Questo termine spregiativo fu coniato nel lontano 1975 per bollare la pubblica adesione di alcuni intellettuali cattolici al PCI di Berlinguer.
Usatissimo ancor oggi dai sostenitori del Centrodestra per definire, sempre con intento spregiativo, quelle persone di matrice cristiano cattolica alleati colla Sinistra.
Esistono, per converso, anche i cattofascisti.
Quei cattolici della CDL alleati col PNF-MSI-AN.
Ma siccome noi diessini siamo gente mite e beneducata ci asteniamo dal sottolinearlo.
Che nel vasto corpaccione della DC trovassero usbergo tanti modi diversi di intendere l' impegno politico dei cattolici è cosa arcinota.
Inevitabile che colla scomparsa della Balena Bianca e l' arrivo del maggioritario, le varie correnti imboccassero strade diverse.
Cosa li distingue dai loro cugini cattofascisti?
Essenzialmente una più stretta aderenza ai dettami del Vangelo che non a quelli della Curia vaticana.
Una più marcata sensibilità e disponibilità ai bisogni di quei soggetti che pur esistono nella nostra società:
gli omosessuali, le coppie di fatto, le ragazze madri.
Un più forte impegno tra i poveri e i diseredati, piuttosto che in sacrestia o nei palazzi del potere.
Son solidali con tutti quei movimenti che nel pianeta si battono per assicurare un futuro di speranza ai poveri del 3° e 4° mondo.
Son sensibili a uno sviluppo più equo e solidale, più rispettoso della dignità umana che non delle ragioni del profitto ad ogni costo.
Queste son utopie per i cattofascisti. Vani buonismi.
Essendo più tradizionalisti sostengono che la difesa di valori quali Dio Famiglia Patria, i primi due risalenti a secoli fa, bastino e avanzino per definire l' impegno politico di ogni buon cattolico e che non convenga cercarne altri.
Essi vedono di buon occhio una sempre più marcata influenza ed intromissione nella vita politica italiana della gerarchia vaticana.
Vedono la Chiesa romana minacciata dal proselitismo delle altre confessioni, sebbene la cattolica sia l' unica tra le grandi religioni monoteiste che fa del proselitismo il dovere di ogni buon credente.
Son convinti che difendere gli interessi della Curia e delle loro Eminenze equivalga a difendere la religione.
Chi ha ragione, chi è più bravo cattolico?
Non mi pronuncerò, visto che io stesso sono credente e malgrado multum peccavit sed fidem non negavit.
Ma certo il mio cuore batte più per Rosy Bindi che per Formigoni.
E più che della salute del clero mi preoccupo della laicità dello Stato.
Gianni Guelfi




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