…di Cofferati.
Sergio Cofferati si preoccupa di consolidare la sua linea di rottura, in modo che regga anche quando fra due mesi abbandonerà la segreteria. La Fiom-Cgil non ha firmato l’accordo aziendale con la Fiat necessario per dare copertura ai circa tremila lavoratori vicini alla pensione che saranno messi in “mobilità”, cioè in cassa integrazione fino alla quiescenza. Cisl, Uil e Fismic hanno firmato, quindi le tutele ci saranno, mentre la Fiom si prepara a scioperare in autunno contro l’intesa, pur sapendo che l’efficacia di questo tipo di lotte in una azienda in crisi è pressoché nulla. L’argomento adottato, che il piano industriale non dà garanzie di rilancio, purtroppo è verosimile, ma non ha molto a che vedere con la gestione dell’emergenza di cui tratta l’intesa.
Anche sull’emersione del lavoro nero la Cgil, che pure aveva attivamente collaborato alla stesura del testo, ha deciso di non aderire al cosiddetto “avviso comune” con Confindustria. La tesi di Casadio, “ il governo non ha offerto un impegno sulle modifiche chieste e sulle modalità di recepimento”, non nasconde l’imbarazzo. Il governo è impegnato a recepire l’avviso comune, sarebbe ragionevole protestare se non lo facesse, non rifiutare preventivamente l’intesa per un processo alle intenzioni..
L‘altro fronte di Cofferati è quello della coalizione nelle posizioni di quadri legati alla sua linea.
Ha agito con spregiudicatezza anche nei confronti dell’area vicina a Rifondazione C. Alla presidenza del direttivo Cgil ha sostituito Ferruccio Donini, di Rifondazione, con Raffaele Minelli, ds di origine socialista ma del “correntone”, e alla vicepresidenza ha collocato F.Grandona, esponente di un gruppuscolo leninista genovese, Lotta comunista.
Non è riuscito invece a imporre l’ex leader della Fiom C. Sabattini alla testa della Cgil siciliana, che, dopo una consultazione interna sfavorevole, si è ritirato.
L’unità della Cgil dietro il suo leader, insomma, è meno granitica di quel che sembra.
da Il Foglio di venerdì 26 luglio
è’ antica buona regola, quando ci sono problemi in casa, distogliere l’attenzione “creandoli “fuori casa”. Contro chi un sindacalista “in quiescenza”, Cofferati appunto, può più facilmente creare diversivi?
saluti




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