma”.

    La Cina a quanto pare, ha deciso di minimizzare le azioni internazionali nei confronti della dittatura, per preservare l'influenza unilaterale sul quadrante geostrategico. Pessimo errore, soprattutto in vista delle Olimpiadi. Questo è quello che è successo fino ad ora. Ovviamente non basta.

    E' un dovere di tutti, impegnare la propria libertà per aiutare il popolo del MyanMar. Il mondo occidentale conosce troppo bene i dolori e la miseria della dittatura. E' compito quindi di tutti, impegnarsi perchè eventi del genere non si verifichino più. In tutto il mondo, si stanno moltiplicando le protese nei confronti della dittatura militare.

    Vogliamo unirci a loro. Ed esigiamo che chi ci governa, Italia ed Unione Europea, si battano in prima linea per tutelare il popolo del MyanMar.

    Ricordiamo il Randa, la Bosnia , Il Darfur. Troppe volte si è detto “mai più”, senza poi far seguire i fatti alle parole. Ora basta. Altrimenti, nessuno di noi potrà più guardarsi allo specchio.

    Alberto Ridolfi
    - Responsabile Programma Federazione Giovanile Repubblicana
    tratto dal sito web della FGR - ROMAGNA http://www.fgr-fc.it/Home.htm

  3. #53
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il sito del P.R.I. della Sezione "G. Mazzini" di Forlimpopoli (Forli'-Cesena)

    http://www.priforlimpopoli.it/


  4. #54
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La moschea di Ravenna
    Libertà di culto solo nel rispetto dei doveri civili

    di Paolo Gambi

    Nel dibattito, se così si può chiamare, che si è aperto a Ravenna sul tema della "moschea", fino ad ora i Repubblicani si sono limitati a "suggerire" alla Giunta e al Sindaco di "ascoltare gli artigiani", posto che il sito individuato per la realizzazione del luogo di preghiera dei musulmani è all'interno dell'area produttiva delle "Bassette".

    Naturalmente il nostro suggerimento non è semplicemente quello di "ascoltare", ma anche quello di "valutare" e "cercare di comprendere" e dunque di confrontarsi "seriamente" col disagio manifestato, per quella scelta, dai nostri imprenditori.

    Potrà sembrare che quello dei Repubblicani sia un approccio timido. Ovviamente non è così. Al contrario il nostro è un atteggiamento basato sul grande senso di misura e di responsabilità che una forza politica "seria" ha l'obbligo di tenere di fronte ad un tema come questo.

    Il rischio, infatti, è alto, in dibattiti di questa natura, e difficile è individuare una strada responsabile di governo in una materia che per sua natura è molto delicata.

    Noi non siamo, infatti, tra quelli che intendono alimentare l'atmosfera – sempre dietro l'angolo – di "scontro tra civiltà", né, d'altra parte, intendiamo sottovalutare i problemi di impatto sociale che la realizzazione di una moschea o di un centro di cultura islamica pone ad ogni comunità.

    Seguendo la prima strada, infatti, si perseguirebbe un disegno di "irresponsabilità" il cui esito sarebbe disastroso, cosa sulla quale dovrebbero riflettere (o avrebbero dovuto riflettere) quei partiti – come AN e FI – che si sono schierati dalla parte della richiesta di un "referendum".

    Seguendo la seconda strada, quella della sottovalutazione e, dunque, di un dibattito in sordina, si darebbe il segno di una incapacità di governare i fenomeni complessi che caratterizzano la società di oggi.

    L'unica via che deve essere seguita è quella della trasparenza e della chiarezza dei propositi.

    Come parte fondamentale della "cultura laica" di Ravenna, non possiamo non affermare che, in linea di principio, ad ogni componente della nostra comunità, italiano o straniero, deve essere garantita la "libertà di culto".

    Dire questo, nell'attuale contingenza, di fronte ad un insediamento come quello prospettato non è, però, sufficiente.

    Non si possono, infatti, chiudere gli occhi di fronte a quanto è successo in altre città sul rapporto tra certo estremismo islamico ed i luoghi di aggregazione come le moschee ed i centri di cultura, né si può sottacere il fatto che ci sono organizzazioni di quel mondo, come l'UCOII, che su questioni come il terrorismo hanno fino ad ora tenuto posizioni gravemente ambigue.

