Non meravigliamoci per ciò che è avvenuto oggi, 2 agosto, a Bologna. Anche se dovremmo farlo. Non arretriamo stupefatti di fronte alle contestazioni della piazza verso le maggiori cariche dello Stato. No. Non c'è n'è alcun motivo.
In qualsiasi paese in cui il rispetto per le istituzioni sopravvive tra la gente e nel sentire comune, il fatto sarebbe di una gravità inaudita. Si commemorano i morti di una strage orrenda, nell'anno in cui il terrorismo è tornato a farsi sentire, con il delitto Biagi, anche se sotto forme molto differenti. Si pronunciano discorsi di stabilità, con appelli all'unità degli schieramenti politici. Discorsi di due democristiani, del segretario DS, del Presidente della Repubblica. Mica Storace, Bossi o Cossiga. Gente che prima di aprire bocca ci pensa non due, ma venti volte. Gente che con quelle stragi non potrebbe avere meno a che fare, oltre che dal punto di vista pratico (ovviamente), da quello ideologico.
E, sotto al palco, cinquemila persone o poco più, con un flop senza precedenti in termini di partecipazione "popolare", inveiscono, condannano, aggrediscono Ministri e Sindaci, Segretari e Presidenti. E' un attacco al Governo: l'obiettivo è la legge che sta venendo approvata al Senato. Nessuno ascolta ciò che quei personaggetti vanno blaterando, l'importante è fischiare e sputare ingiurie contro "la P2". Ma non solo il Governo. E' un attacco alla coscienza civile di tutti noi. I processi di piazza si facevano e si fanno nei paesi retti da dittature, non in una democrazia parlamentare. E poi, che gusto, emettere sentenze il giorno in cui ci si dovrebbe raccogliere e piangere per la gente innocente che se n'è andata.
Quanto a Buttiglione, in cui pochi ripongono la propria fiducia quale uomo di una certa statura, me compreso, vivi complimenti. Ha avuto un rispetto e una tolleranza per coloro che tentavano di zittirlo che è davvero esemplare. "'Questo Governo e questa Italia non cederanno a nessuna intimidazione, così come l'Italia ha saputo resistere al tentativo di togliere la libertà conquistata con la guerra di Liberazione con il concorso di tutti gli italiani. Grazie a chi mi ha ascoltato e a quanti mi hanno contestato. Anche questa è democrazia''.
Tutti si affrettano a prendere le distanze dalla folla urlante. Anche Fassino, anche l'Ulivo, anche la sinistra. Ma qualcuno, in certi ambienti, dovrebbe ragionare ed interrogarsi se non è anche merito suo se quella piazza si è improvvisata Tribunale del Popolo.
E' troppo chiederelo? Sì, lo è. Nessuno farà alcuna ammissione, nessuno avrà il coraggio di assumersi la colpa della vergogna alla quale abbiamo assistito oggi. Sembra che gli insulti gridati a Buttiglione, a Guazzaloca, a Casini, a Ciampi, siano nati dal nulla. E poi -puff- magicamente spariti. Ma le bandiere rosse (nemmeno di PRC, della Sinistra Giovanile), rette dalle facce scure e rabbiose di chi non cerca rispetto per un lutto ma solo e soltanto odio, cari compagni, le abbiamo viste. E bene.




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