scusa ma noi straccioni abbiamo la turca, per i girotondi è un problema...MA FATTI UN GIROTONDO ATTORNO ALLA TAZZA DEL CESSO


scusa ma noi straccioni abbiamo la turca, per i girotondi è un problema...MA FATTI UN GIROTONDO ATTORNO ALLA TAZZA DEL CESSO


E VA BENE,ALLORA FATTI UN BAGNO TURCOOriginally posted by pcosta
scusa ma noi straccioni abbiamo la turca, per i girotondi è un problema...


========Originally posted by GEORGE
INSISTI TROPPO SUL CONCETTO DELLA MIA VERGINITA',VUOI PORTARMI ALL'ALTARE ?
figuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuurati........
oltre alle pezze sul culo,,,,,,,,anche le pezzette nella topa.........![]()
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


Se come dici tu devo fare un girotondo attorno a casa tua devi darmi almeno il tuo indirizzoOriginally posted by GEORGE
TUTTE FANDONIE,SCRIVI CAZZATE A RAFFICA,BUGIE,INVENZIONI DI SANA PIANTA COPIATE DA QUEI SITI STRACCIONI E PIDOCCHIOSI DEI COMUNISTI.
ACCUSE,CONDANNE,INDAGINI.......
COM'E' KE LA FEDINA PENALE DI ZIO SILVIO E' IMMACOLATA?
MA FATTI UN GIROTONDO ATTORNO ALLA TAZZA DEL CESSO
Berlusconi e la sua "carriera"... I venti punti fondamentali dell'ascesa economica e politica di Berlusconi.
Agli italiani sembra che non gliene freghi un gran che, gli basta che prima o poi gli si diminuisca le tasse in modo vero o virtuale e che si gli porti le pensioni minime a un milione al mese.
Poi può continuare a fare quello che vuole, l'importante è comprarsi la Mercedes nuova e che si possa continuare ad evadere senza che gli si rompano troppo le balle.
In fondo per loro chi paga sono sempre i soliti, quelli che remano con 2 milioni al mese striminziti e che si esaltano solo alle partite del Milan o guardando i TG di Emilio Fede.
Il pregiudicato Silvio Berlusconi (perchè volenti o nolenti di questo si tratta) condannato tra l'altro dalla Corte d'Appello di Venezia nel maggio 1990 per falsa testimonianza, evita accuratamente di rispondere alle varie domande che gli vengono poste, sia dai giornalisti della stampa estera, sia dai Tribunali della Repubblica.
In Una storia italiana, lussuosa pubblicazione inviata gratuitamente a dodici milioni di italiani, per una distrazione del proto di Arcore sono saltate alcune decisive pagine. Ci si consenta di rimediare.
Ecco il riassunto dei 20 punti fondamentali della carriera del Berlusconi che sono ormai nella sua storia personale e che meritano sicuramente una attenta considerazione da parte di tutti:
Edilnord
La Edilnord Sas è la società fondata nel 1963 da Silvio Berlusconi per costruire Milano2. Soci accomandatari (quelli che vi operano), oltre al futuro Cavaliere, sono il commercialista Edoardo Piccitto e i costruttori Pietro Canali, Enrico Botta e Giovanni Botta. Soci accomandanti (quelli che finanziano l'operazione) il banchiere Carlo Rasini, titolare dell'omonima banca con sede in via dei Mercanti a Milano, e l'avvocato d'affari Renzo Rezzonico, legale rappresentante di una finanziaria di Lugano: la Finanzierungesellshaft fùr Residenzen Ag, di cui nessuno conoscerà mai i reali proprietari. Si tratta comunque di gente molto ottimista, se ha affidato enormi capitali a Berlusconi, cioè a un giovanotto di 27 anni che, fino a quel momento, non ha dato alcuna prova imprenditoriale degna di nota. A proposito della Rasini, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi tra il 1973 e il 1975.
Edilnord 2
