Lo strappo piace ai giovani: Gianfranco guarda al futuro
Sorpresa. Alla festa nazionale della “Giovane Italia” del Pdl, già festa dei giovani di An, quelle percentuali del 70-30 ufficializzate dal notaio al momento della fusione tra Forza Italia e An, qui sono esattamente rovesciate. Su dieci giovani del neonato Popolo della Libertà, almeno sette, per non dire nove, provengono da An. E di quel loro ex partito, pur essendo per lo più felicemente transitati nel nuovo, i giovani venticinque-trentenni conservano la traccia, l’impronta. Le idiosincrasie, al limite. Non è un caso che i più comprendano, e spesso condividano, le posizioni portate avanti da Gianfranco Fini. Molti fanno dei distinguo tra un tema e l’altro. Ma nessuno di loro, per dire, ritiene che sia giusta la sventagliata di accuse piovutagli addosso.
Così, se si vogliono provare a fare due conti in pratica, per capire quanto consenso abbia tra i giovani il lungo autotraghettamento dell’ex leader di An, basta per esempio stare ad ascoltare Federico Taverna da Voghera, 30 e laurea in Scienze politiche: «Quel che dice Fini serve a stimolare il dibattito, perché lui guarda al futuro. È un dato di fatto che, per esempio, gli immigrati sono il futuro dell’Italia, quindi è giusto che abbiano diritto a votare alle amministrative. Sui temi etici ho qualche dubbio in più, però apprezzo le sue posizioni non ideologizzate». E le critiche? «Vanno bene se non sono usate strumentalmente, come ora si tende a fare». Infine, un dubbio: «Sembra strano che uno di destra come me dica cose così, come quelle che ho detto sugli immigrati?». Sembra, un po’. Effetti del Fini-mondo.
Un gradino meno plaudente Ulderico De Laurentis da Napoli, 28 anni, impegnato nel marketing e nella comunicazione, ex Fronte della Gioventù, oltre che ex aennino: «Sono convinto che quello di Fini sia un percorso, non un tatticismo: e in un partito plurale è legittimo. Dopodiché non tutte le sue posizioni mi convincono. Sull’immigrazione, per esempio: va bene che ci sia, non dico di no, bene il multiculturalismo. Però l’idea di Nazione deve restare, e chi ci viene deve integrarsi. Per questo sono favorevole al voto amministrativo: è un paradosso che si facciano votare – mettiamo - gli italiani all’estero e non chi lavora e paga le tasse qui da noi». Più critica Laura Polisena da Frosinone, 20anni, studi in fisioterapia: «Preferisco le sue posizioni sul biotestamento a quelle sugli immigrati. In generale trovo che le sue critiche siano legittime, ma si sta discostando troppo dai temi della destra», dice. Gianluca Gasparro, imprenditore di 32 anni, concorda: «Fini sta portando avanti idee troppo moderate, perché punta al Quirinale», dice, «preferisco il Pdl, anche se con le accuse hanno esagerato ». Fini? Mi piace», dice Antonio, 20 anni. E gli basta così.
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....gli 'identitari'

