Aveva 82 anni, malato di cancro si è gettato dalle scale
Il fortunato sodalizio con Carlo Fruttero
Suicida lo scrittore Franco Lucentini
Tra i tanti successi: "La donna della domenica"
TORINO - Il mondo della cultura perde un protagonista. Lo scrittore Franco Lucentini si è suicidato stamane, intorno alle 6 del matino, a Torino, lanciandosi nella tromba delle scale della sua abitazione di piazza Vittorio Veneto. Lucentini, nato a Roma il 24 dicembre del 1920, era malato da tempo di cancro ai polmoni. Nell'abitazione c'era la moglie di Lucentini, che in un primo tempo non si è accorta di nulla, e che ha poi avvertito la polizia. Il nome di Lucentini è strettamente legato a quello di Carlo Fruttero, con cui ha firmato i suoi libri più noti: il loro primo successo fu "La donna della domenica".
Lucentini muove i primi passi con il Gruppo 63 e il suo romanzo neoavanguardistico "Notizie dagli scavi" ('64). Il suo esordio però risale ad un decennio prima, nel 1951, quando pubblicò il romanzo breve "I compagni sconosciuti". Il suo cognome è parte di una coppia indissolubile che rimane tra le più consolidate e fortunate della narrativa italiana: Fruttero e Lucentini, appunto. Una coppia amata dal pubblico ad ogni titolo e consacrata dalle classifiche dei best seller, per la capacità lucida ed intelligente di commentare il quotidiano con la lente dell'ironia e per saper guardare allo "strano" e all' inconsueto con una tutta particolare raffinatezza e curiosità.
Nato a Roma nel 1920, Lucentini amava come il suo compagno di lavoro la letteratura codificata in un "genere", come il giallo o la fantascienza, e non a caso ebbe insieme a Fruttero per lunghi anni la responsabilità della collana della Mondadori, Urania, e anche della rivista omonima. Tanti i volumi scritti a quattro mani, come "La donna della Domenica" ('72), "A che punto è la notte" ('79), "Il palio delle contrade morte" ('83), "L'amante senza fissa dimora" ('86), "La verità sul caso D." ('89), "Enigma in luogo di mare"('91), "La morte di Cicerone" ('95). Fruttero & Lucentini, che solo nel 1987 per motivi mai chiariti firmarono "Il colore del destino" come "Lucentini & Fruttero", si trovarono però divisi in un libro, quel "L'idraulico non verrà", del 1971 che raccoglieva insieme, ma distinte, le loro liriche. Qui le loro individualità si colgono appena e il poemetto "Epigrafica e metafisica" di Lucentini, è un diario realistico e "metafisico" insieme, riflessione sul tempo e sul valore della cultura.
Traduttore come anche il collega Fruttero, sperimentò insieme a lui le più diverse forme: dalla radio, con radiodrammi e conduzioni; al cinema, al teatro, alla tv, fino alla prova delle prose satiriche, come quelle di "La prevalenza del cretino" (85).
L'intento è pero sempre stato unico: rendere il lettore protagonista vero della loro narrativa, dove sono solo le sue emozioni a dettare le leggi che regolano la storia e il ritmo. A loro volta lettori insaziabili ed esigentissimi, hanno curato insieme molte antologie come "I libri della fantascienza".
(5 agosto 2002)


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