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Discussione: turisti.....

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    Predefinito turisti.....

    L'UNIONE SARDA

    20 agosto 2002 OLBIA Pagina 25

    Turisti pestano a sangue un tassista: bloccati in paese, rischiano il linciaggio


    Arzachena Una prima aggressione, al bivio di Cannigione. E una seconda, ancora più decisa, all’ingresso del paese, in viale Costa Smeralda. Il pomeriggio da incubo di Gavino Casalloni, tassista, finisce alla guardia medica dopo un pestaggio e un tentativo di lapidazione da parte di un gruppo di turisti scalmanati. Nella Costa dei vip succede anche che un banale tamponamento dovuto a una mancata precedenza si trasformi in un pretesto per una rissa. E poco importa se le auto abbiano riportato un graffietto quasi invisibile. È stato sufficiente il contatto per dare il via alla battaglia. Sei giovani, tra cui quattro ragazze, non si sono accontentati delle scuse di Casalloni, reo di aver urtato la loro auto. Quando è sceso dalla Honda, il tassista è stato accolto da una serie di insulti ai quali non ha risposto cercando di spiegarsi. Macché, tempo perso. E i ragazzi, vedendolo quasi dimesso, hanno pensato bene di dargli una lezione. Da barbari autentici. A questo punto, Casalloni è riuscito a risalire sulla sua auto e a correre verso Arzachena. Non ce l’ha fatta ad arrivare prima dei suoi avversari che lo hanno inseguito senza preoccuparsi di quanto stavano combinando. All’altezza dell’ingresso del paese sono riusciti a superarlo e a bloccare la Honda in mezzo alla strada. Gavino Caselloni ha tentato un nuovo approccio di dialogo. Inutilmente. Le ragazze, sì erano proprio loro le più agguerrite, gli son saltate addosso e hanno cominciato a tempestarlo di pugni e calci mentre gli altri se la prendevano con l’auto. Per finire, un paio di ragazzi si sono allontanati per tornare con delle pietre da usare contro il nemico. Il tassista è stato colpito alla testa ed è caduto a terra. Nel frattempo, sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione, poi i vigili urbani e due pattuglie di polizia. Casalloni è stato immediatamente accompagnato con un’ambulanza alla guardia medica, mentre i sei turisti venivano fermati per gli accertamenti. Tutti sono stati portati in caserma per essere identificati e interrogati. Nel frattempo, la notizia dell’episodio aveva fatto il giro di Arzachena. Un centinaio di persone ha aspettato per ore che i giovani uscissero. Si è temuto il peggio. Ma alla fine ha prevalso il buonsenso.


    Francesco Giorgioni

    20 agosto 2002 ORISTANO Pagina 19

    Cabras.
    L’uomo si è giustificato dicendo che doveva regarla al nonno. Pronta la denuncia alla Procura

    Piccolo souvenir, 50 chili di sabbia
    Spiaggia del riso, turista piemontese multato a Maimoni

