Certo è che la notizia di un possibile anticipo dell'uscita di scena dall'Europa di Prodi ha sollevato più di qualche commento.
La politica italiana si trova in questo momento in una situazione direi alquanto stabile. E' certo che l'Autunno si prospetta ricco di scontri sociali con un governo che di soldi attualemente non ne vede l'ombra, dovendo mantenere enormi (eccessive?) promesse. La mia personale sensazione è che Berlusconi abbia ancora da trovare un leader, in contrapposizione, alla propria altezza.
Onore alla volontà ed alla determinazione di Rutelli, ma certo la sua immagine non lascia ricordo nelle persone e le sue azioni si bloccano nella grande rete degli interessi contrapposti dei partiti interni all'Ulivo. "Bisogna essere più che scafati per navigare in acque profonde" diceva il buon Craxi.
Mi piacerebbe a questo punto porre delle domande per avviare un dibattito.
E', la possibile uscita di Prodi dalla scena Europea, un segnale per la politica italiana? (Avete visto Buttiglione che, più ubriaco del solito ripete a mitraglietta che è un atto fuori luogo? Vero è che è il ministro delle politiche europee, ma ...)
Quali possibili orizzonti per Prodi con un nuovo protagonista sulla scena come Cofferati?
Come delimitare, in una prospettiva prodiana, la deriva sempre pericolosa di un Bertinotti e possibili futuri accordi con (ancora per poco) l'attuale leader della CGIL, ricordandoci che fino a 2 anni fa quest'ultimo era riconosciuto come un moderato riformatore?
Grazie per l'attenzione




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