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  1. #21
    Hanno assassinato Calipari
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    "Il programma YURI il programma"
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    Originally posted by Wotan


    E' sempre meno rassicurante leggere come la sottocultura di sinistra imperante da 50 anni in Itaglia ha prodotto nelle teste ogni tipo di luogo comune. Caro sig. Guelfi, il popolo Veneto, nelle sue lunghe e sofferte migrazioni, ha fatto della propria dignità e del rispetto di chi lo ospitava caratteristiche fondamentali del proprio essere. Dal' Argentina al Brasile, dall' Uruguy all' Australia si é adattato alle contingenze, ha lavorato nel silenzio e nell' osservanza delle leggi, ha patito con dignitosa grandezza la fame al fine di garantire un futuro ai figli. Dagli ospiti non ha mai preteso nulla, non ha mai occupato ciò che suo non era e che non gli spettava, non si é mai baraccato in chiese o case dello stato, non ha mai creato problemi politici interni a paesi nei quali aveva ben chiaro di essere l' ultimo arrivato. Per cui con l' immigrazione odierna di orde sgangherate e dal dubbio, quantomeno, senso del vivere civile, non ha nulla a che fare. E stia tranquillo, anche se non li volesse vedere gli extracomunitari, persone con il suo schematismo mentale glieli sbatteranno in faccia sempre. Per giochi politici, interessi di bottega e peloso solidarismo nel nome del mito del "buon selvaggio".
    Ciò che i Veneti hanno oggi é solo ciò che si sono guadagnati con silenziosa operosità. Non tollerano, non tollereranno che per accontentare le coscienze unte dei paladini di una giustizia da centri sociali, da salotti radical chic, da vaniloquenti fautori del peggiore neo-cattocomunismo mondiale di continuare ad essere usati come vacche da mungere, quelle vacche che lei dice aver lo sguardo più intelligente dei trevigiani. Questa odiosa battuta farebbe furori a tavola con Casarini, Agnoletto e qualche altro perdigiorno di professione. Là le sue analisi verrebbero certamente approvate ed acclamate. In Veneto invece rappresentano solo la sinistra e sinistrorsa miseria qualunquista di chi continua a mistificare la realtà.
    Leggere libri? Quali? Quelli che hanno formato un pensiero come il suo? Dio, ce ne scampi.
    Paolo Zanoni
    amore, non solo i veneti

    Che erano dei morti di fame tra i bianchi. Forse hanno il QI basso...

  2. #22
    Totila
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    Originally posted by gianni g.
    Gentile signorina, i trevigiani, e i leghisti in genere, non amano la vista degli extracomunitari perché gli ricorda la loro condizione di pochi decenni fa: poveri, semianalfabeti, integralisti in materia di religione, disoccupati costretti all' emigrazione.
    E ci infastidisce chiunque ci rammenti le nostre passate pene. Gli immigrati sono indispensabili, questo lo capiscono anche i trevigiani, ma che non si facciano vedere troppo in giro, che diventino invisibili.

    Grazie al gran lavoro e ai grandi sacrifici fatti da tutti i veneti, oggi la regione è prospera e gli abitanti hanno ammassato ingenti fortune ma, ahiloro, manco un libro.
    E come avrebbero potuto visto che nessuno gli ha mai insegnato, né il sor paron né il sor vescovo né, tantomeno, il notabile DC, l' amore per il sapere, per la conoscenza, per la cultura insomma. Unico vero antidoto contro l' ignoranza e i pregiudizi che tanto nuocciono all' umanità.
    Ecco perché dei cittadini ingioiellati fin sopra i capelli, votano poi per un sindaco siffatto: perché non hanno mai letto un libro.

    con ossequi
    Gianni Guelfi

    Lei di libri, invece, ne deve avere letti molti...La Capanna dello zio Tom, Indovina Chi Viene a Cena, Indovina chi viene a Merenda...
    Ma per favore...
    Giovanni Ghibellini

  3. #23
    Totila
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    Originally posted by yurj


    No capisco come permettano alle donne padanogene di non controllare il focolare, ma di perdere tempo in Internet. A lavare mutande!
    In tutti i tuoi post parli di problemi di mutande...
    Hai provato a metterti il pannolone?

