Re: Re: ERO UN BALILLA - come si stava allora ?
Citazione:
Caro Ferruccio abiti ancora a Milano? In caso affermativo e sempre se lo volessi potremo incontrarci, gradirei molto ascoltarti mentre racconti quanto stai riportanto nel forum.
Grazie e vedrò di incontrarti. Non abito più a Milano ma ci vengo ogni tanto un poco per lavoro un poco per... nostalgia.
Pensa che da decenni il giorno di Ferragosto lo passo a Milano girando in macchina: più o meno la stesa cosa di Nanni Moretti in "Caro diario". Poi al pomeriggio vado a trovare due mie ziette, una di novantaquattro e l'altra di ottantanove anni.
MILAN ET PEU PU! Milano e niente più d'altro.
A presto. :qi :qi
Re: Re: ERO UN BALILLA - come si stava allora ?
Citazione:
Caro Ferruccio abiti ancora a Milano? In caso affermativo e sempre se lo volessi potremo incontrarci, gradirei molto ascoltarti mentre racconti quanto stai riportanto nel forum.
Grazie e vedrò di incontrarti. Non abito più a Milano ma ci vengo ogni tanto un poco per lavoro un poco per... nostalgia.
Pensa che da decenni il giorno di Ferragosto lo passo a Milano girando in macchina: più o meno la stesa cosa di Nanni Moretti in "Caro diario". Poi al pomeriggio vado a trovare due mie ziette, una di novantaquattro e l'altra di ottantanove anni.
MILAN ET PEU PU! Milano e niente più d'altro.
A presto. :qi :qi
ERO UN BALILLA 1937-1939 5 MESSAGGIO
Scavando nella memoria ho cercato di ricordare qualche cosa in
famiglia o a scuola che si collegasse in un modo o nell'altro alla situazione generale , una qualche "spia" che recepisse gli umori
in famiglia in rapporto al fascismo ed agli accadimentio di quegli anni.
Un ricordo sovrasta gli altri e mi e' tornato subito alla memoria.
Dovevano essere i primi mesi del 1938 e stavo con mia mamma a fare i compiti.Si parlava forse di geografia quando mia mamma se ne usci' esattamente con questa frase:CHISSA' COME ANDRA A FINIRE CON QUESTA FACCENDA DELL'ABISSINIA !
Questa frase non mi pIacque ed io rimproverai bruscamente la mamma di dubitare dell'Italia manifestando sfiducia nei riguardi dell'impresa di AbissiniA che se anche era ormai terminata con la proclamazione dell'Impero tuttaviA evidentemente aveva creato situazioni di tensione tra noi ed altri e problemi vari.
Cio' me lo ricordo perche' mia madre mi rimprovero' fin che campo' per la bruschezza dei miei modi in quell'occasione.Ne ebbi anche rimproveri da mia papa' e mio nonno.ASnche una bella sculacciata.
Quanto aveva espresso mia madre era evidentemente la
constatazione di una situazione non tranquilla ed in fondo una prima quasi impercettibile frattura con il regime.C'era in quelle
parole la sensazione di una paura che le cose potessero
mettersi male.Era l'espressione di una inquietudine ed e' in fondo
il segno che l'idillio con il fascismo cominciava ad incrinarsi.
Ricordo anche che i sentimenti antitedeschi o a Milano aumentavano e ce ne era un eco anche nei dfiscorsi in famiglia.
Ricordo anche le celebrazioni per il 90 ° delle Rivolta del Marzo 1848 imponenti e certamente atte piu' ad amplificare i sentimenti antitedeschi che certamente a sopirli.Grandi applausi per un reduce Garibaldino non so se dei Mille o delle Argonne.
Mal digerita era stata anche la visita di Ribbentropo a Milano ( questo l'ho saputo dopo ).
Ricordo comunque bene che i miei dicevano che assolutamente noi non potevamo stare con i tedeschi.Era un odio non molto
razionale perche' in fondo ai tedeschi dovamo molto (Sadowa ,Sedan soprattutto ) ma tant'e'.Era cosi'.
Per la Guerra di Spagna questa era chiaramente meno sentita
che quella d'Abissinia.Non c'era quell'entusiasmo che c'era stato per la guerra in Etiopia anche se a scuola se ne parlava molto
e anche se seguivamo le imprese dei legionari italiani specie sulla Domenica del Corriere.Ma il trasporto era minore ed in casa poi non se ne parlava proprio.
Vennero anche le leggi razziali del 38.L'unica eco che ne ebbi fu una frase di mia madre che disse come gli ebrei facevano sempre un poco " nazione " a se ma non c'era astio nelle sue parole.Oltre
al resto avevamo un buon cliente nella persona di una impresario edile di Milano., israelita ,uomo integerrimo ed onestissimo che tra l'altro falli' alla fine degli anni cinquanta per non avere accettato mai il sistema delle tangenti,stecche,buste etc,.etc. C'era gia' da allora la MILANO DA BERE ma non se ne parlava proprio.Intendo dire subitoopo la fine della guerra non prima.
Prima tale sistema non esisteva o quasi e comunque non faceva parte del mondo imprenditoriale di Milano.
