REFERENDUM: RADICALI, SIAMO AVVERSARI MA FINALMENTE CONFRONTO
Da un lancio dell'agenzia Adnkronos delle ore 13.05
CAPEZZONE-BERNARDINI, BENE RACCOLTA FIRME, ORA INFORMAZIONE
Nel momento in cui Rifondazione comunista, Verdi, 'Socialismo 2000' ed altre associazioni depositano in Cassazione le firme per il referendum per l’estensione dell'art.18, i Radicali italiani presentano il 'comitato per il no'.
Sono ''avversari'' dei referendum sociali, i radicali, ma si congratulano con quanti hanno centrato l'obiettivo della raccolta delle firme e si augurano che la Corte Costituzionale ammetta il quesito, in modo tale che ''finalmente'' possa avviarsi quella campagna di informazione su liberalizzazione e mercato del lavoro che loro perseguono da almeno due anni.
Nonostante la netta contrarieta', ''alcuni di noi hanno addirittura sottoscritto i quesiti: vogliamo che i referendum si tengano per avere un ampio e duro confronto'', spiega in una conferenza stampa il segretario di Radicali italiani Daniele Capezzone, affiancato dalla presidente Rita Bernardini e dal coordinatore del 'comitato per il no' Michele De Lucia.
Nel merito, Capezzone afferma: ''qual e' l'effetto pratico del referendum sull'art. 18? Se c'e' un bar, un negozio, una bottega a conduzione familiare che ha bisogno di un lavoratore in piu', con il referendum di Fausto Bertinotti questa assunzione assumerebbe la connotazione di un matrimonio senza nessuna possibilita' di divorzio''. Insomma, ''viene venduto come un referendum che da' piu' diritti, in realta' da' meno liberta' e rende ancora piu' difficili le opportunita' di occupazione''.




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