  4. #24
    email non funzionante
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    Egregio signor Zanoni,

    alcuni anni fa, mi trovavo, assieme alla mia famiglia, per lavoro a Melbourne, Australia.
    Era la vigilia di Natale, faceva molto caldo (laggiù le stagioni sono invertite), portammo quindi i figli al parco.
    Un passante, udendoci parlare italiano, si fermò e, dopo essersi presentato, ci chiese di dove fossimo e da quanto tempo ci trovassimo in Australia.
    Appreso che non conoscevamo nessuno in città, disse che era un piaciere per lui invitarci al club veneto (lui era veneto) per il pranzo natalizio dell' indomani.
    Accettammo con gioia perché la prospettiva di pranzare da soli in albergo non ci rallegrava.
    L' indomani il nostro amico ci venne a prendere colla macchina e, giunti a destinazione, ci trovammo dentro un bellissimo e nuovissimo edificio.
    Il nostro anfitrione ci fece da guida.Ogni sala era pavesata da un tricolore e da una foto del nostro Presidente (allora era Scalfaro).
    Su quasi tutte le pareti erano affisse cartine dell' Italia e foto delle nostre città: venete, ma anche siciliane, calabresi, pugliesi.
    Non le dico la festa che ci fecero gli altri invitati quando seppero che eravamo da poco giunti dalla Madrepatria.
    Gente che non avevamo mai visto prima di allora ci assali, letteralmente, subissandoci di domande, di inviti a pranzo, circondandoci di mille e mille cortesie, testimoniandoci la loro nostalgia e il loro amore per l' Italia.
    Per l' Italia, signor Zanoni, non per la Padania.
    In seguito potei constatare quanto, molti di loro, fossero ben più ricchi di parecchi veneti rimasti a casa. E, malgrado ciò, quanto, diversamente da quest' ultimi, fossero rimasti generosi, altruisti, soccorrevoli, semplici.
    In una parola: umani.
    Ecco, quelli sono i veneti che amo.

    distinti saluti

    Gianni Guelfi

  5. #25
    Totila
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    Club veneto? Non italiano...Ohibò...

  6. #26
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    chiediti perchè esistono più di 300 associazioni nel mondo di VENETI che hanno deciso di non mischiarsi agli indigeni della calabria saudita e che si impegnano nella diffusione della cultura VENETA nel mondo...
    il problema è solo uno: vi brucia il culo che NOI VENETI siamo riusciti, nonostante l'occupazione italiota, a creare benessere mentre voi siete famosi nel mondo solo per la mafia e la camorra.

    saluti padani

  7. #27
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    Originally posted by gianni g.
    Egregio signor Zanoni,

    alcuni anni fa, mi trovavo, assieme alla mia famiglia, per lavoro a Melbourne, Australia.
    Era la vigilia di Natale, faceva molto caldo (laggiù le stagioni sono invertite), portammo quindi i figli al parco.
    Un passante, udendoci parlare italiano, si fermò e, dopo essersi presentato, ci chiese di dove fossimo e da quanto tempo ci trovassimo in Australia.
    Appreso che non conoscevamo nessuno in città, disse che era un piaciere per lui invitarci al club veneto (lui era veneto) per il pranzo natalizio dell' indomani.
    Accettammo con gioia perché la prospettiva di pranzare da soli in albergo non ci rallegrava.
    L' indomani il nostro amico ci venne a prendere colla macchina e, giunti a destinazione, ci trovammo dentro un bellissimo e nuovissimo edificio.
    Il nostro anfitrione ci fece da guida.Ogni sala era pavesata da un tricolore e da una foto del nostro Presidente (allora era Scalfaro).
    Su quasi tutte le pareti erano affisse cartine dell' Italia e foto delle nostre città: venete, ma anche siciliane, calabresi, pugliesi.
    Non le dico la festa che ci fecero gli altri invitati quando seppero che eravamo da poco giunti dalla Madrepatria.
    Gente che non avevamo mai visto prima di allora ci assali, letteralmente, subissandoci di domande, di inviti a pranzo, circondandoci di mille e mille cortesie, testimoniandoci la loro nostalgia e il loro amore per l' Italia.
    Per l' Italia, signor Zanoni, non per la Padania.
    In seguito potei constatare quanto, molti di loro, fossero ben più ricchi di parecchi veneti rimasti a casa. E, malgrado ciò, quanto, diversamente da quest' ultimi, fossero rimasti generosi, altruisti, soccorrevoli, semplici.
    In una parola: umani.
    Ecco, quelli sono i veneti che amo.

