“Tiriamoci su, in questo caso il bicchiere è davvero mezzo pieno. Da un lato infatti ci può solo sconfortarci – noi, come popolo, come società – la scoperta che i vertici dei sindacati si siano tartufescamente aumentati le pensioni: in modo da non farlo sapere a nessuno, tantomeno agli iscritti, in definitiva taccheggiando – come in un supermercato legislativo- denarp pubblico che sarebbe stato onesto destinare a ben altri pensionati. D’altro canto è una bella consolazione che a scoprire il giochetto sia stato un giornale, svolgendo lavoro di indagine e di denuncia che dovrebbe essere proprio- anche- della stampa.
Aumenta la soddisfazione che a compiere l’impresa (e non è la prima volta, ricordate per esempio affittopoli?) sia stato il nostro Giornale, quello dove lavoriamo o che leggiamo”.
Giordano Bruno Guerri, che firma l’articolo apparso appunto su “il Giornale” di sabato 24 agosto, prosegue.
“Le testate avversarie avranno un bell’insinuare che, non a caso, ci siamo occupati dei “nemici di Berlusconi”, proprio loro che a tempo pieno cercano soltanto magagne nella compagine berlusconiana, senza trovarne di casi così gravi.
Se non si vuole farne una questione di bravura professionale, evidentemente ci sono più scheletri in certi armadi che in altri.
Si dirà anche che non si tratta di grandi cifre, che per esempio il presunto Cincinnato cinese Cofferati passa, con la complicità del governo Prodi, da 1,7 – 1,9 milioni al mese a 4,6 -5 milioni, cifra peraltro più adeguata all’enorme lavoro che svolge (se non si sta a discutere sulla qualità e l’utilità pubblica di quel lavoro). Ma moltiplichiamo i milioni per 1400 fruitori dell’autoregalia, e per tutti i mesi della loro anzianità, che auguriamo loro lunga ma non troppo serena (qualche rimorso non guasterebbe), e vedremo che si tratta di una cifra disprezzabile.
Ho tralasciato di proposito il “non” che di solito precede “disprezzabile”: si tratta di denaro disprezzabile perché a pagare i cosiddetti contributi figurativi di Cofferati e soci sono in minima parte lo Stato, poi gli iscritti ai sindacati e in massima parte i lavoratori, cioè gli stessi che la compagnia sindacalpensionistica dovrebbe proteggere. E denaro disprezzabile anche perché ottenuto con un sotterfugio in combutta con politici di parte, di querce e ulivi. I parlamentari almeno, quando si arrtibuiscono aumenti più o meno equi, lo fanno –lo devono fare- a viso aperto. Questi 1400 vertici(quanti sono questi vertici, più di senatori e deputati insieme) dei sindacati invece intascano di nascosto. Poi –con una faccia che adesso mi sembra stranamente simile a quella di un melone tagliato- agitano le masse e fanno i moralizzatori perché Berlusconi non ha ancora aumentato le pensioni a tutti, proprio a tutti, i pensionati sotto il milione, iniziativa che la sinistra e l’Ulivo si sono ben guardati dal prendere, sistemando invece i soci del sindacato.
In definitiva si rafforza l’impressione di una struttura sindacale che si autoalimenta e che tutto fa tranne occuparsi davvero degli interessi dei lavoratori. Peggio: nel Paese, anche fra i lavoratori iscritti ai sindacati, non c’è la percezione collettiva di quello che avviene nei sindacati, assai più garantiti e alimentati dei partiti, il che è tutto dire. E’ per questa mancanza di percezione e di informazione che gli stessi sindacati riescono a mobilitare buona parte degli italiani su una vicenda come quella dell’art. 18, la cui modifica non solo mo toglie niente a nessuno, ma caso mai giova proprio all’interesse dei lavoratori. Speriamo che, punti sul vivo del portafoglio frodato, stavolta gli iscritti ai sindacati ripensino globalmente i loro interessi.
Aggiungo, non per inciso, che mi trovo a Washington e ho raccontato questa storia ai miei amici, docenti universitari e studenti di tutto il mondo: ridono, ridono dicendo: Ah, the Italians.
Vaglielo a spiegare che non tutti gli italiani sono uguali”.
Giordano Bruno Guerri
Un paio di osservazioni:
per tenere “segreto” questo accordo sottobanco quante persone del sindacato e dell’Inps son dovute essere corrotte? Come? Con altrettante pensioni gonfiate?
Dopo la pubblicazione della alquanto sporca faccenda qualche funzionario con coscienza sporca chiederà protezione alle istituzioni verso eventuali e probabili ritorsioni di “brigate rosse” o “comunisti combattenti” particolarmente sensibili di fronte ai traditori della causa?
saluti




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