    E siccome è evidente a tutti che non siamo in presenza di un "semplice" problema edilizio ed urbanistico, il dibattito deve chiarire che ogni scelta in merito deve essere assunta dopo che si è accertato chi realizza l'insediamento, chi lo finanzia e come lo finanzia e se vi è la disponibilità a sottoscrivere una "carta di valori" che parli di diritti ma anche di doveri.

    In questo modo, a nostro giudizio, noi daremmo un contributo serio anche alla più complessiva politica di integrazione che è un obiettivo che ogni comunità deve necessariamente porsi.

    tratto da http://www.pri.it/9%20Ottobre%202007...heaRavenna.htm

  5. #55
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    MANCATA MESSA A NORMA DELLA CERVESE, LUCCHI (PRI) PONE IL CASO IN PROVINCIA

    (Sesto Potere) - Forlì - 17 ottobre 2007 - “Che fine a fatto la messa in sicurezza della strada Provinciale n.2 da tutti conosciuta come la Cervese?“. A porre la domanda, sottoforma di interrazione è Giovanni Lucchi, capogruppo provinciale di Forlì-Cesena del Partito Repubblicano Italiano.

    “La Cervese è un’arteria strategica per il collegamento di Forlì alla stratale Adriatica e al Comune di Cervia e Cesenatico. Nonostante gli annunci – spiega lo stesso Lucchi – ad oggi non sono state ancora attuate sostanziali opere di ammodernamento e messa in sicurezza della strada provinciale. E questo nonostante nel corso del 2006 siano stati eseguiti rilievi da parte dei tecnici incaricati dall’amministrazione Provinciale, rilievi in precedenza effettuati da Anas e Comune in accordo con l’ Anas. Ma il problema adesso è un altro…”.

    Quale?

    “E in previsione – rivela il capogruppo provinciale di Forlì-Cesena del Partito Repubblicano Italiano - lo sviluppo di un area artigianale tra Borgo Sisa e Carpinello con realizzazione di una nuova arteria stradale che colleghi il casello autostradale di Forlì con Carpinello. Circola la voce che la Provincia stia progettando un nuovo tracciato alternativo alla S.P. n° 2 che colleghi Carpinello e Casemurate a Forlì in prossimità dell’uscita dell’E45 a Casemurate di Ravenna. Logica di buona amministrazione vuole che alla base di ogni scelta ci sia un progetto generale sull’intera strada che comprenda lo studio della viabilità e degli insediamenti residenziali e industriali. Sarebbe deleterio che si procedesse, come spesso è avvenuto, per stralci indipendenti senza nessuna vera visione d’insieme, sprecando risorse ed energie”.

    “La strada Provinciale Cervese è una delle grandi arterie della nostra Provincia che collega Forlì con Cervia e Cesenatico. L’amministrazione Provinciale e il Comune di Forlì hanno in questi anni solo elaborato studi di fattibilità, indetto convegni dibattiti sulla stampa e nessun progetto esecutivo che si possa cantierare e così la strada resta stretta nel traffico e insicura per tutti gli abitanti del circondario. Non è più possibile perdere altro tempo”: conclude Giovanni Lucchi.

    tratto da http://www.sestopotere.com/index.iht...110&Rid=138548

  6. #56
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'integrazione sul nostro territorio
    Mosche a Ravenna: Fgr ed il futuro

    Ravenna - Nella nostra Italia, Moschea ha lo stesso significato, sostanzialmente, di “bomba batteriologica”. Non è una provocazione, è un semplice dato di fatto. Ogni volta che si cerca di erigerne una, saltano fuori comitati, si schierano partiti. Ora tocca a Ravenna. E le reazioni, compresa quella del PRI, le conoscono tutti. Il problema però è molto grave: scontri del genere accadranno sempre più spesso. E' necessario quindi trovare una soluzione al problema immediatamente.

