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Discussione: A Efix 4

  1. #11
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    Eris sos anneos, hoe s'ispera, cras s'albeschida et pustis sa pelea pro abbarrare in sa lughe
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    Credo che questa discussione tra due persone con il diverso modo di iterpretare l'essere indipendentista vada spiegata con la semplice ragione che sono due persone diverse con un obiettivo comune. Se per caso qualcuno ha mai creduto che Sardigna Natzione fosse una realtà composta da personaggi perfettamente omogenei nelle loro piu' intime sfumature si è sicuramente sbagliato di grosso. La vostra divergenza sul metodo e le persone con cui si dovrà raggiungere il nostro obiettivo rappresenta ciò che il nosrto movimento deve raggiungere sotto l'aspetto del dibattito e del confronto;cio'che non va però e che questo dibattito trasceda in apprezzamenti personali e insulti.Sotto l'aspetto dello spettacolo capisco che per noi è una cosa positiva ma sicuramente scoraggiante dal punto di vista politico, sopratutto in ragione della giovane età di coloro che animano questo confronto,sui quali noi riponiamo tutte le nostre future speranze.Quanto siamo diversi voglio dimostrarvelo con la mia idea di indipendenza che sicuramente non riconoscerete come vostra; ma che esigo sia rispettata come io rispetto la vostra:
    noi indipendentisti sardi siamo gli ultimi sopravissuti di un popolo che nella sua storia a perso tutte le battaglie cruciali per poter affermare la propria dignità.La maggior parte di questo popolo è salito sul carro dei vincitori e molto probabilmente in futuro saranno proprio i sardo-italiani i nostri nemici mortali ,coloro i quali pur di provare un senso di orgoglio patriotico vanno a elemosinare la nazionalita' altrui.
    Gli italiani non hanno piu' bisogno di scomodare i loro prefetti e carabinieri per vedere completato il proggetto di italianizzazione del popolo sardo; i veri nemici hanno il nostro stesso DNA,lo vediamo tutti i giorni nell' operato della nostra classe politica completamente asservita alla politica milanese e romana.Lo scenario che si apre innanzi a noi avra' un esito scontato se noi non raccogliamo le nostre ultime forze per potere evitare la nostra eliminazione di popolo mediante la distruzione sistematica della nostra cultura,e storia.
    E allora dico, come un generale di un esercito distrutto ,non mi vergogno di fare apello alle ultime esigue forze rimaste:anche se feriti,cechi,storpi,vecchi ,bambini,comunisti ,fascisti ,anarcoidi,musulmani ,cristiani,operai ,e imprenditori se con me condividono l'obiettivo della vittoria.

  2. #12
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    Predefinito Questione di "PREZZO"

    Come tu dici forse i nemici peggiori del Popolo Sardo si trovano al proprio interno. Vi sono esponenti politici e non, più importanti e meno importanti, che si muovono solo ed esclusivamente per un proprio tornaconto. Fama e ricchezza hanno da sempre fatto gola a mercenari senza scrupoli. Ad esempio il sig. PILI si batte perchè la nostra Costa Smeralda rimanga in mano agli stranieri provando a tagliar fuori alcuni imprenditori locali. Strano no ? E' un caso che Barrak, sostenuto dal sig. PILI, sia un plurimiliardario grande amico di Berlusconi. Ora, vista l'importanza nella questione del comune di Arzachena, ho paura che l'iniziativa di Briatore fosse collegata. Altro allarme deve arrivare dal progetto "OLBIA 2" che dovrebbe sorgere per mani della "EDILNORD", provate a cercare e vedrete cosa ha combinato questa società, di proprietàdi Berlusconi ma con diramazioni in Svizzera con alcuni precedenti passaggi poco chiari.
    Ricordo anche collegamenti tra Berlusconi, Calvi (ucciso o suicidatosi a Londra) , Carboni (imprenditore sardo coinvolto nella vita del Banco Ambrosiano) e Briatore (rientrato in Italia solo dopo aver usufruito dell'amnistia).
    Ora devo scappare ma ricordiamoci che molti hanno un prezzo ma non tutti.

