Roma. “Ci siamo impegnati tutti davanti agli elettori per un governo di legislatura –scandisce Arturo Parisi – il che significa che la durata del governo è certa, incerta è solo la durata della legislatura”.
I giornalisti presenti alla conferenza stampa si guardano smarriti. La domanda viene riformulata. “Governo di legislatura – prova a chiarire il ministro – è quello che dura da un’elezione all’altra”.
Prima che la domanda venga riformulata una terza volta, qualcuno traduce:
“Se Prodi cade si vota”.
Questo è l’avvertimento che Parisi vuole lanciare dalla conferenza stampa con Rosy Bindi, a cinque giorni dalle primarie.
Certo Rosy Bindi non è la candidata di Prodi, come il premier ha chiarito più volte, sebbene con lei sia schierata metà della sua famiglia e buona parte dei politici a lui più vicini. Ma la scelta di tenere la conferenza proprio nella sede dell’Ulivo, a piazza Santi Apostoli – laddove, come ricorda minacciosamente Parisi, ancora campeggia la targa dell’Asinello – non può passare inosservata.
Tanto più che nella stanza accanto, quella dell’ufficio stampa i pacchi di volantini e di manifesti per Rosy Bindi lasciano pochi dubbi.
L’impressione è di trovarsi nel bunker dell’ulivismo ultima ridotta dei prodiani irriducibili.
Rosy Bindi esordisce dicendo di aver chiesto a cinque giorni dal voto, un “contributo finale” a Parisi.
E Parisi chiarisce subito: “La scelta non è su chi dovrà succedere a Prodi, né su chi dovrà sfidare Berlusconi, né su chi sarà il candidato del Pd alle primarie di coalizione”.
A sentirlo parlare, viene quasi il sospetto che si tratti di scegliere un usciere.
Poi ricorda: “Nel 2001 proprio in questa sala si svolgevano i ‘tavoli’ dei partiti sulle candidature, e dicemmo: mai più. Infatti nel 2006 abbiamo fatto di peggio”.
Ragion per cui l’unica riforma possibile è “tornare al Mattarellum”. Rosy Bindi si dice pienamente d’accordo. E poi attacca: “A Matrix non si è sentita una parola sul Pd, Veltroni ha parlato solo di quello che dovrebbe fare il governo”.
Dal bunker degli ultimi prodiani decisi a vendere cara la pelle, l’accusa non potrebbe essere più esplicita. Veltroni vuole far cadere il governo.
Ma se cade il governo, ormai è chiaro, a chiedere le elezioni non sarà solo il Cav.
www.ilfoglio.it 10 ott 07
saluti




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