    Per farlo però, non basta parlare di moschea. I mezzi di informazione, e la classe poilitica, ci hanno abituato ad avere un'idea delle caratteristiche dell'immigrazione proveniente dai paesi arabi totalmente fuorviante. Anzitutto, viene troppo spesso confuso chi è arabo, con chi è musulmano. Quella araba è una cultura, caratterizzata da una regione (il Medio Oriente), e diverse tradizioni (ad esempio, la bandiera verde, nera, e bianca). La maggior parte degli arabi è musulmana, ma ci sono grandi minoranze cristiane (ad esempio i copti in Egitto), ed ebraiche (in Israele, molti cittadini sono appunto sefarditi, cioè ebrei di cultura araba). La religione musulmana è presente in tutti i continenti, e, anzi, la maggioranza non è di cultura araba: il più grande Stato musulmano è l'Indonesia, seguito da India e Cina.

    Già da questa premessa, ci si rende conto di come il problema sia molto complesso. Al di là dei problemi di urbanistica, infatti, è necessario prendere coscienza del fatto che, volenti o nolenti, fra una generazione vi saranno moltissimi cittadini italiani musulmani. Bisogna, urgentemente, capire che cosa vogliamo fare di loro. O diventeremo la prossima “banlieue”.

    In primo luogo, le Moschee vanno costruite. Chiariti i dubbi sui finanziamenti, come ha fatto giustamente notare il PRI ravennate, non ci devono essere ostacoli. La libertà di culto non è prerogativa cattolica. In secondo luogo, bisogna lavorare con grande impegno, affinché la Moschea , e tutti ciò che sia ad essa connesso, vengano inseriti con efficacia nel tessuto sociale e civile della città. E qui è necessario l'aiuto di tutti. L'integrazione deve essere insegnata nelle scuole, e in tutti i centri culturali (biblioteche comprese). Ma ci deve essere, d'altra parte, la presa di coscienza da parte dei residenti di religione musulmana (in maggior parte, in Italia, di cultura araba) del contesto in cui si inizia la nuova vita. La Costituzione , da cui deriva poi tutto il diritto, è fondamentalmente un prodotto culturale. Ad esempio, il rifuto della pena di morte si deve ai pochi illuministi italiani, Beccarla in primis, che prima di tutti hanno deciso di porre fine ad una delle peggiori barbarie umane.

    Essere cittadini italiani significa recepire la Costituzione , esserne parte. E questo vale per tutti, al di là della divinità. E' uno sforzo che non va tanto compiuto per se stesi, ma per, appunto, chi nascerà in Italia, e sarà italiano a tutti gli effetti. Prima si comprende questo, meno problemi avremo durante il processo di integrazione. Ed è per questo, ad esempio, che potrebbe essere una buona idea officiare il rito (o almeno la parte che tratta di vita quotidiana) in arabo. Il rito islamico non è officiato da un sacerdote, ma da un capo-preghiera (l'imam, appunto); l'arabo poi, non è, come il latino, una lingua utilizzata solo per il rito. Il fatto quindi, che durante la preghiera si parli in italiano, potrebbe essere un'ottima testimonianza di integrazione.

    E' necessario però, al di là di questo, garantire le medesime libertà a chiunque risieda nel territorio. Prima di tutto, i primi che devono porre fine alla grande stagione del terrorismo siamo noi: per andare avanti, è necessario togliere la paura dalle nostre menti.

    E' essenziale offrire ai giovani una società in cui il razzismo e le tensioni etniche non siano all'ordine del giorno. E la prima battaglia è proprio questa: dare le stesse opportunità a tutti i credenti. Se si continua invece sulla strada della diffidenza, ciò che otterremo sarà una società frammentata in comunità chiuse, ostili verso l'esterno, e conservatrici, proprio come accade ora in Libano. In questo è l'amministrazione a dover essere lungimirante. Non è possibile privare i cittadini di un loro diritto, quando questo è esercitato con trasparenza. La legge è chiara, la Costituzione ancora di più.

