L'UNIONE SARDA
20 agosto 2002 OLBIA Pagina 25
Turisti pestano a sangue un tassista: bloccati in paese, rischiano il linciaggio
Arzachena Una prima aggressione, al bivio di Cannigione. E una seconda, ancora più decisa, all’ingresso del paese, in viale Costa Smeralda. Il pomeriggio da incubo di Gavino Casalloni, tassista, finisce alla guardia medica dopo un pestaggio e un tentativo di lapidazione da parte di un gruppo di turisti scalmanati. Nella Costa dei vip succede anche che un banale tamponamento dovuto a una mancata precedenza si trasformi in un pretesto per una rissa. E poco importa se le auto abbiano riportato un graffietto quasi invisibile. È stato sufficiente il contatto per dare il via alla battaglia. Sei giovani, tra cui quattro ragazze, non si sono accontentati delle scuse di Casalloni, reo di aver urtato la loro auto. Quando è sceso dalla Honda, il tassista è stato accolto da una serie di insulti ai quali non ha risposto cercando di spiegarsi. Macché, tempo perso. E i ragazzi, vedendolo quasi dimesso, hanno pensato bene di dargli una lezione. Da barbari autentici. A questo punto, Casalloni è riuscito a risalire sulla sua auto e a correre verso Arzachena. Non ce l’ha fatta ad arrivare prima dei suoi avversari che lo hanno inseguito senza preoccuparsi di quanto stavano combinando. All’altezza dell’ingresso del paese sono riusciti a superarlo e a bloccare la Honda in mezzo alla strada. Gavino Caselloni ha tentato un nuovo approccio di dialogo. Inutilmente. Le ragazze, sì erano proprio loro le più agguerrite, gli son saltate addosso e hanno cominciato a tempestarlo di pugni e calci mentre gli altri se la prendevano con l’auto. Per finire, un paio di ragazzi si sono allontanati per tornare con delle pietre da usare contro il nemico. Il tassista è stato colpito alla testa ed è caduto a terra. Nel frattempo, sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione, poi i vigili urbani e due pattuglie di polizia. Casalloni è stato immediatamente accompagnato con un’ambulanza alla guardia medica, mentre i sei turisti venivano fermati per gli accertamenti. Tutti sono stati portati in caserma per essere identificati e interrogati. Nel frattempo, la notizia dell’episodio aveva fatto il giro di Arzachena. Un centinaio di persone ha aspettato per ore che i giovani uscissero. Si è temuto il peggio. Ma alla fine ha prevalso il buonsenso.
Francesco Giorgioni
20 agosto 2002 ORISTANO Pagina 19
Cabras.
L’uomo si è giustificato dicendo che doveva regarla al nonno. Pronta la denuncia alla Procura
Piccolo souvenir, 50 chili di sabbia
Spiaggia del riso, turista piemontese multato a Maimoni
Cabras Dalle Alpi al mare della Sardegna. Quando poi ha visto la spiaggia al quarzo del Sinis un turista piemontese non ci ha pensato due volte e ne ha riempito una busta, poi un’altra, in tutto quattro per un carico di 50 chili. Un bottino che gli è costato una multa da 361 euro. L’episodio è avvenuto intorno a mezzogiorno quando il turista “amante” della natura, dopo una mattinata dedicata ai bagni nel mare di Maimone, è stato notato da altri bagnanti mentre riempiva di sabbia buste di plastica. Poi quando ha aperto il cofano dell’auto per trasferirvi il prezioso carico alcuni bagnanti sono intervenuti garbatamente : «Guardi che è vietato portare via la sabbia». Un avvertimento bonario quanto inutile. La faticosa opera è proseguita senza badare alle proteste dei presenti. Che allora hanno precipitosamente composto il numero verde 800.125.018 collegato direttamente col comando dei vigili urbani. Caso ha voluto che una pattuglia fosse in servizio nei paraggi e dunque è piombata sul posto e ha colto il turista piemontese con le mani nel sacco. In confronto “bottiglia selvaggia” fa ridere. Il piemontese ha fatto le cose in grande. Tant’è che davanti ai vigili che gli notificavano la multa di 361 euro è rimasto impassibile. Accaldati ma inflessibili i vigili gli hanno anticipato che seguirà poi la denuncia penale per furto ai danni del demanio. «È l’ennesimo episodio deplorevole - ha detto Alessandro Murana, assessore comunale all’Ambiente - che però ha dimostrato che qualcosa sta cambiando. La gente sta prendendo coscienza del problema assumendo un atteggiamento più responsabile. Inoltre - ha continuato Murana - quanto è successo ieri e anche nei giorni scorsi sta a dimostrare che con la collaborazione della gente e grazie anche al numero verde il fenomeno si può combattere». C’è da dire che oggi sul litorale non ci sono cartelli che segnalano specificatamente il divieto di asportare sabbie e pietre. Una dimenticanza a cui va posto rimedio. «Questo è vero - ha ammesso l’assessore - però proprio nei giorni scorsi l’Area Marina Protetta ha diffuso in tutti i chioschi e locali pubblici di Cabras e del circondario manifesti che rilanciano messaggi chiari». Ma evidentemente non può bastare, visto che il divieto da che mondo è mondo deve essere messo ben in vista proprio nei luoghi da tutelare.
«Un quantitativo che deve fare riflettere - ha detto Bruno Paliaga, direttore dell’Area Marina - non è più un souvenir, la voglia di impadronirsi di un pizzico della bellezza delle nostre coste. Il sospetto è che si rubi per ornare acquari o peggio per rivendere». Va bene insomma il numero verde ma resta il grosso problema della sorveglianza di chilometri di costa. E vanno messi i cartelli.
Gianfranco Atzori
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