    Cabras Dalle Alpi al mare della Sardegna. Quando poi ha visto la spiaggia al quarzo del Sinis un turista piemontese non ci ha pensato due volte e ne ha riempito una busta, poi un’altra, in tutto quattro per un carico di 50 chili. Un bottino che gli è costato una multa da 361 euro. L’episodio è avvenuto intorno a mezzogiorno quando il turista “amante” della natura, dopo una mattinata dedicata ai bagni nel mare di Maimone, è stato notato da altri bagnanti mentre riempiva di sabbia buste di plastica. Poi quando ha aperto il cofano dell’auto per trasferirvi il prezioso carico alcuni bagnanti sono intervenuti garbatamente : «Guardi che è vietato portare via la sabbia». Un avvertimento bonario quanto inutile. La faticosa opera è proseguita senza badare alle proteste dei presenti. Che allora hanno precipitosamente composto il numero verde 800.125.018 collegato direttamente col comando dei vigili urbani. Caso ha voluto che una pattuglia fosse in servizio nei paraggi e dunque è piombata sul posto e ha colto il turista piemontese con le mani nel sacco. In confronto “bottiglia selvaggia” fa ridere. Il piemontese ha fatto le cose in grande. Tant’è che davanti ai vigili che gli notificavano la multa di 361 euro è rimasto impassibile. Accaldati ma inflessibili i vigili gli hanno anticipato che seguirà poi la denuncia penale per furto ai danni del demanio. «È l’ennesimo episodio deplorevole - ha detto Alessandro Murana, assessore comunale all’Ambiente - che però ha dimostrato che qualcosa sta cambiando. La gente sta prendendo coscienza del problema assumendo un atteggiamento più responsabile. Inoltre - ha continuato Murana - quanto è successo ieri e anche nei giorni scorsi sta a dimostrare che con la collaborazione della gente e grazie anche al numero verde il fenomeno si può combattere». C’è da dire che oggi sul litorale non ci sono cartelli che segnalano specificatamente il divieto di asportare sabbie e pietre. Una dimenticanza a cui va posto rimedio. «Questo è vero - ha ammesso l’assessore - però proprio nei giorni scorsi l’Area Marina Protetta ha diffuso in tutti i chioschi e locali pubblici di Cabras e del circondario manifesti che rilanciano messaggi chiari». Ma evidentemente non può bastare, visto che il divieto da che mondo è mondo deve essere messo ben in vista proprio nei luoghi da tutelare.
    «Un quantitativo che deve fare riflettere - ha detto Bruno Paliaga, direttore dell’Area Marina - non è più un souvenir, la voglia di impadronirsi di un pizzico della bellezza delle nostre coste. Il sospetto è che si rubi per ornare acquari o peggio per rivendere». Va bene insomma il numero verde ma resta il grosso problema della sorveglianza di chilometri di costa. E vanno messi i cartelli.


    Gianfranco Atzori



  2. #2
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    17 agosto 2002 OLBIA Pagina 25
    San Teodoro.
    Gruppo di sardi affronta turisti genovesi sul piazzale del Ripping all’ora della chiusura

    Battaglia davanti alla discoteca
    In cento scatenano il caos: decine di feriti e venti denunce

    San Teodoro Pugni, calci, spinte e una serie infinita di colpi più o meno proibiti per dar vita ad una gigantesca rissa tra un gruppo di giovani sardi e un altro di turisti genovesi. Decine le persone coinvolte nell’area esterna della discoteca Ripping. Alla fine, sul campo sono rimasti diversi feriti. Più di una ventina i giovani denunciati. L’episodio si è verificato intorno alle cinque, ora di chiusura della discoteca. A far scattare il finimondo, un diverbio per i soliti banali motivi amplificati da qualche bicchiere di troppo. Quelli che stanno cercando di capire gli agenti del commissariato di polizia di Siniscola, che sono intervenuti per sedare la scazzottata. Molti dei protagonisti, al momento dell’identificazione, erano ubriachi. C’è voluto poco al personale della sorveglianza per capire che tra le due fazioni stava salendo la tensione. Tutti fuori quindi, ma una volta all’aperto la resa dei conti è stata da film western. Prima spintoni, poi calci e pugni sino alla battaglia che ha coinvolto decine e decine di altri giovani, intervenuti per dar manforte nell’uno e nell’altro schiramento. Alla fine qualcuno ha deciso di chiamare il 113 e nel giro di pochi minuti sul posto sono intervenute alcune pattuglie della radiomobile di Siniscola. Gli agenti si sono trovati davanti ad un autentica bolgia di persone che se la davano di santa ragione, tant’è che hanno dovuto faticare non poco per riportare la calma. Il bilancio non è grave, molti comunque i feriti che si sono dovuti rivolgere alle cure dei sanitari del pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Olbia. Tutto finito? Niente affatto. Mentre gli agenti stavano procedendo a identificare alcuni ragazzi in ospedale, è iniziato il secondo round. Uno dei feriti ha dato in escandescenze aggredendo i medici e distruggendo mezzo pronto soccorso. Avvisati dagli infermieri sono intervenuti anche gli agenti del commissariato di Olbia. Quest’ultimo, visibilmente ubriaco, è stato denunciato per atti di violenza. L’episodio di ieri mattina non è che l’ultimo di una lunga serie. Le forze dell’ordine sono intervenute spesso per sedare risse scoppiate proprio all’esterno delle discoteche. Spesso si è trattato di contese tra gruppi locali e di turisti, un classico che negli ultimi anni ha acceso grosse discussioni tra i nottambuli che non apprezzano questi epiloghi violenti dopo le lunghe notti di ballo. Alcuni giorni fa all’esterno dell’Ambra Night, l’altra discoteca di San Teodoro, era rimasto a terra un giovane milanese dopo essere stato colpito con un coltello. Durante la scorsa estate, di fatti simili ne erano stati registrati una marea. Uno in particolare, però, aveva fatto emergere la rivalità tra i giovani locali e i turisti della penisola. Un clima di tensione provocato da episodi di “razzismo” denunciati da giovani nuoresi i quali si lamentavano di vedersi negato l’accesso alle discoteche più note proprio per il fatto di essere delle zone interne. A farne le spese fu un giovane di Nuoro, colpito con una spranga in testa, al termine di una grossa lite scoppiata all’interno di una discoteca di Ottiolu e conclusasi in una spiaggia vicina. Allora si sfiorò addirittura la tragedia.


