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Discussione: La fine di Abu Nidal

  1. #1
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    Predefinito la grande falciatrice non risparmia nessuno....

    E' morto Abu Nidal, terrore degli anni Settanta


    Specializzato in attentati terroristici contro israeliani e americani, Abu Nidal sarebbe morto a Baghdad, forse suicida. Lo rivela la stampa israeliana.


    TEL AVIV - Abu Nidal, il terrorista che tenne il mondo sospeso nell'incubo tra la fine degli anni Settanta, e metà degli Ottanta, sarebbe morto, solo, a Baghdad. A darne notizia, ma mancano ancora le conferme ufficiali, è la stampa israeliana.

    Sabri el-Banna, vero nome di Abu Nidal, e il suo gruppo terroristico, "al-Fatah, consiglio rivoluzionario", si erano resi protagonisti di molti dei più sanguinosi attacchi compiuti contro obbiettivi israeliani e occidentali in genere, durante gli anni più duri del terrorismo di matrice palestinese.

    Poi, negli anni Novanta, la sua organizzazione era rimasta in minoranza, nello scacchiere mediorientale, e i suoi metodi sanguinari abbandonati. Di lui, tre anni fa circa, si diceva fosse malato di leucemia. Secondo alcune fonti, ptorebbe essersi addirittura suicidato.

  2. #2
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito La fine di Abu Nidal

    Il terrorista più ricercato del mondo trovato morto a Baghdad. Forse un suicidio
    La fine di Abu Nidal


    Giancarlo Lannutti

    Abu Nidal, al secolo Sabri al Banna, nato nel 1937 a Giaffa, antica città araba ed oggi di fatto un sobborgo di Tel Aviv, è stato per quasi un trentennio il più implacabile nemico di Yasser Arafat e il più efficiente e spietato capo terrorista di tutto il Medio Oriente, direttamente responsabile di una lunga catena di sanguinosi attentati nonché della eliminazione di molti fra i più illustri esponenti "moderati" di Al Fatah e dell'Olp. Braccato dalle polizie di mezzo mondo, e in primo luogo dai servizi di sicurezza dell'Olp, è sempre riuscito a farla franca; basato prima a Baghdad, poi negli anni '80 a Damasco e infine a Tripoli, era ufficialmente il segretario generale di Al Fatah-Consiglio rivoluzionario, organizzazione nata da una scissione di Al Fatah, ma ha usato per le sue azioni una miriade di sigle di copertura, come quelle delle brigate rivoluzionarie arabe e della Organizzazione rivoluzionaria dei musulmani socialisti. E' stato lui il primo a progettare, nel 1985, l'utilizzo di un aereo civile dirottato per lanciarlo su un obiettivo urbano, nella fattispecie la città di Tel Aviv, ma il progetto abortì nella fase iniziale.
    Rappresentante dell'Olp dalla fine degli anni '60 prima a Khartum e poi a Baghdad, fu destituito ed espulso nel 1974 e subito dopo condannato a morte dal Tribunale rivoluzionario palestinese sotto l'accusa di avere complottato per la eliminazione fisica di Arafat. Da allora ha dedicato tutte le sue energie a portare avanti una vera e propria "strategia del terrore" intesa a far fallire quella "strategia del negoziato" che Yasser Arafat aveva impostato già nella seconda metà degli anni '70 e che sarebbe stata ratificata dal Consiglio nazionale palestinese nel febbraio 1983 ad Algeri. E' in questo quadro che si colloca la uccisione di alcuni fra i più stretti collaboratori di Arafat: nell'ordine, Said Hammami a Londra, Ezzedine Kalak a Parigi (dove restò ucciso anche il fratello del Delegato di Palestina in Italia Nemer Hammad), Naim Khader a Bruxelles, Issam Sartawi a Lisbona (durante il congresso dell'Internazionale socialista) e infine Abu Iyad a Tunisi, nel 1990. Tra i più sanguinosi attentati firmati da Abu Nidal e dal suo gruppo vanno annoverate le due stragi di Fiumicino del dicembre 1973 (30 morti) e del dicembre 1985 (16 morti), l'attentato del 1982 alla sinagoga di Roma (dove morì il piccolo Tachè e 37 persone rimasero ferite), il lancio di bombe nel 1985 al Cafè de Paris in via Veneto. Suo anche l'attentato contro l'ambasciatore israeliano a Londra che fornì nel 1982 a Begin e Sharon il pretesto per l'invasione del Libano.

