da www.lastampa.it :
" IL PREMIER ATTACCA L´ULIVO: IL LORO SLOGAN È MENTIRE, MENTIRE, MENTIRE
«La sinistra ha perso ogni credibilità»
Berlusconi: difendo un diritto, non un interesse personale
ROMA
«Che succede al Senato? Basta aspettare e vedere. Wait and see. Non c´è bisogno che io intervenga». La battaglia campale di Palazzo Madama sul legittimo sospetto non scompone Silvio Berlusconi. Il centrosinistra chiede un suo intervento e lo accusa di promuovere il provvedimento per i suoi interessi personali. Ma per il premier il voto compatto dei senatori della Casa delle libertà sul disegno di legge Cirami è scontato. E dopo un lunghissimo faccia a faccia con il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, la sua sicurezza ne è uscita rafforzata. Quel testo è «fondamentale» per avere un processo «giusto». E solo questa sinistra «sconcia», senza credibilità, che ha adottato lo slogan «mentire, mentire, mentire al posto di resistere, resistere, resistere», può opporvisi . Berlusconi considera la maggioranza coesa al punto da consentirgli anche delle prese di distanza «istituzionali». «Il Senato ha deciso autonomamente». Anzi, «non ho ben capito i motivi e i termini di questa urgenza perché io non ho alcun interesse». L´interesse del governo semmai, ha sottolineato, è che si approvi il decreto omnibus. Sul quale proprio al Senato è mancato il numero legale e che entro venerdì potrebbe essere licenziato con un voto di fiducia. Proprio il colloquio con il presidente della Camera ha diradato ogni dubbio sulla compattezza della maggioranza. Che oggi dovrà votare un disegno di legge che il Cavaliere considera l´ultimo scoglio cui l´Ulivo può attaccarsi per dare quelle che ha sempre chiamato «spallate giudiziarie». Ossia «strumenti che non fanno parte della democrazia», utilizzati da una «sinistra politica» che «si è tolta la maschera e si è appiattita sulla sinistra giudiziaria per ribaltare il responso democratico» . La piena coesione della Cdl ha quindi permesso al premier di liberarsi dalla consegna del silenzio che si era imposto nei giorni scorsi e parlare senza ritrosie. Casini, infatti, lo ha rassicurato garantendo che sul legittimo sospetto non ci sarebbero stati «scherzi»: «Io sono sempre per il massimo del dialogo con l´opposizione, soprattutto su questi temi, ma nella lealtà verso la coalizione. Del resto, l´ho detto anche ieri, su questo ci abbiamo fatto la campagna elettorale». Una linea confermata anche da un colloquio serale con il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini. «Io - spiegava in giornata il leader di An - non ho cambiato idea su questo punto. Credo che la sinistra stia utilizzando argomenti che sono il contrario della verità. Poi chiedono un intervento del governo? Come facciamo? Mica è un provvedimento del governo, quella è tutta materia parlamentare . Noi non c´entriamo niente». Prima di parlare con Fini, il Cavaliere era già uscito più che confortato dal pranzo con Casini. «La maggioranza sta dando una straordinaria prova di compattezza, non c´è una sola voce dissonante nella difesa di questo diritto fondamentale». Con questo provvedimento, infatti, il Cavaliere è convinto che ognuno potrà avere «un giudice giusto e imparziale». E´ un «diritto sacrosanto» proprio come quello sulle rogatorie. E l´opposizione, che gli chiede di ritirare il ddl, ha perso «ogni credibilità residua, ha perso la faccia e non so come farà a ripresentarsi ai suoi elettori. Si inventano delle cose che non stanno né in cielo né in terra. Siamo al disastro della sinistra». Nel menù del pranzo Casini-Berlusconi, però, è stato inserito anche il capitolo riforme. Il presidente della Camera gli ha ribadito che prima di mettere mano alla Costituzione è necessario scogliere i nodi giustizia e informazione. Proprio seguendo lo schema che prevede il dialogo con la minoranza. Un percorso che in linea di massima il premier condivide, visto che ha rinviato alla fine del 2004 il discorso riforme. Per quella data, però, il rafforzamento dell´esecutivo sarà al primo posto. «Io - ha ricordato - ho sempre esposto le mie idee a favore di un premier eletto direttamente. Se poi lo deve essere anche il Presidente della Repubblica, lo vedremo. La proporzionale? Non ne abbiamo parlato. L´importante è che il paese abbia un governo stabile». Il problema, semmai, è che sembra quasi impossibile avere un dialogo con una «opposizione ragionevole». Il discorso, comunque, è rimandato di due anni. Perché il 2003 sarà, per il governo, l´anno del taglio alle tasse e delle grandi opere pubbliche.
Claudio Tito "
Cordiali saluti




Rispondi Citando
