Credo che questa discussione tra due persone con il diverso modo di iterpretare l'essere indipendentista vada spiegata con la semplice ragione che sono due persone diverse con un obiettivo comune. Se per caso qualcuno ha mai creduto che Sardigna Natzione fosse una realtà composta da personaggi perfettamente omogenei nelle loro piu' intime sfumature si è sicuramente sbagliato di grosso. La vostra divergenza sul metodo e le persone con cui si dovrà raggiungere il nostro obiettivo rappresenta ciò che il nosrto movimento deve raggiungere sotto l'aspetto del dibattito e del confronto;cio'che non va però e che questo dibattito trasceda in apprezzamenti personali e insulti.Sotto l'aspetto dello spettacolo capisco che per noi è una cosa positiva ma sicuramente scoraggiante dal punto di vista politico, sopratutto in ragione della giovane età di coloro che animano questo confronto,sui quali noi riponiamo tutte le nostre future speranze.Quanto siamo diversi voglio dimostrarvelo con la mia idea di indipendenza che sicuramente non riconoscerete come vostra; ma che esigo sia rispettata come io rispetto la vostra:
noi indipendentisti sardi siamo gli ultimi sopravissuti di un popolo che nella sua storia a perso tutte le battaglie cruciali per poter affermare la propria dignità.La maggior parte di questo popolo è salito sul carro dei vincitori e molto probabilmente in futuro saranno proprio i sardo-italiani i nostri nemici mortali ,coloro i quali pur di provare un senso di orgoglio patriotico vanno a elemosinare la nazionalita' altrui.
Gli italiani non hanno piu' bisogno di scomodare i loro prefetti e carabinieri per vedere completato il proggetto di italianizzazione del popolo sardo; i veri nemici hanno il nostro stesso DNA,lo vediamo tutti i giorni nell' operato della nostra classe politica completamente asservita alla politica milanese e romana.Lo scenario che si apre innanzi a noi avra' un esito scontato se noi non raccogliamo le nostre ultime forze per potere evitare la nostra eliminazione di popolo mediante la distruzione sistematica della nostra cultura,e storia.
E allora dico, come un generale di un esercito distrutto ,non mi vergogno di fare apello alle ultime esigue forze rimaste:anche se feriti,cechi,storpi,vecchi ,bambini,comunisti ,fascisti ,anarcoidi,musulmani ,cristiani,operai ,e imprenditori se con me condividono l'obiettivo della vittoria.




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