    Fabrizio Ungredda .

  3. #3
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    Unione Sarda 21/08/2002

    Arzachena. Dopo l’aggressione del tassista momenti di paura per i sei giovani turisti milanesi
    Caserma sotto assedio: i carabinieri chiedono rinforzi


    Arzachena Per calmare la folla in preda al delirio della vendetta, il maresciallo Antonio Costantini ha dovuto affrontarla: «Se qualcuno si azzarda a seguirli - ha detto improvvisando un discorso sul marciapiede della caserma - vi giuro che sarò io stesso a denunciarlo». Il comandante della stazione alludeva a quei sei ragazzetti che, qualche ora prima, avevano malmenato il 48enne tassista Gavino Casalloni. Una precedenza non rispettata, qualche insulto, l’inseguimento terminato davanti al distributore Agip, proprio all’ingresso del paese. Sei contro uno, Casalloni soccombe in una maschera di sangue, si accascia a terra colpito da calci e pugni. Forse uno degli aggressori scaglia su di lui anche una pietra, probabilmente la stessa che un carabiniere, finita la gazzarra, porterà in caserma avvolta in una busta di nailon. Tanto è bastato per scatenare una specie di insurrezione popolare, uno schieramento di curiosi e vendicatori pronti all’azione allineati lungo via Paolo Dettori, attenti nello spiare i movimenti all’interno della caserma per accogliere gli aggressori, semmai quel portone si fosse aperto di scatto. «Ad Arzachena non avevo mai visto nulla del genere», si stupisce Costantini, scoprendo che il tranquillo e benestante paesotto sa mostrare anche una faccia feroce, all’occorrenza. I verbali dicono che quella mezza dozzina di giovani turisti lombardi in vacanza all’Isola Rossa sono gli unici responsabili del putiferio scatenatosi alle venti di lunedì scorso. Sarebbero loro ad aver tentato l’aggressione già al bivio di Cannigione quando il malcapitato Casalloni - dopo aver finito il turno di servizio - li aveva affrontati per quello stop ignorato; sempre loro lo avrebbero inseguito sino ad Arzachena, distante 4 chilometri, per dargli una sonora lezione. Poi il tassista, alla guida di una Honda Civic grigia, sarebbe rimasto imbottigliato nel solito caotico traffico dell’abitato, permettendo ai suoi “giustizieri” di raggiungerlo. È finita con l’urlo delle sirene delle auto di polizia municipale e carabinieri, a bordo delle quali i sei turisti hanno raggiunto la caserma. Ritrovandosi faccia a faccia con l’aggredito, che sporgeva una denuncia per aggressione (lo assiste l’avvocato Rino Cudoni) prima di essere accompagnato al pronto soccorso di Olbia. I medici hanno stabilito che per lui cinque giorni di cure possono bastare. Per almeno tre ore si è atteso il referto, perché se fossero state accertate lesioni gravi per i sei sarebbero potute scattare anche le manette. Spiati da telecamere e obbiettivi attraverso le persiane socchiuse della caserma, dopo qualche ora i presunti aggressori hanno realizzato di averla combinata grossa: qualcuna di loro è scoppiata a piangere, quando ha capito che rischiava l’arresto ma, soprattutto, il linciaggio. Ma dalle otto sino a mezzanotte, durante tutto l’interrogatorio, hanno continuato a ripetere una versione opposta a quella raccontata dal tassista. E cioè che ad aver iniziato l’inseguimento bloccando la Opel Corsa grigia sarebbe stato proprio Casalloni che, secondo loro, pensava di avere a che fare solo con delle ragazze indifese. Ma che poi ha dovuto fare i conti con la Duna blu dei tre fidanzati. Due testimoni, comunque, hanno confermato la versione del tassista.
    All’una di notte, i sei ragazzi sono saliti sulle auto che erano state perquisite nel cortile della caserma e, sotto una valanga di calci, pugni e sputi, sono tornati liberi. Li ha scortati per un tratto una macchina della guardia di finanza, mentre vigili urbani e carabinieri bloccavano le auto dei facinorosi, già pronti ad una spedizione punitiva all’Isola Rossa.