II 2° ottobre 1968 nasce la Edilnord centri residenziali Sas (una sorta di Edilnord 2): stavolta, al posto di Berlusconi, come socio accomandatario c'e' sua cugina Lidia Borsani, 31 anni. E i capitali li fornisce un'altra misteriosa finanziaria luganese, la Aktiengesellshaft fùr Immobilienanlagen im Residenzentren Ag (Aktien), fondata da misteriosi soci appena 10 giorni prima della nascita di Edilnord 2. Berlusconi da questo momento sparisce ne1 nulla, coperto da una selva di sigle e prestanome. Riemergerà solo nel 1975 per presiedere la Italcantieri nel 1979, come presidente della Fininvest. Intanto nascono decine di società intestate a parenti e figuranti, controllate da società di cui si ignorano i veri titolari. Come ha ricostruito Giuseppe Fiori in Il venditore (Garzanti, Milano 1994), Italcantieri nasce nel 1973, costituita da due fiduciarie ticinesi: Cofìgen Sa di Lugano (legata al finanziere Tito Tettamanzi, vicino alla massoneria e all'Opus Dei) e Eti A. C. Holding di Chiasso (amministrata da un finanziere di estrema destra, Ercole Doninelli, proprietario di un'altra società, la Fi.Mo, più volte inquisita per riciclaggio, addirittura con i narcos colombiani).
Villa San Martino ad Arcore
Nel 1973 Silvio Berlusconi acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda rimasta orfana nel 1970, la settecentesca Villa San Martino ad Arcore, con quadri d'autore, parco di un milione di metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni. La Casati è assistita da un pro-tutore, l'avvocato Cesare Previti, che è pure un amico di Berlusconi, figlio di un suo prestanome (il padre Giuseppe) e dirigente di una società del gruppo (la immobiliare Idra). Grazie alla fortunata coincidenza, la favolosa villa con annessi e connessi viene pagata circa 500 milioni dell'epoca: un prezzo irrisorio. E, per giunta, in azioni di società non quotate. E in comode rate.
Vittorio Mangano
Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso di Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.
Immobiliare San Martino
Nel 1974 nasce la Immobiliare San Martino, amministrata da Marcello Dell'Utri e capitalizzata da due fiduciarie del parabancario Bnl: la Servizio Italia (diretta dal piduista Gianfranco Graziadei) e la Saf (Società azionaria finanziaria, rappresentata da un prestanome cecoslovacco, Frederick Pollack, nato nientemeno che nel 1887). A vario titolo e con vari sistemi e prestanome, le due fiduciarie "fìglieranno" una miriade di società legate a Berlusconi e ai suoi cari: a cominciare dalle 34 "Holding Italiana" che controllano il gruppo Fininvest. Secondo il dirigente della Banca d'Italia Francesco Giuffrida e il sottufficiale della guardia di finanza Giuseppe Giuro, consulenti tecnici della procura di Palermo al processo contro Marcelle Dell'Utri per concorso estemo in associazione mafiosa, 22 di queste holding hanno ricevuto fra il 1978 e il 1985 almeno 113 miliardi (pari a 502 miliardi di oggi), perlopiù in contanti o in assegni "mascherati", dei quali tutt'oggi "si ignora la provenienza". La procura di Palermo sostiene che sono i capitali mafiosi "investiti" nel Biscione dalle cosche legate al boss Stefano Bontade.
P2
II 26 gennaio 1978 Silvio Berlusconi si affilia alla loggia Propaganda 2 (P2), tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625. La partecipazione al pio sodalizio gli procaccerà vantaggi di ogni genere: dai finanziamenti della Servizio Italia di Graziadei ai crediti facili e ingiustificati del Monte dei Paschi di Siena (di cui è provveditore il piduista Giovanni Cresti) alla collaborazione con il Corriere della Sera (diretto dal piduista Franco Di Bella e controllato dalla Rizzoli dei piduisti Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din e Umberto Ortolani).
Tre finanzieri in carriera
II 24 ottobre 1979 Silvio Berlusconi riceve la visita di tre ufficiali della guardia di finanza nella sede dell'Edilnord centri residenziali. Si spaccia per un "un semplice consulente esterno" addetto "alla progettazione di Milano2". In realtà è il proprietario unico della società, intestata a Umberto Previti. Ma i militari abboccano e chiudono in tutta fretta l'ispezione, sebbene abbiano riscontrato più di un'anomalia nei rapporti con i misteriosi soci svizzeri. Faranno carriera tutti e tre. Si chiamano Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo e Alberto Corrado. Berruti, il capopattuglia, lascerà le fiamme gialle pochi mesi dopo per andare a lavorare per la Fininvest. Finirà in carcere nel 1994 insieme a Corrado per i depistaggi nell'inchiesta sulle mazzette alla guardia di finanza, poi verrà eletto deputato per Forza Italia e condannato a 8 mesi per favoreggiamento. Gallo risulterà iscritto alla loggia P2.
