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  1. #11
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    da www.lastampa.it :

    " IL PREMIER ATTACCA L´ULIVO: IL LORO SLOGAN È MENTIRE, MENTIRE, MENTIRE
    «La sinistra ha perso ogni credibilità»
    Berlusconi: difendo un diritto, non un interesse personale

    ROMA

    «Che succede al Senato? Basta aspettare e vedere. Wait and see. Non c´è bisogno che io intervenga». La battaglia campale di Palazzo Madama sul legittimo sospetto non scompone Silvio Berlusconi. Il centrosinistra chiede un suo intervento e lo accusa di promuovere il provvedimento per i suoi interessi personali. Ma per il premier il voto compatto dei senatori della Casa delle libertà sul disegno di legge Cirami è scontato. E dopo un lunghissimo faccia a faccia con il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, la sua sicurezza ne è uscita rafforzata. Quel testo è «fondamentale» per avere un processo «giusto». E solo questa sinistra «sconcia», senza credibilità, che ha adottato lo slogan «mentire, mentire, mentire al posto di resistere, resistere, resistere», può opporvisi . Berlusconi considera la maggioranza coesa al punto da consentirgli anche delle prese di distanza «istituzionali». «Il Senato ha deciso autonomamente». Anzi, «non ho ben capito i motivi e i termini di questa urgenza perché io non ho alcun interesse». L´interesse del governo semmai, ha sottolineato, è che si approvi il decreto omnibus. Sul quale proprio al Senato è mancato il numero legale e che entro venerdì potrebbe essere licenziato con un voto di fiducia. Proprio il colloquio con il presidente della Camera ha diradato ogni dubbio sulla compattezza della maggioranza. Che oggi dovrà votare un disegno di legge che il Cavaliere considera l´ultimo scoglio cui l´Ulivo può attaccarsi per dare quelle che ha sempre chiamato «spallate giudiziarie». Ossia «strumenti che non fanno parte della democrazia», utilizzati da una «sinistra politica» che «si è tolta la maschera e si è appiattita sulla sinistra giudiziaria per ribaltare il responso democratico» . La piena coesione della Cdl ha quindi permesso al premier di liberarsi dalla consegna del silenzio che si era imposto nei giorni scorsi e parlare senza ritrosie. Casini, infatti, lo ha rassicurato garantendo che sul legittimo sospetto non ci sarebbero stati «scherzi»: «Io sono sempre per il massimo del dialogo con l´opposizione, soprattutto su questi temi, ma nella lealtà verso la coalizione. Del resto, l´ho detto anche ieri, su questo ci abbiamo fatto la campagna elettorale». Una linea confermata anche da un colloquio serale con il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini. «Io - spiegava in giornata il leader di An - non ho cambiato idea su questo punto. Credo che la sinistra stia utilizzando argomenti che sono il contrario della verità. Poi chiedono un intervento del governo? Come facciamo? Mica è un provvedimento del governo, quella è tutta materia parlamentare . Noi non c´entriamo niente». Prima di parlare con Fini, il Cavaliere era già uscito più che confortato dal pranzo con Casini. «La maggioranza sta dando una straordinaria prova di compattezza, non c´è una sola voce dissonante nella difesa di questo diritto fondamentale». Con questo provvedimento, infatti, il Cavaliere è convinto che ognuno potrà avere «un giudice giusto e imparziale». E´ un «diritto sacrosanto» proprio come quello sulle rogatorie. E l´opposizione, che gli chiede di ritirare il ddl, ha perso «ogni credibilità residua, ha perso la faccia e non so come farà a ripresentarsi ai suoi elettori. Si inventano delle cose che non stanno né in cielo né in terra. Siamo al disastro della sinistra». Nel menù del pranzo Casini-Berlusconi, però, è stato inserito anche il capitolo riforme. Il presidente della Camera gli ha ribadito che prima di mettere mano alla Costituzione è necessario scogliere i nodi giustizia e informazione. Proprio seguendo lo schema che prevede il dialogo con la minoranza. Un percorso che in linea di massima il premier condivide, visto che ha rinviato alla fine del 2004 il discorso riforme. Per quella data, però, il rafforzamento dell´esecutivo sarà al primo posto. «Io - ha ricordato - ho sempre esposto le mie idee a favore di un premier eletto direttamente. Se poi lo deve essere anche il Presidente della Repubblica, lo vedremo. La proporzionale? Non ne abbiamo parlato. L´importante è che il paese abbia un governo stabile». Il problema, semmai, è che sembra quasi impossibile avere un dialogo con una «opposizione ragionevole». Il discorso, comunque, è rimandato di due anni. Perché il 2003 sarà, per il governo, l´anno del taglio alle tasse e delle grandi opere pubbliche.
    Claudio Tito
    "


    Cordiali saluti

  2. #12
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    Predefinito Ora il leader massimo...

    ....il presidente ds D'Alema innesta la marcia indietro e dichiara di stare dalla parte delle Istituzioni.

    Dimentica l'incredibile e volgare gazzarra che i suoi hanno messo in piedi contro il presidente del Senato Marcello Pera.
    Un comportamento sconcio, irresponsabile, mafioso e violento; con i senatori a chiedere dentro il Senato compromessi e mediazioni mentre fuori si svolgeva la manifestazione di piazza.
    Messaggio molto chiaro, quello dell'Ulivo, subito recepito dal presidente: " ...che credibilità ha un appello alla mediazione del presidente del Senato se gli stessi che la chiedono un attimo dopo attraversano la strada, fanno un girotondo e denigrano il medesimo presidente?".
    Aggiunge: "Mi hanno perfino paragonato all'arbitro Moreno...Mi chiedo quali effetti produce questo clima, cosa sta accadendo e può accadere".
    Già mesi fa, ricorda, si è sentito dire che "il presidente doveva avere paura fisica dell'aula: ma chi ha retta coscenza dei suoi doveri paura non ne ha".

    Conclude: "E' un gravissimo errore politico inseguire nuovamente la speranza che ciò che non è uscito dalle urne possa per altra via uscire tramite le tighe per ottenere, con manovre di palazzo, ciò che si teme di ottenere col voto".
    "Le riforme liberaldemocratiche delle istituzioni, della giustizia dell'economia, sono un bisogno assoluto del paese, e vanno fatte possibilmente insieme. Ma 'bipartisan' - precisa Pera - non significa che se le riforme non sono condivise non si fanno".
    La maggioranza ha il dovere di tentare di realizzarle, e l'arbitro finale del suo successo o fallimento "non sono i partiti, i gruppi, il palazzo ma il popolo italiano chiamato a votare".

    saluti

  3. #13
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    Predefinito

    Non c'è altro da dire se non una parola: schifo!
    Parlate di liberaldemocrazia e invece calpestate il diritto, tutti protesi a difendere l'impunità del Presidente del Consiglio e dei suoi compari.
    Chi scrive non è mai stato comunista e mai ha votato per il PCI ma è disposto (se servissero) a fare non 100 ma un milione di girotondi.
    Verrà il giorno in cui il vostro castello di menzogne e di truffe cadrà, quel giorno riderò, ah se riderò!
    Saluti fieramente antiberlusconiani


  4. #14
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    Predefinito Verrà quel giorno, willy...

    ...verrà come per tutti.

    Per ora questo è il vostro giorno.

    La democrazia pretende che i provvedimenti siano erga omnes, non ad usum delphini. Ma, willy, negli erga omnes ricadono anche soggetti di cui si conoscono nome e cognome, e questo non può essere motivo di scandalo: vi dà solo un falso appiglio mentre cercate di arrampicarvi sui vetri. Dai quali cadrete rovinosamente.

    Marco Travaglio, famoso per i libri antiberlusconi, tre anni fa su Micromega ricordò un Oscar Luigi Scalfaro ministro degli interni del governo Craxi che a Montecitorio, alle perorazioni di un deputato-avvocato per una modifica del codice di procedura penale, lo interruppe dicendo:"Avvocato abbia pazienza, mi dica che processo vuole sistemare, così magari ci mettiamo d'accordo..."

    La "legge Valpreda": fu promossa dal secondo governo Andreotti e approvata col sostegno delle sinistre nel dicembre 1972 dopo che un vasto movimento d'opinione si era mobilitato a favore dell'anarchico, recentemente scomparso, ma allora da 3 anni in carcere per la strage di Piazza Fontana. La legge disponeva per la prima volta la concessione della libertà provvisoria a imputati di reati anche gravissimi. (anche allora, come sempre d'altronde, la sinistra, e per ragioni opposte a quelle di oggi ricorse, alla piazza).

    La "legge Sofri": fu approvata con rito bipartisan Ulivo-Polo alla fine del 1998. Disponeva che, in caso di revisione del processo disposta dalla Corte di Cassazione, essa potesse avvenire in una Corte d'Appello diversa da quella cui apparteneva il giudice di merito, se coinvolto nell'indagine preliminare o nella sentenza di condanna. Sofri non ha mai inteso sottrarsi a nessun processo ma con quella legge Ulivo e Polo concordavano proprio su circostanze ricadenti nella oggi famigerata "sottrazione al giudice naturale". Coincidenza buffa: era proprio la Corte d'Appello di Milano ad aver respinto l'istanza di revisione.

    Tangentopoli: nell'estate 1997 l(sarà sempre colpa del caldo) l'Ulivo promosse e approvò, ministro G.M.Flick, l'abrogazione dal codice penale dell'abuso d'ufficio non patrimoniale: era la legge "Abruzzo-Piemonte", visto che servì a prosciogliere gli assessori di quelle Regioni imputati di lottizzare Usl e di spartirsi fondi comunitari.

    La "legge Sisde ": grazie alla quale, nella stessa votazione, dimezzando pene e termini di prescrizione per l'abuso d'ufficio patrimoniale, furono sgravati tutti coloro che all'indagine non avevano potuto opporre il reciso "Non ci stò!" a reti unificate.

    Sono tante anche per l'Ulivo e il centro-sinistra, le leggi ad personam: qualcuna le ho ricordate; vediamo quest'ultima.

    Il decreto legge con cui il ministro O.Diliberto rinviò di 6 mesi l'incompatibilità nella funzione di Giudice per l'udienza preliminare, chiamato a decidere se archiviare un'inchiesta o rinviare a giudizio, di un medesimo Giudice delle indagini preliminari, se ne corso di queste avesse disposto custodie cautelari.
    L'incompatibilità doveva entrare in vigorte il 2 giugno '99, ma il governo D'Alema la "spostò" al gennaio successivo.
    Si trattava del gip Alessandro Rossato di Milano, proprio quello del processo Imi Sir, che sarebbe divenuto incompatibile e non avrebbe potuto decidere come Gup il rinvio a giudizio, che avvenne nel novembre.

    Conclusione? Le leggi ad hoc, com'è la legge Rossato, vanno bene all'Ulivo solo se...tutelano i compari o colpiscono gli avversari.
    E la vostra "piazza" ballerina a comando vi seguirà ancora per molto?

    saluti

  5. #15
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    Predefinito

    da www.iltempo.it :

    " «L’opposizione sbaglia, non vincerà con le sentenze»
    Nessun problema la polizia davanti al Parlamento: conViolante Montecitorio fu molte volte presidiato
    Intervista - Il capogruppo di An a Palazzo Madama, Domenico Nania, giudica un film già visto la bagarre in aula
    di LANFRANCO PALAZZOLO



    L’OPPOSIZIONE sbaglia nel ritenere che i suoi problemi possano essere risolti da una sentenza. Il presidente dei senatori di An Domenico Nania critica il centrosinistra per gli attacchi a Marcello Pera e ritiene che il comportamento del Presidente del Senato sia corretto.
    Senatore Nania, come giudica le critiche rivolte dall'opposizione al presidente del Senato sul ddl Cirami?
    «L'opposizione ci ha abituato ancora una volta ad un film già visto. Quella di oggi è stata l'ennesima sceneggiata durante la quale il centrosinistra non ha mancato di attaccare i vertici delle istituzioni per giustificare il vuoto e la confusione politica nella quale si trova».
    Come giudica il comportamento del Presidente del Senato Marcello Pera?
    «Nel corso delle riunioni che ci sono state qui a Palazzo Madama, nessuno del centrosinistra ha attaccato direttamente il Presidente Pera. Gli attacchi sono stati solo di tipo strumentale. Infatti, nel corso della conferenza dei capigruppo nessuno ha sollevato contestazioni. Questo la dice lunga sul fatto che il presidente del Senato si è mosso nel pieno rispetto dei regolamenti parlamentari».
    Sulla diretta televisiva sul ddl Cirami c'è stato un comportamento limpido da parte di tutti?
    «Credo che ci sia stata molta confusione tra la diretta televisiva sulle sedute e quella sulle dichiarazioni di voto. Finora non è mai stata fatta alcuna diretta televisiva sulle sedute».
    La presenza della polizia intorno a Palazzo Madama era esagerata oppure pensa che sia andato tutto bene?
    «La presenza della polizia intorno a Palazzo Madama significa che il Senato è diventato uno centri della politica italiana. Io sono stato parlamentare come deputato della Repubblica e ricordo bene che durante la presidenza Violante la polizia è stata molte volte davanti Montecitorio».
    Le iniziative fuori dal palazzo sono state lesive nei confronti di Marcello Pera?
    «Non ho nulla da dire sulle manifestazioni che ci sono fuori da Palazzo Madama. E' pienamente legittimo che ci siano queste manifestazioni di dissenso».
    Il ddl Cirami segna la rottura completa dei rapporti tra maggioranza ed opposizione?
    «In quest'anno è accaduto almeno 10 volte che l'opposizione ha dichiarato che tra maggioranza ed opposizione si era creato un solco profondissimo dopo il voto di una legge. E' un film già visto».
    L'opposizione si affida ancora troppo alle sentenze dei giudici?
    «Credo che il centrosinistra andrà incontro ad altre sconfitte se ritiene che i problemi dell'opposizione possono essere risolte da una sentenza della magistratura. E' sbagliato ed ingiusto».

    venerdì 2 agosto 2002
    "

    Cordiali saluti

  6. #16
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    Predefinito Re: Come le Rogatorie? Scusate la ....

    Originally posted by mustang
    …parolaccia, mi rendo conto di quanto sia indigesta ai sinistri che bazzicano da queste parti.
    ...

    Anche frequentando i malfamati girotondi qualche volta si impara qualcosa: per es. davanti al Senato il brillante Marco Travaglio, noto giornalista di parte (di quale, poi?) ma su certe cose molto scrupoloso, ha detto che la legge sulle rogatorie è così mal fatta (“scritta con i piedi” l’ha oltraggiosamente bollata, quindi la prendo per valida...) da risultare inutilizzabile e quindi non è mai stata applicata dalla magistratura che ne fa felicemente a meno servendosi della convenzione internazionale del ’59 e tutto continua come prima. Se non sono accaduti gli sfracelli paventati è allora perché, evidentemente, la legge è come se non esistesse. Se non erro non è stata neanche applicata per i documenti svizzeri causa prossima e remota della sua invenzione, o no?

  7. #17
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    Predefinito Re: Come le Rogatorie? Scusate la ....

    Trovo conferma della mancata applicazione della legge sulle rogatorie (dunque le ‘cose turche’ non sono accadute per questo) in quel che dice Franco Cordero:
    …siccome i manomissori forzaitalioti hanno più toupet che abilità tecnica, molte rabberciature falliscono. Le invereconde novità sulle rogatorie, a esempio, lasciano le cose quali erano, sebbene gl'incursori fossero convinti di avervi inciso quel che basta al mandante.
    Mi sembra che l’assunto del thread (cavallo di battaglia, persino petulante, sebbene zoppicante come abbiamo visto, del senatore di Corleone) sia quindi del tutto inesistente.

    Saluti.

  8. #18
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    Predefinito

    Originally posted by willy
    Non c'è altro da dire se non una parola: schifo!
    Parlate di liberaldemocrazia e invece calpestate il diritto, tutti protesi a difendere l'impunità del Presidente del Consiglio e dei suoi compari.
    Chi scrive non è mai stato comunista e mai ha votato per il PCI ma è disposto (se servissero) a fare non 100 ma un milione di girotondi.
    Verrà il giorno in cui il vostro castello di menzogne e di truffe cadrà, quel giorno riderò, ah se riderò!
    Saluti fieramente antiberlusconiani

    ----------------------------------

    Willy: non è interessante sapere chi è colui che scrive, ma quel che dice.

    saluti

  9. #19
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    Predefinito Il processo in genere ha...

    ...tre protagonisti: il giudice (o la Corte), l'accusa e la difesa.

    Se una buona difesa non inciampa in documenti scorretti tipo le rogatorie senza autentica non ha nessun motivo di protestare.
    Dunque, o gli avvocati son diventati tutti scemi oppure le rogatorie son presentate conforme alla legge.
    Ritengo valido il secondo motivo; perciò la legge funziona.

    saluti

  10. #20
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    Predefinito

    Poveri svizzeri, non sapevano che da noi esiste ancora la carta protocollo, la marca da bollo, il timbro, la vidimazione, l' autenticazione. Non sapevano di avere a che fare coi maestri del garantismo, uguale per tutti s' intende, per i quali ogni documento dev' esser autenticato dall' "autorità competente".
    Sennò è carta straccia, anche se proviene direttamente da qualche loro ufficio federale.
    Manca sempre un timbro o un bollo per questi garantisti ai quattro formaggi.
    La cui coscienza garantista però non ha nulla da obiettare sul fatto che il Premier sia proprietario di tv, oppure che uno dei suoi avvocati presiederà la commissione giustizia che dovrà discutere sulla legittima suspicione.
    Queste son cose "conformi alla legge" per i campioni del garantismo.
    Alla legge del padrone.

    Gianni

 

 
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