    Al Fatah-Consiglio rivoluzionario è stata comunque lacerata anche da sanguinosi dissensi interni, costati la vita a oltre 300 dei suoi militanti; fra i dissidenti ci fu anche il braccio destro di Abu Nidal, Hatef Abu Bakr, che intervistai per l'Unità in una base presso Damasco nel dicembre 1986 e che tre anni dopo lasciò l'organizzazione. Nel 1998 si era diffusa la voce che Abu Nidal, affetto da un grave tumore, fosse riparato dalla Libia in Egitto per essere ricoverato in segreto in una clinica, ma le fonti ufficiali avevano smentito la notizia. Da allora non si erano più avute sue notizie, fino alla tragica rivelazione di ieri.

    Liberazione 20 agosto 2002
    http://www.liberazione.it

  3. #3
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    Mi hanno colpito (non sorpreso, naturalmente), le dichiarazioni di Bush sulla morte di Abu Nidal.
    Stabilito che era un grandissimo mascalzone, un mercenario e un assassino, io non capisco proprio come il Presidente di uno stato che si dichiara "democratico" anzi "il più" democratico, lo "sceriffo del mondo" possa esprimere soddisfazione per la morte di un uomo.
    D' altronde Bin Laden stesso è stato spersonalizzato e ridotto all' incarnazione del male assoluto.
    Ciò che mi preoccupa è che quasi tutto il mondo sta ragionando così.

  4. #4
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    avevo postato la notizia qualche giorno fa, non appena accaduto il fatto.
    ma se non lo scriveva Liberazione Roderigo non ci credeva.....

  5. #5
    Roderigo
    Ospite

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    Originally posted by benny3
    avevo postato la notizia qualche giorno fa, non appena accaduto il fatto.
    ma se non lo scriveva Liberazione Roderigo non ci credeva.....
    Il tuo articolo dava la notizia, il mio una breve scheda biografica del personaggio, dalla cui lettura si può vedere come molti fatti attribuiti ad Arafat dalla propaganda israeliana, appartengano invece ad Abu Nidal. In ogni caso, possiamo fondere i due topic.

    R.

  6. #6
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    Originally posted by Roderigo

    Il tuo articolo dava la notizia, il mio una breve scheda biografica del personaggio, dalla cui lettura si può vedere come molti fatti attribuiti ad Arafat dalla propaganda israeliana, appartengano invece ad Abu Nidal. In ogni caso, possiamo fondere i due topic.

    R.
    Roderi` era una battuta. che permaloso.......

    per quanto riguarda quello che la propaganda attribuisce ad Arafat, con lui e` quello il problema: non si sa mai bene da che parte stia.........

  7. #7
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    Non si sa mai da che parte sta? Arafat?
    L' espulsione di Abu Nidal dall' OLP è cosa vecchia e nota, l' acerrima rivalità tra i due pure.
    Piuttosto non escluderei, visto il rapporto conflittuale con l' OLP, che in molti dei suoi crimini Abu Nidal abbia avuto la collaborazione del Mossad.
    Come d' altronde è invece ampiamente dimostrato che così è stato per Hamas.

