"Martello entrò con il passi di Miccichè"
Secondo i riscontri delle fiamme gialle, l'accredito d'ingresso al ministero per l'uomo poi arrestato per spaccio di cocaina, fu chiesto dalla segreteria del viceministro. In nove mesi Martello entrò 30 volte.
ROMA – Una telefonata della segreteria di Gianfranco Miccichè all’ufficio passi autorizzò l’ingresso di Alessandro Martello. I controlli affidati alla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta romana sulla cocaina dei Vip, confermano che l’uomo poi arrestato per spaccio di cocaina fu autorizzato ad entrare nel ministero dalla segreteria del viceministro forzista, che ha sempre negato di avere rapporti personali con Martello.
La chiamata arrivò poco più di un’ora prima che l’uomo si presentasse all’ingresso del ministero del Tesoro. E c’è di più: non si trattò di una visita occasionale. Le fiamme gialle, a cui sono stati delegati i controlli che si incrociano con l’inchiesta dei carabinieri che ha portato già a 11 arresti, hanno verificato che in nove mesi, dal 21 settembre 2001 al 27 giugno 2002, la richiesta di passi per Martello risulta registrata trenta volte. “In sedici occasioni – recita il rapporto dei finanzieri rivelato dal Corriere della Sera – c’è la prova dell’avvenuta visita dopo il rilascio del badge. Nelle altre quattordici risulta l’accreditamento ma non è stato possibile verificare se Martello sia effettivamente entrato”.
Le fiamme gialle infine, hanno accertato, confrontandosi con un centralinista del ministero, che alcune delle chiamate segnate sui tabulati telefonici dell’utenza di Martello provengono dai numeri della segreteria di Miccichè.
Il dieci aprile scorso l’uomo era tenuto sotto controllo dai carabinieri che, in base alle intercettazioni telefoniche, sapevano che aveva in tasca venti grammi di cocaina. Secondo quanto risulta dai registri del ministero, alle 19 arrivò la chiamata all’ufficio passi. Il nome di Martello venne annotato nel riquadro corrispondente al nome di Gianfranco Miccichè e della dottoressa Morana (la sua segretaria). Alle 20,20 Martello si presentò all’ingresso ed entrò. Miccichè ha detto di essere rimasto in ufficio fino alle 21,40 quel giorno, ma di non aver incontrato Martello “che è solo un conoscente”. Ma per i carabinieri il viceministro era “verosimilmente” il destinatario della cocaina.




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