    distinti saluti

    Gianni Guelfi
    Sig. Guelfi non ho nessun motivo di dubitare di ciò che lei racconta. Solamente le faccio notare che mettere nella stessa pentola l' emigrazione Veneta del 20, 30 e del 40 e farla apparire sotto il tricolore e del tricolore innamorata, é sì storia, ma storia "costretta". Chi lasciò in quegli anni le nostre lande intristite dalla pellagra non aveva altro da portarsi appresso, come amato ricordo, l' itaglia e il cencio tricolore che gli era stato imposto in un referedum truffa. Un povero, un sognatore, un uomo che si aspetta qualcosa di più che l' elemosina di un arepubblica massonica e ipocrita, se ne va. Ma qui lascia il cuore. E l' itaglia gli disse che il cuore era tricolorito. A quegli emigrati non restava che creerci, come credere alla casa, non patria , alla casa: dove abitava la sua famiglia, dove avevano lavorato i suoi avi. Per questi nostri, miei(suoi non lo so) fraelli, agrapparsi ad un brandello bianco rosso e verde é casa. Ma solo perché lo stato borbone, meridionale e meridionalista degli ultimi 50 anni non ha saputo dare loro altro: un inno, picce-picce mariscà o core o mare ... Il suo Stato, sig. Guelfi, é riuscito ad umiliare anche i Veneti d' oltreoceano e renderli, APPROFITTANDO DELLA LORO NOSTALGIA PER LA CASA- il VENETO , non VIBO VALENTIA- strumento propagandistico per certo mondialismo castrante. Per favore, voi umanitaristi senza patria, abbiate pietà. Basta inganni sulla pelle di chi soffre una nostalgia che però non parla italiano, parla lingua veneta. Da Caxias a Montevideo, da Buenos aires al Rio Grende Do sul...Avete mistificato una storia, l' avete usata a vostro uso e consumo. Basta, sig. Guelfi. Veneto era nazione ancor prima che quegli immigrati partissero. Non usate certo pietismo arabbeggiante per assimilarli a calabresi e lucani, o campani e siciliani. E' ipocrita, é falso ed é strumentale. Finché diranno gli immigrati veneti"Ghe zé" e non " C'é" o "Ci sta"., non saranno COSA VOSTRA.
    Paolo

  8. #28
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    Originally posted by paladino


    Sante parole, i veneti erano chiamati i terroni del nord, ma sembra che non se lo ricordino piu'.

    Una volta erano poareti e gentili, ora alcuni sono solo ....poareti di spirito.
    Per fortuna c' é il vostro grande Spirito...Eravamo gentili, poi la tua stirpe ci ha ridotto a sevi sciocchi di psedonazionalisti della tua risma. Ma é colpa nostra, più di tanto no mi sento di accusarvi. Mi stomaca solo il vostro vaniloquio tricolorito, il vostro patrio italico amore che da 50 si risolve solo in parate di sbirri terroni(Vorrei fare un concorso domani per vedere quanti conoscono avverbi, congiuntivi, condizionali e passati prossimi della Lingua del Regno), partite de balon degli Azzurri e di piagnistei per le eliminazione...Quanta dignità in questa repubblica italiana.
    Il bello é che non sarebbe difficile risolvere tutto ciò: come due coniugi che non si rispettano più..dividiamoci.
    Paolo

  9. #29
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    Originally posted by paladino


    O Wotan, facciomo come i coniugi che non si vogliono piu' bene e lui, quello infelice se ne va e lascia il resto della famiglia intatta.

    Buon viaggio Wotan, e non voltarti indietro.

    Ps. per il resto, sei un po' patetico e con pochi argomenti: la miseria c'era davvero e allora i veneti non erano razzisti, neanche un po', ora solo un po'.
    Il tempo in cui, oltre a me altri se ne andranno non é poi così lontano. Lega o non Lega, Bossi o non Bossi. Sono corsi storici che inevitabilmente arrivano al punto di non ritorno. Basta una scintilla. Una conginzione storico-politica particolare-vedi Cechia e Slovaccia. Tranquillo non mi girerò.
    Patetico? Pochi argomenti? Vuoi un thread intero?
    Il veneto non é razzista(mah, il razzismo esasperato diventa legittima difesa), non vuole più sorbirsi cero qualunquismo.
    Paolo

  10. #30
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    Originally posted by gianni g.
    Gentile signorina, i trevigiani, e i leghisti in genere, non amano la vista degli extracomunitari perché gli ricorda la loro condizione di pochi decenni fa: poveri, semianalfabeti, integralisti in materia di religione, disoccupati costretti all' emigrazione.
    E ci infastidisce chiunque ci rammenti le nostre passate pene. Gli immigrati sono indispensabili, questo lo capiscono anche i trevigiani, ma che non si facciano vedere troppo in giro, che diventino invisibili.

    Grazie al gran lavoro e ai grandi sacrifici fatti da tutti i veneti, oggi la regione è prospera e gli abitanti hanno ammassato ingenti fortune ma, ahiloro, manco un libro.
    E come avrebbero potuto visto che nessuno gli ha mai insegnato, né il sor paron né il sor vescovo né, tantomeno, il notabile DC, l' amore per il sapere, per la conoscenza, per la cultura insomma. Unico vero antidoto contro l' ignoranza e i pregiudizi che tanto nuocciono all' umanità.
    Ecco perché dei cittadini ingioiellati fin sopra i capelli, votano poi per un sindaco siffatto: perché non hanno mai letto un libro.

    con ossequi
    Gianni Guelfi
    il nostro simpatico ammiratore (in quanto venete) dimentica di aggiungere alcune cose: certo i libri che legge lui sono quelli che preparano la strada al paradiso della futura società multirazziale, ma si tratta dei libri che seminano la kultura komunista marxista-cattobuonista, la buona unica e vera kultura, è bene che l'amico lo precisi... Ah, ma come mai anche noi non ci lasciamo trasportare dalle sue buone letture sul sendero luminoso
    che unico fra tutti ci porterà nel nuovo paradiso in terra?

 

 
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