  8. #8
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    Originally posted by insurgente
    Non si sa mai da che parte sta? Arafat?
    L' espulsione di Abu Nidal dall' OLP è cosa vecchia e nota, l' acerrima rivalità tra i due pure.
    Piuttosto non escluderei, visto il rapporto conflittuale con l' OLP, che in molti dei suoi crimini Abu Nidal abbia avuto la collaborazione del Mossad.
    Come d' altronde è invece ampiamente dimostrato che così è stato per Hamas.
    per quanto i comportamenti dei servizi segreti siano impermeabili alla comprensione umana, non credo che il Mossad si sia organizzato degli attentati in Israele.
    sharon ha tentato sistematicamente di indebolire la laedership di arafat, ma questo e` un altro discorso. arafat ha permesso che sharon vincesse in israele.
    il discorso su arafat e` complesso, non riguarda solo il fatto di aver qualche numero di telefono di qualche agente isareliano, ma e` un discorso su un politico che ripetutamente ha perso parecchie occasioni per risolvere il problema palestinese. buon ultimo l`esempio del mancato accordo con Barak.
    non era grache` si e` opinato. certo ma avrebbe permesso la nascita di uno Stato Palestinese.
    arafat secondo pero` gia `allora era convinto di mettere in moto i suoi uomini degli affari sporchi. ora pero` a quanto pare il gioco gli e` sfuggito dalle mani.
    lo salverano pero`, per l`ennesima volta. lo salveranno.
    quando altro non c`e`............

  9. #9
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    Originally posted by benny3


    per quanto i comportamenti dei servizi segreti siano impermeabili alla comprensione umana, non credo che il Mossad si sia organizzato degli attentati in Israele.

    Però Israele fece liberare a suo tempo Yassin......

  10. #10
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    Benny 3:

    per quanto i comportamenti dei servizi segreti siano impermeabili alla comprensione umana, non credo che il Mossad si sia organizzato degli attentati in Israele.
    sharon ha tentato sistematicamente di indebolire la laedership di arafat, ma questo e` un altro discorso. arafat ha permesso che sharon vincesse in israele.
    il discorso su arafat e` complesso, non riguarda solo il fatto di aver qualche numero di telefono di qualche agente isareliano, ma e` un discorso su un politico che ripetutamente ha perso parecchie occasioni per risolvere il problema palestinese. buon ultimo l`esempio del mancato accordo con Barak.
    non era grache` si e` opinato. certo ma avrebbe permesso la nascita di uno Stato Palestinese.
    arafat secondo pero` gia `allora era convinto di mettere in moto i suoi uomini degli affari sporchi. ora pero` a quanto pare il gioco gli e` sfuggito dalle mani.
    lo salverano pero`, per l`ennesima volta. lo salveranno.
    quando altro non c`e`............


    Re: Riguardo a Abu Nidal, la complicità del Mossad è fortemente sospettata nell' uccisione di Abu Jihad, per dirne una.
    E quanto a Hamas, Israele l' ha favorita in ogni modo, anche con finanziamenti, per indebolire Arafat, finchè non gli è scivolata di mano.
    Quanto agli accordi con Barak, i leaders di Israele non hanno mai avuto (per ora) la volontà di concedere l' indipendenza alla Palestina. Neanche Rabin, che continuava a promuovere insediamenti nelle terre che lui stesso aveva assegnato alla giurisdizione dell' ANP.
    Quella di Barak era una richiesta di resa definitiva, la fine di ogni aspirazione del popolo palestinese ad avere una terra che non fosse un' insieme di bantustan.
    Arafat a mio avviso ha tentato in ogni modo di trovare accordi con Israele, ma quella volta era davvero troppo.
    Molte cose possono essergli rimproverate, ma a mio avviso di errori ne ha commessi verso il suo stesso popolo e gli oppositori politici palestinesi; con Israele a volte si è piegato fin troppo, arrivando anche a far sparare sulla folla inferocita che chiedeva la scarcerazione di leaders politici o a far arrestare Saadat, segretario dell' FPLP, accondiscendendo le richieste di Sharon in tutto pur di vedersi ri-concedere la libertà di movimento (per dirne due...)

 

 
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