Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Io so

  1. #1
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito Io so

    Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).

    Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum. Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.

    Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

    Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile...


    Pier Paolo Pasolini, 1974.

  2. #2
    Alessandra
    Ospite

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    Io so perchè sono un intellettuale...la domanda è: bisogna necessariamente essere intellettuali per capire gli eventi e per saperli interpretare?

  3. #3
    email non funzionante
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    Originally posted by Alessandra
    Io so perchè sono un intellettuale...la domanda è: bisogna necessariamente essere intellettuali per capire gli eventi e per saperli interpretare?
    non necessariamente. Anche persone comuni ed incolte possono rendersi conto benissimo di cosa sta succedendo in un determinato momento storico, adoperando le proprie doti intuitive ed il proprio bagaglio di esperienze empiriche. Ma gli intellettuali sono meglio attrezzati per situare nella teoria, nella storia e nel contesto mondiale gli avvenimenti che osservano. Certo, se questi intellettuali hanno delle rigidità ideologiche anzichè essere aperti a capire la realtà, possono incorrrere in errori madornali...

    ciao

  4. #4
    lobosinistro
    Ospite

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    Originally posted by Alessandra
    Io so perchè sono un intellettuale...la domanda è: bisogna necessariamente essere intellettuali per capire gli eventi e per saperli interpretare?
    Credo facesse riferimento al significato stretto del termine "intellettuale".

    In due parole, non è necessario essere intellettuali, tuttavia quando si "sa" o si "capisce" qualcosa ci si riesce perchè si fa uso dell'intelletto...

    Un saluto

  5. #5
    Alessandra
    Ospite

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    Originally posted by Felix


    non necessariamente. Anche persone comuni ed incolte possono rendersi conto benissimo di cosa sta succedendo in un determinato momento storico, adoperando le proprie doti intuitive ed il proprio bagaglio di esperienze empiriche. Ma gli intellettuali sono meglio attrezzati per situare nella teoria, nella storia e nel contesto mondiale gli avvenimenti che osservano. Certo, se questi intellettuali hanno delle rigidità ideologiche anzichè essere aperti a capire la realtà, possono incorrrere in errori madornali...

    ciao
    Dico una banalità ben conscia di dirla, ma secondo me è il *professionista* intellettuale che si crede talmente sopra tutti e tutto, che alla fine rischia di estranearsi dalla realtà che lo circonda. Quello, cioè, che si definisce intellettuale per professione. Forse capirà molte cose, più di tanti altri, ma poi è difficile che riesca a farle capire al prossimo, perchè manca di umiltà.

  6. #6
    Alessandra
    Ospite

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    Originally posted by lobosinistro


    Credo facesse riferimento al significato stretto del termine "intellettuale".

    In due parole, non è necessario essere intellettuali, tuttavia quando si "sa" o si "capisce" qualcosa ci si riesce perchè si fa uso dell'intelletto...

    Un saluto
    Sì, anche io in un primo momento ho pensato questo, ma poi mi è caduto dalle grazie sul finale, quando scrive: *Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere*.

  7. #7
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    Originally posted by Alessandra


    Dico una banalità ben conscia di dirla, ma secondo me è il *professionista* intellettuale che si crede talmente sopra tutti e tutto, che alla fine rischia di estranearsi dalla realtà che lo circonda. Quello, cioè, che si definisce intellettuale per professione. Forse capirà molte cose, più di tanti altri, ma poi è difficile che riesca a farle capire al prossimo, perchè manca di umiltà.
    Il piu' sanguinoso insulto che io abbia mai ricevuto fu quando
    appunto un " intellettuale " mi disse.

    ma cosa vuol dire Lei che avra' letto si e no due libri in tutta la sua vita !

    Un saluto

  8. #8
    agaragar
    Ospite

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    Pasolini disse anche che apprezzava le persone che avevano fino alla terza elementare, non di più perchè venivano rovinate...

  9. #9
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    Originally posted by agaragar
    Pasolini disse anche che apprezzava le persone che avevano fino alla terza elementare, non di più perchè venivano rovinate...
    Mussolini aveva coniato il termine " CULTURAME " .

    Non sbagliato del tutto.


    Un saluto

 

 

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