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Discussione: La perfida cannabis

  1. #11
    Roderigo
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    Originally posted by Catilina
    Sottoscrivo appieno il contenuto di questa lettera, rilevando come purtroppo la corrente liberal di RC punti ormai alla liberalizzazione non degli spinelli (che già sono di fatto ampiamente liberalizzati dalla normativa vigente), bensì di tutti i tipi di sostanze stupefacenti, come si desume dall' articolo di Nichi che apre questo thread.
    Non è affatto vero che hashish e marjuana sono liberalizzate attraverso la normativa vigente, infatti continuano ad essere acquistate mediante il mercato clandestino, favorendo così davvero il passaggio ad droghe pesanti, poichè l'offerta coincide: chi ti vende le prime, ti proporrà poi le seconde.
    La liberalizzazione delle droghe, non si propone nè di imporre uno stile di vita, nè di favorire la diffusione delle droghe, ma solo di combattere il narcotraffico, sottrargli il mercato clandestino, evitare la marginalizzazione e la criminalizzazione dei tossicondipendenti, favorirne il recupero e la cura. La riduzione del danno, non è la linea di una corrente, ma di tutto il partito.

    R.

    La giustizia è sempre più classista, la pena sempre più vendetta e non reinserimento sociale, il carcere sempre più metafora di una società che affronta con la segregazione, l'autoritarismo, il proibizionismo i crescenti fenomeni di povertà ed esclusione. Contro i migranti così contro i tossicodipendenti e gli emarginati in genere, lo stato mostra sempre più il volto truce della "tolleranza zero", delle campagne di "legge ed ordine", non previene il crimine ma lo utilizza strumentalmente per organizzare campagne populiste e demagogiche.
    Dalle tesi del V congresso Prc

  2. #12
    BENESSERE&OZIOXTUTTI
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    La cannabis è una pianta miracolosa. Dalla cannabis si ricavano farmaci, plastica, carta, olio combustibile, olio alimentare, spezie, oltre agli stupefacienti. L'illegalità di questa pianta non è solo un idiozia. E' UN CRIMINE.

    E' o non è un crimine l'impossibilità per un malato di Aids di assumere marijuana per invogliarsi la fame e sopportare la nausea?

    E' o non è un crimine che un malato di sclerosi multipla, di glaucoma, di epilessia o di depressione debba essere costretto ad assumere farmaci largamente più pericolosi dei derivati della canapa per ottenere effetti inferiori?

    E' o non è un crimine che non venga sfruttato un combustibile altamente energetico, illimitato e poco inquinante in sostituzione del petrolio assassino?

    E' o non è un crimine che non si sfrutti l'olio di semi di canapa, altamente calorico, ricco di grassi essenziali, in paesi dove questa piante crescerebbe a josa e dove si muore di fame?

    Ma è anche un crimine semplicemente costringere un ragazzo che, distrutto dall'agghiacciante ripetitività conformismo di questa società, vuole divertirsi un paio d'ore con amici, o un lavoratore stressato che vuole rilassarsi, o un artista che cerca ispirazione, o un rastafarian che vuole praticare la sua religione, a rivolgersi a spacciatori senza scrupoli, o a rischiare il carcere.