    “Potrà sembrare che quello dei Repubblicani sia un approccio timido. Ovviamente non è così. Al contrario il nostro è un atteggiamento basato sul grande senso di misura e di responsabilità che una forza politica "seria" ha l'obbligo di tenere di fronte ad un tema come questo. “ Scrive il segretario Ravennate del PRI Paolo Gambi, a proposito della scelta di voto del partito. Cautela e prudenza, quando si parla di integrazione, sono due atteggiamenti necessari. La proposta dell'Fgr, però, vuole aggiungere qualcosa in più alla decisione del PRi. E lo fa in un'ottica progressiva. I dubbi sul presente non devono fermare l'integrazione, e la nascita di un nuovo sistema civile-sociale. E' giusto qundi, che ci si preoccupi del presente; ma la nostra vita progredisce nel futuro.

    Alla dine, tocca alla gente. Il nuovo fa paura solo agli ignoranti. Ed il terrore diviene sempre più una gabbia. Se siamo i primi, a generare odio, non stupiamoci poi di cosa raccogliamo. Una società post-industriale, ciò che deve divenire l'Italia se ha una mera volontà di sopravvivere al presente, è, prima di tutto, una società libera. E, come tale, è in grado di accettare i cambiamenti. Ma se ci si sclerotizza su posizioni xenofobe e borgheziane, il futuro, per noi, è sempre più lontano.

    Alberto Ridolfi - Responsabile Programma Federazione Giovanile Repubblicana della Romagna

    tratto da http://www.fgr-fc.it/Home.htm

  7. #57
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  8. #58
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Cesenatico - Lucchi (Pri): ''Che fine ha fatto la Cervese''

    Cesenatico (Forlì-Cesena) - “Che fine a fatto la messa in sicurezza della strada Provinciale n.2 da tutti conosciuta come la Cervese?“. A porre la domanda, sottoforma di interrazione è Giovanni Lucchi, capogruppo provinciale di Forlì-Cesena del Partito Repubblicano Italiano.

    “La Cervese è un’arteria strategica per il collegamento di Forlì alla stratale Adriatica e al Comune di Cervia e Cesenatico. Nonostante gli annunci – spiega lo stesso Lucchi – ad oggi non sono state ancora attuate sostanziali opere di ammodernamento e messa in sicurezza della strada provinciale. E questo nonostante nel corso del 2006 siano stati eseguiti rilievi da parte dei tecnici incaricati dall’amministrazione Provinciale, rilievi in precedenza effettuati da Anas e Comune in accordo con l’ Anas. Ma il problema adesso è un altro…”.

    Quale?

    “E in previsione – rivela il capogruppo provinciale di Forlì-Cesena del Partito Repubblicano Italiano - lo sviluppo di un area artigianale tra Borgo Sisa e Carpinello con realizzazione di una nuova arteria stradale che colleghi il casello autostradale di Forlì con Carpinello. Circola la voce che la Provincia stia progettando un nuovo tracciato alternativo alla S.P. n° 2 che colleghi Carpinello e Casemurate a Forlì in prossimità dell’uscita dell’E45 a Casemurate di Ravenna. Logica di buona amministrazione vuole che alla base di ogni scelta ci sia un progetto generale sull’intera strada che comprenda lo studio della viabilità e degli insediamenti residenziali e industriali. Sarebbe deleterio che si procedesse, come spesso è avvenuto, per stralci indipendenti senza nessuna vera visione d’insieme, sprecando risorse ed energie”.

    “La strada Provinciale Cervese è una delle grandi arterie della nostra Provincia che collega Forlì con Cervia e Cesenatico. L’amministrazione Provinciale e il Comune di Forlì hanno in questi anni solo elaborato studi di fattibilità, indetto convegni dibattiti sulla stampa e nessun progetto esecutivo che si possa cantierare e così la strada resta stretta nel traffico e insicura per tutti gli abitanti del circondario. Non è più possibile perdere altro tempo”: conclude Giovanni Lucchi.

    tratto da http://www.romagnaoggi.it/showarticl...on=news/Cesena

  9. #59
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Stop all’alcol dopo le 2. I repubblicani criticano