Cosa possa ricordare ora:una cosa importante.Avendo imparato
a leggere ebbi in regalo il mio primo librao:era LE AVVENTURE DI
TOM Sawer di Mark Twain seguito da Storie della storia del mondo una libro divertente sul mondo mitologico dei Greci. Storie di Dei,Dee etc.
E per oggi basta.Spero di non avervi annoiato.Proseguiro' nei giorni prossimi con altri ricordi sul periodo 1937-.1939
Dimenticavo.nel 38 mio nonno mi porto' in piazza del Duomo a
Milano a sentire parlare il Duce.Io non ricordo cosa disse.
Vedevo solo in fondo alla piazza la sua gran pelata che
sberluccicava al sole.La cosa che ricordo di piu' erano delle enormi fiamme fatte di strisce di carta che sventolavno agitate da ventilatori.
Attiravano la mia attenzione piu' di qualsiasi altra cosa.
Un saluto
ERO UN BALILLA 1937-1939 5 MESSAGGIO
Scavando nella memoria ho cercato di ricordare qualche cosa in
famiglia o a scuola che si collegasse in un modo o nell'altro alla situazione generale , una qualche "spia" che recepisse gli umori
in famiglia in rapporto al fascismo ed agli accadimentio di quegli anni.
Un ricordo sovrasta gli altri e mi e' tornato subito alla memoria.
Dovevano essere i primi mesi del 1938 e stavo con mia mamma a fare i compiti.Si parlava forse di geografia quando mia mamma se ne usci' esattamente con questa frase:CHISSA' COME ANDRA A FINIRE CON QUESTA FACCENDA DELL'ABISSINIA !
Questa frase non mi pIacque ed io rimproverai bruscamente la mamma di dubitare dell'Italia manifestando sfiducia nei riguardi dell'impresa di AbissiniA che se anche era ormai terminata con la proclamazione dell'Impero tuttaviA evidentemente aveva creato situazioni di tensione tra noi ed altri e problemi vari.
Cio' me lo ricordo perche' mia madre mi rimprovero' fin che campo' per la bruschezza dei miei modi in quell'occasione.Ne ebbi anche rimproveri da mia papa' e mio nonno.ASnche una bella sculacciata.
Quanto aveva espresso mia madre era evidentemente la
constatazione di una situazione non tranquilla ed in fondo una prima quasi impercettibile frattura con il regime.C'era in quelle
parole la sensazione di una paura che le cose potessero
mettersi male.Era l'espressione di una inquietudine ed e' in fondo
il segno che l'idillio con il fascismo cominciava ad incrinarsi.
Ricordo anche che i sentimenti antitedeschi o a Milano aumentavano e ce ne era un eco anche nei dfiscorsi in famiglia.
Ricordo anche le celebrazioni per il 90 ° delle Rivolta del Marzo 1848 imponenti e certamente atte piu' ad amplificare i sentimenti antitedeschi che certamente a sopirli.Grandi applausi per un reduce Garibaldino non so se dei Mille o delle Argonne.
Mal digerita era stata anche la visita di Ribbentropo a Milano ( questo l'ho saputo dopo ).
Ricordo comunque bene che i miei dicevano che assolutamente noi non potevamo stare con i tedeschi.Era un odio non molto
razionale perche' in fondo ai tedeschi dovamo molto (Sadowa ,Sedan soprattutto ) ma tant'e'.Era cosi'.
Per la Guerra di Spagna questa era chiaramente meno sentita
che quella d'Abissinia.Non c'era quell'entusiasmo che c'era stato per la guerra in Etiopia anche se a scuola se ne parlava molto
e anche se seguivamo le imprese dei legionari italiani specie sulla Domenica del Corriere.Ma il trasporto era minore ed in casa poi non se ne parlava proprio.
Vennero anche le leggi razziali del 38.L'unica eco che ne ebbi fu una frase di mia madre che disse come gli ebrei facevano sempre un poco " nazione " a se ma non c'era astio nelle sue parole.Oltre
al resto avevamo un buon cliente nella persona di una impresario edile di Milano., israelita ,uomo integerrimo ed onestissimo che tra l'altro falli' alla fine degli anni cinquanta per non avere accettato mai il sistema delle tangenti,stecche,buste etc,.etc. C'era gia' da allora la MILANO DA BERE ma non se ne parlava proprio.Intendo dire subitoopo la fine della guerra non prima.
Prima tale sistema non esisteva o quasi e comunque non faceva parte del mondo imprenditoriale di Milano.
Cosa possa ricordare ora:una cosa importante.Avendo imparato
a leggere ebbi in regalo il mio primo librao:era LE AVVENTURE DI
TOM Sawer di Mark Twain seguito da Storie della storia del mondo una libro divertente sul mondo mitologico dei Greci. Storie di Dei,Dee etc.
E per oggi basta.Spero di non avervi annoiato.Proseguiro' nei giorni prossimi con altri ricordi sul periodo 1937-.1939
Dimenticavo.nel 38 mio nonno mi porto' in piazza del Duomo a
Milano a sentire parlare il Duce.Io non ricordo cosa disse.
Vedevo solo in fondo alla piazza la sua gran pelata che
sberluccicava al sole.La cosa che ricordo di piu' erano delle enormi fiamme fatte di strisce di carta che sventolavno agitate da ventilatori.
Attiravano la mia attenzione piu' di qualsiasi altra cosa.
Un saluto