    CANNABIS LIBERA! Per un mondo migliore.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  3. #13
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    Credo che il problema sia più vecchio della sempilce questione sul <fumo> come viene normalmente chianmata la sostanza in questione, il problema è .
    è mai esistita una morale di sinistra in italia?
    Il moralismo che esisteva nel PCI era morale di sinistra o solo un mix di morale piccolo borche se, un poco beghina senza andare in chiesa, mutuata direttamente da un moralismo volgare tipico del realismo socialista che metteva in prigione i gay, penaste al modo in cui nel vecchio PCi venivano guardati i <cappellobi> o gli Yppies americani, o la musica rock, o lo stesso movimento studentesco in Iallia, per non parlare poi delle femministe, in quel caso le volgarità erano d'obbligo, io avrei quindi molto poco da godere verso certi rigurciti che mi rimandano al giorno in cui , giovane comunista, strappai la tessera davanti al mio seg. di sez. che alla domanda di un compago< hanno ucciso Pasolini> rispose> era solo un finocchio>, forse ad alcuni può sembrare frase stupida, ma invece rappresentava perfettamente la morale personale della stragrande maggioranza degli iscritti al partito che non fece mai nulla per eliminare nel proprio popolo i germi ereditati dal cattolicesi di parrocchia e dal fascismo piccolo borghese,
    e caro Catilina, se evoluzione avvenne furuno proprio le battaglie dei radicali di allora sull'aborto e sul divorzio a portarla!
    Se questi vi sembrano sciocchi discorsi ragionate solo sul fatto che una società libera non si puo costruire con un popolo che ha la morale della parte più bieca e putrida dei suoi avversari

  4. #14
    Quin igitur expergiscimini?
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    Originally posted by falcorosso
    ragionate sul fatto che una società libera non si puo costruire con un popolo che ha la morale della parte più bieca e putrida dei suoi avversari
    Appunto, la parte più bieca e putrida è costituita dai liberali-liberisti-libertari, che da una lato sono per la liberalizzazione di tutte le droghe del mondo, per l'aborto fino al nono mese di gravidanza, eccetera; dall' altro- coerentemente- sono per la liberalizzazione completa dei licenziamenti, per il lavoro precario a vita, per il predominio assoluto del "libero" mercato, eccetera. Per questo io rifiuto la morale dei radicali e di chi la pensa come loro.

  5. #15
    Quin igitur expergiscimini?
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    Originally posted by falcorosso
    [...] Il moralismo che esisteva nel PCI era morale di sinistra o solo un mix di morale piccolo borghese, un poco beghina senza andare in chiesa, mutuata direttamente da un moralismo volgare tipico del realismo socialista che metteva in prigione i gay, pensate al modo in cui nel vecchio PCi venivano guardati i <cappellobi> o gli Yppies americani, o la musica rock, o lo stesso movimento studentesco [...]
    Poi, pensandoci ancora, mi è venuta in mente un'altra cosa, Falco: eppure quel PCI lì, piccolo-borghese, moralista, perbenista, raggiunse il 35% dei voti e per un soffio non andò al governo e non fu sconfitto politicamente all' interno i Italia, ma solo in conseguenza del cataclisma mondiale del comunismo. Allora quell' esperienza è da buttare?

  6. #16
    Ospite

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    Originally posted by Catilina


    Poi, pensandoci ancora, mi è venuta in mente un'altra cosa, Falco: eppure quel PCI lì, piccolo-borghese, moralista, perbenista, raggiunse il 35% dei voti e per un soffio non andò al governo e non fu sconfitto politicamente all' interno i Italia, ma solo in conseguenza del cataclisma mondiale del comunismo. Allora quell' esperienza è da buttare?
    E allora? Anche la Dc aveva percentuali alte, anzi più alte. Ed era alrettanto bigotta, perbenista e piccolo borghese. Erano due "chiese" politiche, l'una era l'immagine speculare dell'altra.

  7. #17
    Roderigo
    Ospite

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    E' vero: Dc e Pci condividevano il perbenismo anche come riferimenti antropologici: il buon padre di famiglia cattolico e l'operaio di Borgo S. Paolo avevano caratteristiche molto simili. Ma non più l'operaio di Barriera di Milano. Tuttavia, quel perbenismo era parte integrante della morale identitaria democristiana, mentre per quanto riguardava il Pci corrispondeva anche e soprattutto ad una strategia di adattamento e di radicamento: un Partito d'Azione di massa, nell'Italia del dopoguerra era irrealizzabile. Oggi, la Rifondazione è, tra le altre cose, anche il superamento di quel perbenismo.

    R.

 

 
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