TREVISO. Cinquecento «invadono» piazza dei Signori per protestare contro le esternazioni sugli immigrati
Girotondo degli anti-Gentilini
Il sindaco: quello è un girone dantesco, ne faremo polpette
Michela Santi
TREVISO. «Treviso non è razzista». L'hanno detto ieri mattina in cinquecento, formando un serpentone lungo tutto Calmaggiore, dal duomo a piazza dei Signori. L'altra Treviso, quella che non ha condiviso le esternazioni del sindaco Gentilini durante l'occupazione del Duomo da parte degli sfollati magrebini, si è impadronita per un'ora del cuore della città.
Slogan e cartelloni colorati hanno accompagnato la manifestazione festosa: da «esiste una sola razza, quella umana» a «siamo tutti leprotti». Il sindaco Gentilini, intervenuto al 31º raduno degli alpini tenutosi a Cison, ha liquidato il girotondo definendolo «un girone infernale dantesco». E ha aggiunto: «Guai a chi tocca il sindaco, ne farò polpette».
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«Treviso non è razzista». L'hanno detto ieri mattina in cinquecento, formando un serpentone lungo tutto il Calmaggiore, dal duomo a piazza dei Signori. L'altra Treviso, quella che non ha condiviso le esternazioni del sindaco Gentilini durante l'occupazione del duomo da parte delle famiglie marocchine sgomberate da Borgo Venezia, quella che non si sente appartenente a nessuna «razza Piave», si è impadronita per un'ora del cuore della città.
Bambini, anziani, studenti, famiglie, politici e attivisti del volontariato, insegnanti e operai. Si sono ritrovati in piazza, mano nella mano, hanno unito il loro dissenso ai messaggi lanciati dal sindaco contro gli immigrati con un lungo, ritmato applauso che a mezzogiorno si è confuso con le campane a festa del duomo. Il girotondo trevigiano nasce spontaneo dai cittadini che non si rassegnano di vivere in una città chiusa, selettiva e ostile verso gli immigrati. Ieri mattina, i cittadini sono arrivati al duomo, a gruppi o da soli, con carozzine o con i cagnolini al guinzaglio, seguendo il tam tam, diffuso in pochi giorni attraverso il passaparola, gli sms o via e-mail. Comitato M21, associazionismo cattolico, comitato S.Artemio, Amici della Storga, comitati contro la guerra e associazioni di solidarietà: prevale però l'adesione a titolo personale, che vale anche per i consiglieri Sbarra (Ds), Zoccarato (Margherita), Atalmi (Comunisti Italiani), Anna Mirra (Verdi). Presente anche il segretario provinciale di Rifondazione Sabbiucciu e il consigliere regionale Ds Costantini. I quattro organizzatori, Raffaella Frattini, Paola Bruttocao, Sergio Costanzo, Luisa Tosi, hanno organizzato l'appuntamento in poco tempo, lasciando poi che la manifestazione si svolgesse in modo spontaneo. «L'idea di promuovere un girotondo - spiega Raffaella Frattini - è nata da una domanda posta dallo storico Gallimani, che in riferimento alle famiglie e ai bambini accampati sotto il colonnato del duomo per una settimana, si è chiesto perché i cittadini non si indignassero. Così ho preso contatto con alcuni amici». E ieri mattina «l'indignazione» si è espressa in modo festoso, con un serpentone umano variegato, accompagnato da aloa, applausi e slogan. Al tavolo di partenza, alle 11, campeggiano ironici sacchetti con l'acqua dei fiumi del mondo, etichettati «razza Paranà», «razza Gange», «razza Niger», «razza Tamigi».
Gli adulti attaccano al collo cartelli che invitano «Tutti in piazza per dire no alla razza», o che specificano «Esiste una sola razza, quella umana», e riferendosi a una delle frasi celebri del sindaco, «Siamo tutti leprotti».
«La mia è un'adesione data col cuore - commenta il professor Ernesto Brunetta - con lo sgombero di Borgo Venezia, sono stati messi in discussione i diritti fondamentali dell'uomo, il primo dei quali è il diritto a una vita dignitosa. Manca un piano alternativo per superare la tensione abitativa tra le fasce deboli». Il poeta e insegnante Lello Croce fa un appello all'associazione Alpini: «Un corpo glorioso e noto per il soccorso a chi è in difficoltà, dopo quello che è successo al duomo, dovrebbe togliere la penna al sindaco».
Seck, senegalese, operaio, residente a Treviso, entra nel cerchio con un bambino africano adottato da una famiglia trevigiana, mentre scroscia l'applauso e decollano gli slogans: «No al razzismo», «Tutti diversi, tutti uguali». Tra i trevigiani c'è anche Brahim Himouda, uno degli sfollati di borgo Venezia. Il consigliere dei Verdi Anna Mirra esprime la sua indignazione: «Non esiste una razza Piave, il Veneto è un crogiuolo di popoli. ------------Se poi si osserva il profilo del sindaco si possono notare tratti ebraici, confermati dal suo cognome che potrebbe derivare da Gentili, i convertiti».--------------------------------------------------------
Il serpentone che scivola veloce verso piazza dei Signori trascina tutti. Maddalena Giordano e il marito Gianluca hanno portato tutti e quattro i figli Pieralberto di 8 anni, Lorenzo di 6, Margherita di 4, Jacopo di 3. «L'opposizione di sinistra a Treviso dov'è? - si chiede Maddalena - se si possono mettere sulla strada donne e bambini, vuol dire che si permette che succedano. Sono qui per insegnare ai miei figli la tolleranza, che non ha colore, ma è la condizione principale di ogni convivenza civile». «E' curioso - aggiunge l'attore Mirko Artuso - non riuscire a girare intorno a qualcosa. Ma l'adesione di oggi è entusiasmante». Enzo nel cartello che si è fabbricato cita Mario Rigoni Stern: «Le vada in mona le piccole patrie» e manda una frecciata a Gentilini: «Per stare nei termini in cui la mette il sindaco, Gentilini non è un trevigiano doc, ma un montanaro inurbà». Nel prossimo consiglio comunale al sindaco sarà consegnato in dono il libro «L'arte di tacere» di Abate Dinouart, con le firme dei manifestanti. L'appuntamento è ora per il 15 settembre, per il «The humanity day», con i disobbedienti dei centri sociali, in contrapposizione alla festa della Padania a Venezia.




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