    FORLI' - «La vicenda - denuncia una nota firmata da Michele Bertaccini e Lauro Biondi, rispettivamente per la Federazione giovanile repubblicana e per il gruppo consiliare del Pri - si è tramutata in una paradossale situazione che prevede la negazione alla somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 di notte solo nei locali dove si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento (discoteche-discopub). Non siamo d’accordo, una società civile ha il dovere di offrire ai giovani opportunità di svago e divertimento, certo regolamentata in modo serio, ubicate nelle zone a grande concentrazione urbana. Le nostre considerazioni sono da ascriversi ai valori della libertà e di una convivenza civile che si basa non sulla repressione quanto sull’educazione e sulle opportunità per i giovani e per le imprese che nel mercato si fanno carico di dare risposte alle città che non offrono tali condizioni».«Chiediamo quindi al Parlamento - concludono i rappresentanti dell’Edera - di cambiare la legge mantenendo la possibilità di effettuare in maniera volontaria la rilevazione del tasso alcolemico. Evitiamo il nomadismo giovanile e diamo occasione di riflessione culturale. L’amministrazione comunale forlivese faccia la propria parte e non rinunci ad un ruolo propositivo e non punitivo».

    tratto da http://www.fgr-fc.it/Home.htm

  10. #60
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Riconversione industriale
    Caso Sfir: quale futuro?

    FORLIMPOPOLI - Da tempo si legge sui vari giornali locali (anche se la vicenda va avanti ormai da mesi) il lungo botta e risposta tra il sindaco Paolo Zoffoli e il gruppo Sfir riguardo il progetto di riconversione dell'ex zuccherificio. Una dura battaglia caratterizzata da forti dinieghi da parte del primo cittadino che continua, con fermezza e coraggio, la sua ardua opposizione alla centrale a biomasse. Una ferma decisione certo, anche se forse qualcosa è sfuggito. Infatti lo stesso Zoffoli aveva raggiunto mesi prima in Regione un accordo con la stessa Regione, la Provincia di Forlì-Cesena e i tre comuni adiacenti al paese artusiano, per dare vita a un progetto di riconversione sul territorio firmando a tale proposito un documento di intesa.

    Per quale motivo allora ci si oppone così duramente ad un progetto di riconversione se in primis era stato siglato un accordo poi firmato e controfirmato da tutte le parti coinvolte? Per quale motivo inoltre, si continua a tralasciare il problema occupazionale del personale che lavorava all'interno del dimesso zuccherificio e il bisogno di uno sviluppo economico di cui la cittadina artusiana deve riappropriarsi? E in ultimo, perchè alternative di progetti di riconversione sono stati dirottati dalla Regione in altri siti?

    Forse una centrale a biomasse è un progetto azzardato, forse vi sono altre strade da percorrere, forse un vero e proprio sito per instaurare l'impianto non esiste ma sicuramente un progetto c'è e deve essere valutato con tutti i pro e contro del caso. Qualcuno però deve mettere le carte in tavola e svelare l'arcano perché da troppo tempo i forlimpopolesi sono all'oscuro di un progetto che riguarda l'intera città e non solo la stessa giunta comunale. Nota ancora più negativa il silenzio continuo in consiglio comunale dell'opposizione che dovrebbe invece accanirsi per avere informazioni e verità.

    Insomma per l'ennesima volta una situazione gestita male fin dall'inizio dai nostri rappresentanti istituzionali.

    29 settembre 2007- Mattia Tampieri - Segretario Organizzativo - Federazione Giovanile Repubblicana

    tratto da http://www.priforlimpopoli.it/categorie03.asp?id=6
    vedi anche al link http://www.fgr-fc.it/Home.htm

 

 
Pagina 6 di 12 PrimaPrima ... 567 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. la Romagna toscana dovrebbe essere annessa all'Emilia-Romagna?
    Di dedelind nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 28-09-11, 19:37
  2. ** Repubblicani in EMILIA e nella ROMAGNA (1)
    Di nuvolarossa nel forum Repubblicani
    Risposte: 931
    Ultimo Messaggio: 28-01-09, 20:17
  3. ** Repubblicani in EMILIA e nella ROMAGNA (2)
    Di nuvolarossa nel forum Repubblicani
    Risposte: 885
    Ultimo Messaggio: 27-01-09, 12:59
  4. Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 22-02-08, 21:30
  5. Emilia Romagna
    Di LUCIO (POL) nel forum Repubblicani
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 05-06-05, 20:52

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito