Dalla Repubblica ed. on line
Poi si corregge: "E' stato un errore". La denuncia del sindacato
che teme un atto intimidatorio dopo la vicenda di Macerata
Benevento, la Digos chiede
il numero degli iscritti Cgil
E a Milano strano furto alla Cgil Funzione pubblica
I ladri rubano solo i file con i nomi degli iscritti
ROMA - I funzionari della Digos di Benevento hanno inviato un fax alla Camera del lavoro con una richiesta singolare, ma sempre più frequente negli ultimi mesi: conoscere il reale numero degli iscritti al sindacato guidato da Sergio Cofferati. "E' stato un errore", avrebbero poi spiegato gli stessi funzionari. La denuncia arriva dal segretario generale della Cgil Campania, Antonio Crispi che definisce "grave" l'accaduto. Il fax sarebbe arrivato infatti il 29 luglio, ma la data era quella del 27, cioé ventiquattro ore dopo lo sciopero regionale del pubblico impiego e dei servizi. Una richiesta che la Cgil non ha accolto: il numeri degli iscritti non è stato fornito.
Ma la questione è tutt'altro che archiviata. "Si tratta - secondo Antonio Crispi - di un atto che non trova alcuna giustificazione di carattere legale. Il ripetersi di iniziative come quella di cui si è fatta protagonista la questura beneventana, dopo quanto è successo in altre città del Paese, dimostra come sia chiaro che ci si trovi di fronte ad un preciso disegno, ispirato dal governo, teso ad intimidire e a creare tensione attorno alle mobilitazioni promosse dal sindacato e dalla Cgil in particolare".
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Il riferimento è a quanto accaduto a Macerata. Pochi giorni fa il comandante della stazione dei carabinieri di Tolentino è stato rimosso dal servizio dopo aver mandato i suoi ufficiali in giro per le aziende di Macerata a chiedere in quanti avessero scioperato. Era intervenuto lo stesso prefetto di Macerata, su sollecitazione del ministro degli Interni Beppe Pisanu. E la rimozione del carabiniere sembrava aver chiuso il caso, almeno a livello istituzionale. "Un'iniziativa personale", è stato spiegato. Un atto intimidatoro, una "schedatura", era stato invece definito dai sindacalisti l'operato dei carabinieri di Tolentino.
"Strano" è stato invece giudicato il furto avvenuto questa notte negli uffici della Cgil Funzione Pubblica di Milano. Anche qui i conti non tornano. I ladri, hanno portato via quattro computer che contenengono gli archivi delle diverse attività dell'ufficio, ma soprattutto gli elenchi dei dirigenti e degli iscritti. I ladri non hanno rovistato nei cassetti né hanno tentato di aprire la cassaforte. Si sono limitati a portare via i quattro computer e un portatile. "Anche in passato avevamo subito un tentativo di furto - ha detto Rosa Pavanelli segretario regionale - ma in quel caso i ladri avevano tentato di aprire la cassaforte, avevano rovistato nei cassetti delle diverse scrivanie. Non hanno toccato niente degli altri computer, che pure sono nuovi e non hanno cercato valori o denaro". Un furto su cui indagherà il pm del pool dell'antiterrorismo della Procura milanese Ferdinando Pomarici.
(31 luglio 2002)




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