"il noto Silvio Berlusconi"
II 30 maggio 1983 la guardia di finanza di Milano, che sta controllando i telefoni di Berlusconi nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di droga, redige un rapporto investigativo in cui si legge: "E stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane (Lombardia e Lazio). Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni in Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo aventi sede a Vaduz e comunque all'estero". Per otto anni l'indagine, seguita inizialmente dal pm Giorgio Della Lucia (poi passato all'Ufficio istruzione, tuttoggi indagato per corruzione in atti giudiziari insieme al finanziere Filippo Alberto Rapisarda, ex datore di lavoro ed ex socio di Marcelle Dell'Utri), langue, praticamente dimenticata. Alla fine, nel 1991, il gip milanese Anna Cappelli archivierà tutto.
Legge Mammì
II terzo, seccante incontro ravvicinato fra il Cavaliere e la legge risale al 16 ottobre 1984. Tre pretori, di Torino, Roma e Pescara, hanno la pretesa di applicare le norme che regolano l'emittenza televisiva e che il Cavaliere ha deciso di aggirare, trasmettendo in contemporanea gli stessi programmi su tutto il territorio nazionale. E bloccano le attrezzature che consentono l'operazione fuorilegge. Il Cavaliere oscura le sue tv, per attribuire il black-out ai giudici, poi scatena il popolo dei Puffi e di Dallas con lo slogan "Vietato vietare", opportunamente rilanciato dallo show dell'apposito giornalista piduista Maurizio Costanzo. Lo slogan viene subito tradotto in legge dall'apposito presidente del Consiglio Bettino Craxi. Il quale abbandona una visita di Stato a Londra per precipitarsi in Italia e varare un decreto legge ad personam ("decreto Berlusconi") che riaccende immantinente le tv illegali del suo compare d'anello. Ma il decreto viene bocciato dall'aula come incostituzionale. Due dei tre pretori reiterano il sequestro penale delle attrezzature utilizzabili oltre l'ambito locale. Così Craxi partorisce un secondo decreto Berlusconi, minacciando elezioni anticipate, in caso di mancata conversione in legge. Provvederà poi lo stesso Caf a legalizzare il monopolio illegale Fininvest con la legge Mammì.
Continua.....................
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RIMEDIO
Un lupo disse a Giove:- Quarche pecora
dice che rubbo troppo, ce vò un freno
per impedì che inventino 'ste chiacchiere.
E Giove j'arispose:- Rubba meno.
(Trilussa)


e mica hanno bisogno dei girotondi loro......... basta un fischio ...... e arrivano persiono da londra,......![]()
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PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


Sentenza di condanna in appello definitiva per falsa testimonianza di tale Berlusconi Silvio (prima che scendesse in campo)
Volendo posso proseguire con le altre 11 pagine...
Morale:
E' finita in amnistia ma è restata la bugia (fa anche rima)
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LA CONDANNA E' STATA ANNULLATA IGNORANTE


La bugia no


E CHI LO DICEOriginally posted by pcosta
La bugia no
ZIO SILVIO AVEVA FATTO RICORSO PER CASSAZIONE MA L'AMNISTIA E' INTERVENUTA E DUNQUE NULLA DI FATTO
TI RAMMENTO,GARANTISTA DEI MIEI STVALI,CHE UN CITTADINO E' COLPEVOLE ALL'ULTIMO GRADO DI GIUDIZIO
ZIO SILVIO L'ULTIMO NON LHA FATTO PERCHE NON C'E' N'E' STATO BISOGNO
STUDIA IGNORANTE
ahhhhhhhhhhhh, l'amnistia, come per i terroristi...