    Francesco Giorgioni

    Questo intendevo dire quando dicevo che i turisti indesiderati vanno sbattuti fuori. In molti casi legalmente non si potrebbe fare nulla ma se scatta l'unione popolare non ci son leggi che tengano : l'orgoglio è irrefrenabile. I fatti di Arzachena ci dimostrano che anche ove il turismo ha fatto la fortuna di alcuni Sardi vi sono ancora forti sentimenti se non Nazionalisti almeno comunitari che possono auspicare ad una Sardigna libera da padroni.

    Adiosu

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    Predefinito turisti...

    con droga e coltello...

    L'UNIONE SARDA

    21 agosto 2002 PROV DI SASSARI Pagina 24

    Operaio accoltellato da un turista

    Badesi Un operaio ricoverato in ospedale con l’addome squarciato da una coltellata, un turista romano denunciato con l’accusa di lesioni gravi. È il bilancio di una discussione degenerata in un furibondo litigio, in un locale di Costa Paradiso. Ad avere la peggio, Angelo Quirico Stangoni, 31 anni, di Badesi, trasferito d’urgenza in ospedale e sottoposto a un delicato intervento chirurgico: qualche ora dopo il grave episodio, avvenuto intorno alle 2 di ieri mattina, l’uomo era già fuori pericolo, e i medici gli hanno assegnato 25 giorni di cure. I carabinieri, dopo aver sentito alcune persone, hanno invece denunciato Gian Franco Zangara, 53 anni, romano, ritenuto il responsabile del ferimento dell’operaio. Al turista è stato contestato il reato di lesioni.
    A ricostruire i momenti drammatici della lite tra Stangoni e Zangara sono stati i carabinieri della stazione di Trinità d’Agultu. Tutti e due i protagonisti della vicenda si trovavano all’interno di un bar di Costa Paradiso. A quanto pare la discussione tra l’operaio di Badesi e il turista romano sarebbe iniziata per motivi tutto sommato futili, tanto è vero che inizialmente nessuno, all’interno del locale, si era accorto dello scambio di opinioni fra i due. Invece, dopo qualche insulto, i contendenti sono passati alle mani, e Stangoni si è accasciato a terra colpito all’addome da una coltellata. Sembra che il coltello usato per ferire l’operaio sia spuntato quasi per gioco tra le mani del presunto responsabile dell’accoltellamento.
    Gli altri avventori hanno immediatamente avvertito la centrale operativa del 118 che ha inviato sul posto un’automedica. Quirico Stangoni è stato accompagnato in ospedale a Tempio. Intanto i carabinieri di Trinità iniziavano a raccogliere le prime testimonianze sul litigio: in base a queste è scattata la denuncia per il turista romano. I militari continuano gli accertamenti per fare chiarezza su tutti gli aspetti della vicenda.


    Andrea Busia


    21 agosto 2002 PROV DI CAGLIARI Pagina 14

    Villasimius.
    I due romani e un amico albanese sono stati condannati a 20 mesi di reclusione

