Prestatemi orecchio,
sono venuto a seppellire il comunismo, non a farne l' elogio.
Il male che l' uomo fa, gli sopravvive, il bene spesso resta sepolto con le sue ossa. E cosi sia del comunismo.
Il nobile Silvio vi ha detto che il comunismo era un regime: se era, ebbe grave colpa; e il comunismo l' ha gravemente scontata.
Qui, col beneplacito di Silvio e degli altri - ché Silvio è un uomo d' onore e anche gli altri, Umberto, Gianfranco, tutti uomini d' onore -sono venuto a parlare al funerale del comunismo.
Fu mio amico, leale e giusto con me.
Ma Silvio dice che era un regime: e Silvio è uomo d' onore.
Egli portò un gran numero di extracomunitari in Patria, a Roma, che empirono con le loro tasse i forzieri dell' erario: fu questa, forse, nel comunismo, dittatura?
Quando vedeva piangere un clandestino, il comunismo lacrimava: sembrerebbe la dittatura di ben più dura scorza.
Ma Silvio dice - e Silvio è uomo d' onore - che era un regime.
Tutti vedeste come per i Lupercali, l' anno passato, il governo del comunista Amato vi restitui 13 mila miliardi di sesterzi.
Eppure Silvio dice che era un regime, e Silvio è, lo sappiamo, un uomo d' onore.
Non parlo io già per contestare quello che Silvio ha detto, sono qui soltanto per dire quello che so.
Tutti l' amaste un tempo (vero PFB?), e non senza motivo.
Quale motivo v' impedisce oggi di piangerlo?
O senno tu sei fuggito tra le bestie brute e gli uomini hanno perso il bene dell' intelletto.
Scusate il mio cuore è li, col comunismo, in quella bara, devo interrompermi finché non sia tornato con me...
W. Shakespeare, Giulio Cesare, atto terzo, scena seconda. Leggermente modificato da g. guelfi




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