    Adiosu ( trad. CIAO e non ADDIO)

  3. #13
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    Originally posted by sergiogabrcossu
    Credo che questa discussione tra due persone con il diverso modo di iterpretare l'essere indipendentista vada spiegata con la semplice ragione che sono due persone diverse con un obiettivo comune.


    Mi dispiace contraddirti, ma non è così. Non si arriva a certi punti, quando "l'obiettivo è comune". Si arriva a questi punti quando il personalismo esasperato di certa gente, che crede di essere migliore degli altri, prevale sull'ideale, il buonsenso e l'educazione.


    in ragione della giovane età di coloro che animano questo confronto,sui quali noi riponiamo tutte le nostre future speranze.


    Riporre le speranze nei giovani è giusto. Ma queste speranze possono andare deluse se questi giovani non hanno ricevuto i giusti indirizzi dagli adulti e, purtroppo, oggi si assiste allo spettacolo di due generazioni senza idee, completamente assorbite dalla civiltà dei consumi e dall'edonismo.


    noi indipendentisti sardi siamo gli ultimi sopravissuti di un popolo che nella sua storia a perso tutte le battaglie cruciali per poter affermare la propria dignità.La maggior parte di questo popolo è salito sul carro dei vincitori e molto probabilmente in futuro saranno proprio i sardo-italiani i nostri nemici mortali ,coloro i quali pur di provare un senso di orgoglio patriotico vanno a elemosinare la nazionalita' altrui.
    Gli italiani non hanno piu' bisogno di scomodare i loro prefetti e carabinieri per vedere completato il proggetto di italianizzazione del popolo sardo; i veri nemici hanno il nostro stesso DNA,lo vediamo tutti i giorni nell' operato della nostra classe politica completamente asservita alla politica milanese e romana.


    Il nostro popolo è stato asservito in primo luogo dallo strapotere militare degli invasori (romani e spagnoli), secoli di servitù gli hanno fatto perdere la fiducia in sé stesso, perfino l'antico valore è stato utilizzato più a favore dei vincitori che a proprio favore. Una ribellione decisa di tutto il popolo, da allora in poi, non si è più verificata e perfino Angioy ed i suoi patrioti si sono sacrificati invano a causa dell'incertezza che li animava e dell'indecisione sugli obiettivi da raggiungere (taccio, per carità di patria, dei tradimenti). Ecco perché tanti sono saliti sul carro dei vincitori e rinnegano e tradiscono la causa di una Sardegna indipendente: essi SONO GIA' nostri nemici mortali, non occorre aspettare ai giorni che verranno.
    Ma noi indipendentisti non siamo "i superstiti di un popolo che ha perso tutte le battaglie cruciali per affermare la propria dignità". Noi siamo il seme che attende di essere sparso su un terreno fertile, quando i cuori dei sardi saranno guariti dell'aridità che li ha colpiti a causa delle avversità e dell'impotenza contro il nemico.


    Lo scenario che si apre innanzi a noi avra' un esito scontato se noi non raccogliamo le nostre ultime forze per potere evitare la nostra eliminazione di popolo mediante la distruzione sistematica della nostra cultura,e storia.
    E allora dico, come un generale di un esercito distrutto ,non mi vergogno di fare apello alle ultime esigue forze rimaste:anche se feriti,cechi,storpi,vecchi ,bambini,comunisti ,fascisti ,anarcoidi,musulmani ,cristiani,operai ,e imprenditori se con me condividono l'obiettivo della vittoria.

    Anche in ciò non sono d'accordo con te. Che noi ci lasciamo distruggere e omologare come popolo dipende solo da noi, dalle nostre intelligenze, dalla nostra volontà, dall'umiltà con cui sapremo accettare le parti che toccheranno a ciascuno per il raggiungimento della causa.
    Il tuo scenario, quello del generale disperato, con l'unica soluzione che tu intravedi, ci porterebbe a sicura rovina totale. Il nostro esercito può essere anche piccolo, ma gli uomini devono essere scelti, sicuri, fedeli, coraggiosi, disciplinati. Solo così, dalle retrovie potremo tendere agguati al nemico più forte e richiamare il popolo scettico a combattere con noi. Altrimenti, scusami, faremmo ridere.

  4. #14
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    SARDIGNA NATZIONE

 

 
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