    Tre turisti in cella per spaccio di hascisch ed ecstasy


    Villasimius Facevano i turisti a Villasimius alloggiando in una suite e spostandosi con la loro Bmw decapotabile. Ieri notte sono stati arrestati dopo essere stati trovati in possesso di hascisc e di pastiglie di ecastasy. Accusati di detenzione di droga a fine di spaccio, i tre turisti, due romani ed un albanese, sono comparsi di fronte al giudice monocratico di Cagliari. Pesantissima la condanna: venti mesi di carcere con la condizionale ed un’ammeda di tremila euro ciascuno.
    La nuova operazione dei carabinieri di Villasimius e del Nucleo operativo di San Vito, non è stata di certo casuale. Da alcune settimane il controllo sul territorio si è fatto intensissimo con militari in borghese che sorvegliano le aree a rischio e con e pattuglie in auto protagoniste di operazioni no-stop. A cadere nelle mani delle forze dell’ordine, dopo gli arresti a catena e le denunce dei giorni scorsi, questa volta sono stati tre turisti: Amabile Casamonica, 34 anni, romano, allevatore di cavalli, Francesco Forgia, 32 anni di Marino, fornaio, ed un albanese, Letze Faya Arguent, 18 anni, carpentiere. I tre sarebbero stati notati nei giorni scorsi in atteggiamento sospetto. Gli appostamenti si sono susseguiti a tutte le ore della giornata con la convinzione che i tre turisti, oltre che a farsi le vacanze, provvedevano anche allo spaccio degli stupefacenti.
    L’operazione ha consentito ai militari di arrivare anche all’appartamento affittato dai tre turisti. Così, ieri, alle due, in piena notte, la conclusione dell’indagine. I carabinieri sono piombati nella suite d’albergo affittata dai tre giovani, recuperando 40 grammi di droghe leggere, 16 pastiglie di ecastasy e 600 euro in contanti.
    I tre sono stati così bloccati, accompagnati in caserma e arrestati con l’accusa di detenzione di droga a fine di spaccio. Otto ore dopo, il processo e la pesante condanna. Durante il blitz antidroga, gli stessi carabinieri di Villasimius e San Vito hanno effettuato diverse altre perquisizioni, individuando una cinquantina di giovani. In merito il riserbo è totale.

  5. #5
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    18 agosto 2002 MEDIO CAMPIDANO Pagina 17

    PRIMA PAGINA
    Arbus.
    I turisti non utilizzano le zone attrezzate messe a disposizione dal Comune

    Camper selvaggio occupa Piscinas
    Assalto sulle quattroruote all’ultimo deserto d’Europa


    Arbus Da quest’estate si doveva cambiare registro. Niente più “camper selvaggio” a Piscinas. Dopo circa dieci anni di attese, finalmente negli ultimi giorni di luglio é stato aperto il campeggio di Scioppadroxiu. Nella zona di Bau Mogoro, l’amministrazione comunale ha allestito una zona attrezzata per la sosta dei camper. Ma i camperisti sembrano non essersi accorti di questa nuova opportunità. Forse perché hanno scoperto una nuova formula per godersi il mare e spendere meno: il parcheggio-campeggio. Un escamotage che consente di arrivare fin quasi in spiaggia con la casa al seguito. È sufficiente trovare sistemazione nel parcheggio a pagamento situato a pochi metri dall’arenile con vista a mare, e con appena otto euro al giorno si può avere a disposizione anche l’uso gratuito delle docce e dei servizi igienici del lido. E percorsa la lunga passerella in legno si é subito a mare. Anche i cassonetti dell’immondezza sono a pochi passi e senza alcun supplemento alla tariffa. «Li hanno cacciati da Villasimius e dalle altre località della Sardegna e vengono qui a Piscinas perché possono fermarsi dove vogliono e soggiornare quasi gratis», afferma Sergio Caroli, proprietario dell’albergo “Le Dune”. In effetti i camper dovrebbero fermarsi solo per la sosta diurna, invece vi trascorrono anche la notte. C’é anche chi paga per occupare due posti in modo da poter aprire la tenda, disporre tavoli e sedie quasi come se si trattasse di un campeggio. «Togliendo posto alle auto, tanto che ho dovuto attendere quasi mezz’ora prima di trovare un parcheggio» puntualizza Paolo Frau di Gonnosfanadiga. Non solo. Dopo una sosta di alcuni giorni, quando é necessario svuotare le taniche, i camperisti raramente si recano nell’area attrezzata di Bau Mogoro, ma scaricano i loro liquami lungo le cunette o nel letto dei corsi d’acqua in secca.
    In questi giorni, in particolare nelle ore di punta, é quasi impossibile raggiungere l’arenile di Piscinas. Auto, camper, moto, ciclomotori e qualche motocarro sono parcheggiati in ogni angolo dell’unica strada (c’é divieto di sosta in entrambi i lati) che porta all’arenile. E come se non bastasse, c’é anche chi parcheggia ai lati delle dune, rischiando di insabbiarsi. Quest’estate sono riapparsi anche i campeggiatori abusivi, che infischiandosene apertamente dei divieti, hanno piazzato le tende tra le superprotette (almeno a parole) dune di sabbia dorata. Un caos. Storia di sempre. Da anni l’amministrazione comunale di Arbus promette di tutelare concretamente l’ultimo deserto d’Europa, poi arriva l’estate e ci si dimentica dei pericoli che esso corre per la presenza massiccia di visitatori. Piscinas rischia di subire un danno ambientale irreparabile. «Questo non é turismo. Non crea certamente nuovi posti di lavoro - aggiunge Sergio Caroli - Questa invasione di camper porta solo spese al Comune. Per i camperisti é stata realizzata una zona attrezzata e il campeggio, dovrebbero utilizzarli, lasciando alle auto l’uso delle aree del parcheggio a pagamento».


