…Perché?
A scanso di interpretazioni malevole : non c’è nessun rapporto tra le lotte sociali e la violenza politica, che è sempre, da ogni parte la si guardi, nemica dei lavoratori e dei sindacati. Questa è una dichiarazione politicamente corretta.
Ora, diciamo la verità, che non sempre è corretta e consolatoria.
C’è un rapporto strettissimo fra lotte sociali e violenza politica ogniqualvolta il morbo dell’ideologia e del moralismo inquina le lotte sociali.
Uccidiamo Massimo D’Antona perché il presidente del Consiglio di un governo di sinistra vuole riformare il welfare e il mercato del lavoro, e le teste pensanti del ministero sono gli agenti di questo tradimento.
Uccidiamo Marco Biagi perché il suo libro bianco è la più matura elaborazione di un riformismo che tradisce la necessità di un rovesciamento dell’ordine sociale e politico, e testimonia il favorevole incontro tra governo di destra, Confindustria e intellighenzia tecnica.
Mettiamo due rudimentali bombe, puro avvertimento, sul portone firmato Fiat e Cisl, per segnalare ai movimenti emersi o in emersione che gli accordi tra grandi gruppi e sindacati sono i tradimenti dell’unità di classe. Poi si aspetta. Il resto seguirà.
Tradimento è sempre la parola chiave. L’odio ideologico per i sindacati che fanno accordi additati come filo-padronali è parte della più “opaca” tradizione del movimento operaio dell’900.
La Cisl, i suoi uomini e le sue reti sono nel mirino, e per ragioni evidenti.
Le bombe parlano, specie quelle fasulle che non esplodono se non nell’immaginazione di chi le mette e di chi riceve il messaggio.
Saluti
da ….Il Foglio di martedì 30 luglio




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Nobis ardua
Specchietti per le allodole :P