    Gian Paolo Pusceddu

    Questi vacanzieri scrocconi sanno di non essere graditi e pertanto viaggiano, in genere, a gruppi e si collocano nei posti migliori raggiungibili, basta che esista una carrareccia anche malandata. Generalmente iniziano la loro invasione in primavera, ma non è raro vederli anche d'inverno. Altro che parcheggi attrezzati, intorno a questi bisognerebbe fare terra bruciata!
    E il bello è che, come al solito, tramite la stampa compiacente o le loro associazioni, protestano, rivendicano, pretendono di aver ragione. Noi Sardi non abbiamo ancora capito che "CHIE CUMANDAT FAGHET LEZE". Se siamo noi a comandare li possiamo mandare bellamente affanculo!

  6. #6
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    L'UNIONE SARDA

    23 agosto 2002 ORISTANO Pagina 19

    Cabras.
    Gli alberghi scarseggiano: spazio al villeggiante sparagnino tutto spiaggia e spuntini

    Fitti in nero per un milione di euro
    Censite oltre mille seconde case: affari d’oro in agosto

    Cabras Alla faccia delle migliaia di posti letto che dovrebbero cambiare il volto del turismo dell’Oristanese, a Cabras e nel Sinis si continua a operare faticosamente in maniera artigianale, con la tecnica del fai da te. Turismo sparagnino di casa nostra da cui traspare il florido sommerso delle seconde case.
    Un milione di euro circa il giro d’affari stimato. Solo a Cabras e nel suo vasto territorio nell’ultimo censimento ne sono state contate oltre mille (comprese però le borgate di San Giovanni, San Salvatore e Funtana Meiga). Quante ne vengano affittate ai turisti non è dato di sapere poiché è un mercato difficile da valutare. Insomma il vero affare della stagione estiva. «Molti turisti - ammette Salvatore Tola gestore del camping Is Arenas - stanno imparando a risparmiare affittando case nei paesi a ridosso delle coste anziché al mare per poi andarci in auto». E c’è chi si rivolge per questo anche alla Pro Loco: «È vero - conferma il presidente Osvaldo Pinna - anche da noi un centinaio di turisti hanno chiesto informazioni per affittare case, ma non è il nostro ruolo». Quanto rende il mercato? «Al mare - risponde Tola - l’affitto costa non meno di 2 mila euro in agosto. Una casa in paese si può trovare per 700, 600 euro». Un vero business che passa sopra anche ai mega progetti, come Su Bardoni, ancora al palo. Si va avanti dunque per l’iniziativa dei singoli ma la sensazione è che un altro anno è stato perso tutto a vantaggio del turismo casereccio. «Da soli facciamo ridere - dice Carlo Picconi, patron de Sa Pedrera - vanno bene gli agriturismo attrezzati ma sono necessarie piccole iniziative come la nostra per creare il tessuto turistico del Sinis. Lasciamo da parte i mega insediamenti da duemila posti letto che creano solo pochi posti di lavoro di secondo piano e diamo spazio invece a strutture di piccola portata, non più di 100-120 posti letto». Di seconde case neppure a parlarne.
    La gente, qui nel Sinis, arriva volentieri. «È vero - riprende Tola - finalmente un po’ di fortuna anche per noi». Si contano a migliaia infatti le presenze su tutte le spiagge più note da Is Arutas a Mari Ermi, Da Maimoni fino a Seu. «Ma non sono tutti turisti stanziali - precisa Tola - tantissimi provengono dal circondario e vanno e vengono quotidianamente, molti altri sono ospiti dei campeggi e degli agriturismo sparsi ben oltre il Sinis». Sulla stessa linea Osvaldo Pinna: «Tantissima gente arriva dall’interno, ci sono poi i camper, questo anno un’invasione». E contro di loro a Cabras si è scatenata una vera e propria rivoluzione. «Sono una vergogna - dice sdegnato Carlo Picconi - vengono qui da noi, non spendono una lira, si portano tutto da casa e ci creano solo rogne. È un fenomeno - aggiunge - che va drasticamente disciplinato dato che consumano acqua, molti di loro sporcano il territorio e utilizzano il servizio del ritiro dei rifiuti senza pagare un soldo». Anche Jessica dell’Agriturismo Il Fenicottero conferma: «Vogliono fare le vacanze gratis». Marinella dell’Agriturismo Ferrari. «In realtà ci vorrebbero strutture per riceverli. Stiamo pensando di attrezzarci con delle piazzole».


    Gianfranco Atzori

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    L'UNIONE SARDA

    24 agosto 2002 CARBONIA Pagina 16

    I ragazzi di Milano hanno protestato, con insulti e spintoni, per il ritardo dell’ambulanza

    Volontari della Croce Azzurra aggrediti dai turisti

    CARLOFORTE Arriva l’ambulanza per prestare soccorso a una donna ferita, ma i volontari rischiano di essere linciati dagli altri ragazzi coinvolti nell’incidente. È successo giovedì notte, dopo le due e mezza, sulla strada provinciale che porta al faro di “Capo Sandalo”. Protagonisti, loro malgrado, gli uomini del servizio volontario di autoambulanza della “Croce Azzurra”. Insieme al medico della Guardia turistica Giovanna Gariffo si erano recati a soccorrere una turista milanese rimasta ferita in un incidente stradale. Ma, giunti sul posto, i volontari si sono trovati in una situazione paradossale: hanno, infatti, di subire una vera e propria aggressione dagli amici della donna, un gruppo di motociclisti milanesi, che li accusavano, con toni a dir poco offensivi, di essere arrivati in ritardo. Così racconta Salvatore Troncia, un veterano del servizio volontario: «Non mi era mai capitata un’esperienza simile - spiega - il collega Antonio Porricino e il medico sono stati presi a spintoni e insultati, tanto che hanno fatto parecchia fatica a prestare i primi soccorsi». E poco dopo hanno anche dovuto impedire a un motociclista, amico della donna ferita, di entrare in ambulanza. Con il conseguente grave ritardo nel soccorso: soltanto alle tre del mattino, infatti, l’ambulanza ha potuto trasportare la dona al Pronto soccorso. Ma anche là non sono mancati i problemi: ancora insulti e offese, tanto che i volontari hanno ritenuto opportuno telefonare al 112. Così i carabinieri sono arrivati per far calmare gli animi anche se, al loro arrivo, la situazione era già quasi sotto controllo. Ma per questo assurdo contrattempo la donna è stata trasportata all’ospedale “Sirai” di Carbonia, per una sospetta frattura ad una gamba, soltanto con il traghetto Delcomar delle 4.30 diretto a Calasetta. Sull’assurdo comportamento dei turisti milanesi nei confronti dei volontari, è lo stesso Salvatore Troncia a ipotizzare una spiegazione: «Erano tesi per i ritardi dei soccorsi, ma noi abbiamo fatto il più in fretta possibile - spiega - le indicazioni che ci erano state fornite per raggiungere il luogo dell’incidente non erano precise, ma la macchina dei soccorsi si è messa in moto non appena la guardia turistica ha richiesto l’intervento dell’ambulanza». I volontari si sono precipitati sulla provinciale e dopo quella corsa non si aspettavano certo un simile ringraziamento.


    Mariano Froldi



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    A proposito di quest'ultima notizia, sirbone nieddu ha inviato un breve pensiero telematico all'unionesarda.it@unionesarda: esso diceva: "cosa v'è da commentare? durante l'estate la nostra isola diventa luogo di raccolta per ogni tipo di spazzatura.

    L'Unione si guardava bene dal pubblicare tale commento, per cui sirbone nieddu, indispettito, ma volendo, nel contempo, essere pubblicato, inviava questa seconda riflessione.

    "Non capisco perché voi abbiate tanti riguardi per un certo tipo di vacanzieri. Secondo voi come andrebbero definiti quei milanesi che hanno percosso e insultato chi veniva a portargli soccorso? Vi assicuro che la mia definizione era molto, ma molto moderata, in rapporto all'arrogante comportamento di questi vacanzieri. A quell'ora di notte sono convinto che costoro, all'arroganza tipica degli stranieri che credono di esser loro a darci da mangiare e ce lo dicono in faccia, hanno aggiunto qualche bicchiere di troppo..."

    Manco a dirlo, neanche questo commento è stato pubblicato!

  9. #9
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    L'UNIONE SARDA

    27 agosto 2002 NUORO Pagina 24

    Furti a ripetizione nel week end Denunciati 4 turisti a Gonone, fucili e pistole rubati a Dorgali

    Ladri scatenati a Dorgali e Cala Gonone nel fine settimana. Cinque fucili e una rivoltella sono il bottino dei malviventi che nella notte di domenica si sono introdotti nell’abitazione di A. M., 54 anni, di Dorgali. L’uomo deteneva le armi, del valore di circa duemila euro, con regolare autorizzazione. L’episodio, sul quale indagano i carabinieri del nucleo operativo, si va ad aggiungere ai molti simili verificatisi in tutta la provincia dall’inizio dell’anno, tanto che nelle scorse settimane le forze dell’ordine hanno lanciato l’allarme ipotizzando che dietro i ripetuti furti di armi si nasconda una vera e propria organizzazione dedita al traffico e alla ricettazione delle stesse. Sempre nel week end inoltre quattro turisti romani sono stati denunciati per furto aggravato. I ragazzi, due uomini e due donne di età compresa tra 22 e 27 anni, sono stati sorpresi dai carabinieri della stazione di Dorgali, impegnati in un posto di blocco stradale, in possesso di una videocamera e una macchina fotografica rubate a Cala Gonone il 20 agosto e di altri oggetti acquistati con una carta di credito risultata rubata.

  10. #10
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    Predefinito sos dannalzos de su mare

    L'UNIONE SARDA

    28 agosto 2002 OLBIA Pagina 25

    Ventidue napoletani fermati e denunciati nelle ultime settimane di agosto.

    L’Arcipelago violato dai pescatori di frodo

    La Maddalena. Hanno aggirato i controlli severissimi sul mare dell’Arcipelago. Ben ventidue i pescatori di frodo denunciati nel mese di agosto mentre effettuavano la loro caccia subacquea nelle acque superprotette. Un fenomeno che, evidentemente, resiste nonostante i controlli effettuati dagli uomini del Corpo Forestale, della guardia di Finanza e della Guardia Costiera.
    I numeri e le operazioni eseguite per combattere la pesca di frodo e qualunque altra violazione sono stati forniti dal coordinatore del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena Giovanna Boe Fois, che - in un comunicato - informa brevemente sull’attività di controllo eseguita dal personale del Parco assieme alle altre forze durante il mese di agosto. I ventidue denunciati sono stati colti in flagrante mentre effettuavano attività di pesca subacquea in zona interdetta. Sono state quindi sequestrate le attrezzature.
    Dall’elenco giornaliero delle persone fermate emerge come l’infrazione più comune rilevata nelle acque del Parco nazionale, e per la precisione dall’8 agosto al 27, sia la violazione delle norme di salvaguardia in quelle zone dove è disposta la tutela integrale dell’ambiente marino. Su 9 uscite per controllo, ben 4 hanno portato alla scoperta di «pescatori operanti nelle zone di tutela integrale». Due casi riguardano pescatori sorpresi in zone di pesca vietata, altri due casi riguardano pescatori in battuta con attrezzature subacquee non ammesse. Insomma, le otto uscite di controllo fatte da uomini della Forestale, Guardia di finanza e Guardia costiera, hanno portato al fermo di 22 persone. Il coordinatore del Parco sottolinea il fatto che «ad eccezione di un singolo caso, nessuno dei fermati è maddalenino», il che è un chiaro segnale del rispetto della gente del posto per il proprio mare. Dodici dei sub denunciati sono residenti in Campania, tra questi anche i tre fermati il 22 agosto mentre effettuavano battuta notturna a Caprera.


    Francesco Nardini

 

 
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